martedì 16 aprile 2019

Biscotti al burro di arachidi e gocce di cioccolato


Era da tempo che desideravo provare ad usare il burro d'arachidi e anche di assaggiarlo sulla classica fetta di pane tostato, proprio come Charlie Brown, ricordate la frase tipica - "Nulla toglie il sapore dal burro di arachidi come un amore non corrisposto" (Charlie Brown, Charles M. Schulz).
Be, quando la scorsa settimana me lo sono trovato davanti al supermercato non ho resistito e l'ho acquistato, il passaggio di poi di provare questi biscotti è stato automatico. Da tempo avevo questa ricetta nella mia "to do list" e vi assicuro che non mi ha delusa. Ricetta tratta da qui.


Ingredienti
per 30 biscotti

125 g di burro
70 g di burro di arachidi
150 g di zucchero
1 uovo
250 g di farina 00
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
100 g di gocce di cioccolato


Accendere il forno a 180°C.

Miscelare bene il burro morbido e il burro di arachidi, unire lo zucchero e l’uovo.
Aggiungere la farina e il lievito, solo per ultime e le gocce di cioccolato.

Quando il composto risulterà ben amalgamato uniforme, fare delle palline di circa 20g l'una.

Foderare con carta forno la leccarda e disporre le palline un poco distanziate, appiattirle con la mano (non sia appiattiscono in cottura come i cookies).

Fare cuocere i biscotti in forno già caldo con funzione ventilato per 12-15 minuti.

Quando si sfornano farli raffreddare su di una griglia.

lunedì 15 aprile 2019

Lasagne di pane carasau con zucchine e gamberetti


Lasagne: quella delizia a strati che mette tutti d'accordo.
Vi piace la mia definizione? Non vi sembra corretta?
Effettivamente le lasagne sono un primo piatto italiano presente in tutta la penisola, che ha come denominatore comune, oltre alla bontà, anche la struttura , in pratica una sequenza variabile di strati di pasta farciti in base ai propri gusti o alle diverse tradizioni locali.
no costituite da una sfoglia di pasta madre di, oggi quasi sempre pasta all'uovo, tagliata in fogli grossolanamente rettangolari (losanghe), dette lasagna le quali, una volta bollite e scolate, vengono disposte in una sequenza variabile di strati, ognuno dei quali separato da una farcitura che varia in relazione alle diverse tradizioni locali.
Al nord quando si parla di lasagne si pensa alle lasagne alla bolognese con pasta all'uovo, ragù di carne, formaggio e besciamella, ma al sud ogni regione ha le sue particolarità dalla presenza di uova sode, alle polpette fino alle diverse provole.
Ecco anche noi di Light and Tasty abbiamo raccolto la sfida e abbiamo provato a proporre questo piatto in modo un po' diverso ma soprattutto abbiamo cercato di abbassare le calorie senza venir meno al gusto.... cosa dite, ci siamo riuscite?


Ingredienti per 4 persone
Prima di infornare

250g di pane carasau
4 zucchine
300g di gamberetti
2 spicchi di aglio
30ml di brandy
6 cucchiai di olio evo
500ml di brodo vegetale
250g di ricotta
20g di Parmigiano Reggiano grattugiato
sale



Scaldare il brodo vegetale. Tagliare  a cubetti le zucchine, scaldare due cucchiai di olio con l'aglio, aggiungere le zucchine, saltare aggiustare di sale e cuocere per 5-10 minuti, aggiungendo se ce ne fosse bisogno un piccolo mestolo di brodo.

Ecco l'interno, con la sua farcitura
Scaldare in un'altra padella due cucchiai di olio unire i gamberetti sgusciati, saltare e sfumare con il brandy, continuare la cottura fino a quando l'alcol si è evaporato. spegnere aggiustare di sale.

In una teglia da forno, aggiungere un paio di cucchiai di brodo, mettere uno strato di pane carasau, farcire con zucchine, poi gamberetti e qualche cucchiaino di ricotta, fare un altro strato di pane carasau, bagnare con i due cucchiai di brodo e poi ancora zucchine, gamberetti e ricotta, continuare così fino al bordo.

Finire con uno strato di pane carasau, bagnare con il brodo, cospargere di Parmigiano Reggiano grattugiato e poi un giro di olio.

Cuocere in forno già caldo a 200°C, per 10 minuti funzione grill. Lasciare riposare 5 minuti prima di servire.


Ecco le altre ricette...

Lasagne con zucchine, piselli e besciamella alla curcuma  di Daniela

Lasagne con asparagi, funghi e besciamella light  di Maria Grazia

Lasagnetta alle verdure primaverili e crema di baccelli  di Milena

domenica 14 aprile 2019

Salmone in padella con riso al cocco per Quanti modi di fare e rifare


Oggi con la rubrica Quanti modi di fare e rifare siamo sbarcati in Norvegia, a trovare la nostra cara amica Ornella, e cosa preparare se non il classico salmone? Infatti in questo piatto il protagonista è proprio lui, cotto semplicemente in padella con un filo di olio (essendo un pesce grasso, non è necessario condimento), condito con sale e pepe nero. Come accompagnamento verdura cotta, io ho scelto gli spinaci che vengono apprezzati in famiglia e mi sembra che ci si abbinino a meraviglia e del riso, ma non un riso qualunque... diamo una nota orientale al piatto aggiungendo riso al cocco.
E' questa la particolarità del piatto, la cottura in latte di cocco e aggiunta finale di cocco rapè.
Seguite i consigli scritti sopra e vedrete che ne rimarrete soddisfatti, unica avvertenza: vi deve piacere il cocco.
Personalmente ho aggiunto una spolverata di semi di sesamo (tostati oppure no, come preferite), li trovo una nota croccante azzeccata, voi cosa ne pensate?


Ingredienti per 4 persone

200g di riso Jasmine (io, Carnaroli)
250ml di latte di cocco
400ml di acqua
 1⁄2  cucchiaino sale
2 cucchiai di farina di cocco

800 g filetto di salmone senza lische e pelle
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di sale
1⁄2 cucchiaino di pepe bianco macinato
400 g di spinaci
semi di sesamo

Risciacquare bene il riso con acqua fredda e lasciare scolare. Metterlo in una pentola insieme al latte di cocco, l'acqua (l'acqua non tutta, potrebbe essere troppa, quindi iniziare con metà dose, scaldare il resto e aggiungere a poco a poco) ed il sale. Portare ad ebollizione, abbassare il calore al minimo e cuocere per 15 minuti, mescolando spesso.
Togliere la pentola dal fuoco e lasciare riposare il riso per 4-5 minuti. aggiungere poi la farina di cocco e mescolare bene (è ottimo anche senza, diciamo che risulta più delicato senza questo ingrediente).
Nel frattempo tagliare il filetto di salmone in porzioni di circa 200 grammi, salare e pepare.
Scaldare l'olio in una padella  e poi cuocere il salmone  a fuoco medio circa 3-5 minuti per lato o finché non sarà cotto.
In una larga padella mettere gli spinaci con un pizzico di sale e 50ml di acqua, chiudere con il coperchio e cuocere circa 10 minuti.
Impiattare il salmone, con gli spinaci e il riso al cocco, utilizzando per quest'ultimo un coppapasta.
Spolverizzare con semi di sesamo, a piacere leggermente tostati.

Con questa ricetta partecipo a Quanti modi di fare e rifare

lunedì 8 aprile 2019

Vellutata di piselli alla menta

 

Dai fruttivendoli iniziano a vedersi i primi piselli, e per questo la rubrica Light and Tasty ha pensato di dedicargli una giornata!
Vi confesso che anche nel mio orticello sono presenti, ma solo come pianta e sono alti poco più di una spanna!
Penso che i piselli siano tra i legumi i più gustosi; sono dolci, dal sapore fresco e delicato e molto versatili in cucina.
Ma passiamo alle proprietà: hanno pochi grassi e poche calorie, sono quindi adatti alle diete ipocaloriche e ipolipidiche. Meno ricchi di amido rispetto ad altri legumi, i piselli risultano più digeribili. I piselli freschi contengono ferro, fosforo, calcio, potassio, vitamine e sono ricchi di proteine.
Presentano inoltre fitoestrogeni, sostanze simili agli estrogeni femminili; per questo possono essere validi alleati contro i sintomi della menopausa.
Ricordo poi anche le basse kcal su 100g di prodotto: 52, naturalemente però bisogna scegliere ricette adeguate, povere di grassi, proprio come questa vellutata, piacevole sia calda che fredda un vero piatto unico che sono sicura vi conquisterà!



Ingredienti
per 2 persone

250 gr piselli sgranati
5-6 foglioline di menta
1 scalogno
1 patata
500ml di brodo vegetale
50ml di latte
3 cucchiaio di olio evo
sale e pepe




In una casseruola scaldare l'olio unire lo scalogno tritato, aggiungere i piselli e la patata a tocchetti.

Coprire con il brodo vegetale  e lasciare cuocere a fuoco bassa per 30 40 minuti, mescolando di tanto in tanto.

Controllare la cottura e se le verdure risultano ben morbide, unire il latte e le foglie di menta.

Cuocere ancora 3-4 minuti e poi frullare con minipimer.

Servire tiepido con crostini (a piacere).

Ecco le altre proposte:

Carciofi e piselli di Carla Emilia

Burger di miglio con piselli e verdure col Bimby di Cinzia

Nidi di patate con i piselli di Daniela

Insalata russa light  di Maria Grazia

Insalata tiepida di farro con piselli, carote e pomodorini di Milena

martedì 2 aprile 2019

Il bartolaccio di Tredozio


La primavera è ormai arrivata da settimane e la bella stagione pure, qui la temperatura nel pomeriggio si aggira sui 20°C e il tempo soleggiato  invoglia alle gite fuori porta.
Per questo si è deciso di proporre ricette ideali da consumare nei pic nic all'aria aperta e L'Italia nel piatto non ci ha pensato due volte a indicare come titolo della uscita mensile:
Torte rustiche salate, focacce per una scampagnata primaverile 
Eccoci quindi con le nostre ricette rustiche, per l'Emilia Romagna ho provato a preparare il Bartolaccio,  detto Bartlaz, un tortello  farcito di patate, pancetta, formaggio grattugiato ma cotto sulla piadiniera, alla piastra. Questo prodotto è tipico di  Tredozio, un paesino  immerso nel verde che si trova nell’alto Appennino Tosco-Romagnolo, in provincia di Forlì-Cesena e che festeggia questa specialità nelle prime domeniche del mese di novembre, con una festa in grande stile organizzata dalla Pro loco del paese.
Il suo impasto è a base di acqua e farina, il ripieno, come ho già detto, è fatto da ingredienti poveri, si prepara in un attimo e si cuoce velocemente, meglio se sulla stufa a legna.

Ottimo ben caldo, ma anche freddo ha il suo perchè... provatelo un po'!





Ingredienti
per 6 bartolacci

300 g di farina
120ml di acqua (circa, dipende dal grado di assorbimento della farina)
5g di lievito istantaneo per torte salate
sale e pepe
300 g di patate lessate e sbucciate
100 g di pancetta a cubetti
2 cucchiai di olio evo
50 g di parmigiano
rosmarino







Mettere su una spianatoia la farina setacciata  con il lievito e un pizzico di sale, iniziare ad impastare aggiungendo gradatamente l'acqua fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.
Far riposare una mezz'oretta.

Lessare le patate, sbucciarle ancora calde e passarle allo schiacciapatate.

Saltare in una padella con l'olio bene caldo la pancetta, fino a quando il grasso si scioglie e la pancetta risulterà croccante. A questo punto unire le patate, togliere dal fuoco.

Aggiustare di sale e pepe e aromatizzare con rosmarino tritato.

Mescolare bene così da ottenere un ripieno omogeneo.

Stendere la pasta in una sfoglia sottile, con un piatto piano da dolce o un coppa pasta del diametro di 16 cm, tagliare dei dischi  efarcire con il ripieno, chiudere e sigillare con la forchetta.


Ponerre una padella antiaderente o la piastra per piadina sul fuoco, scaldarla bene e cuocere i bartolacci per 2-3 minuti per lato.

Sono ottimi serviti caldi, ma sfiziosi pure  a temperatura ambiente.


Ed ecco le proposte delle altre regioni:

Valle d’Aosta: Tourte aux herbes                                                                                                                                 
Piemonte:  La “rustica”, torta piemontese ai formaggi 
                   
Lombardia: Costoletta alla Milanese
                                             
Trentino Alto Adige: Smacafam 
                           
Friuli-Venezia Giulia: Pinza Triestina
                                                         
Veneto: Tortino di spinaci, uvetta e pinoli 
                            
Emilia Romagna:  Il bartolaccio di Tredozio 
                                                                                                               
Liguria: Torta di asparagi e patate
  
Toscana: Barbotta o barbotla ai fiori di zucca
                                                                                                      
Marche:  Crescia sfogliata marchigiana     

Umbria: Schiacciata con la cipolla 
                                                                                                                                         
Lazio: Fiori di zucca ripieni al forno 
                                                                                                                                   
Abruzzo: Soffione Salato 
                                                        
Molise: Calzoni con bietola, olive e acciughe 
                  
Campania: Torta rustica con ricotta e salame                                                                                      

Puglia: Torta rustica di carciofi 
                                                                                                                                         
Basilicata:  I falagoni lucani           

Calabria: Grupariata. La focaccia rossa calabrese                                                                                                                                                                                 
Sicilia: U' sfinciuni - Lo sfincione palermitano                                     

Sardegna: Panedda di Oliena
           

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La "Rustica", torta piemontese ai formaggi



Ed eccoci al 2 del mese con il nostro appuntamento con L'Italia nel piatto, una rubrica che parla di tradizioni culinarie e territorio, di prodotti tipici e ricette gustose.
Oggi il titolo è :
  Torte rustiche salate, focacce per una scampagnata primaverile   

Questo mese preparerò anche una ricetta piemontese, visto che la foodblogger Marianna, non aveva la possibilità di pubblicare.
Ho scelto di preparare una torta salata, che per i pic nic e le scampagnate sono davvero appropriate.
Gironzolando per il web ho trovato la “Rustica”,  una torta salata ai formaggi  prodotta con una sorta di pasta sfoglia , la cui  ricetta è gelosamente custodita e, pertanto, non è possibile diffondere gli ingredienti che compongono la sfoglia e, neppure, i tipi di formaggio utilizzati per il ripieno.
Sono partita dalla zona di produzione, Rocchetta Tanaro (Asti) e dalla storia di questa preparazione, in cui si racconta che, in frazione Cornalea (Rocchetta Tanaro), all’inizio del 1900, abitava il formaggiaio (“al Furmagé”, “al Furmàgg”), uomo che, con il carro trainato da un cavallo, girava le valli limitrofe per vendere formaggi.
Quando tornava alla sera, le massaie del paese acquistavano a basso prezzo i prodotti non venduti e li utilizzavano per farcire focacce o come ripieno di torte salate.
La Pro Loco, negli anni ’70, in occasione del I Festival delle Sagre, ne rievocò il ricordo e nobilitò il piatto, arricchendo l’impasto, la qualità dei formaggi e mantenendone la cottura nel forno a legna.

Alla luce di ciò,  mi sono informata sui formaggi della zona ed ho optato per una robiola saporita di latte di capra, la robiola di Roccaverano, a cui ho aggiunto una toma stagionata, il Bra (questo in realtà è prodotto in provincia di Cuneo) e poi il classico Grana, non senza dimenticare una classica ricotta, utile ad amalgamare tutti i componenti.
Ho deciso di utilizzare una classica pasta sfoglia, ma purtroppo non ho potuto cuocere nel fuoco a legna, che non posseggo. Non sarà certo l'autentica torta Rustica visto che la ricetta è segreta,ma in ogni caso  è davvero molto saporita e piacevole al gusto... la rifarò di certo!



Ingredienti

200g di Toma piemontese DOP stagionata
200g di Bra dop
200g di ricotta
200g di robiola di Roccaverano
20g di  Grana Padano stagionato
1 uovo
2 fogli di pasta sfoglia
1 tuorlo+acqua per spennellare la superficie



Preparare il ripieno, unendo in una ciotola capiente la ricotta setacciata, e tutti gli altri formaggi, quelli a pasta dura o semidura tagliarlo a cubetti piccoli.
Aggiungere l'uovo e cospargere con il formaggio grana grattugiato.
Mescolare bene con un cucchiaio di legno e aggiustate di sale e pepe nero macinato.

Mettere un disco di pasta sfoglia in una teglia da 24 cm di diametro, rivestita con carta forno, forare il fondo della pasta con i rebbi di una forchetta e  riempire il guscio  con il composto di uova e formaggio.

Ricoprire con l'altro disco di pasta sfoglia, anch'esso forato, e premere lungo i bordi per sigillare.
Spennellate la superficie con un  tuorlo d'uovo  diluito con un cucchiaio di acqua.

Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 30-35 minuti.

Prima di servirla e tagliarla lasciare riposare la torta per una decina di minuti.



Ed ecco nelle altre regione cosa si cucina:

Valle d’Aosta: Tourte aux herbes                                                                                                                                 
Piemonte:  La “rustica”, torta piemontese ai formaggi 
                   
Lombardia: Costoletta alla Milanese
                                             
Trentino Alto Adige: Smacafam 
                           
Friuli-Venezia Giulia: Pinza Triestina
                                                           
Veneto: Tortino di spinaci, uvetta e pinoli 
                              
Emilia Romagna:  Il bartolaccio di Tredozio 

Liguria: Torta di asparagi e patate                                                                                                         

Toscana: Barbotta o barbotla ai fiori di zucca
                                                                                                        
Marche:  Crescia sfogliata marchigiana       

Umbria: Schiacciata con la cipolla 
                                                                                                                                           
Lazio: Fiori di zucca ripieni al forno   
                                                                                                                                     
Abruzzo: Soffione Salato 
                                                          
Molise: Calzoni con bietola, olive e acciughe 
                    
Campania: Torta rustica con ricotta e salame                                                                                      

Puglia: Torta rustica di carciofi 
                                                                                                                                           
Basilicata:  I falagoni lucani           

Calabria: Grupariata. La focaccia rossa calabrese                                                                                                                                                                                 
Sicilia: U' sfinciuni - Lo sfincione palermitano                                       

Sardegna: Panedda di Oliena
             

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lunedì 1 aprile 2019

Bocconcini di nasello avvolti nel porro


I porri sono ortaggi chiamati scientificamente Allium Ameloprasum, poco utilizzati in cucina hanno una struttura allungata a cilindro, con foglie di colore verde all'esterno e più chiare verso il cuore della pianta. Dal sapore deciso rispetto a tanti ortaggi, come le zucchine o gli spinaci, è invece molto delicato se lo si confronta con cipolle o aglio, di cui è un lontano parente.
Personalmente mi piace parecchio, e proprio per le sue proprietà benefiche abbiamo deciso di trattarlo nella nostra rubrica Light and Tasty

I porri hanno proprietà diuretiche, lassative e sono considerati alimenti disintossicanti e idratanti. Sono ottimi antiossidanti naturali, grazie alla presenza di flavonoidi, minerali e vitamine, sono inoltre lassativi, antibatterici e idratanti naturali, contribuiscono a combattere la produzione di colesterolo LDL che ostruisce vene e arterie rivelandosi protettori dell'apparato cardiocircolatorio.
Presentano anche un'elevata concentrazione di Vitamina C oltre a tanti sali minerali.
Iniziamo quindi a consumare con assiduità questo ortaggio visto tutte queste proprietà, possiamo farci zuppe e vellutate, ma anche farcie per torte salate o paste ripiene oltre ad essere consumati come contorni, sia cotti che crudi (modo migliore per consumarlo, anche se dal gusto un po' troppo deciso).
Ecco la mia proposta, in cui il porro oltre a decorare si propone anche come contorno e soprattutto come il gusto predominante di questo piatto, buon appetito!



Ingredienti per 2 persone

6 cuori di nasello
1 porro
6-7 pomodorini ciliegino
100ml di vino bianco secco
2 cucchiai di olio evo
Succo di mezzo limone
peperoncino
sale e pepe

Tagliare il porro in verticale e sbollentare le guaine di porro per un paio di minuti. Dividere a tocchetti i cuori di nasello, salateli e pepateli.

In una padella antiaderente versare l'olio evo e far saltare i bocconcini di per 3-4 minuti, sfumare con vino bianco.

Avvolgere poi i bocconcini  con le guaine di porro e infilzarli con gli stuzzicadenti in modo da fermare il porro.

Rimetterli nella stessa padella con pomodorini tagliati a metà e continuare la cottura per 5-10 minuti, dopo aver aggiustato di sale e pepe.
Spegnere il fuoco, condire con il succo di limone e peperoncino.
Servirli tiepidi

Ecco altre proposte per cucinare il porro:


Torta di porri della Lunigiana di Carla Emilia

Involtini di porro con prugne, primosale di capra e salsa di yogurt e senape  di Daniela

Risotto ai porri con pere, grana e polvere di liquirizia  di Maria Grazia

Involtini di porro, arista e provola  di Milena

mercoledì 27 marzo 2019

Buon Compleanno Club del 27: la mia Tarte Tatin classica


Happy Birthday!!!!
Auguri, Auguri, Auguri!
Tanti Auguri al nostro Club del 27, un club di appassionati di cucina, che si ritrovano tutti i mesi nel giorno 27 a presentare dei piatti con un filo conduttore comune.
Oggi il tema era libero, si poteva spaziare in tutte le uscite precedenti per scegliere come festeggiare il secondo compleanno.
Ho scelto una torta, come è giusto che sia per questo tipo di festa, una torta francese, un classico: la Tarte Tatin.
Questa torta rovesciata conosciuta in tutto il mondo pare che sia nata da un equivoco, anzi da un vero e proprio errore, come spesso accade.
Presso l'Hotel Tatin di Lamotte-Beuvron in Francia, alla fine del 18 secolo, l'addetta in cucina, una delle due proprietarie- le sorelle Tatin, dovendo preparare una torta di mele lasciò cuocere le mele nello zucchero e nel burro troppo a lungo.
Sentendo odore di bruciato e dovendo entro sera preparare un dolce per gli ospiti dell'Hotel cercò di risollevare le sorti della frutta mettendoci uno strato di pasta sopra e rimetendola ancora per poco in forno. Prima di presentarla la girò sul piatto di portata e  rimase stupita da quanto fu apprezzata dagli ospiti del ristorante. Il dolce divenne così un simbolo del ristorante e la sua fama si sparse per tutta la regione.
Questa è una delle tante leggende che vengono riportate in merito a questo dolce,  l'importante però è ricordare che la sua divulgazione a livello mondiale fu  dovuta  al cuoco Louis Vaudable, che assaggiò l'originale e ne fece un dessert fisso al suo ristorante, il famoso Maxim's di Parigi.

Questa torta mi piace tanto e proprio per questa l'ho voluta preparare con una squisita crema inglese alla cannella per questo evento importante, anzi andate un po' a vedere come stanno procedendo i festeggiamenti nel sito ufficiale dell'MTC...


Ingredienti
diam. 24cm

per la pasta
250 g di farina per dolci
3 cucchiai di zucchero
1 pizzico di di sale
150 gr di burro
1 tuorlo
acqua ghiacciata (io, 20 ml)

per il ripieno di mele
7-8 mele, io renette
70 g di burro
130 g di zucchero

per la salsa
100 ml di latte
100 ml di panna fresca
2 tuorli
1 cucchiaio di cannella in polvere
35 g di zucchero

Mescolare gli ingredienti secchi: farina, zucchero e sale con un cutter o a mano.
Aggiungere il burro a pezzetti e lavorare per pochi secondi, verrà un impasto molto bricioloso.
Incorporare il tuorlo e mescolare velocemente sempre con un cutter, aggiungere l’acqua fredda, per me è stato sufficiente 20ml  per avere un impasto perfetto (morbido ma non appiccicoso) Avvolgere in pellicola e mettere in frigo per mezz'ora.

Sbucciare le mele e poi dividerle in 3 parti, togliete il torsolo senza romperle.
Nel frattempo mettere nella teglia foderata con carta forno (utile poi a sformarla) il burro e lo zucchero. Far sciogliere sul fornello a fiamma bassa con spargifiamma  fino ad ottenere il leggero colore nocciola, ma senza bruciare. Quando il caramello sarà pronto, aggiungere le mele con la parte convessa verso il fondo, continuare a tenere sul fuoco per 10 minuti (questa operazione è utile per far evaporare l'acqua di vegetazioni dalle mele).

 Riprendere la pasta e stenderla un poco più grande della misura della teglia, appoggiarla sopra e schiacciare la pasta fra le mele esterne (quelle del bordo) e la teglia.

Praticare tanti forellini nell'impasto per far uscire il vapore e infornare a 180° per 35-40 minuti.

Finito il tempo, sfornare la torta far raffreddare per 10 minuti e poi rigirarla sul piatto di portata, servirla prima possibile, è ottima tiepida.

Per la salsa d'accompagnamento, scaldare in un pentolino la panna, il latte. Montare i tuorli con lo zucchero e la cannella, uniteli al composto di latte e mescolando con un cucchiaio di legno continuare la cottura, finchè la salsa velerà il cucchiaio, facendo attenzione a non far impazzire la salsa con il bollore della stessa (quindi fiamma bassa e mescolare sempre delicatamente).


Con la tessera n.31 partecipo al compleanno de Il Club del 27



lunedì 25 marzo 2019

Gnocchi alla lariana light


Ed oggi è la volta degli gnocchi, un piatto tipicamente italiano che pare le sue origini risalgano addirittura al Neolitico, da scavi effettuati in  val di Ledro in Trentino, sono stati portati alla luce in un villaggio dell'età del Bronzo. Per poi proseguire nelle cucine dell'Antica Roma dove erano fatti con farina di farro, acqua e sale, erano i primi impasi solidi del pulmentum. Nelle corti rinascimentali erano chiamati "zanzarelli", a base di pane e latte, miscelati poi con mandorle in scaglie e servite nel brodo allo zafferano. Nell'ottocento abbiamo i primi gnocchi di patate, le patate erano arrivate dalle Americhe 2 secoli prima, ma solo in questo periodo iniziano ad essere consumate anche dagli uomini (prima solo dal bestiame), e questa consistenza tipica di morbidezza e compattezza dovuta alla presenza di farina e patate ha ottenuto consensi trasversali dall'aristocrazia fino al popolo.
Anche noi di Light and Tasty, abbiamo voluto festeggiare questo piatto,  che grazie agli ingredienti poveri, è stato sulla tavola di tutti i ceti permettendo di sfamare con poca spesa, e proprio per quello la saggezza popolare lo ha relegato come piatto del giovedì, giornata lavorativa ed estranea a celebrazioni o feste (info dal libro "Facciamo gli gnocchi" di Gribaudo).
Per l'occasione ho voluto provare questa ricetta tipica della città di Como, presente sempre sullo stesso libro, in cui le patate non sono protagoniste, ma l'impasto è in pratica una pastella di farina uova. latte e noce moscata, ho solo alleggerito il sugo, in cui si può trovare oltre al pomodoro, pancetta e robiola per la versione classica.
Ma ecco la mia ricetta...



Ingredienti per 4 persone

250 g di farina
250 ml di latte
1 uovo

per il sugo:
 2 cucchiai di olio evo
1 scalogno
12 pomodorini rossi
12 pomodorini gialli
sale e pepe
peperoncino a piacere


Preparare il sugo: scaldare l'olio con lo scalogno tritato, aggiungere i pomodorini tagliati a metà o interi (dipende dalla dimensione), cuocere per  una decina di minuti. Aggiustare di sale e pepe, a piacere di peperoncino.

Preparare la pastella versando farina, latte e uovo in una ciotola  e con l'aiuto di una frusta mescolare bene evitando la formazione di grumi.
Portare a bollore l'acqua salata, versare a cucchiaiate gli gnocchi (io ne ho cotti 10 per volta).
Ecco la procedura precisa: abbassare la fiamma con un cucchiaino formare lo gnocco e gettarlo in acqua con l'aiuto di una punta di coltello, questo si attaccherà sul fondo dopo 30-40secondi, staccare delicatamente con un cucchiaio di legno e  alzare la fiamma, far cuocere 3-4 minuti (saliranno a galla da soli e poi contare un paio di minuti). Scolarli e gettarli nel sugo. Finiti gli gnocchi, accendere la fiamma sotto il sugo e saltarli per 4-5 minuti.
Servire con parmigiano grattugiato.

Ecco altri "GNOCCHI" speciali!

Gnocchetti di castagne con cavolo nero  di Carla Emilia

Gnocchi di riso col Bimby di Cinzia

Gnocchi di semola al profumo d’arancia con pesto di zucchine e pistacchi di Daniela

Gnocchi di semola con carciofi e speck di Maria Grazia

Gnocchi di carote con bietole arcobaleno  di Milena

lunedì 18 marzo 2019

Spaghetti allo speck su crema di topinambur




Oggi a Light and Tasty è la volta del Topinambur, quel tubero delizioso al sapore, ma ancora poco conosciuto e utilizzato in cucina, ma andiamo con ordine...

Il topinambur, chiamato anche rapa tedesca, carciofo di Gerusalemme o girasole del Canada (nome scientifico Helianthus tuberosus), è una pianta usata come ortaggio, appartenente alla grande famiglia delle Asteraceae e al genere helianthus, con l'infiorescenza a capolino. Il tubero è commestibile (quindi edule), per questo è anche chiamato patata topinambur.
I tuberi di topinambur si raccolgono in inverno, sono molto nutrienti e la loro cottura è simile a quella delle patate. Possono essere consumati anche crudi con sale e pepe. Nella cucina piemontese sono tipici con la bagna càuda e la fonduta, mentre nel resto d'Italia vengono utilizzati come contorno o come farcitura di focacce.

Nella regione tedesca del Baden-Württemberg più del 90% della produzione di topinambur viene utilizzata per produrre un liquore chiamato "Topi" o "Rossler". I tuberi vengono lavati ed essiccati in forno e poi fatti fermentare, distillando infine il liquido alcolico ottenuto. Il "Topi" è considerato un digestivo ed è anche utilizzato contro la diarrea o i dolori addominali. Ha un aroma piacevolmente fruttato che sa lievemente di nocciola, con una piacevole nota terrosa (da Wikipedia).

E' molto ricco di inulina (un oligosaccaride  a basso indice glicemico) e questo lo rende indicato per le persone diabetiche in quanto l'inulina funziona come riserva di carboidrati (in sostituzione all'amido) indipendentemente dall'insulina.
Il topinambur passa per lo stomaco e il primo tratto dell'intestino senza venire digerito, ha poche calorie ed è ricco di sali minerali e in particolare potassio, magnesio, fosforo e ferro come pure di selenio e zinco.
Si dice inoltre che riduce il colesterolo e stabilizza la concentrazione del glucosio nel sangue e dell'acido urico. cosa volere di più?

Ma ecco la mia ricetta, un primo piatto da leccarsi i baffi!


Ingredienti per 4 persone

250g di spaghetti
600g di topinambur
60g di ricotta
25ml di olio evo
150g di speck
sale
pepe nero








Pelare i topinambur, tagliarli a tocchetti e metterli in una pentola  che li contenga giustamente, coprire con acqua fino a 1 dito sopra, salare poco e far lessare (Ho impiegato circa 20 minuti, ma dipende dalle dimensioni dei tocchetti).
Mettere nel boccale del frullatore ad immersione, unire la ricotta e frullare aggiungendo a filo circa 15 ml di olio evo. Aggiustare di sale e pepe.
Cuocere la pasta ina abbondante acqua salata e nel mentre scaldare l'olio in una larga padella, aggiungere lo speck tagliato a cubetti e saltare un paio di minuti.
Scolare la pasta e condirla con lo speck.
Servire gli spaghetti sulla crema di topinambur dopo aver spolverato con una macinata di pepe nero.

Ecco le altre idee:

Gratin di topinambur e parmigiano di Carla Emilia

Risotto con topinambur e nocciole al profumo di limone di Daniela

Filetti di merluzzo su crema di topinambur con nocciole e arancia di Maria Grazia

Topinambur al forno con paprika e olive di Milena

lunedì 11 marzo 2019

Ceci al curry con spinaci e latte di cocco


Oggi a Light and Tasty si parla di ceci.

I ceci sono dei legumi gustosi, salutari e dal sapore delicato, molto versatili in cucina, crescono da una pianta erbacea (Cicer arietinum) della famiglia delle Fabacee, il nome latino “cicer” deriva dal greco kikis e significa forza, energia e vigore, in riferimento alle sue proprietà energetiche.
Ricchi di vitamine e sali sono utili per controllare il livello del colesterolo e della glicemia, riducendo il rischio di diabete, sono un ottimo alimento diuretico e favoriscono l’eliminazione dei sali presenti in eccesso nell’organismo.
Mangiare ceci aiuta le persone che soffrono di anemia ad aumentare il livello di ferro, che è uno dei principali componenti del legume. Grazie al contenuto di potassio, migliorano la circolazione, regolano la pressione arteriosa e sono particolarmente indicati per chi soffre di ipertensione, malattie del cuore e obesità, insomma un vero toccasana!

Unico neo è la preparazione, prima di cuocerli si deve lasciarli in ammollo a temperatura ambiente per circa 10-12 ore, quelli neri anche 24 ore, trascorso questo tempo, si devono scolare e risciacquare bene sotto l’acqua. Si mettono poi in una pentola capiente riversando sopra i ceci acqua in abbondanza, non aggiungere sale perché potrebbe indurirli, cuocere i ceci a fuoco basso, senza coperchio, per circa 60-75 minuti, aggiungendo il sale solo alla fine.

Per questo appuntamento ho pensato di preparare questa zuppetta, che avevo letto tempo fa su una rivista e mi ero appuntata il tutto, naturalmente ho diminuito le spezie (erano molte di più!).
E' stata una bella sorpresa, un gusto pieno, leggermente speziato che ha convinto proprio tutti anche i più sospettosi (mio marito in primis!).
Ma ecco la ricetta!






Ingredienti per 2 persone

250g di ceci cotti
200ml di latte di cocco
50g di spinaci fresci
1 cucchiaio di curry
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
1 scalogno
2 cucchiai di olio evo
sale




Rosolare nell'olio lo scalogno tritato, unire i ceci, insaporire con il curry allungare con 100ml di acqua e il concentrato di pomodoro.

Cuocere per 15 minuti.

Aggiungere gli spinaci freschi e il latte di cocco, lasciare cuocere ancora 10 minuti e aggiustare di sale.

Servire tiepido



Ecco le altre proposte:

Cavatelli con ceci e cozze   di Carla Emilia

Hummus di ceci col Bimby di Cinzia

Farinata di ceci con i pinoli  di Daniela

Insalata tiepida di ceci, vongole e pomodori datterini  di Maria Grazia

Riso integrale, ceci e crema di porro alla curcuma  di Milena

domenica 10 marzo 2019

Cotolette di gamberi (Ebi katsu) per Quanti modi di fare e rifare


La rubrica Quanti modi di fare e rifare si trasferisce in Giappone, a trovare la nostra cara amica Anna, e a cucinare tutti assieme un piatto tipico - Ebi Katsu- ovvero delle cotolette di gamberi.
E' un piatto popolare, che piace tanto a tutti, ma soprattutto ai bambini, grazie al  sapore delicato e alla croccantezza della superficie
Ecco qui la ricetta di Anna, con qualche leggera variante e qui invece trovate l'originale.
Ero curiosa di provarla, già lo scorso anno, quando era stata pubblicata avevo commentato favorevolmente, è stat quindi una bella sorpresa trovarla indicata nel calendario di quest'anno.
Ho dovuto variare certi ingredienti, qui da noi sono introvabili, ma il gusto è eccezionale ed è stato un piacere cimentarsi in piatto così particolare.
Inoltre è possibile recuperare i gusci dei gamberi e preparare una bisque, che potete conservare anche in freezer, utile ad arricchire i nostri primi piatti di mare!
Ma passiamo alle mie cotolette..


Ingredienti
Per 2 persone

per le cotolette
200g di gamberi sgusciati (da 500g di mazzancolle)
125g di ricotta
1 carota piccola
 prezzemolo tritato
2 cucchiai di fecola di patate
1 cucchiaio di maionese
2 cucchiai di pangrattato
2 cucchiaini di salsa worcester
sale

per friggere
olio di semi per friggere
1 uovo
1 cucchiaio di farina
pangrattato


In una padella con un cucchiaio di olio cuocere i gamberi per 3-4 minuti, toglierli dal fuoco, sgusciarli e rimuovere il filamento nero posto sul dorso.

Mantenere i gusci e le teste potranno servirvi per preparare una bisque!).
Tagliare grossolanamente metà dei gamberi, tritare a coltello la restante parte.

Mettere tutto in una ciotola con la carota grattugiata, il prezzemolo la ricotta e tutti gli altri ingredienti.

Mescolare con cura e dividere in 4 parti a cui si darà la forma di cotolette.

Mettere in una ciotola l'uovo, la farina e amalgamare con una frusta, passare in questo composto e poi nel pane grattugiato (è possibile fare la doppia panatura).

Se l'impasto fosse morbido (il mio non lo era)  si consiglia  di passarle prima nel pangrattato, poi nell’uovo e di nuovo nel pangrattato.

Friggerle da entrambi i lati, in abbondante olio a 180°C, fino a doratura.

Farle sgocciolare su carta assorbente.

Servire  con insalata verde e salse come maionese o salsa rosa (sono ottime se intinte!) .






Con questa ricetta partecipo alla rubrica  Quanti modi di fare e rifare