venerdì 19 aprile 2024

Biscotti simil torcetti al burro


Torcetti al burro piemontesi, una chicca che a casa mia entra spesso, il top dei top sono quelli della Pasticceria Massera di Biella, ma siccome non si trova facilmente ci accontentiamo di anche altre marche. Sono veramente molto buoni, croccanti e burrosi al punto giusto, insomma una vera coccola. 

Ho provato a prepararli attingendo al blog di una brava food blogger piemontese Simona (proprio qui), la preparazione è stata tutto sommato semplice, me la aspettavo più laboriosa. 

Sono ottimi biscotti, non proprio identici a quelli acquistati, ma ci sta, loro hanno forni professionali e personale qualificato.... io sono una schiappa! Li riporto però volentieri sul mio blog, ringraziando di cuore Simona per la ricetta!  



Ingredienti


400 g farina 00

1 pizzico sale

160 g burro morbido

70 g latte 

50 g acqua frizzante 

80 g zucchero semolato

8 g lievito di birra fresco

scorza grattugiata di mezzo limone naturale

zucchero di canna per ricoprirli


Inserire la farina nell'impastatrice, sciogliere il lievito nel latte a 30°C, aggiungerlo poi alla farina con la scorza grattugiata del limone, unire lo zucchero, il sale. Fare incordare l'impasto con il gancio e  se ci fosse bisogno aggiungere un poco di acqua. Quando risulta ben incordato iniziare ad aggiungere il burro a pomata poco alla volta, a fiocchetti, ed non aggiungerne un altro fino a che quello prima non è stato assorbito. L'impasto dovrà risultare morbido e malleabile ma non appiccicoso, se così fosse alzare la velocità dell'impastatrice. Formare una palla e metterla in una ciotola unta di burro, coprire con pellicola e lasciare lievitare fino al raddoppio (due cicli di lievitazione con il mio microonde da 40 minuti).

Versare l'impasto sulla spianatoia e con un tarocco spezzare piccole dosi di impasto (20g) e formare dei filoncini lunghi circa 18-20 cm,  chiudere le estremità per ottenere delle ciambelline ovali, passare quindi i torcetti in un piatto piano contenete abbondante zucchero di canna al fine di ricoprirli. 

Posizionare sulla placca rivestita con carta da forno, avendo cura di distanziarli leggermente.



Coprire con pellicola far lievitare ancora  un'oretta. 

Preriscaldare il forno statico a 170° e cuocere per una ventina di minuti poi farli raffreddare su una gratella, conservarli in una scatola di latta.

martedì 16 aprile 2024

Sfogliatelle di ricotta al forno


Eccoci al secondo appuntamento di La Pasta è magia, questa rubrica dedicata a tutti quelli che, come noi, amano la pasta sia quella fatta in casa sia quella acquistata pronta,  il nostro intento è quello di proporre cose nuove, sfiziose insomma con quel "quid" in più, vediamo un po' se ci riusciamo!

Oggi vi porto in provincia di Parma, a Samboseto, una piccola frazione dove sorgeva tanti anni fa la trattoria Cantarelli (chiusa nel 1982), un tempio della buona cucina; è famosissimo il loro Savarin di riso, che non sarebbe altro che uno sformato di riso guarnito di lingua salmistrata e arricchito con funghi, polpette di filetto di manzo triturato con verdure, formaggio di grana stravecchio e uova. 

Questa trattoria era davvero un mito (una delle prime in Italia a ricevere la stella Michelin), ho scoperto della sua esistenza solo qualche mese fa, gironzolando sul web, sono incappata in questo articolo, che mi ha letteralmente affascinato. Ho iniziato a cercare il libro delle loro ricette ma pare sia introvabile, così intrigata dai nomi dei loro piatti ho chiesto la ricetta delle sfogliatelle di ricotta in un gruppo di cucina parmigiana. Non ci crederete ma un signore gentilissimo mi ha postato un ritaglio di giornale (penso sia La Gazzetta di Parma) di tanti anni fa (ecco la foto) con la ricetta precisa precisa.


Come non provarci? Naturalmente ho variato un poco le indicazioni: una pasta all'uovo così ricca non mi sento di farla, stessa cosa vale per l'uso delle sottilette (ricordiamoci che eravamo negli anni 60-70).  Ho utilizzato, in sostituzione, un formaggio a pasta filata (tipo Galbanino per intenderci), e la sfoglia è la classica emiliana (1 uovo 100g di farina) però il senso del piatto l'ho lasciato intatto (almeno spero) e sono stata strafelice di cucinarlo, assaggiarlo e condividerlo con voi! 

Ecco la mia ricetta:


Ingredienti per 6 persone

Per la pasta

200g di farina 00

2 uova 
sale
1 cucchiaio di olio evo

Per il sugo

1 carota 
1 cipolla
1 costa di sedano
250g di macinato bovino
120g di salsiccia
250g di passata di pomodoro
2 cucchiai di triplo concentrato
2 cucchiai di olio evo 
30g di burro
sale e pepe

Per il ripieno 

350g di ricotta
500g di spinaci freschi
1 cucchiaio di olio
noce moscata
sale



200g di Formaggio a pasta filata
100g di Parmigiano reggiano grattugiato
pane grattugiato
burro



E' piuttosto laborioso, anche se semplice, quindi metterò tutti i passaggi separati e in fondo l'assemblaggio, giusto per renderlo più schematico!

Preparare il ragù: scaldare in un tegame basso l'olio e il burro, unire la carne e la salsiccia a fuoco alto, così da attivare la reazione di Maillard, unire poi le verdure tritate, il sale e il pepe. Dopo qualche minuto aggiungere la passata e il concentrato, allungando con un bicchiere di acqua. Mettere il coperchio e cuocere a fuoco bassa per almeno un paio di ore. Aggiustare di sale dopo aver assaggiato. 

Preparare la farcia: mondare gli spinaci freschi cercando di togliere i gambi più  spessi, lavare accuratamente e mettere in una larga padella con un filo di olio e l'acqua residua del lavaggio. Mettere un coperchio e attendere che si cuociono prestando attenzione di mescolare e salare. Lasciare raffreddare. 
Passare al minipimer gli spinaci, così da formare una crema, che verrà aggiunta alla ricotta e mescolata benissimo. Aromatizzare con la noce moscata e aggiustare di sale.

Preparare la pasta: Fare la fontana con la farina mettere al centro le uova, l'olio e il sale. Con una forchetta miscelare bene questi ultimi ingredienti ed incorporare a poco a poco la farina. Iniziare ad impastare e lavorare con i polsi per almeno una decina di minuti. Con la macchinetta fare delle strisce e tagliarle della lunghezza della teglia (penultimo buco come spessore).
E' possibile lasciarla asciugare e utilizzare il giorno dopo.



Assemblaggio: imburrare una teglia da forno e cospargere di un velo di pane grattugiato (l'eccesso va tolto girando la teglia su se stessa).  Far bollire un paio di litri di acqua salata (stessa dose di quando si fanno cuocere gli spaghetti) e scottare le sfoglie per circa 1 minuto, poi scolarle con il mestolo forato e metterle in una terrina con acqua e ghiaccio per fermare la cottura. Scolarle ed adagiarle su un asciughino pulito, così da togliere l'eccesso di acqua. 
Mettere uno strato di pasta sul fondo della teglia, ricoprire con la ricotta agli spinaci (usare una marisa a stendere meglio la crema di ricotta), spolverizzare con il Parmigiano grattugiato, mettere un altro strato di pasta, poi condire con il sugo di carne, e pezzi di formaggio a pasta filata.




Altra pasta, strato di ricotta, parmigiano, pasta, ragù e formaggio e poi ancora ricotta , parmigiano, pasta e ragù (meglio ragù liquido, in questo strato, con poca carne perchè potrebbe bruciacchiarsi), finire con parmigiano (forse aggiungerei un poco di pane grattugiato per avere più crosticina) e fiocchetti di burro.
Personalmente ho fatto 3 strati di ricotta e 3 strati di ragù, la lasagna direi che era di buona altezza e ben bilanciato nei sapori, ma ognuno può fare il numero di strati che crede opportuno.
Scaldare il forno a 180°C ventilato grill e quando caldo inserire la teglia e cuocere per circa 30 minuti (controllare la crosticina in superficie). Sfornare, attendere 5 minuti e servire!
Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo alla rubrica: "La Pasta è magia" e queste sono le proposte delle mie compagne di padelle:


lunedì 15 aprile 2024

Ragù di cavolfiore alla bolognese


Oggi a Light and Tasty ci concentriamo sul vegetariano/vegano, a tutti noi piacerebbe cercare di aumentare gli alimenti vegetali evitando se possibile carni e pesce, meglio ancora sarebbe evitare anche i formaggi.... (sulle uova è meglio che non mi sbilanci, visto che le abbiamo demonizzate fino a ieri ed oggi c'è un innamoramento totale -gente che si mangia anche 10 uova a settimana!!).

Ho voluto presentare questa ricetta preparata proprio la scorsa settimana con gli ultimi cavolfiori, in offerta ma comunque buoni, che avevo letto tempo fa qui (dal libro Veg table di Nik Sharma) e mi aveva davvero convinto!

La mia versione è vegetariana ma è possibile renderla vegana senza troppi sforzi, basta sostituire il latte vaccino con latte di avena o riso e prepararsi un Parmigiano veg.

Il Parmigiano veg non è altro che mandorle pelate frullate con lievito alimentare in scaglie e un pizzico di sale, l'effetto formaggio è assicurato! 

E dopo questi input, vi lascio la ricetta! 



Ingredienti

Per 4 persone 

4 cucchiai di olio evo

450g di cavolfiore

1 cipolla piccola

1 carota 

1 costa di sedano

2 cucchiai di miso

2 cucchiai di salsa di soia

500g passata di pomodoro

100ml di latte (vaccino o di riso o d'avena)

sale e pepe 

noce moscata (a piacere)


In una larga padella, scaldare 2 cucchiai di olio evo a fiamma viva, unire il cavolfiore grattugiato grossolanamente e saltarlo fino a che non sia leggermente dorato, per 4 o 5 minuti. Far raffreddare.

In un'altra padella fare il soffritto con cipolla, carota e sedano ben tritati e 2 cucchiai di olio evo, dopo 4-5 minuti a fuoco medio (non devono bruciare) aromatizzare con miso, salsa di soia e noce moscata. Dopo qualche minuti unire la passata e il cavolfiore, abbassare la fiamma a far sobbollire per 1 ora coperto, allungare con il latte e continuare la cottura per altri 30 minuti. Aggiustare di sale.

Cuocere la pasta al dente in acqua salata, scolare e poi saltare in padella con il sugo al cavolfiore , aggiungendo un poco di acqua  di cottura se fosse troppo denso.

Servire con Formaggio Parmigiano Reggiano grattugiato (evitare per chi è vegano o sostituire con il Parmigiano veg che spiego all'inizio del post).

Ecco le altre proposte:


Carla Emilia: Polpette di piselli al pesto 

Catia: Tempeh ai funghi   

Cinzia: Torta salata di agretti, barba di frate 

Claudia: Quinoa con le verdure del minestrone 

Daniela: Melanzane e patate al forno con riso basmati al cocco  

Milena: Burger vegetale pesciolino con piselli   

venerdì 12 aprile 2024

Salsa tonnata con uova sode

 


Oggi voglio scrivere questa ricetta che ho iniziato ad usare la scorsa estate nella preparazione del classico vitello tonnato. Non è un piatto che preparo spesso, ma in estate un paio di volte ce lo concediamo. Lo avevo sempre preparato con la salsa tonnata preparata con maionese e tonno frullato a cui univo i capperi, ma da quando ho trovato questa ricetta piemontese non l'ho più mollata.

Mi sembra decisamente più saporita e anche la consistenza ha veramente una marcia in più!

La preparazione è velocissima, solo il tempo di rassodare le uova e poi tutto in frullatore ed in un attimo è pronta. 

Ci tengo a riportarla qui, in modo da averla sempre  a "portata di mano" quando serve. 

Ecco le dosi:

Ingredienti

200 g tonno sott'olio

3 tuorli di uova quasi sode 

4 o 5 acciughe 

2 cucchiai di capperi

100ml di olio evo

un pochino del brodo di cottura

1 manciata di foglie di prezzemolo tritate (io le ho omesse)



Cuocere le uova: far bollire acqua, aggiungere le uova a temperatura ambiente e far cuocere per 8 minuti. Raffreddare sotto acqua corrente.
Lavare bene le acciughe, se sotto sale, e lo stesso fare per i capperi.
Togliere il guscio, e raccogliere i tuorli nel bicchiere del frullatore, unire gli altri ingredienti (io ho omesso il prezzemolo), e frullare fino a formare una crema. Se risultasse tropo densa allentare con  il brodo di cottura del vitello.

Velare il piatto di portata e poi disporre le fette di vitello e ricoprire. Con questa dose si ricopre un vitello di circa 400g 

Note: 
La ricetta è tratta da "La Cucina del Piemonte" di G.Goria - ed. Franco Muzzio editore - pag 92

mercoledì 10 aprile 2024

Paste di mandorle


Complici gli albumi avanzati dalla preparazione della pastiera e una confezione di farina di mandorle in dispensa, mi sono cimentata nelle famose e buonissime paste di mandorla tipiche della Sicilia.

Naturalmente non avendole mai preparate ho letto diverse ricette, ed alla fine sono ricaduta nel blog di Ada, dove spesso bazzico a leggere i suoi post e le sue ricette tipiche.

Quindi la Ricetta siciliana è di  Ada Parisi che ringrazio di cuore visto la riuscita al primo colpo, sono piaciuti proprio a tutti e la consistenza, oltre al sapore mi ha davvero sorpreso.

La scorza di limone li rende meno stucchevoli e la botta di calore  a200°C immagino serva per creare la leggera crosticina.

Insomma esperimento riuscito... Grazie di cuore!


Ingredienti

200 g di mandorle pelate (o farina di mandorle)

180 g di zucchero semolato

20 g di miele millefiori

60 g di albumi (2 albumi di uova medie)

Limone non trattato (scorza)

zucchero a velo 

 canditi


Mettere le mandorle e lo zucchero in un frullatore o in un robot da cucina e frullare finché le mandorle non saranno uniformemente tritate. Se si usa la farina, unirla allo zucchero semolato.

Aggiungere gli albumi, il miele e la scorza di limone grattugiata e frullare per un paio di minuti così da ottenere un omogeneo.

A questo punto può essere estrusa dal sac a poche oppure con le mani (bagnate con acqua) formare delle palline grandi quanto una noce. Posizionare sulla sommità un pezzetto di candito, oppure pizzicare la pallina, per dare la classica forma di pizzicotto.

Rotolare nello zucchero a velo e disporle su una placca da forno rivestita di carta forno.

Riponete la placca con le paste di mandorla nel frigorifero  per almeno 12 ore, meglio 24.

Appena tolti dal frigo, prima della cottura


Trascorso il tempo di riposo, preriscaldare il forno a 220 gradi statico e infornare per 1-2 minuti.

Aprire il forno e spegnere (così da abbassare velocemente la temperatura) togliendo la teglia.

Successivamente impostare  a160°C e cuocere per 5-7 minuti.

Fare raffreddare completamente e cospargere di zucchero a velo. 

Dopo un paio di giorni sono esattamente come quelli acquistati, il problema è arrivarci!!

lunedì 8 aprile 2024

Polpette di agnello alla greca


Passata bene la Pasqua? Avete avuto molti avanzi dei pasti luculliani appena terminati?

Oggi la parola d'ordine è: "non sprecare" e proprio su questa frase fondiamo l'uscita di oggi del Light and tasty!

A casa mia non si butta niente, o per lo meno si cerca, da queste feste ho recuperato tanti albumi e tra pochi giorni metterò delle paste di mandorla, preparate proprio per sfruttarli, e della polpa di agnello che mi era stata regalata da mio nipote, naturalmente era un pezzo esagerato, che prima di mettere al forno ho porzionato, ma avendolo dovuto scongelare il resto della carne è stata utilizzata per queste polpette dopo averla tritata con il bimby.

E' possibile utilizzare anche carne già cotta, esempio arrosto avanzato, la ricetta ha riscosso un gran successo, anche per noi che non amiamo questa carne, le verdure e gli aromi rendono questa teglia molto piacevole.

La ricetta l'ho avuta da Vittoria, che interpellai non appena vidi il regalo, conoscendo la sua padronanza con questa tipologia di carne, e lei gentilmente mi mandò via messenger la ricetta che ricopio qui, non prima di avervi invitato a visitare il suo blog, uno scrigno di buoni consigli e ricette favolose!

Ma ecco la ricetta che era stata tratta dalla rivista Taste.com .au

TEGLIA DI POLPETTE DI AGNELLO ALLA GRECA AL FORNO

Ingredienti per 4-6 persone


60 ml di olio extravergine d'oliva

2 spicchi d'aglio schiacciati

1 e ½ cucchiaini di origano essiccato

1 limone, succo e scorza finemente grattugiata

800 g di patate pelate e tagliate a spicchi

2 cipolle rosse tagliate a spicchi

2 peperoni rossi, privati dei semi e tagliati a pezzi

1 zucchina a pezzi

250 g di pomodori ciliegini o datterini

1 melanzana grande tagliata a pezzi – facoltativa

Per le polpette greche speziate

500 g di carne di agnello tritata

40 g di pangrattato panko

2 spicchi d'aglio schiacciati

1 e ½ cucchiaini di cumino macinato

½ cucchiaino di cannella in polvere

1 uovo leggermente sbattuto

Per servire

Rametti di menta fresca 

yogurt greco

1 limone o lime a spicchi 


Preriscaldare il forno a 200 °C funzione ventilato. 

In una ciotola preparare il condimento per le verdure: olio, aglio tritato, origano, la scorza e 2 cucchiai di succo di limone. Unire poi le verdure tagliate a pezzettoni; patate, cipolle, peperone (e melanzana), salare e mescolare per condirle al meglio.

Foderare una teglia da 35 x 45 con carta da forno e mettere le verdure condite in forno per 15 minuti.

Nel frattempo preparare le polpette greche: mettere tutti gli ingredienti in una ciotola, la carne tritata può essere fresca o di riciclo, salare e  mescolare fino a quando non sarà perfettamente amalgamato. Con le mani umide formare le polpette delle dimensioni desiderate (possono essere 12 oblunghe grandi o 24 piccole e tonde).

Aggiungere polpette e pomodori alla teglia e arrostire per altri 20 minuti o fino a quando le polpette e le verdure saranno dorate. 

Cospargere la superficie con menta e cucchiai di yogurt. Servire con spicchi di limone extra.


Ecco le altre proposte anti spreco:


Carla: Carciofi e peperoni ammollicati 

Catia: Barrette energetiche con frutta frullata, semi misti e colomba  

Cinzia: Involtini di pollo con asparagi e salsa all'aglio orsino 

Claudia: Coppa light con colomba e yogurt greco 

Daniela: Insalata di patate e uovo sodo con salsa allo yogurt e spezie 

Milena: Hummus di ceci con uova poché e pomodori secchi   

venerdì 5 aprile 2024

Torta frangipane alle pere


Oggi vorrei lasciarvi la ricetta di un esperimento ben riuscito, una torta di pere davvero speciale arricchita di crema frangipane in superficie.

Nota importante è lasciarle ben raffreddare prima di sfornarla, pena la rottura della stessa vista la friabilità, inoltre vi assicura che è importante il riposo, assaggiarla dopo due giorni è al top del gusto, ma il giorno successivo è d'obbligo per fare in modo che i sapori si fondano al meglio!

L'uso della pasta frolla all'olio è stato voluto per diminuire la quantità di burro, già presente nella crema frangipane, nessuno vieta l'uso della classica frolla, ricetta non troppo dolce però!


Ingredienti

2 pere 

10 biscotti al cioccolato

Frolla all'olio
400 g di farina 00 
150 g di zucchero
1 uovo intero 
2 tuorli
100 g di olio di semi 
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 bacca di vaniglia
1 pizzico di sale
latte qb (2 cucchiai per bagnare l'impasto)

Crema frangipane
100g di mandorle
100g di burro
100g di zucchero
1 uovo
30 g di maizena
1 cucchiaio di rum

Preparare la frolla all'olio: in una terrina unire lo zucchero, il pizzico di sale, l'olio, l'uovo intero ed i tuorli. Mescolare con una forchetta, unire man mano la farina con il lievito fino a quando inizia a formarsi l'impasto, se fosse troppo duro bagnare leggermente con il latte. Mettere la frolla in frigo per 30 minuti, ma è possibile anche usarla subito.

Preparare la crema frangipane: frullare le mandorle con  20g di zucchero formando la farina. Montare il burro con lo zucchero con lo sbattitore, unire l'uovo già sbattuto, il rum, la maizena e le mandorle in polvere a poco a poco, continuando sempre a montare il composto con lo sbattitore.

Stendere la frolla dopo averla resa plastica manipolandola con le mani per qualche minuto, foderare una teglia (diam. 24 cm), forare con i rebbi di una forchetta.

Tritare i biscotti al cioccolato con il mixer e cospargere il fondo forato della frolla. Affettare le pere e disporle sopra ai biscotti, ricoprire poi con la crema frangipane.

Cuocere in forno già caldo:

 a 180°C per 30 minuti (calore da sotto) - Forno Ariston 7 cuochi,

a 180°C per 40-45 minuti, funzione statico - Forno Neff.

 Lasciare raffreddare prima di sformare.

martedì 2 aprile 2024

Pomodori in frittata


L'uscita di oggi de "L'Italia nel piatto" ha come titolo "Frittate colorate", siamo ad Aprile, è appena passata la S. Pasqua, dove le uova hanno fatto da padrone e ci si organizza per organizzare le prime scampagnate primaverili (sempre che il tempo lo consenta!), non vi sembra un titolo azzeccato?

Per l'occasione ho preparato una frittata della tradizione, ricetta molto diffusa in passato nella campagna forlivese dove era considerata un pasto completo, effettivamente risulta essere un piatto unico davvero sostanzioso e anche saporito. Questa frittata, non molto solida, si presentava di colore rosso e giallo attirando subito l’attenzione.

Sulla tavola dei contadini arrivava direttamente nella padella in cui era cotta e poi ognuno si serviva da lì. Questo piatto tanti anni fa veniva servito come colazione alle 7 o alle 8 del mattino, quando i contadini rientravano a casa dopo aver già lavorato per 2 o 3 ore. Ma spesso veniva servita per cena quando rientravano nelle fatiche dei campi dopo una stancante giornata lavorativa.

Anche oggi viene  preparata soprattutto in estate quando i pomodori sono al massimo della loro maturazione e sono buonissimi!

La ricetta dei pomodori in frittata si trova nel volume Emilia Romagna – Terra da gustare redatto grazie ad Emilia Romagna Turismo. Ricetta qui .


Ingredienti per 2 persone

300g di pomodorini maturi

3 uova

Olio evo

Burro

Sale

origano essiccato

3 foglioline di basilico



Sciogliere 10g di burro e un cucchiaio di olio in padella. Unire i pomodorini affettati e rosolare qualche minuti, dopo aver aggiustato di sale.

Sbattere le uova intere con un poco di sale, l'origano essiccato e il basilico. Versare in padella le uova sbattute e cuocere abbassando il fuoco. La frittata deve risultare cotta ma morbida al centro.

Servire subito.

Note: se si usano pomodori grandi, è suggerito di immergerli in acqua bollente per 1 o 2 minuti, così da pelarli facilmente e dopo averli tagliati, privarli di semi e poi tritarli grossolanamente.

Varianti: se si vuole un piatto più leggero, eliminare il burro ed usare solo l’olio extravergine di oliva. Il basilico e l'origano sono elementi facoltativi.

Ecco le proposte delle altre regioni:

Piemonte: Frittata verde piemontese

Liguria: Frittata di cipolle rosse  e zucchine alla ligure

Lombardia: Frittata al tarassaco - fritàda cunt l’erba matta

Trentino-Alto Adige:  Frittata doppia cottura

Veneto: Frittata con bruscandoli, borragine e fiori

Emilia-Romagna: Pomodori in frittata 

Toscana: Frittata con gli zoccoli 

Umbria: Frittata di cipolle

Lazio:  Frittata alla burina 

 Molise: Frittata con i lampascioni

Campania: Frittata con i pomodori secchi 

Puglia: Frittata con sponsali 

Basilicata: Rafanata

Sicilia: Frittata con la Menta 

Sardegna: Rotolo di frittata con cipolla rossa della Marmilla, patate di Gavoi, Lonza di Macomer, asparagi selvatici, pecorino e zucca


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lunedì 1 aprile 2024

Pizza chiena


Quest'anno la classica pastiera napoletana non bastava più, complice un bar che frequento spesso alla domenica e che oltre a presentare un bancone di pasticcini favolosi di origine campana, sfogliatelle & Co, aveva una zona separata con casatelli, tortani a gogo, mi ha convinto a provarci con qualche altra preparazione pasquale tipica di quella zona d'Italia, dove la cucina è davvero al TOP.

Così dopo aver letto la ricetta di Peppe Guida in un gruppo su Facebook ho pensato di cimentarmi nella mia prima Pizza Chiena, ecco la ricetta con le mie modifiche (poche) tra parentesi.

E' davvero favolosa, l'impasto è morbido e setoso, il ripieno ricco e goloso, ed è ottima pure il giorno successivo, questa ricetta è da tenere stretta!

Ingredienti


500 g Farina per pizza

250 g Acqua

80 g Sugna (io 40g di burro)

10 g lievito di birra fresco

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di sale

Sciogliere il lievito di birra in 100 g di acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero e farlo riposare per 10 minuti in modo che si attivi. Cominciare ad impastare la farina con 150 g di acqua e il sale, quindi aggiungere anche il lievito attivato e poi quando risulta incordato, sempre impastando, incorporare anche lo strutto. Continuare ad impastare fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico (impasto davvero setoso!). Far riposare l’impasto coperto con un canovaccio, fino al raddoppio di volume (ho utilizzato il programma lievitazione/pane del mio microonde che impiega 40 minuti).

Per il ripieno 


150 g Salame napoletano

150 g Salsiccia secca (omessa)

150 g di ricotta (io, 250g)

150 g Provolone (io, piccante)

100 g  Parmigiano grattugiato (oppure un po’ di parmigiano e un po’ di pecorino)

3 Uova (io, 2)

Pepe (omesso)

Tagliare a cubetti i salumi e i formaggi e tenerli da parte. Battere le uova, aggiungere il parmigiano (e il pecorino, per un sapore più intenso), la ricotta e mescolare il tutto. Quindi aggiungere anche i salumi, i formaggi a cubetti, ed il pepe se piace, e mescolare ancora. 

Stendere più della metà dell' impasto e trasferirlo in uno stampo, di 24-26 cm di diametro, rivestito di carta forno. Versare il composto di ricotta, uova, salumi e formaggi nel guscio di sfoglia, coprire con l'impasto rimanente, sempre steso, e poi sigillare bene i bordi in modo che il ripieno non fuoriesca durante la cottura. 

Spennellare la superficie della pizza chiena con del latte a piacere (l'ho dimenticato) e forare con un o stuzzicadente. Ho avanzato un poco di impasto e ci ho preparato una pizzetta, infornata assieme (ma cotta circa 15-20 minuti)

Infornare a 180 gradi per circa 50 minuti(funzione statico), controllare che sia ben dorato.

Far raffreddare bene prima di servire.

venerdì 29 marzo 2024

Insalata con cuori di palma o palmito


Palmito e vi porto in Guyana, già perchè i cuori di palma (in spagnolo "palmitos") che sono la parte più tenera (i germogli) di alcuni tipi di palme, crescono in zone paludose del Centro e Sud America. 

Le specie di palme dalle quali si estraggono i palmitos possono essere il Cocos Nucifera, la Euterpe Eduli, la Euterpe Oleracea (oltre ad altre), tutte piante che hanno il loro habitat naturale nella Foresta Amazzonica e che prediligono il clima tropicale umido.

Il Brasile è di certo il paese che comprende la maggior estensione di Foresta Amazzonica, ma non bisogna dimenticare che essa si protrae anche in altri paesi quali il Perù, la Bolivia, l'Ecuador, la Colombia, il Venezuela, la Guyana, la Guyana Francese e il Suriname, tutti paesi dove si producono e consumano i cuori di palma.

Le proprietà di queste palme e il loro impiego alimentare è conosciuto da secoli dai popoli indigeni dell'Amazzonia (che consumano anche i frutti e i semi di queste piante, oltre ai germogli),  infatti rafforzano il sistema immunitario, aiutano a cicatrizzazione delle ferite, favoriscono e migliorano la digestione, contrastano l'anemia... un vero toccasana per la salute!


Ingredienti


lattughino

pomodori

mais dolce

cuori di palma

1 cipollotto

1/2 mango

sale 

olio evo

Dopo aver lavato il lattughino e asciugato con centrifuga metterlo in una insalatiera, unire i pomodori lavati e affettati, il mais dolce, i cuori di palma a pezzetti e qualche tocchetto di mango.

Condire con olio evo e sale.

Con questa ricetta partecipo ad ABC - Un mondo di ingredienti

lunedì 25 marzo 2024

Minestra di fave


" Cuciniamo a colori:  evviva la primavera!"  

La primavera finalmente è arrivata, e la natura risulta più colorata e vivace, il verde è il colore per eccellenza e quindi perché non scegliere un ingredienti con questo colore?

Ho pensato alle fave, che sono il primo raccolto del mio piccolo orto, quest'anno ancora non sono pronte ma dall'ortolano si trovano eccome!

Ho preparato una minestra, una pietanza di origine povera, appartenente soprattutto alla tradizione culinaria del Sud Italia. Una ricetta dai sapori semplici e rustici, preparata con pochi ingredienti, anche molto economici: fave fresche,  cipollotti e olio extravergine di oliva. Servita ben calda e accompagnata da scaglie di parmigiano, rappresenta un primo piatto equilibrato e completo, perfetto per tutta la famiglia.

Ho aggiunto anche un poco di pesto di basilico che aromatizzare la minestra e utilizzata come pasta la gramigna, un formato poco usato ma che mi piace parecchio, in ogni caso si può usare qualsiasi formato di pasta corta, a piacere, oppure anche pane tostato, per chi lo desidera.

Per evitare che le fave anneriscano in cottura e per evitare la pellicina che può essere indigesta, prima di aggiungerle al soffritto, è opportuno sbianchirle per pochissimi istanti in acqua bollente,  poi raffreddarle in acqua e ghiaccio per bloccarne la cottura: in questo modo le fave manterranno un bel colore verde brillante e la pellicina si toglierà a meraviglia.



Ingredienti per 4 persone

250g di pasta corta (io gramigna)

3 cipollotti 

300g di fave sgusciate

2 cucchiaini di pesto di basilico

scaglie di Parmigiano Reggiano

olio evo

prezzemolo

sale e pepe


Dopo aver sgranato le fave, scottarle in acqua bollente per 2-3 minuti. Scolarle e passarle sotto acqua fredda, e poi togliere la pellicina.

Versare 2 cucchiai di olio in una pentola, quindi aggiungere i cipollotti tritati, rosolare a fiamma bassa.

Aggiungere le fave pelate, mescolare, Aggiustare di sale e pepe. Coprire con l'acqua e cuocere a fuoco dolce per circa 20-30 minuti. Unire poi il pesto di basilico.

In un'altra pentola far bollire acqua salata e cuocere la pasta al dente. Scolarla ed unirla alle fave, mescolare e cuocere ancora 1-2 minuti.

Spegnere il fuoco e profumare con il prezzemolo tritato.

Servire la minestra di fave nelle fondine individuali con scaglie di grana preparate con l'apposito attrezzo o il tagliatartufi.


Altre proposte primaverili:

Carla Emilia: Risotto con bruscandoli 

Catia: Tartine al salmone con crema di rucola e germogli  

Cinzia: Frittata di ortiche 

Claudia: Spaghetti di zucchine al pesto 

Daniela: Parmigiana di piattoni 

Milena: Casarecce con zucchine e pomodorini confit  

lunedì 18 marzo 2024

Pere al vino rosso speziato


Il 19 marzo è la festa del papà, quindi perché non preparagli un dolcino o qualcosa di buono che può gradire particolarmente?

La rubrica Light and tasty è sempre molto attenta alle festività e per questo abbiamo pensato di darvi qualche idea veloce da preparare il giorno giusto... già perché so che la "vera festa" con abbuffata, regali, bacini e tanti abbracci l'avete già fatta ieri, io vi conosco!!!!

Comunque domani lo potete festeggiare a sorpresa, vedrete che ne sarà entusiasta!

Ho pensato ad un veloce dessert a base di frutta, le classiche pere al vino rosso, che hanno un colore unico e un  profumo paradisiaco, se poi aggiungete 1 pallina di gelato sono sicura che lo conquisterete!

Ho preso spunto da questa ricetta nel blog della Giuly qui, ma con qualche leggera variazione.

 Alla prova!


Ingredienti

500ml di vino rosso (Gutturnio doc)
4 pere non troppo mature
200g di miele
succo di 1 arancia
2 stelle di anice
4 chiodi di garofano
1 stecca di cannella
scorza di arancia
scorza di limone
vaniglia (1/2 bacca)
gelato alla crema
cannella in polvere

In una casseruola alta non troppo larga (deve coprire le pere) inserire il vino rosso, le spezie (anice stellata, cannella, chiodi di garofano, vaniglia) e le scorze degli agrumi, chiudere con il coperchio e attendere 6 ore, o anche 1 notte. 

Sbucciare le pere, tagliarle  a metà nel senso della lunghezza lasciando il picciolo, rimuovere il torsoli con uno scavino da melone, o un cucchiaino.

Aggiungere il miele al vino e il succo dell'arancia e infine le pere pelare, accendere il fuoco e mescolare facendo attenzione di non rompere le pere, ma sciogliendo il miele. 
Cuocere finché saranno morbide ma ancora consistenti, in tutto 12-15 minuti al massimo. Se le pere risultano ben colorate, toglierle e posizionarle in un contenitore chiuso (tipo Tapperware), se non ancora ben colorate lasciare in ammollo a fuoco spento e poi metterle nel contenitore.

Rimettere il vino sul fuoco, e ridurre sul fuoco fino a renderlo sciropposo.

Al servizio, scaldare la riduzione, posizionare sul piattino la pera, mettere una pallina di gelato alla crema nell'incavo e con un cucchiaino bagnare con la riduzione calda. Spolverizzare con cannella in polvere.


Ecco le altre proposte per festeggiare i papà!


Carla Emilia: Insalata di lingua 

Catia: Dessert alla crema e caffè con biscotti al cioccolato 

Cinzia: Tiramisù al caffè light 

Milena: Frittatine con cuori di barbabietola rossa  

sabato 16 marzo 2024

Cappellacci agli asparagi



E inizia una nuova avventura! Sono felice di annunciarvi l'inizio di un nuov appuntamento che uscirà il 16 di ogni mese e in cui si tratterà di pasta!  Il suo nome è LA PASTA é MAGIA!
Pasta fresca, fatta a mano, che potrà essere ripiena oppure farcita, ma anche pasta secca, sia prodotta da noi che acquistata, ma condita con dei super sughi, così da strabiliarvi sotto ogni punto di vista!
Ci siamo unite in un gruppo di foodblogger piccolo ma affiatato ed abbiamo messo le basi di questa rubrica, Daniela, Milena e Natalia, ed ora assieme partiamo!

Ho iniziato con la pasta ripiena, tipica della mia regione e a cui sono molto affezionata, l'impasto è con farina di grano tenero 00, bagnata con le uova, so che  solitamente il dosaggio è 1 uovo per 100g di farina, ma io tendo a mettere meno uova (2 su 300g), invece aggiungo un poco di olio, consiglio di mia nonna, che rende l'impasto quasi setoso. Quanto al ripieno ho osato con il mascarpone e la ricotta, per renderlo più ricco e cremoso, gli asparagi solo saltati direttamente in padella giusto per rinforzare il sapore, non amo utilizzare verdure lesse nei ripieni. Questa è una mia interpretazione dei cappellacci e  se li proverete fatemi sapere se vi sono piaciuti!

Ed ora ...Mani in pasta!



Ingredienti per 4 persone
(80 cappellacci)

200g di mascarpone

200g di ricotta

400g di asparagi

1 scalogno 

80g di Parmigiano grattugiato

sale

olio evo

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro

burro

300g di farina 00

2 uova

1 cucchiaio di olio

sale

Iniziare a preparare la farcia: lavare e mondare gli asparagi, tagliarli a tocchetti tenendo in disparte le punte.  Preparare un soffritto con olio evo (2 cucchiai) e scalogno ben tritato, unite i pezzetti di asparagi (non le punte), salate e pepare e cuocere a fuoco basso per circa 30 minuti con coperchio, unendo un poco di acqua se ce ne fosse bisogno (non devono asciugare troppo ma nemmeno essere immersi in acqua). Spegnere far raffreddare e poi frullare.

Unire il mascarpone con la ricetta il formaggio e gli asparagi, mescolare accuratamente formando una crema, aggiustare di sale.

Preparare il sugo: sciogliere 50g di burro in una padella, unire le punte di asparagi, il concentrato di pomodoro, sciolto in 1-2 cucchiai di acqua, salare e  cuocere a fuoco vivace per qualche minuto. Le punte non devono essere troppo cotte, devono rimanere croccanti in questo sughetto rosato. Spegnere e lasciar raffreddare.

Preparare i cappellacci: fare  la fontana con la farina, inserire le uova, un pizzico di sale e l'olio, mescolare le uova all'interno con una forchetta  e poi iniziare a raccogliere la farina dall'interno e  impastare a mano (se fosse troppo dura unire un cucchiaio di acqua). Continuare l'impasto con i palmi aperti per una decina di minuti fino a quando la pasta schiocca! 

Fra riposare per trenta minuti a temperatura ambiente avvolto da pellicola per alimenti.

Con la macchinetta oppure con il mattarello, tirare la sfoglia sottile con la macchinetta all'ultimo foro e poi tagliare dei cerchi con un coppapasta rotondo diametro 8 cm. 

Mettere su ogni cerchio di impasto 1 noce di farcia e poi formare i cappellacci, prima chiudendo i cerchio a mezzaluna e poi avvicinando le due punte e premendo.


Disporli su di un vassoio ricoperto da una tovaglietta pulita (io lo preferisco allo spolvero con farina di riso o alla carta forno, in quanto il tessuto assorbe leggermente l'umidità aiutando ad asciugare il raviolo/cappellaccio). E' possibile congelarli su vassoi e poi dopo 2 ore riporli in sacchetti. Si conservano per 2-3 mesi in freezer.

Far bollire una pentola con acqua salata, al bollore abbassare il fuoco ed immergere i cappellacci, appena torna a bollire l'acqua, attendere un paio di minuti (se sono congelati 4-5 minuti). Per essere certi della cottura si consiglia un assaggio. Scolare con mestolo forato, facendo attenzione a non scolarne troppi per volta e passarli nella padella con il sugo riscaldato, saltarli velocemente e servire con parmigiano grattugiato (a piacere).



Ecco le proposte delle colleghe-amiche di La pasta è magia!

Daniela: Tagliatelle al cacao con gorgonzola e noci  

Milena: Crusetti (Croxetti) liguri con pesto di pinoli  maggiorana 

Natalia: Tagliatelle con crema di piselli nell’impasto