martedì 20 febbraio 2018

Mini pudding ai lamponi




Qualche giorno fa abbiamo festeggiato la Pie night, una serata tra amici, in cui ognuno poteva "portare virtualmente " una pie salata e/o una pie dolce/pudding, ed è stato un successo, avevate dubbi?
Per l'occasione ho preparato questi mini pudding, per la ricetta ho attinto da questo sito  inglese naturalmente personalizzandolo, il frutto della passione è difficoltoso da trovare, mentre i lamponi li ho in freezer e sono del mio orticello!
L'impasto mi sembrava un po' duretto, non avevo molta fiducia sulla consistenza, e invece sono davvero ottimi, a tutte le temperature e questo mi sembra un bel traguardo!
Ecco la ricetta!







Ingredienti per 4 mini pudding

80g di burro a pomata
80g di zucchero
80g di farina
250g di lamponi
3 cucchiai di zucchero di canna
1 limone bio (scorza)
2 uova
gelato alla vaniglia





Lavare i lamponi velocemente, asciugarli e mettere da parte 16 lamponi interi.
Preparare la salsa di lamponi: mettere il resto dei lamponi con lo zucchero di canna in un polsonetto e mettere sul fuoco, mescolare fino a formare una salsa liquida. Far raffreddare.

Montare il burro con lo zucchero, unire la scorza di limone grattugiata e un uovo alla volta , non aggiungere il secondo fino a quando non si è incorporato il primo.
Aggiungere la farina setacciata, e mescolare bene.
Ungere i pirottini monoporzione in alluminio, mettere sul fondo i lamponi equamente divisi e porzionare l'impasto.
Cuocere a bagnomaria in forno già caldo (aggiungere nella teglia in cui si pongono i pirottini acqua già bollente) a 180°C per 25 minuti funzione lievitati.
Servire tiepidi, con la salsa ai lamponi e una pallina di gelato.

Questa ricetta ha partecipato alla Pie Night, ideata da Roberta, del gruppo Pie donne & Pies



lunedì 19 febbraio 2018

Zuppa di pomodori, rape e ceci all'orientale


Oggi a Light and Tasty si parla di Rape!
Rape nel senso allargato del termine, che va dalla barbabietola bianca, rossa, alle cime di rapa passando per le classiche rape bianche.

Sono "verdure povere", poco utilizzate nonostante abbiano proprietà interessanti per la salute.
Le rape, appartenendo alla famiglia delle Crucifere o Brassicacee  sono alimenti ricchi di vitamine, A e β-carotene, C, gruppo B e Acido Folico. In particolare, per quanto riguarda la vitamina C pare che ne contengano molto più che le arance.
Sono ricche inoltre di sali minerali come fosforo, calcio (le crucifere ne sono la principale fonte di origine vegetale), ferro utile nell’anemia e potassio utile nel controllo della pressione sanguigna.
100 gr di rape hanno circa il 90% di acqua, mentre il resto è suddiviso tra glucidi, proteine e sali minerali per tale motivo, sono alimenti ipocalorici (circa 20 Kcal ogni 100g) e perciò adatti a tutti coloro che vogliono seguire un corretto stile di vita.

Per questa ricetta si utilizzano le rape bianche, e sono un ingrediente essenziale, anche se sembra poco rappresentato,  caratterizzano infatti questa zuppa con il loro sapore minerale.
Questa ricetta viene dalla rubrica Keep calm and what's for dinner e da quando l'ho conosciuta l'ho già riproposta diverse volte ai miei commensali.
E' possibile considerarla un piatto unico, per la presenza dei ceci che lo rende un pasto completo dal punto di vista nutrizionale.
Buon appetito!



Ingredienti per 4 persone

800g di Pomodori pelati
(480 pomodori pelati sgocciolati, 320g di passata)
240g di ceci sgocciolati
1 litro di brodo di  vegetale
2 cipolle
1 carota
2 rape bianche
3 spicchi di aglio
1/2 cucchiaino di cumino
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 pizzichi di spezie (pepe bianco, zenzero in polvere, noce moscata e chiodi di garofano)
1 cucchiaino di zucchero
1 mazzetto di coriandolo fresco
sale e pepe




Sbucciare le cipolle, l'aglio, le carote  e le rape.
Affettare le cipolle e tagliare a piccoli cubetti carote, rape e aglio
In un casseruola scaldare l'olio, rosolare la cipolla e l'aglio, dopo qualche minuti unire le carote e le rape. Cuocere per 4-5 minuti poi aggiungere i pomodori pelati e la passata.
Versare il brodo di carne, aggiustare di sale e pepe.
Avvenuto il bollore, cuocere a fuoco basso per circa 30  minuti.
Mescolare di tanto in tanto.
Aggiungere i ceci sgocciolati, aromatizzare con le spezie e il cumino.
Proseguire la cottura per altri 15 minuti.
Versare la zuppa nei piatti di servizio e cospargete con coriandolo tritato.


Ecco altre ricette con rape, cime di rapa, barbabietole & C:

Sformato di cavolfiore e cime di rapa  di Carla Emilia

Torta salata con barbabietola e caprino di Daniela

Cime di rapa, patate e carote di Maria Grazia

Crema di barbabietola rossa, sedano rapa e yogurt di Milena

Insalata di riso, grano saraceno e semi di chia con barbabietola cruda, noci e prosciutto di Simona

martedì 13 febbraio 2018

Tarte tatin di mele affumicate e rosmarino con gelato alla vaniglia


Questo mese all'MTC si affumica!
E già, la vincitrice dello scorso mese è Greta del blog Greta's corner, è una bravissima blogger e in cucina ha proprio una marcia in più!
Siamo state assieme in brigata al castello di Colorno diversi anni fa, avevamo preparato  un souffle di parmigiano e lo servivamo caldo abbinato ad un gelato.
Ho voluto ripresentare anche qui la stessa sensazione caldo-freddo, quindi ho preparato un gelato alla vaniglia, da abbinare ad un classico della cucina francese, la tarte tatin, dove però le mele sono state affumicate con legno di melo e rosmarino!
La tecnica dell'affumicatura mi ha davvero affascinato, ho provato affumicare di tutto, da cipolle a carne, passando per i molluschi, spero di riuscire a pubblicare anche qualche altro esperimento... Grazie Greta!!!



Ingredienti

Tarte Tatin (diam 20cm):
3 mele golden
150g di farina debole
125g di burro
1 uovo
80g di zucchero
1 pizzico di sale

Wet rub:
50g di zucchero
1 rametto di rosmarino
2 limoni

Affumicatura:
legno di melo
1 rametto di rosmarino

Gelato alla vaniglia:
250g di latte fresco intero
100g di zucchero,
3 tuorli
1 cucchiaino di maizena
2 bacche di vaniglia


Per preparare il gelato alla vaniglia: scaldare il latte con la vaniglia (aprire la bacca togliere i semini, inserirli nel latte e lasciare pure la bacca), nel mentre si monta lo zucchero con i tuorli e la maizena utilizzando fruste elettriche, versare poi  il latte a filo mescolando.

Mettere sul fuoco il composto  e portarlo a 85°C, sempre mescolando accuratamente.
Raffreddare subito utilizzando una ciotola di acqua e ghiaccio in cui immergere la pentola.

Passare in frigo almeno 1 ora, inserire nel mantecatore della gelatiera e utilizzarla come indicato dal libretto d'istruzioni.

Trasferire in vaschetta d'alluminio, coprire con carta forno ben aderente e chiudere con tappo e lasciare in freezer per almeno 2 ore.

Preparare la pasta: nel mixer inserire la farina con il sale e 75 g di burro freddo a pezzetti, azionare  fino a ottenere un composto sbriciolato. Unire 2 cucchiai di acqua freddissima, mixare  fino a ottenere una palla di pasta.
Avvolgere in pellicola e lasciala riposare in frigo per almeno 1 ora.

Preparare il wet rub: sbucciare le mele, tagliarle a 1/3  (formare 3 spicchi per ogni mela, a mio parere è la dimensione ideale per la tarte tatin), eliminare il torsolo con lo scavino e irrorale con il succo di 1 limone, lo zucchero e aromatizzare con buccia del limone grattugiata e  rosmarino. Chiudere con pellicola e attendere un paio di ore in modo da far perdere acqua di vegetazione dalla frutta.

Per l'affumicatura: bagnare bene il legno per affumicare, posizionarlo sul fondo di una pentola pastaiola foderata con alluminio, unire rametti di rosmarino, metterlo sul fuoco alto fino a vedere che si forma una colonna di fumo consistente. Prendere le mele, forarle con uno stuzzicadente (in modo che assorbano meglio l'affumicatura), metterle nel cestello e posizionarlo nella pentola, chiudere con il coperchio, abbassare la fiamma e cuocere per 25-30 minuti.

Togliere il cestello e far raffreddare le mele.

Per la tarte tatin: prendere la teglia (diam 20cm), spennellare con il burro e mettere tanti fiocchetti sul fondo (era rimasto 50g di burro), posizionare sul fuoco piccolo e accendere la fiamma bassa, quando il burro è fuso unire lo zucchero e attendere che caramelli (colore dorato).
Togliere dal fuoco, posizionare le mele con la parte scavata verso l'alto.
Con un mattarello stendere la pasta in una sfoglia di 1/2 cm di spessore e trasferirla sopra le mele. Spingere i bordi della pasta verso il basso, fra le mele e il bordo dello stampo.
Bucherellarla per evitare che si gonfi in cottura.

Cuocere la tarte in forno già caldo a 200°-220° C per circa 30 minuti.
Togliere dal forno, attendere 5 minuti prima di girala sul piatto di portata (io metto sempre un foglio di carta forno sul fondo della teglia perchè temo che quando si forma le mele rimangano attaccate al fondo).
Servire tiepida con una quenelle di gelato alla vaniglia.



Con questa ricetta partecipo alla sfida n.70 dell'MTC

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lunedì 12 febbraio 2018

Polenta di ceci con polpo in umido


Oggi a Light and Tasty si parla di farine alternative.
Questo è un tema molto vasto, in pratica si cerca di proporre ricette senza l'utilizzo delle classiche farine di frumento.
Queste farine alternative le possiamo dividere in farine di cereali poco noti, a farine di legumi o farine di frutta secca o farine derivante da ortaggi o vegetali (quali la farina di grano saraceno).

Personalmente ho voluto utilizzare la farina di ceci, che si ricava dai ceci essiccati, che sono legumi.
E' un prodotto molto nutriente ed energetico, contiene grassi e una discreta quantità di acidi grassi polinsaturi, proteine vegetali, fibre, vitamine del gruppo B ( B1, B2, B3, B5, B6) e dei gruppi C ed E.
I ceci sono anche ricchi di saponine, utilissime per diminuire i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, nonché di minerali, come il ferro, il calcio e il fosforo.Quindi perchè non consumarli più spesso?

La ricetta della polenta di ceci l'ho tratta dalle ricette KEEP CALM AND WHAT'S FOR DINNER? una rubrica di ricette veloci e sfiziose ideali per la cena. La ricetta era stata preparata da Giuliana Fabris - La gallina vintage e la versione pubblicata era Polentina di ceci alle erbe e ragu di pescatrice in bianco. 
Ho aggiunto poi un sugo di polpo per contrastare il colore della polenta e anche la consistenza, il risultato è stato apprezzato e la rifarò a breve!




Per 4 persone

800 g polpo
200 g farina di ceci
1 scalogno
1 mazzetto composto da rosmarino, salvia, alloro
4 cucchiai olio evo
10 pomodorini freschi
2 cucchiai di passata di pomodoro
prezzemolo
peperoncino
sale



Portare a bollore 1,5 l di acqua insieme a una presa di sale e il mazzetto aromatico nel bimby.
Setacciare la farina in una ciotola e quando l'acqua bolle, aggiungere 1 cucchiaio di olio, togliere il mazzetto aromatico e poi versare la farina a cucchiaiate, mantenendolo a vel. 3.
Continuare la cottura per 40 minuti a vel. 3 temp. 100°C.
Se non si possiede il bimby è possibile versare a pioggia la farina, dopo averla setacciata, e continuare a mescolare con la frusta per 40 minuti.

Polpo in umido: pulire il polpo, rovesciare la sacca, togliere occhi e, lavare sotto acqua corrente.
Lessare in acqua bollente  non salata per 20 minuti.
In una padella far soffriggere lo scalogno tritato, aggiungere il polpo tagliato a rondelle, i pomodorini, la salsa e il peperoncino.
Far cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti.
Spolverizzare con prezzemolo tritato.

Servire la polenta di ceci con il polpo in umido, il tutto ben caldo.


Ecco altre possibilità di utilizzo di farine alternative, sono spunti utili per ampliare questo argomento:

Ciambella al limone di  Carla Emilia

Cuori di grano saraceno con pomodorini gialli e rossi di Daniela

Muffins con farina di carote, uvetta e cioccolato di Milena

Cookies di grano saraceno all’olio evo, cranberries e lime  di Simona

domenica 11 febbraio 2018

Lagane e ceci per Quanti modi di fare e rifare


Oggi con Quanti modi di fare e rifare ci trasferiamo in Basilicata, una regione poco conosciuta e pubblicizzata, purtroppo, ma che possiede bellezze naturali e architettoniche uniche non dimentichiamo che Matera è patrimonio.
E la gastronomia? E' una gastronomia legata al territorio, piatti dagli ingredienti poveri, e il piatto che andiamo a preparare è testimone di questa tendenza.
Prepareremo le lagane con i ceci!
Le lagane sono della specie di tagliatelle larghe e non troppo lunghe fatte di farina di semola di grano duro e acqua, tirate con il mattarello o con la macchinetta.
Non devono essere troppo sottili, ma nemmeno troppo spesse, la pasta deve essere ruvida così da attaccarsi meglio al sugo, per questo consiglio di cospargerla di semola prima dell'ultimo passaggio ai rulli o con il mattarello.
Ma passiamo alla ricetta, che è favolosa nella sua semplicità, inoltre poi vi ricordo che è un piatto unico avendo pasta e legumi, quindi risulta pure salutare!



Ingredienti per 4 persone

250 g di ceci
rosmarino
2 spicchi d'aglio
1 scalogno
peperoncino rosso (io ho messo la crema)
4 cucchiai di  olio evo
sale
350 g di farina di semola di grano duro



Mettere in ammollo i ceci per 24 ore, poi lessare in abbondante acqua e un rametto di rosmarino.

Mettere la farina sulla spianatoia, fare la fontana e versare al centro un pizzico di sale e tanta acqua tiepida quanto basta per ottenere una pasta liscia e di giusta consistenza.
Impastareavorarla energicamente in modo da ottenere una pasta ben liscia. Lasciare riposare per 30 minuti.
Stendere l'impasto con il mattarello o con la macchinetta (io questa penultima tacca come spessore), portare in sfoglia finita in almeno tre passaggi diminuendo lo spessore gradualmente.
Tagliare delle tagliarelle piuttosto larghe circa 2-3 cm, irregolari e disporle su un vassoio coperta con un canovaccio.

Preparare il sugo: scaldare l'olio, l'aglio e lo scalogno tritato, unire il peperoncino e i ceci scolati. Aggiustare di sale.
Lasciare insaporire per 10-15 minuti, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua.
Frullare circa metà dei ceci e riunirli al sugo.

Far bollire abbondante salata, buttare le lagane e far cuocere per un paio di minuti dopo che hanno raggiunto di nuovo il bollore.
Scolarle e saltarle nel sugo di ceci, aggiungendo anche qualche cucchiaio di acqua di cottura.
Servire ben caldo.




Con questa ricetta partecipo alla rubrica:

Quanti modi di fare e rifare!

sabato 10 febbraio 2018

La mia putizza


La putizza nell'immaginario familiare è sempre stato considerato un dolce buonissimo e difficilissimo da realizzare.
Tutto questo era dovuto ad una zia acquisita di origine friulana che ad ogni Natale o Pasqua venisse invitata declamava sempre questo dolce meraviglioso, farcito di ogni ben di Dio, che segnava le sue feste da bambina. Purtroppo in cucina era una ciofeca, cucinava i soliti 4 piatti (con la polenta però non la batteva nessuno!), e questo la giustificava sul fatto di non provare assolutamente a cimentarsi con la putizza.
Quando lo scorso 28 gennaio Giornata Nazionale della Putizza /gubana sul Calendario del Cibo Italiano Roberto Zottar ha descritto così bene questo dolce, con la sua storia e la geografia, ho ricordato le parole della zia e la voglia di mettermi alla prova ha prevalso, complice naturalmente è stato il contest.
Ed eccomi qui a presentare la mia putizza per il contest: impasto viene da un mix delle ricette proposte da Roberto e la farcitura dai gusti di mio figlio, albicocche essiccate, il cioccolato fondente, gli amaretti bagnati in marsala aromatizzato alle mandorle.


Ingredienti per la pasta

15 g di lievito di birra
500g di farina (W340; P/L0,60)
150ml di latte tiepido
90g di burro
80 g di zucchero  a velo
1 arancia bio (scorza grattugiata)
1  limone bio (scorza grattugiata)
un uovo intero e 2 tuorli

250g di albicocche secche
200ml di marsala alle mandorle
100 cioccolato fondente al 75%
100g di amaretti sbriciolati

1 uovo intero con 2 cucchiai di acqua

Preparare il lievitino: sciogliere il lievito in 75ml di latte a temperatura ambiente e 3 cucchiai colmi di farina presi dal totale. Mescolare bene con una forchetta in modo da formare un composto piuttosto morbido, lasciare lievitare fino al raddoppio (30-40 minuti).

Mettere in ammollo le albicocche,  dopo averle lavate con acqua corrente e tagliate in 4/6 pezzi, in 200ml di marsala aromatizzato alle mandorle.

Preparare l'impasto: inserendo nell'impastatrice il resto della farina, lo zucchero le bucce grattugiate, il pizzico di sale, il latte rimanente, l'uovo intero e due tuorli.
Unire il lievitino lievitato. 
Impastare, quando l'impasto risulta incordato aggiungere a cucchiaini il burro a temperatura ambiente e lasciare lievitare per 2 ore circa.

Riprendere l'impasto e stenderlo in una lunga striscia dello spessore di circa 1cm, lunga 80cm e larga circa 20-25cm.
Iniziare a farcire: togliere le albicocche secche dall'ammollo, strizzarle e asciugarle su carta assorbente, sbriciolare gli amaretti e bagnarli con il marsala  rimasto, tritare il cioccolato fondente a coltello.
Cospargere poi albicocche, cioccolato spezzettato e amaretti bagnati sulla striscia.  Arrotolare la striscia per il lato lungo formando una specie di salsicciotto.
Foderare una teglia con carta forno da 30cm di diametro e avvolgere a spirale, come in foto.
Lasciare qualche mm di spazio tra le diverse spire.
Coprire la putizza con pellicola e lasciare lievitare per 1 ora.
Prima di cuocere in forno già caldo a 180°C per 35 minuti, spennellare con un uovo sbattuto in 10ml di acqua.

Attedere 15 minuti prima di togliere dalla teglia, servire tiepida.

mercoledì 7 febbraio 2018

Rose del deserto


Questi sono biscotti d'epoca! O meglio la ricetta è d'epoca... loro sono durati davvero poco!
Infatti, andavano di moda una decina di anni fa e da allora non li avevo più assaggiati.
Quando lo scorso week end mettendo in ordine la dispensa mi esce un mezzo sacchetto di cornflask dimenticato o meglio, acquistato in un momento di salutismo acuto e poi abbandonato!
Mi son ricordata di questi dolcetti e ho subito agito dopo aver recuperato la ricetta nella mia vecchia agenda.
Devo dire che il ragazzo ha gradito, quindi riuscirò a finire a breve il sacchetto di cornflask.
W il riciclo!




Ingredienti
Per circa 25 biscotti

100 g di farina 00
100 g di corn flakes
75 g di zucchero
50 g di uvetta
50ml di marsala
50 g di farina di mandorle
50 g di burro morbido a temperatura ambiente
1 uovo
mezzo baccello di vaniglia
5 g di lievito per dolci
zucchero a velo (a piacere)

Mettere in ammollo l’uvetta in marsala per almeno 15 minuti.
Montare il burro e lo zucchero con  le fruste, aromatizzare con i semi di vaniglia, unire l'uovo intero.
Setacciare la farina con il lievito aggiungerli utilizzando un leccapentola e poi inserire la farina di mandorle e 50g di cornflak tritati con il frullatore.
Aggiungere anche l’uvetta scolata e strizzata.
La consistenza dell'impasto è simile ad una pasta frolla.
Accendere il forno a 180° e in un piatto piano cospargere i corn flakes.
Con le mani strappare un poco di impasto (dimensione poco più di una noce) e poi rotolarlo nei cornflask. facendo attenzione a non sbriciolarli.
Posizionare i biscotti su una teglia rivestita con carta forno e infornare per 15 minuti senza rigirarli.
Controllare spesso la cottura perché i corn flakes potrebbero bruciare, lasciare raffreddare e poi volendo cospargere di zucchero a velo.


lunedì 5 febbraio 2018

Carciofi al gratin



ed è già lunedì!!!
Unica nota positiva dell'inizio della settimana è proprio la nostra rubrica Light and Tasty, una ventata di ricette veloci, semplici e salutari, non credete anche voi?

Oggi parliamo di carciofi, un ortaggio di stagione, che tra qualche settimane troveremo ovunque anche a prezzi davvero scontati.
Inoltre è interessante sottolineare che il carciofo è un ortaggio coltivato non solo a scopo alimentare ma anche a scopo erboristico per le sue proprietà benefiche, soprattutto come depurativo per il fegato.
I carciofi sono costituiti da acqua e fibre vegetali, utili per stimolare il buon funzionamento dell'intestino.
Inoltre presentano preziosi sali minerali, tra i quali troviamo sodio, potassio, fosforo, calcio, ferro e  rame, elementi impiegati dal nostro organismo nella produzione delle cellule del sangue.
I carciofi contengono vitamina C, vitamine del gruppo B, vitamina K, ritenuta utile nella prevenzione dell'osteoporosi.
I componenti che rendono i carciofi speciali sono i flavonoidi: la rutina, la cinarina, considerata utile in caso di disturbi del fegato; questi composti garantiscono effetti antiossidanti ed epatoprotettivi.





Ingredienti per 2 persone

200g di cuori di carciofo
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di pane grattugiato
1 uovo
3 cucchiai di olio evo

Scongelare i cuori di carciofo o mondare i carciofi in modo da ottenere solo il cuore (togliere le foglie esterne, tagliare la punta con le spine, aprire e togliere la barbetta centrale, pelare il pezzetto di gambo). Tagliare a quarti.
Ungere una teglia da forno con un cucchiaio di olio, disporre i carciofi, aggiustare di sale.
Sbattere l'uovo con un paio di cucchiai di acqua e un cucchiaio di parmigiano.
Cospargere l'uovo sulla superficie, e poi spolverizzare con il resto del parmigiano e il pane.
Bagnare con un filo d'olio (il rimanente), infornare a 180°C (forno caldo) per 20-25 minuti, fino a quando non si formerà la crosticina.
Servire tiepidi.

Ecco altre ricette con i carciofi:

Carciofi con patate di Carla Emilia

Penne al mais con carciofi, zucca e ricotta di Daniela

Carciofi all’arancia  di Maria Grazia

Carciofi, cipolline e olive  di Milena

Antipasto di carciofi e salmone affumicato  di Simona

venerdì 2 febbraio 2018

I bassotti


Oggi all'Italia nel piatto si parla di ricette che scaldano il cuore, quelle ricette familiari, delle nonne, quelle ricette che appena assaggiate danno subito quella sensazione di piacere, di casa, di comfort (parola che ora va tanto di moda: comfort food!).

Ho scelto una ricetta classica della cucina romagnola, una pasta all'uovo (che nella mia regione è il vero must), semplice nella preparazione ma ricca di sapori e di sostanza.
Questa è la ricetta della nonna, infatti per le nonne non è un impegno bagnare un pugno di farina con due uova, anzi sono sempre pronte! Non solo,  il brodo di carne loro ce l'hanno sempre, perchè alla sera la minestrina aiuta la digestione e quindi non si può fare senza! Quanto poi a parmigiano e burro, quelli in frigo non mancano mai!

Quindi ecco i bassotti, un nome simpatico, sia pensiate alla mitica Banda, sia pensiate ai cani, per un piatto davvero speciale.. provatelo!




Ingredienti per 4 persone

300g di farina 00
3 uova
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio evo
100g di parmigiano grattugiato
50g di burro
2 cucchiai di pane grattugiato
noce moscata

500ml di brodo di carne





Preparare la pasta all'uovo: fare una fontana con la farina, inserire le uova, il sale e l'olio.

Impastare a mano per almeno 10 minuti a palmo aperto così da aver ben amalgamato il tutto.

Far riposare almeno 15 minuti a temperatura ambiente, coprendo con la pellicola.

Con la macchinetta tirare la sfoglia, fissare dapprima la distanza tra i rulli al massimo. Affettare l'impasto, appiattire una fetta, infarinarla, e passarlo nella macchinetta. Ripetere questa operazione almeno 8-10. Di volta in volta diminuire gradualmente la distanza tra i rulli fino ad ottenere lo spessore definito (consiglio il penultimo foro).

Tagliare le strisce di pasta e lasciarle essiccare sulla tavola di legno per almeno un'oretta girandole spesso.
Eccoli prima di essere infornati

Con la tagliatrice inserita nella macchinetta fare i tagliolini.

Scegliere una pirofila ideale sia per il forno che la tavola, imburrarla abbondantemente, cospargere un poco di pane grattugiato e uno strato di tagliolini, condire con fiocchetti di burro, parmigiano e noce moscata, altro strato di tagliolini, parmigiano, burro e noce moscata e via a finire (vengono 3-4 strati).

Finire con abbondante parmigiano, fiocchetti di burro e un poco di pane grattugiato (la prossima volta provo ad ometterlo).

Aggiungere il brodo caldo, circa metà / tre quarti rispetto al livello dei tagliolini.

Cuocere in forno già caldo a 180°C funzione ventilato con grill per 20-25 minuti (30-40 minuti nel caso si utilizzi pasta secca all'uovo acquistata), fino a quando avranno assorbito il brodo e si sarà formata una leggera crosticina.

Servire dopo qualche minuto dopo l'uscita dal forno.



Ecco altre ricette che scaldano il cuore, delle altre regioni d'Italia...

Valle d'Aosta: Seupetta de Cogne 

Piemonte: Torcetti al burro 

Lombardia: Torta del Paradiso  

Trentino Alto Adige:  Marmor-Kuchen altoatesina 

Friuli Venezia Giulia: Gnocchi di Susine 

Veneto: I crostoli della nonna

Emilia Romagna: I bassotti

Liguria: Ravioli ai carciofi

Toscana: Torta della nonna

Marche: Frittelle di mele 

Umbria: Le ricette della nonna 

Lazio: Maritozzo con la panna

Abruzzo: Pasta e fagioli 

Molise: Pasticcio di pollo in crosta

Puglia: Cime di rape stufate 

Basilicata: Lagane e ceci 

Campania: I taralli all’uovo di nonna Natalia

Calabria: Minestra cu a nduda

Sicilia:  Biancomangiare

Sardegna: Culungionis de pappai biancu (Ravioli di mangiar bianco) 

giovedì 1 febbraio 2018

Semifreddo agli amaretti


Oggi vi presento un classico fine pasto domenicale di casa mia.
Per casa mia intendo la casa dei miei genitori, la casa in cui ho vissuto per 30 anni prima di sposarmi quella casa tradizionale e dai saldi principi che cerco in ogni modo di emulare, senza a volte riuscirci. Un dolce dei ricordi, infatti ogni domenica si preparava un dolcino, proprio per identificare Il Giorno di Festa.
E' un semplice semifreddo d'altri tempi, forse anche un po' demodè, ma pur sempre buonissimo, che si può servire così, tal quale, oppure con una colata di cioccolato caldo, oppure con questo digestivo speciale, come ve lo propongo qui.
L'Antico Rimedio, un digestivo prodotto con uva e amarene cotte insieme a bacche, radici ed erbe, una ricetta di famiglia, una famiglia Reggiane di antiche origini, che preparava ed invecchiava il mosto cotto in tutte le sue forme.
E’ proprio dallo studio di queste antiche ricette, oltre alla sperimentazione che è nato il prodotto di cui parlo.
Il nonno del produttore lo chiamava “la MEDICINA” e ne beveva un cucchiaio dopo i pasti declamandone le “qualità digestive e di lunga vita” . In effetti questa bevanda è una soluzione tampone per la presenza contemporanea di zuccheri ed acidi deboli, come l'acido acetico, malico, citrico  ecc.  e si può dire che a livello gastrico aiuta il riequilibrio del pH consentendo una migliore digestione. Altra proprietà interessante è di essere ricchissima di batteri acetici delle varie specie che vanno ad integrare la flora batterica gastrica con evidente aiuto della digestione stessa.

In più è davvero deliziosa e abbinata a questo dolce freddo a base di amaretti è eccezionale, viene consigliato infatti di berlo in bicchieri orlati di amaretti sbriciolati.


Ma passiamo alla ricetta!



Ingredienti per 4 persone

250g di panna da montare
125g di amaretti
2 tuorli d'uovo
30g di zucchero
3-4 cucchiai di Cointreau

Antico Rimedio





In una terrina montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto morbido e spumoso (deve scrivere).

In un'altra terrina montare la panna ben fredda , aggiungere poi a cucchiaiate il composto di uova, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto.

Pestare finemente gli amaretti (o passarli al mixer) in modo da formare una polvere, bagnarla con il liquore all'arancia.

Unire entrambi le preparazioni, delicatamente per non smontare la panna, mettere in uno stampo da plumcake o in stampi di alluminio monoporzione. Passare in freezer per almeno 4 ore.

Al momento di servire togliere dal freezer circa 20-30 minuti prima, decorare con amaretti sbriciolati e nappare con l'Antico Rimedio.

N.B. in questo semifreddo le uova non sono pastorizzate, ma se ci si attiene a questa preparazione e alla conservazione in freezer fino al consumo, si può evitare. Se preferite pastorizzare è sufficiente aggiungere un cucchiaio di acqua allo zucchero, portarlo a 121°C e procedere con questo a montare i tuorli.

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