martedì 17 marzo 2026

Pizza di catalogna


Con un giorno di ritardo siamo qui a presentarvi una nuova uscita di Light and tasty, l'argomento è "Cicorie ed erbe amare", un mondo che soprattutto in primavera ci regala bontà e salute. 

Bontà non per tutti, infatti il gusto amaro è, probabilmente, quello meno apprezzato dalla popolazione umana e animale; proprio per un discorso atavico, infatti lo si riferisce a delle tossine, ricordate il detto “amaro come la cicuta”?  

Solo con il tempo e gli studi  si è imparato a convivere con questo sapore e si è scoperto, grazie anche all'etnofarmacologia (scienza che studia la funzionalità di una pianta in base al suo sapore, piuttosto che alla classe di appartenenza),  come molte sostanze amare abbiano anche proprietà medicamentose. 

Diversi studi hanno sostenuto che l’amaro presenta una correlazione lineare con l’attività antinfiammatoria, una panacea per i nostri organi interni quindi impariamo a farne uso in cucina proprio per trarre il massimo beneficio.

Per l'occasione ho cucinato la catalogna, spesso presente sulla mia tavola, condita con olio e aceto, o anche ripassata in padella con aglio e peperoncino. Oggi però l'ho inserita in una pasta lievitata, prendendo spunto dalla rinomata pizza di scarola campana, a noi è piaciuta tanto, eccovi la ricetta:



Ingredienti

per l'impasto

250g di farina integrale

250g di farina 0

1 cucchiaio di olio evo

125ml di latte

125ml di acqua

10g di lievito di birra

10g di sale

1 pizzico di zucchero

per la farcitura

1kg di catalogna

3 spicchi di aglio

3 cucchiai di pane grattugiato

olio evo

peperoncino

4-5 noci

6-8 acciughe sott'olio


Iniziare con il mondare la catalogna, separare la parte dello stelo da quello con le foglie,  più distale, lavare accuratamente e cuocere in acqua bollente, separatamente. La parte con il verde, per 5 minuti dal bollore, mentre lo stelo senza foglie per 10 minuti dal bollore, scolare e  tenerli separati.

La parte con lo stelo saltarlo in padella con olio, sale e peperoncino e servire come contorno.

La parte più distale, soffriggerla in olio (2 cucchiai) con l'aglio spellato, con gli spicchi tagliati in due pezzi, il peperoncino e il sale per circa 5-10 minuti. Lasciare raffreddare.

Impastare le farine con il lievito sbriciolato, lo zucchero, ed i liquidi, quando l'impasto risulta incordato aggiungere il sale e proseguire ad impastare 5-10 minuti a mano oppure 3-6 minuti con l'impastatrice a gancio.  Dare le pieghe a tre, rigirare l'impasto e darne altre 3, poi mettere in una ciotola unta d'olio e lasciare lievitare per un paio di ore.

Dividere l'impasto in 2/3 e 1/3 , ungere una teglia diametro 28cm, poi stendere l'impasto maggiore, facendolo debordare, cospargere il fondo con il pane grattugiato, e poi farcire la catalogna passata, togliendo l'aglio, disporre sulla superficie le acciughe e cospargere con gherigli di noci.


Prendere il resto dell'impasto, stirarlo con le mani (possibilmente senza romperlo), e ricoprire la catalogna, sigillare i bordi facendo un cordoncino tra i lembi dell'impasto sul fondo con quello della superficie. Con un pennello ungere la superficie con olio.

Cuocere in forno già caldo, a 200°C funzione pizza (ventilato con calore da sotto) per circa 20 minuti. Lasciare intiepidire prima di servire.

Ecco le proposte delle altre foodblogger:


Carla Emilia: Polpette di catalogna e scarola 

Catia: Farifrittata alle erbe di campo  

Claudia: Pesto di rucola 

Daniela:  Cicoria con olive e capperi

Milena: Torta salata con radicchi amari  

lunedì 16 marzo 2026

Pennette ripiene al burro e salvia


 Benvenuti alla rubrica La pasta è magia, oggi vi propongo una pasta ripiena un po' particolare, che preparo sempre quando faccio lo stracotto di carne per gli anolini piacentini, diciamo che la uso per riutilizzare il ripieno avanzato quando ormai la scorta degli anolini è già sufficiente.

Ho preso spunto da un pastificio che le produce in gran quantità e una cara amica me le ha fatte assaggiare parlandomene come una specialità. Effettivamente sono molto saporiti e piacevoli, il fatto poi di poterli condire al burro, sono pratici. Si tengono in freezer e quando si ha un ospite improvviso o non si voglia di mettersi ai fornelli sono una vera risorsa.

Il ripieno penso possa essere cambiato dalle classiche ricotta e spinaci, ai soli formaggi, o con le verdure più disparate, unica accortezza è che il ripieno sia ben compatto e con le uova che aiutino a mantenerlo ben legato in cottura. 

La dose per persona sono 200g, e sono sicura che ai vostri commensali queste pennette saranno davvero gradite. 



Ingredienti per 6/8 persone

Pasta

400g di farina
4 uova
acqua q.b.
1 cucchiaio di olio
sale

Ripieno

350g di carne di manzo (taglio pernice)
3 spicchi di aglio
50g di burro
100g di pane grattugiato
150g di formaggio grattugiato (Grana Padano)
150g di formaggio grattugiato (Parmigiano Reggiano)
3 uova
1 carota
1 cipolla piccola
1 canna di sedano
noce moscata
1/2 bicchiere di vino rosso
sale e pepe


Preparare lo stracotto: scaldare il burro, rosolare la carne dopo averla steccata con l'aglio, salare e pepare.

Aggiungere la cipolla il sedano e la carota, sfumare con il vino rosso, inserire acqua fino a ricoprire la carne e cuocere per almeno 6 ore, con coperchio appena aperto e a fuoco basso.

Ideale è interrompere dopo circa 3 ore e riprendere il giorno dopo. Controllare sempre il livello del liquido, che però a fine cottura deve essere assorbito più della metà.

Preparare il ripieno: togliere la carne e tritare molto fine (io uso il cutter, ma si dovrebbe con la mezzaluna), far bollire il brodo rimasto e scottare in una ciotola il pane grattugiato (attenzione, non deve essere troppo bagnato) inserire poi i formaggi, le uova e la carne tritata.

Aromatizzare con la noce moscata, aggiustare di sale. Amalgamare molto bene con un cucchiaio; la consistenza deve compatta.  Si consiglia di lasciarlo riposare 1 notte in frigo.

Preparare la pasta: fare la fontana sulla spianatoia, mettere all'interno le uova intere e l'olio, iniziare ad impastare, se ce ne fosse bisogno aiutarsi con un poco di acqua. Impastare bene, far riposare l'impasto sotto un tovagliolo per 15-20 minuti.


Tirare poi la pasta con la macchinetta al penultimo foro (non troppo sottile), disporre in orizzontale la striscia di pasta, dispensare poi il ripieno (con il sac a poche facendo una lunga "biscia" di ripieno o anche modellando un cordoncino con le mani), bagnare con pennello e acqua la pasta che si trova vicino al ripieno così avvolgendo la pasta questa riesce a fissarsi al meglio. Lasciare riposare 10 minuti e poi con un coltello tagliare in diagonale i rotolini ripieni, formando le pennette ripiene.


A questo punto possono essere cucinati subito o messi in freezer. Se si decide per la conservazione si devono disporre su un vassoio, congelarli per qualche ora quando risultano ben duri possono essere messi in sacchetti (si conservano per 6 mesi).

Cuocerli in abbondante acqua salata, buttarli quando l'acqua bolle e cuocere per qualche minuto (se freschi), un poco di più se congelati (l'assaggio è sempre il miglior consiglio, così li scolate a vostro gusto).

Nel frattempo sciogliere in padella una noce abbondante di burro e qualche foglia di salvia, dopo averle scolate passarle in padella, saltando le pennette.

Servire subito con Parmigiano grattugiato.

Ecco le altre proposte:

Carla Emilia: Passatelli al sugo di mare 

Daniela: Linguine con pesto di lattuga, pinoli e granella di nocciole 

Milena: Tonnarelli cacio e pepe 

Natalia: Ravioli con zucchine, ricotta e mazzancolle 

martedì 10 marzo 2026

Polpo arrostito su crema di fave


Oggi si pubblica per Vista in rivista, un rubrica che ormai conoscete e che ci porta a proporre ricette di riviste più o meno datate. 

Nel mio caso attingo spesso da ricette di anni fa, anche perchè ultimamente compro meno riviste e poi ho ancora tante ricette segnalate da provare e quindi vado al risparmio!

Questa ricetta, ad esempio, è tratta da La cucina italiana di aprile 2014, le fave sono una mia scoperta da adulta e me ne sono innamorata, con il polpo penso ci stiano a meraviglia, sia come differenza cromatica che di sapore.

Eccomi quindi a replicarla e a pubblicarla per voi.


Ingredienti per 4 persone

1kg di polpo

400g di fave sgranate fresche o surgelate

1 piccola cipolla

maggiorana

olio evo

sale

Per cuocere il polpo:

1 carota

1 scalogno

1 canna di sedani

200ml di vino bianco


Lavare accuratamente il polpo dopo averlo asportato il becco (che si trova tra i tentacoli) e gli occhi.

Porre in una casseruola con 500ml di acqua e 200ml di vino bianco, 1 carota, 1 scalogno e 1 pezzo di sedano, cuocere per 40 minuti dal bollore e poi lasciare raffreddare in acqua.

Nel frattempo sgranare le fave, se fresche,  cuocerle in acqua bollente per 3-4 minuti e poi scolare e raffreddare subito in acqua fredda. Lasciarle per qualche minuti e poi spellarle, togliendo la pellicina.

Affettare la cipolla, soffriggerla con due cucchiai di olio e poi unire le fave (tenendone da parte un terzo per la decorazione), lasciare cuocere aggiungendo un poco di acqua per una decina di minuti. Aggiustare di sale. Frullare formando una crema, emulsionando con un filo di olio, aggiustare la consistenza con acqua (deve essere fluida).

Quando raffreddato, scolare il polpo, tagliare a tocchetti e dopo averlo spellato, condirlo con un poco di olio e maggiorana. Arrostirlo su piastra ben calda 1 minuto per lato.

Servire subito dopo aver impiattato prima la crema di fave, poi il polpo e infine qualche fava intera tenuta da parte.


Ecco il piatto in primo piano

Ecco le altre ricette:

Daniela: Straccetti di manzo con pannocchie 

Milena: Bocconcini di pollo all’orientale   

Natalia: Biscotti coniglietto di carote e mandorle 


lunedì 9 marzo 2026

Tartufi ricotta e cocco


Oggi a Light and tasty abbiamo pensato di pubblicare una ricetta da fare con o per i bambini, qualcosa di semplice, veloce da preparare insieme a loro oppure un piatto ideale per una merenda o una cenetta  adatta a loro. 

Per l'occasione ho preparato dei dolcetti, dei tartufini, dagli ingredienti "quasi" salutari, ma soprattutto molto versatili. 

Ricotta, cocco e biscotti, la ricotta potrebbe essere senza lattosio, e i biscotti possono essere scelti tra la miriade presente sugli scaffali ....senza lattosio, senza glutine, senza zucchero... tutti i senza che volete, in modo da poterli far assaggiare a qualsiasi vostro invitato.

Personalmente ho scelto dei semplici biscotti alle nocciole e poi ho inserito una nocciolina all'interno, oppure un pezzetto di cioccolata, come preferite!  Non vi sembrano gustosi?

Questa ricetta può essere fatta completamente dai bimbi, unica avvertenza frullare i biscotti in anticipo per evitare che si feriscano con le lame.



Ingredienti per 10 tartufi

100g di Ricotta fresca

50g di Cocco disidratato rapè

50g di biscotti alle nocciole

nocciole o pezzetti di cioccolato


Tritare finemente in un mixer i biscotti frollini, unire la ricotta  e mescolare per renderla cremosa.

Aggiungere un cucchiaino di farina di cocco.

L'impasto dovrà risultare abbastanza compatto. formare le palline con le mani e mettere al centro 1 nocciola o 1 pezzetto di cioccolato. Rotolare nel cocco rapè.

Posizionare nei pirottini e mettere in frigo fino al momento di servire (almeno un paio di ore).

Servirli freddi, togliendoli dal frigorifero 10 minuti prima di mangiarli.


Ecco le proposte per i nostri cucciolini:


Carla Emilia: Sfogliatelle semplicissime

Catia: Cake pops al cioccolato  

Claudia: Tortino con gocce di cioccolato in friggitrice 

Daniela: Dolce di semolino al latte e miele con lamponi 

Milena: Pavesini sullo stecco