venerdì 25 settembre 2020

Torta Nua alla confettura di lamponi

 


Oggi qui ci si lecca i baffi!!!

In occasione dello Scambia-ricette il famoso gioco delle Bloggalline sono stata abbinata a Annalaura e dopo aver curiosato parecchio nel suo blog, sono rimasta affascinata da questa rielaborazione della famosa torta Nua, quella, come dice anche Annalaura, che spopolava anni fa sul web, ma in cui la farcia era la classica crema pasticcera (ben fredda). Questa risulta molto più colorata, grazie all'uso della confettura e anche più adatta alla colazione del mattino.

Questa è una morbida torta dagli ingredienti sani e genuini, velocissima da realizzare di cui vi innamorerete subito, unico mio rammarico è di aver messo poca confettura, ma temevo che affondasse e per quello ho preferito dosarla con il cucchiaino anziche un cucchiaio (pensavo che il peso della marmellata l'avrebbe fatta affondare nell'impasto), voi osate pure!!!!



Ecco la ricetta:


Ingredienti

300 g di farina 00
200 g di zucchero semolato
8 g di lievito per dolci (1/2 bustina circa)
bacca di vaniglia
80 g di olio di semi
100ml di latte intero
4 uova
scorza grattugiata di limone bio
1 pizzico di sale
10 cucchiaini di confettura di lamponi (anche 20!)


In una ciotola lavorare con le fruste elettriche le uova e lo zucchero per 4-5 minuti fino ad ottenere un composto spumoso, il composto dovrebbe "scrivere!. 

Unire a filo il latte e l'olio di semi.

Aggiungete un pizzico di sale e i semini prelevati dalla bacca di vaniglia, infine aggiungere la farina e il lievito utilizzando un setaccio. Mescolare con una spatola fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. 

Imburrare una teglia diam. 24 cm, inserire il composto, poi aggiugere qua e là cucchiaini di confettura (ho utilizzato i cucchiaini perchè non volevo che il composto affondasse).

Cuocere in forno  già caldo a 170°C per circa 35 minuti (il controllo dello stecchino è consigliato!).

Sfornare e lasciare raffreddare, cospargere di zucchero a velo prima di servire.


mercoledì 23 settembre 2020

Il maraschino fatto in casa



Ed ora è la volta del maraschino, quel liquore a base di noccioli di amarena, che si usa come aroma nei dolci casalinghi o per inzuppare pan di spagna da farcire.
Questo preparato "in casa" è molto più profumato e il sapore di mandorla tipico del nocciolo è molto accentuato, tanto da consigliarne il consumo come ammazzacaffè così tal quale o da servire  in abbinamento a dolci sempre a fine pasto.
Era la prima volta che lo preparavo, mi spiaceva buttare i noccioli che avevo estratto dalle amarene per poter effettuare il Ratafià e una bella confettura (anche qui), e così ho cercato in rete qualche ricetta e dopo averne confrontate diverse, mi sono appuntata queste dosi. 
Le scrivo qui, così non le perdo, in vista del prossimo anno e del prossimo raccolto! 




Ingredienti

300 grammi di noccioli di amarena

500 ml di alcol per liquori a 95°

400 g di acqua

400 g di zucchero











Snocciolare le amarene (che si possono utilizzare per il liquore ratafià o per candirle o per una deliziosa confettura), mettere i noccioli di amarena in un vaso a chiusura ermetica con l’alcool e chiudere accuratamente.


Lasciare in infusione per 50/60 giorni in un luogo buio, lontano da fonti luminose, e fresco. 
Passato questo periodo filtrare il liquido in modo da rimuovere i noccioli.

Pesare acqua e zucchero, porli in una pentola mettere sul fuoco basso  e mescolando si scioglie lo zucchero completamente.





Spegnere il fuoco e far raffreddare a temperatura ambiente, unire all'infuso.


Travasare il liquore così ottenuto nelle bottiglie, chiudere con un tappo e attendere un mesetto prima di assaggiarlo.

Ottimo come bagna per dolci, ma anche come liquore dopo i pasti essendo molto profumato e aromatico.

lunedì 21 settembre 2020

Filetti di branzino alla ligure



Oggi a Light and Tasty si parla di filetti di pesce, un ingrediente u  po' ostico per la sottoscritta abituata  avivere in Pianura Padana in un paese che fino a 20 anni fa nemmeno c'era una pescheria!
Questo ha comportato che il pesce fosse cucina molto raramente e pure male in quanto non faceva parte della tradizione e quindi poco si poteva imparare da mamme e nonne. Con l'avvento dei supermercati la situazione è un po' cambiata, ma il nostro approccio con questo ingrediente non è ancora disinvolto!
Eccomi quindi per l'occasione ricercare ricette nelle regioni vicine come questa ricetta ligure, molto semplice e davvero gustosa, un piatto completo avendo già abbinato patate e pomodori.
Provatela, a noi è piaciuta davvero tanto! 






Ingredienti per 4 persone

4 filetti grandi di branzino
4 patate
Olive taggiasche 
10 pomodorini pachino
Pinoli 
Rosmarino
Timo
sale 
olio evo





Sbollentare le patate per 3 minuti circa precedentemente tagliate a rondelle con la mandolina, scolare e passare sotto acqua fredda, così da bloccare la cottura.

Ungere con un filo d'olio una teglia da forno, disporre le patate e salare un poco, poggiare i filetti di branzino, contornare con i pomodorini tagliati a metà, con le olive taggiasche e qualche pinolo.

Condire con olio, sale, qualche fogliolina di timo e rosmarino.

Cuocere in forno, già caldo a 180°C, per 20 minuti, ottimo anche tiepido.



Ecco altre proposte veloci, sane e buonissime

Filetti di orata alla birra di Carla Emilia 

Filetti di limanda al limone con semi di sesamo e chia  di Catia

Filetti di orata con le mandorle  di Daniela

Filetti di triglia alle mandorle e limone di Franca

Filetti di merluzzo alla pizzaiola di Mary

Filetti di branzino gratinati con crema di bietole e patate  di Milena

mercoledì 16 settembre 2020

Ratafià, il liquore abruzzese di amarene



Di questo liquore ne avevo sentito parlare da una cara amica abruzzese, ma non lo avevo mai assaggiato, fino a quando qualche mese fa non lo intravedo nel sito di Michi, il mio albero di amarene era bello pieno e così non ci ho pensato due volte. E' stata una rivelazione, un liquore non troppo alcolico e molto gradevole al palato. Ideale per un fine pasto ma anche come digestivo se avete mangiato un po' troppo, si abbina a meraviglia con la biscotteria secca, ma anche con dolci all'amaretto e al caffè.consigliatissimo con i dolci al cioccolato. Le amarene che rimangono poi sono favolose, ho provato a schiacciarne un po' per ottenere più liquore ma non lo consiglio visto che formerebbero un fondo spiacevole alla vista, consumatele così o anche con il gelato.

Ecco quando le amarene erano in infusione


Ricetta tratta da Le ricette di Michi

Ingredienti


800 g di Amarene
1 l di Montepulciano d’Abruzzo o vino rosso fermo
500 g Zucchero
300 ml Alcol 90° buongusto
1 Cannella in stecche


Denocciolare le amarene (il nocciolo lo utilizzerete per preparrare il maraschino!).

Metterle in un vaso con chiusura ermetica, abbastanza grande (io 2 litri).

Aggiungere il vino (io ho usato una Bonarda dei Colli Piacentini ferma), lo zucchero, l’alcol e la cannella. Chiudere il contenitore ermeticamente e lasciare in infusione per 30 giorni al buio. Mescolare ogni qualche giorno gli ingredienti, così da sciogliere lo zucchero.

Trascorso il tempo, filtrare il composto e imbottigliare.

Le amarene che si ottengono sono ottime da servire con il gelato o anche da mangiare a fine pasto come digestivo!