giovedì 27 aprile 2017

Lumache in umido


Per il Calendario del Cibo Italiano oggi è la Giornata Nazionale delle Lumache.

Le lumache sono senza alcun dubbio tra i protagonisti più positivi, più riflessivi e più prudenti delle fiabe per i bambini, e con la loro lentezza proverbiale fanno davvero simpatia. Sarà dunque per questo motivo, o forse per quella bavetta non esattamente invitante che lasciano dietro di sé quando si spostano, che in molti faticano ad apprezzarle a tavola.
Non è così, però, qui nel piacentino, dove le lumache sono grandi protagoniste dei piatti della tradizione. Soprattutto nella stagione invernale, e in particolar modo nel menu della Vigilia di Natale.

Vi è una ricetta le lumache alla Bobbiese, una specie di umido ma con tante verdure, che è proprio tipica della città di Bobbio.
Bobbio è una ridente cittadina della Val Trebbia, che ha mantenuto intatte le caratteristiche del borgo medievale ed è famosa per il suo Ponte Gobbo, andate a visitarla e se volete qualche informazione aggiuntiva vi rimando qui.
In questo piccolo comune viene organizzato a fine novembre-inizi dicembre il mercato di Natale, all'interno del quale avviene la sagra della lumaca, dove si può acquistare le lumache opercolate (pronte da cucinare) od assaggiare piatti che presentano questo prodotto come ingrediente principale.

Le lumache, dopo l'acquisto, vanno poi scottate per circa 20 minuti in acqua bollente, tolte dal guscio con una forchetta piccola, per poi tagliare l'intestino (la parte nera a torciglione) e pulire il piede dalla bava.
Per fare ciò, si deve lasciare in ammollo con aceto e sale grosso e un poco di acqua, vengono poi strofinate bene una ad una  per 4-5 volte fino a quando non saranno più viscide.
Come potete capire la procedura è piuttosto laboriosa e personalmente l'ho fatto solo un paio di volte.

Per preparare il piatto di oggi, che oltre tutto non è stagione di raccolta, ho usato il prodotto già pulito, scottato e congelato.
Ho seguito le istruzioni della scatola che diceva di cuocerle in acqua per un'oretta e poi cucinarle...e così ho fatto!
Ero veramente deliziose e per  merito la cottura prolungata, erano veramente morbide e gustose..un piatto da provare!



Ingredienti per 4 persone
300g di lumache surgelate
2 carote
1 cipolla
2 coste di sedano
4 cucchiai di olio
1 bicchiere di vino bianco secco
25g di burro
2 cucchiai di salsa di pomodoro
2 cucchiaini di concentrato di pomodoro
sale
un pizzico di peperoncino (a piacere)
e.....tanto tanto tempo!!!!

Scottare le lumache in acqua bollente per circa 1 ora.
Nel frattempo, in una pentola di coccio, preparare un soffritto con olio e tutte le verdure tritate, unire le lumache, rosolare per una decina di minuti, sfumare con il vino bianco a fuoco alto.

Aggiungere la salsa di pomodoro, il concentrato e il burro, coprire con acqua e cuocere con coperchio per un paio di ore.

Il giorno successivo, rabboccare con acqua e aggiustare di sale, cuocere ancora un paio di ore e così il giorno dopo, le verdure essendo tagliate piccole si discioglieranno creando un intingolo corposo e molto saporito.

Avete capito bene la cottura avviene in tre giorni, ogni volta circa 2 ore, facendo attenzione che ci sia sempre abbastanza liquido, altrimenti aggiungete acqua.

Servire l'umido ben caldo con dell'ottimo pane casereccio o una polenta morbida.

Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiana

La panissa vercellese per Il Club del 27



Oggi è il 27 e noi del Club non possiamo mancare l'appuntamento!!!!!
Ma che cosa è il club del 27?
E' un gruppo di appassionati di cucina, che prova e/o rielabora piatti presenti in un elenco definito e  li pubblica il 27 di ogni mese,  tira le somme, apprezzando o criticando, e discute di una ricetta valutandone i pregi e i difetti (sempre che ci siano!).
L'elenco a cui abbiamo attinto per questa giornata ha come denominatore comune il riso, in quanto risulta essere l'ingrediente principale della sfida dell'MTC di questo mese (il sartù).

Ho scelto una ricetta della tradizione, perchè penso sia la base di partenza per imparare a cucinare, a conoscere il territorio e pure gli ingredienti.
Infatti la mia scelta è caduta sulla Panissa Vercellese, un risotto corposo, dove gli ingredienti del territorio sono il vero segreto per la buona riuscita.
Ho cercato così il salame tipico (salam dla doja), un salamino morbido mantenuto nello strutto all'interno di un recipiente particolare (la duja). Sono riuscita a recuperarlo, grazie ad un collega di mio marito che abita in quei luoghi e si è preso la briga di andarmelo ad acquistare.





Ho utilizzato poi i fagioli Stregoni, visivamente simili ai borlotti di colore chiaro con striature bordeaux e marroncino. Sono originari del Piemonte, una regione in cui terreni sono particolarmente indicati per la loro coltivazione, e si caratterizzano per essere una varietà antica, dal sapore gustoso e deciso.

E poi il vino, che dovrà essere un barbera, corposo, fermo e giustamente acido, caratteristica tipica del vitigno in questione


Ringrazio tanto Giulia che mi ha fatto conoscere questa ricetta, una vera chicca della cucina piemontese.

Panissa vercellese
Ingredienti per 4 persone

Per il brodo
120 grammi di fagioli di Stregoni secchi
1 foglia di alloro
1 cipolla,
1 carota
1 costa di sedano
1 chiodo di garofano
una costina di maiale
Per la panissa
1 scalogno
1 salam della duja (oppure salame morbido)
2 cucchiai di salsa di pomodoro
400 grammi di riso Carnaroli
200ml di vino rosso Barbera
20g di burro
Sale e pepe

Ammollare i fagioli secchi per 8-10 ore.
Cuocere i fagioli in acqua con una foglia di alloro per 1-1,30 ora , devono essere cotti ma non disfatti, non salare altrimenti tenderanno a sfaldarsi, aggiustare di sale solo alla fine.
Preparare il brodo, facendo bollire una costina di maiale, con cipolla, carota(con 1 chiodo di garofano infilzato) e sedano (una costa ).
Scaldare olio, tritare lo scalogno, soffriggerlo, unire il salam d’la duja (o salame morbido) tritato, fino a doratura. Aggiungere quindi due cucchiai di salsa di pomodoro.
Unire il riso, tostarlo per qualche minuto, sfumare con 100ml di vino rosso, aggiungere a mestoli il brodo di maiale, cuocendo come un risotto.
Dopo 5 minuti unire i fagioli cotti (se sono ancora integri, altrimenti se tendono a disfarsi inserirli solo all'ultimo) e continuare a mescolare ed aggiungere brodo.
A fine cottura, mantecare con il resto del barbera e una noce di burro.
Assaggiare e aggiustare di sale, se ce ne fosse bisogno.
Mangiare  caldo con un ottimo vino rosso, possibilmente Barbera.



Con questo favoloso risotto fumante partecipo al Club del 27 esibendo la Tessera n. 31!

martedì 25 aprile 2017

Torta salata alle verdure, ma a forma di bersaglio!!!


Oggi il Calendario del Cibo Italiano festeggia la Giornata Nazionale delle Scampagnate!
Infatti questa data, essendo giornata di festa, primaverile e con temperature piacevoli, diventa ideale per una gita fuori porta.
Qui da noi, nel piacentino, spesso ci si ritrova al lago, abbiamo a distanze non troppo elevate, sia quello di Garda che quello di Iseo, oppure ci si muove in collina, verso il Parco Provinciale, proprio per vivere una giornata all'aria aperta immersi nella natura.
I cestini da pic nic, sono sempre colmi di cibi stragolosi, oltre alla classica tovaglia scozzese con piatti e bicchieri di carta, troviamo panini farciti, torte salate, pancake salati e dolci, dolcini e torte, oltre alle immancabili insalate di riso e le frittate, i salutisti poi non dimenticano mai la frutta, debitamente lavata.
Ho scelto partecipare a questa giornata con una torta salata tratta dal libro Torte Salate di MTChallenge edito da Gribaudo, una fonte infinita di idee, che spesso consulto, proprio per la bontà e l'originalità delle ricette. Inoltre queste ricette sono già state tutte testate da amiche di fiducia (c'è anche una mia ricetta!), e quindi non possono essere sbagliate!
Questa in particolare (con qualche minima variazione) è di Francesca del blog Acquolina.




Ingredienti
Pasta brisee di Roux
250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo

Farcia
200ml di panna
2 uova
50g di parmigiano reggiano grattugiato
1 zucchina
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 carota
sale e pepe


Versare la farina a fontana, mettere al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, lavorarli con la punta delle dita.
Incorporare la farina, a poco a poco, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungere il latte e impastare con il palmo della mano, lavorando di polso per 3-4 volte, finché è liscio. Formare una palla, e farla  riposare avvolta nella pellicola in frigo per almeno 1 ora.

Mondare e lavare le verdure, affettarle sottilmente con la mandolina, asciugate con carta da cucina.

Foderare una teglia da forno rotonda, forare con i rebbi della forchetta, il fondo della teglia, posizionare sopra un foglietto di carta forno e dei pesetti in modo che la pasta non tenda ad alzarsi in cottura (il che provocherebbe pure il restringimento).

Cuocere in bianco a 180°C per 15-20 minuti, togliere i pesetti rimettere in forno per altri 5 minuti abbassando a 170°C (in modo da cuocere perfettamente la base).

Preparare l'appareil: sgusciare le uova e sbatterle con la panna, aggiungere il formaggio grattugiato, sale e pepe e farcire il guscio di pasta, già cotto.

Disporre le verdure asciugate in modo da formare una specie di bersaglio, alternando i colori.

Cuocere in forno caldo a 180°C per 20-25 minuti fino a quando non risulta dorata. Servire tiepida.

Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano

lunedì 24 aprile 2017

Torta salata agli agretti e acciughe


Oggi a Light and Tasty si parla di Agretti, una verdura di nicchia, poco utilizzata in cucina e sempre relegata ad essere cotta e condita, oppure ad essere presentata in frittata con le uova.
Sono in realtà una gran risorsa, nutrizionale e non solo!
Presentano alto contenuto di fibre, vitamine e sale, apportando un numero ridotto di calorie, inoltre hanno un sapore delicato e leggermente dolce, che li rende facilmente abbinabili a tanti sapori.

Oggi ho voluto provare una torta salata, ho preso spunto dal libro Torte Salate di MTChallenge edito da Gribaudo, una fonte infinita di idee, che spesso consulto, proprio per la bontà e l'originalità delle ricette. Inoltre queste ricette sono già state tutte testate da amiche di fiducia (c'è anche una mia ricetta!), e quindi non possono essere sbagliate!

Perchè una torta salata?
Perchè il periodo da Pic nic è alle porte e cosa c'è di più comodo di una torta salata?!
Già domani in molti andranno fuori porta a festeggiare il 25 aprile e poi la prossima settimana replicheranno con il 1 maggio, ormai l'aria è più calda e passare una giornata all'aria aperta è decisamente piacevole, quindi ecco un'idea in più da inserire nel vostro cestino!





Ingredienti

per l'impasto
250g di farina
60ml di olio evo
100ml di vino bianco
1 cucchiaino di sale
per la farcitura
1 mazzetto di agretti
2 uova
100ml di latte
qualche filetto d'acciuga sott'olio
1 cucchiaio di olio evo
30g di parmigiano grattugiato
sale e pepe

Setacciare la farina con il sale, unire l'olio e lavorare velocemente con la punta delle dita fino ad ottenere un composto  quasi sabbioso (oppure con un mixer).
Aggiungere gradatamente il vino e continuare ad impastare fino ad ottenere un impasto dalla consistenza ideale (non troppo appiccicoso, ma nemmeno duro). Avvolgere in pellicola e farlo riposare in frigo per un paio di ore.
Riprendere l'impasto, renderlo plastico con le mani, tirarlo con il mattarello e foderare una teglia da 24cm di diametro, forare la base con una forchetta.
Coprire con carta forno e poi fagioli secchi. Cuocere in bianco per 15 minuti in forno già caldo a 180°C.
Estrarre dal forno, togliere i fagioli secchi.
Nel frattempo mondare gli agretti, togliere le radici e lavarli accuratamente.
Condirli con olio, sale e pepe. Preparare l'appareil (parte liquida della farcitura): sbattere le uova con il latte e il formaggio, aggiustare di sale.
Farcire il guscio di pasta disponendo gli agretti conditi sul fondo, cospargere con qualche acciuga sotto'olio e poi versare l'appareil.
Infornare ancora sempre a forno caldo a 180°C per 15-20 minuti, fino ad ottenere una superficie dorata. Sfornare e servire tiepida.

Ecco altre proposte interessanti......

Torta d’erbi alla barba di frate  di Carla Emilia

Finta frittata al forno con farina di ceci e agretti di Consuelo

Agretti con bacche di goji e sesamo croccante  di Daniela

Tartellette con agretti di Eva

Cupolette di agretti e patate di Maria Grazia

Bruschetta con agretti e primosale di Milena

domenica 23 aprile 2017

Pan de mei per S. Giorgio!



Oggi è il 23 aprile,San Giorgio, protettore dei lattai, e il Calendario del Cibo Italiano festeggia il Pan de Mej!
In Lombardia nelle case contadine, era tradizione in questa giornata dedicata alla firma dei contratti annuali della fornitura di latte, preparare un dolce tipico, piuttosto rustico, il pan meino, o pan de mej.
Questi biscottoni venivano  inzuppati nella panna fresca o nel latte e erano sempre apprezzati da tutti, grandi e piccini.
Ho assaggiato questo dolcetto ad un corso di pasticceria del grande maestro Iginio Massari e questa che presento è la sua ricetta che compare nella piccola dispensa che mi aveva regalato e che conservo gelosamente ormai da 3 anni e mezzo.
Naturalmente ho diminuito le dosi, ma mantenendo le proporzioni di tutti gli ingredienti, e il risultato è stato più che soddisfacente, ho variato il latte in polvere con latte condensato...so che non è la stessa cosa ma non ne avevo a disposizione.




Ingredienti


150g di farina di frumento debole
100g di farina di mais fioretto
85g di zucchero semolato
85g di burro a pomata
16g di miele
16g di latte in polvere (io condensato)
16g di uova intere
1g di sale
8g di baking (lievito chimico)
85g di latte intero

zucchero a velo
zucchero semolato
fiori di sambuco

Montare il burro con le fruste elettriche per circa 10 minuti, dopo aver aggiunto lo zucchero, il sale, il miele e il latte condensato.
Sgusciare un uovo in una scodella sbattere con la forchetta e pesare la dose ridotta direttamente nella crema montata, unire il latte a poco a poco continuando a montare con le fruste.

Senza smettere di montare unire la farina gialla e successivamente la farina bianca setacciata con il lievito chimico.

Inserire l'impasto nel sacchetto della tasca con bocchetta liscia (anche rigata non è un problema!). Distribuire  sulla leccarda del forno formando dei cerchi di circa 6-7 cm di diametro, che poi verranno riempiti  come da foto.

Cospargere di zucchero a velo setacciato, di zucchero semolato e di fiori di sambuco essiccati.

Cuocere a 160°C in forno già caldo per circa 15 minuti (controllare la colorazione), tenderanno ad allargarsi in cottura, non vi preoccupate è tutto regolare, possono arrivare anche a 10cm di diametro!

Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano



giovedì 20 aprile 2017

Sartù di riso, che parla piacentino!


E questo mese all'MTC si va di Sartù di riso, e chi lo avrebbe detto!
Tutti ci aspettavamo una ricetta tipica della terra della vincitrice, Marina, e invece lei ci ha steso tutti, scegliendo una ricetta tipica di Napoli.
Sono stata davvero soddisfatta della sua scelta, l'idea di cimentarmi in una ricetta della tradizione mi affascina sempre, infatti in un primo tempo pensavo di "copiarla"pari pari, ma poi, come sempre, la voglia di interpretare e dare una svolta personale alla ricetta prende il sopravvento.
Così ho ripreso la ricetta della Bomba di riso piacentina, piatto della mia città e ho pensato di trasformarla in un sartù, utilizzando la carne di quaglia (sarebbe di piccione, ma ormai non si trova più e tutti optano per la quaglia o anche carni miste) per le polpette, gli asparagi del Consorzio piacentino (che sono pure di stagione) e il Cacio del Po, un formaggio a pasta semicotta, stagionato da 60 a 120 giorni, prodotto con latte vaccino intero crudo, purtroppo è poco conosciuto, ma ha un gusto piacevole ed è prodotto proprio a Monticelli d'Ongina (Pc).
Per la sala ho preso spunto dal grande Pellegrino Artusi, in pratica è la sua salsa bianca n. 124, a cui ho aggiunto la purea di asparagi e tolto il tuorlo d'uovo.
Ora vi lascio subito la ricetta.




Ingredienti

Sugo asparagi
400g di asparagi
1 scalogno
olio evo
sale e pepe

Sugo di funghi
300g di funghi misti
20g di funghi porcini essiccati
1 scalogno
olio evo
1/2 carota
prezzemolo
1 spicchio di aglio
sale e pepe bianco

Polpette
2 quaglie (da 350g, spolpate 150g)
1 panino
50g di latte
1 uovo
sale e pepe bianco
2 cucchiai di farina
erba cipollina

Sartù
400g di riso carnaroli
1 scalogno
olio evo
1litro di brodo di carne
50g di parmigiano grattugiato
3uova intere
100g di Cacio del Po
pane grattugiato
burro

Salsa agli asparagi
100g di burro
25 g di farina
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
400ml di brodo vegetale
300g di asparagi
sale

Questa ricetta utilizza tante preparazioni: sughi vari, polpette, formaggi e un risotto, ma andiamo con ordine!

Sugo di asparagi: lavare accuratamente gli asparagi tagliarli a tocchetti e lasciare da parte le punte.
Scaldare in una padella 2 cucchiai di olio evo, soffriggere a fuoco basso uno scalogno tritato fine, dopo qualche minuto quando risulta quasi trasparente unire i tocchetti di asparagi , salare e pepare.
Aggiungere qualche mestolo di acqua e cuocere circa 10 minuti, unire le punte edopo un paio di minuti spegnere il sugo (che dovrà essere piuttosto asciutto, al limite negli ultimi minuti alzare la fiamma).

Sugo di funghi: mettere in ammollo i funghi essiccati in acqua tiepida per un'oretta.
Preparare il soffritto, scaldare 3 cucchiai di olio evo, aggiungere lo spicchio di aglio, lo scalogno e la carota tritati fini, dopo 5-6 minuti unire i funghi secchi, e poi quelli freschi a pezzetti. Aggiustare di sale e pepe bianco.
Cuocere una decina di minuti, aggiungendo l'acqua di ammollo dei funghi (filtrarla per evitare il rischio di sabbietta). Spegnere e cospargere con un poco di prezzemolo tritato (anche in questo caso il sugo dovrà essere ben asciutto).

Polpette di quaglia: spolpare due quaglie, togliere la pelle e tritare a coltello in modo da avere un composto quasi omogeneo (vedi tartare piemontese), condire poi con erba cipollina tritata, sale e pepe.
Dopo aver ammollato nel latte un panino senza crosta, unirla alla carne insieme ad un uovo intero, amalgamare il tutto e formare delle piccole polpette, dimensione nocciola grande. Passare nella farina e friggere in olio evo ben caldo (controllare la temperatura circa 160°C).
Scolare su carta assorbente.

Brodo di carne: le carcasse delle quaglie, con una braciola di vitello e un pezzetto di coda di bovino, vengono messe in acqua fredda, e portato a bollore a fuoco vivace. Schiumare aggiungere una piccola cipolla, una costa di sedano e una carota, salare e proseguire la cottura per un'ora e mezza.

Risotto: scaldare l'olio, unire lo scalono tritato, dopo qualche minuto aggiungere il riso e tostare a fuoco alto. Iniziare ad aggiungere il brodo di carne gradatamente, e mescolare  durante la cottura, in modo da favorire la fuoriuscita dell'amido dal chicco di riso. Cuocere un paio di minuti meno rispetto a quanto riportato sulla confezione, e arrivare a cottura in modo che sia asciutto (io,ìl mio riso cuoce in 18 minuti, mi sono fermata a 15 minuti).
Togliere dal fuoco, mantecare con il formaggio e poi unire un uovo alla volta.

Sartù: prendere lo stampo apposito, imburrarlo con cura e in modo omogeneo, cospargerlo di pane grattugiato, riempire con il risotto che nel frattempo di era quasi raffreddato e aveva una consistenza quasi compatta.
Eccolo tagliato a metà  il giorno successivo
L'interno dello stampo deve essere ricoperto con uno strato di circa 1-1,5 cm di riso, iniziare a farcire: primo strato sugo di asparagi, pezzetti di Cacio del Po, sugo di funghi e poi uno strato di polpette. Procedere con uno strato di riso (sempre di 1 cm, utile alla stabilità del sartù), poi ancora asparagi, cacio, funghi e polpette. Ricoprire con il riso, pressare bene con un cucchiaio e cospargere di pane grattugiato e qualche fiocchetto di burro.

Cuocere in forno già caldo a 180°C, funzione statico per 30-35 minuti (controllare la crosticina in superficie).
Togliere dal forno aspettare circa 20-30 minuti e poi ribaltare sul piatto di portata (proprio come fareste per una torta.

Salsa di asparagi: cuocere in padella gli asparagi a tocchetti con un poco di olio per circa 10-12 minuti, aggiustando di sale. A cottura ultimata frullare con minipimer gli asparagi fino ad ottenere una crema verde omogenea.
In una  seconda pentola sciogliere metà del burro, unire la farina e continuare a mescolare fino ad ottenere il color nocciola, a questo punto aggiungere lentamente il brodo vegetale. Senza farla bollire troppo unire il resto del burro e l'aceto. Mescolare con energia e amalgare il passato di asparagi. Aggiustare di sale.

Servire il sartù con qualche polpetta sulla sommità e la salsa di asparagi a lato.

Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge n.65


mercoledì 19 aprile 2017

La mia Pastiera napoletana

Oggi il Calendario del Cibo Italiano dedica la giornata ai Dolci di formaggio, ed io devo assolutamente partecipare con la mia pastiera napoletana!
La Pastiera è il Dolce Pasquale per eccellenza, e non c'entra se sei di Milano o di Crotone, la pastiera è sempre la numero uno per tutti!!!

La leggenda narra che la sirena Partenope aveva scelto come dimora il Golfo di Napoli, e da qui si diffondeva la sua voce melodiosa.
Per ringraziarla  la popolazione portava alla sirena sette doni: la farina, simbolo di ricchezza; la ricotta, simbolo di abbondanza; le uova, che richiamano la fertilità; il grano cotto nel latte, a simboleggiare la fusione di regno animale e vegetale; i fiori d’arancio, o di altri agrumi,come profumo della terra campana; le spezie, omaggio di tutti i popoli; e lo zucchero, per celebrare la dolcezza del canto della sirena. Partenope gradì i doni, ma li mescolò creando questo dolce unico.

Questa è però una leggenda, non dimentichiamolo, infatti pare proprio che  nacque molto più tardi: nel XVI secolo, in un convento di  San Gregorio Armeno e fu una suora ad idearla, infatti pare volesse preparare un dolce in grado di associare il simbolismo cristianizzato di ingredienti come le uova, la ricotta e il grano, associandovi le spezie provenienti dall’Asia e il profumo dei fiori d’arancio del giardino conventuale.

La mia ricetta, viene da un concentrato di diverse letture, mi ha soddisfatto nel gusto, un po' meno alla vista. Appena tolta dal forno era perfetta, dopo un paio di ore tendeva a asedersi al centro, formando una cratere "simil vesuvio", a parte gli scherzi, il prossimo anno eviterò gli albumi montati a neve, solo uova intere, oltre naturalamente a comprarmi il vero "ruoto" la tipica tortiera in alluminio dai bordi lisci e leggermente svasati, alta 3-5 cm.
Amici napoletani, attendo vostre dritte!




Per la pasta frolla
500 g di farina
3 uova
200 g di zucchero
200 g di strutto o burro
la buccia di un limone grattugiata

Per il ripieno
700g di ricotta
400g d grano cotto
300ml di latte
scorza di 1 limone
3 uova intere
2 tuorli
3 albumi montati a neve
700g di zucchero a velo
70g di arancia candita
70g di cedro candito
1 cucchiaino di cannella
1 baccello di vaniglia
2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio

Il giorno precedente.
Preparare la pasta frolla: in um mixer unire farina  e burro, azionare fino ad ottenere un  composto sabbioso, unire poi zucchero,scorza di limone e infine le uova intere.
Non appena il composto risulta impastato, fermare le lame riunire impastando manualmente e coprire con pellicola. Mettere in frigo per 1 notte.

In un pentolino mettere il latte e il grano cotto, aggiungere 1/2 baccello di vanilia e la  scorza di 1/2 limone grattugiato, cuocere per 10-15 minuti a fuoco vivace, mescolando spesso per evitare che si attacchi sul fondo, quando la consistenza sarà simile ad una crema interrompere e far raffreddare.

Unire lo zucchero alla ricotta e metterla a scolare per in colino.

Il girono successivo.
Togliere dal frigo la pasta frolla, renderla plastica impastando con le mani. Cospargere di farina il piano di lavoro e con un mattarello, formare una sfoglia di circa 5mm di spessore.
Foderare le teglie (io , una da 24cm e una da 20cm di diametro), forarle con la forchetta.

Preparare il ripieno: mettere la ricotta in una ciotola , montarla con il frullino, unire le uova intere uno alla volta, e infine i tuorli tenendo separato l'albume. Aggiungere gli aromi,  cannella, vaniglia, acqua di rose, scorza di limone, grano cotto e conditi a pezzetti.
Montare a neve ferma gli albumi, unirli al composto.
Farcire le torte, preprarae le strisce da ricoprire (7 per ogni torta), decorare e  cuocere in forno ben caldo a 170°C funzione statico, per 1 ora e 15min a diametro 20cm, 1 ora e 40 min  a diametro 24cm.

Far raffreddare in forno con sportello aperto.

Cospargere con zucchero a velo, e servire dopo un paio di giorni.

Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano


domenica 16 aprile 2017

Un coniglietto dolce e tanti auguri!!!







Buona Pasqua!


Auguro a tutti una Santa Pasqua di pace e di salute!


...e per festeggiare assieme vi ho preparato un coniglietto dolce, preparato con una caccavella acquistata almento 5-6 anni fa e mai inaugurata!










La ricetta è presa dalla confezione.

Ingredienti

90g di farina

70g di zucchero

1uovo

1 cucchiaino raso di lievito per torte

70g di burro fuso

zucchero  a velo




Separare il tuorlo dall'albume, montare a neve ferma quest'ultimo.
Montare poi con le stesse fruste, lo zucchero e il tuorlo,fino a rendere una crema chiara e spumosa.
Unire il burro e la farina con il lievito setacciato.
Imburrare lo stampo (meglio usare questa miscela) dopo averlo aperto completamente.
Mettere l'impasto nelle orecchie e nel musetto, prima di richiudere con le guide laterali, così da essere tranquilli che il composto sia anche nelle parti più profonde.
Inserire tutto il composto, sbattere con delicatezza in modo da evitare bolle,
Cuocere in forno già caldo, 180°C per 30 minuti. lasciare raffreddare prima si sformare.
Con un coltello raddrizzare la base, così da renderlo stabile, e cospargere di zucchero a velo.

sabato 15 aprile 2017

Spaghetti alla Gennaro





Oggi il Calendario del Cibo italiano festeggia il grande Totò!
Attore della commedia dell'arte, un artista dello spettacolo comico denominato il "principe della risata", sia per le sue origini aristocratiche sia per la sua capacità innata di far ridere.
Ogni sua opera fu un successo e cercare di parlare di Totò  in due righe è per me molto difficoltoso e imbarazzante, ogni cosa  che si dice è una banalità e sembra sempre di non esprimere al meglio la sua grandezza.
Lascio quindi questo spezzone che rappresenta al meglio tutta la sua bravura:


Per ricordare nel migliore dei modi questo grande artista di cui oggi ricorre il cinquantesimo della sia dipartita, ho scelto il suo piatto preferito: Gli spaghetti alla Gennaro (qui)
Un piatto citato più volte  in diversi film di Totò, nato per omaggiare il Santo e con lui la festa patronale della città di Napoli.
Gli Spaghetti alla Gennaro  sono cucinati con ingredienti semplici, ma saporiti, velocissimi da preparare, hanno un gusto inimitabile ed inconfondibile.
Ecco la ricetta, riportata anche nel libro di Liliana De Curtis dedicato al padre, "Fegato qua, fegato là, fegato fritto e baccalà" Ed, Rizzoli



Ingredienti per 2 persone

150 g di spaghetti
4 acciughe sott'olio
2 fette di pane raffermo
origano
basilico (io mentuccia)
aglio
olio extravergine d'oliva
sale






Strofinare le fette di pane con aglio e poi sbriciolarle in un piatto.
In una padella, far soffriggere due spicchi di aglio con un paio di cucchiai di olio, quando caldo, unire il pane sbriciolato, togliere aglio e mescolare bene così da non tostarlo troppo.
Toglierlo dalla padella e metterlo in un piatto freddo.
Far bollire abbondante acqua, aggiungere il sale grosso a bollore, cuocere gli spaghetti, al dente.
Nel frattempo in una padella, scaldare 1 cucchiaio di olio, unire le acciughe tritate e origano a piacere, scaldare per qualche minuto.
Scolare gli spaghetti, passarli in padella con le acciughe, saltarle per 30 secondi e poi cospargere di pane tostato.
Servire subito con una foglia di basilico fresco (io non ho ancora basilico nell'orto, ho optato per mentuccia).

Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano

lunedì 10 aprile 2017

Vellutata di asparagi con uova in camicia



Oggi inizia la settimana di Pasqua, e l'argomento di Light and Tasty non poteva che essere l'uovo. L'uovo infatti è il simbolo di nascita, di vita e si lega in modo indissolubile alla tradizione cristiana.
Inoltre pare che in passato durante la Quaresima oltre a non mangiare carne, si doveva evitare il consumo anche delle uova, da lì un incremento di uova nelle dispense, visto che le galline continuano a deporre, da lì l'idea di conservarle sode e consumarle al mattino del giorno di Pasqua.
Per quanto riguarda la ricetta che ho preparato, la considero un piatto unico, delizioso e saporito, ma volendo portarlo in tavola per il giorno di Pasqua come antipasto, è sufficiente servire meno vellutata e utilizzare le uova di quaglia.
Ma passiamo alla ricetta....




Ingredienti per 4 persone

500g di asparagi
200ml di latte scremato
200ml di acqua
1 cucchiaio di olio
4 uova
1 cucchaio di aceto bianco
10g di Parmigiano Reggiano
sale e pepe


Affettare gli asparagi in rondelle, tenendo separate le punte.
Cuocere le rondelle in acqua e latte per circa 10 minuti, e solo alla fine aggiustare di sale e pepe.
Passare il composto al minipimer, fino a renderlo vellutato. Dispensare la vellutata in quattro piatti o ciotole.

In padella scaldare l'olio e saltare velocemente le punte, circa 5 minuti così da lasciarle croccanti.

Scaldare un litro di acqua e aceto, utile a preparare le uova in camicia, sgusciare un uovo alla volta in una tazzina, quando l'acqua bolle, abbassare la fiamma e creare un vortice con la forchetta, inserire l'uovo nel vortice  e continuare a mescolare cercando di far avvolgere l'albume al tuorlo, proseguire un paio di minuti. scolare con una schiumarola, asciugare con carta assorbente e posizionare al centro del piatto.

Decorare con  le punte di asparago croccanti e qualche petalo di Parmigiano (questi petali li ho preparati "pelando" il Parmigiano con il pelapatate o con la lamella per tartufi).

Ecco qualche altra idea....

Ovette di quaglia farcite alla ricotta di Carla Emilia

Insalata di spinacini e fragole con uova di quaglia di Consuelo

Cocottina con uovo e piselli di Daniela

Uova funghetto ripiene di Eva

Frittata al forno con verdure di Maria Grazia

Uova in camicia con cimette e crema di patate  di Milena