lunedì 29 gennaio 2018

Gnocchi di polenta


Oggi a Light and Tasty di assaggia la polenta.
In Emilia Romagna, dove vivo è un classico pasto invernale e soprattutto quando le serate si fanno fredde e umide la polenta fumante viene vista con una classica cena ristoratrce.
La polenta è un piatto di origine italiana a base di farina di cereali molto antico

Conosciuta  nelle sue diverse varianti e ricette quasi in tutte le regioni italiane, ha costituito, in passato, soprattutto in tempi di carestia l'alimento di base della dieta delle persone in alcune zone settentrionali di Lombardia, Veneto, Piemonte, Valle d'Aosta, Trentino, Emilia-Romagna, Toscana,  Friuli-Venezia Giulia, regioni nelle quali è tuttora piuttosto diffuso.

Il mais, cereale utilizzato ora per la sua preparazione, è importato in Europa dalle Americhe nel XV secolo e le dà il caratteristico colore giallo, anticamente si presentava più scura perché la si faceva soprattutto con farro o segale, e più tardivamente anche con il grano saraceno, importato dall'Asia. La prima coltivazione di mais documentata nel nord Italia risale a Lovere, in Val Camonica nella metà del 1600. Ancora ora la polenta viene considerata un piatto tipico delle valli bergamasche.
Ma passiamo alla mia ricetta


Ingredienti per 2 persone

200g di polenta cotta
100g di farina 00
1 cucchiaio di acqua

Sugo al pomodoro
10-12 pomodorini ciliegia
foglie di origano
sale e pepe
4 cucchiai di olio evo
Parmigiano Reggiano (a piacere)




Impastare la polenta tiepida  (può essere utilizzata anche polenta di riciclo) con la farina e un poco di acqua. Lasciare riposare per 15 minuti a temperatura ambiente.
Fare delle bisce di circa 2cm di diametro e poi tagliare in tocchetti di 2-3 cm (a piacere).
Preparare un sugo al pomodoro, scaldare l'olio con i pomodorini affettati e saltare velocemente dopo aver aggiustato di sale e pepe. Aromatizzare con origano fresco o secco. Cuocere una decina di minuti.
Far bollire abbondante acqua salata. a bollore buttare gli gnocchi di polenta, quando salgono a galla scolare e saltare in padella con il sugo al pomodoro fresco.
Servire subito (raffreddandosi si induriscono un poco) con una generosa grattugiata di Parmigiano Reggiano.


Ecco le nostre proposte:

Tartine di polenta con spuma di baccalà  di Carla Emilia

Polenta pasticciata light di  Daniela

Tortini di polenta ripieni di bietola, formaggio e noci  di Maria Grazia

Polenta e merluzzo  di Milena

Polenta & Vongole total white di Simona


sabato 27 gennaio 2018

Queen of puddings per il Club del 27


Oggi è il 27 ed eccoci qui a presentare i piatti de Il club!
Questo mese abbiamo preparato tante marmellate, le vere marmellate inglesi, quelle di agrumi, le uniche che possono per legislazione chiamarsi con questo nome!
Banner di Mai!
Sono ricette che arrivano direttamente dai paesi britannici, sono d Sarah Randell e sono una meglio dell'altra, andrebbero provate tutte ...quindi se non fate del parte del Club, vi consiglio di correre sul sito dell'MTC dove troverete l'elenco dei blog partecipanti a cui potrete accedere per scoprire tutte queste meravigliose ricette.
Mi sono concentrata sulla marmellata di arance e vaniglia, preparata con il metodo inglese della cottura del frutto intero, che successivamente viene affettato e cotto. Tutto questo darà un gusto leggermente amarognolo, che come dice mi figlio"CI STA!"
Troverete di seguito la ricetta precisa della marmellata, vi consiglio di far attenzione alla pentola che deve essere abbastanza larga in modo da farla addensare velocemente, e poi del pudding, ma non un pudding qualsiasi ma la regina del pudding.
Buonissimo, soprattutto se servito tiepido, inoltre è comodo da preparare se avete ospiti in quanto è possibile cuocerlo anche il giorno precedente e appena prima di servirlo montare la meringa e finire la cottura in fondo.



Marmellata di arance e vaniglia
(4 vasetti da 250ml)

400 g  arance tarocco (3) bio
200g  mela renetta grande bio
2 limoni bio
1lime
1kg di zucchero di canna Demerara
1 baccello di vaniglia

Lavare le arance  e tagliare la parte di scorza che ospita il picciolo verde, mettere in una pentola, coprire con acqua e far bollirecon coperchio almeno 30 minuti a fuoco lento  o finché sono teneri quando forati con un piccolo coltello affilato.
Nel frattempo, sbucciare e affettare le mele  e conservare bucce e torsoli in una pezzuola di lino pulita. Tritare la pola di mela a pezzetti e cuocerla con 3-4 cucchiai d'acqua per 10 minuti, mescolande spesso, aggiungere una spruzzata più acqua se necessario.
Quando le arance risultamo morbide al coltello, scolarle conservando il liquido di cottura, lasciare raffreddare 5-10 minuti e poi affettarle e tagliare le fette a pezzetti.
Se ci fossere dei semi all'interno metterli nella pezzuola con le bucce di mela.
Spremere limoni e lime e versare il succo in una caraffa graduata, aggiungendo anche la polpa che rimane portare a 500ml con l'acqua di cottura delle arance, il resto si può eliminare.
Tagliare invece  le bucce a pezzetti piccoli e aggiungerle alla pezzuola di lino.
Trasferire le arance affettate e il succo in una pentola a fondo spesso, aggiungere poi il liquido della caraffa, lo zucchero e la mela cotta.
Richiudere la pezzuola formando un sacchetto con lo spago da cucina e aggiungerlo al composto tenendolo legato ai manici, ma facendo in modo che rimanga legato al manico della pentola.

Cuocere a fuoco basso, fino a quando lo zucchero non si è sciolto, poi strizzare bene il sacchetto in modo che tutti i succhi entrino nel composto, poi eliminare il sacchetto e procedere con la cottura dopo aver aggiunto la bacca di vaniglia.

(prima di aggiungere la bacca di vaniglia ho preferito passare la marmellata con il minipimer per diminuire le dimensioni dei pezzi di scorza di arancia in quanto per la ricetta seguente sarebbero stati troppo evidenti, questo passaggio si può evitare).

Il tempo di ebollizione sarà di circa 30 minuti, lasciare raffreddare per 5 minuti (per evitare di ustionarsi) e poi mettere nei vasetti sterilizzati (procedo a sterilizzarli in micronde con circa 50ml di acqua all'interno e poi imposto 5 minuti a 900watt, li tolgo e butto l'acqua, utilizzo subito).
Mettere coperchi nuovi e poi girare sotto sopra per 5 minuti (così da scaldare il tappo), rigirare e aspettare che si raffreddi prima di riporla in dispensa al buio. Fare il controllo che il tappo risulti sottovuoto.

Queen of puddings
(per 6 persone)
Ecco come si presenta all'interno

100 g di pane grattugiato bianco (io biscotti secchi)
300 ml di crema doppia (io 250ml di panna)
200 ml di latte intero
50 g di burro
2 cucchiai di rum scuro
3 uova grandi
125 g di zucchero semolato
la scorza finemente grattugiata di 1  limone
3 cucchiai di marmellata di arance e vaniglia



Prima dell'aggiunta della meringa
Imburrare una pirofila da 1,5 litri e posizionare il pangrattato o i biscotti sbriciolati sul suo fondo.

Riscaldare la panna e il latte con il burro, fino a quando il burro si sarà sciolto, mescolare, quindi raffreddare fino a quando non sarà appena tiepido, aggiungere il rum.

Separare  i tuorli dagli albumi. Sbattere i tuorli con 50 g di zucchero, poi unire la panna e il latto, mescolare molto bene, ottenere un composto omogeneo.
Versare questo sopra i biscotti, mescolare e lasciare in ammollo per 20 minuti.

Meringa non ancora cotta
Preriscaldare il forno a 180 ° C e poi cuocere 30 minuti funzione ventilato.


Scaldare la marmellata di arance con un cucchiaio di rum, in modo da renderla morbida, aggiungere la scorza di un limone e spalmare sulla superficie del budino già cotto.

Montare a neve gli albumi,  aggiungendo gradualmente i restanti 75 g di zucchero e continuare a frullare fino ad ottenere una meringa lucida. mettere sul pudding a cucchiaiate o con sac a poche e cuocere ancora per 15-20 minuti  a 140°C fino a quando la meringa non colorita passare anche con il cannello per avere delle ombrature più marcate.


Servire caldo.

Con la tessera n. 31 partecipo a Il Club del 27!


mercoledì 24 gennaio 2018

Cipolle rosse all'aceto balsamico



Ricetta recuperata da una vicina di casa fuori dall'ordinario, Elsa, che mi coccola sempre con tante sue preparazioni culinarie.
Dovete non provarla soprattutto se amate le cipolle, è di un buono infinito, saporita, dolce, ma non stucchevole, ideale da abbinare alle carni, soprattutto i lessi, ma anche ai formaggi, soprattutto quelli dal sapore deciso, gli stagionati e gli erborinati.
Ha un difetto però - vi aspettavate "crea dipendenza" (in effetti è davvero molto piacevole da degustare), no non è quello!
Il problema è il profumo/odore di cipolla che permane nella casa, e sulla cuoca (ma in quest'ultimo caso si risolve subito con una doccia)!
Vi devo confessare che può perdurare anche per qualche giorno, penso sia dovuto ai tempi di cottura quindi se avete ospiti a cena questa ricetta è bandita, a meno che abbiate un fornello di fortuna in altro loco (cantina, garage).
Vi consiglio di provare per l'occasione  Buonaceto Dolce Denso, al posto dell'aceto balsamico, è un condimento di qualità prodotto nella campagne del Reggiano, in una acetaia  molto antica (la prima data ufficiale risale alla metà del ‘700), che coltiva uve in agricoltura biologica per la produzione dell'aceto (qui spiego meglio la  mission aziendale).
Alla degustazione si presenta  con consistenza densa-filamentosa e dal sapore agrodolce con profumi e aromi dovuti alle fermentazioni naturali dei mosti.
Ma ecco la ricetta:



Ingredienti

1kg di cipolle rosse
200g di zucchero di canna
3 cucchiai di aceto balsamico
(io, Buonaceto Dolce Denso)
200ml di vino bianco secco
1 cucchiaio di sale
2 foglie di alloro




Affettare sottilmente le cipolle rosse e metterle in una pentola a fondo spesso, si consiglia l'uso della mandolina in modo che tutte le fette abbiano lo stesso spessore,
Irrorare le cipolle con il vino bianco secco, l'aceto e poi condire con sale e zucchero.
Aromatizzare con l'alloro.
Mescolare bene a freddo, con un cucchiaio di legno e accendere il fuoco mantenendolo basso.
Continuare a cuocere per la prima ora con coperchio, controllando e mescolando di tanto in tanto.
Proseguire la cottura scoperchiando la pentola e mescolando molto spesso, cuocere ancora per un'oretta, il risultato deve essere come una composta.
Servire tiepida o a temperatura ambiente.

Post in collaborazione con Podere Conti della Mutilena

martedì 23 gennaio 2018

Orzotto al pomodoro con feta marinata ai semi di carvi



Anche questo mese mi sono iscritta alla rubrica Scambia ricette del gruppo Bloggalline, è sempre una gioia andare a curiosare nel blog di care amiche, e poi essendo un gruppo così numeroso, può capitare di conoscere blog mai visti. Questo non è stato però il mio caso, questo mese ero abbinata a Cecilia, del blog Idee in pasta, che conosco da anni, una bravissima foodblogger, con ricette affidabili, foto carine e tanto simpatica, ci siamo pure conosciute di persona!!!
La mia scelta è caduta su un orzotto al pomodoro del suo idolo (ma anche il mio!) Yotam Ottolenghi, una ricetta speciale che, come dice lei "sprigiona sensazioni molto piacevoli" e quindi perchè non provarci?
I semi di carvi li avevo, souvenir di una vacanza in Alto Adige, ma mi mancava la paprika affumicata, che ho sostituito con quella forte e dolce in parti uguali, ho variato anche i pomodori pelati utilizzando passata fatta da me quest'estate e pomodorini del mio orto surgelati.
La ricetta è tratta da  Jerusalem, di Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi, un libro favoloso ambientato a Gerusalemme, una città fatta di contrasti, in cui la cucina fa da legante alle diverse culture presenti, un libro colmo di concetti e ricette notevoli, non fatevelo scappare!

Ingredienti (per 4 persone)

250 grammi di orzo perlato
30 grammi di burro
6 cucchiai di olio evo
1 canna di sedano
1 scalogno
2 spicchi di aglio
4 rametti di timo fresco
1/2 cucchiaino di paprika forte
1/2 cucchiaino di paprika dolce
1 foglia di alloro
4 strisce di scorza di limone bio
1/2 di cucchiaino di crema di peperoncino
850 ml di brodo vegetale
250 g di passata di pomodoro
12 pomodorini  ciliegia
2 cucchiaini di semi di carvi
200 grammi di feta
2 rametti di origano fresco
sale

Prima di tutto preparare un brodo vegetale: con carota, cipolla, sedano, zucchina in 1 litro di acqua.
Portare a bollore e lasciar cuocere per 30-40 minuti, aggiustare di sale e pepe.

Sciacquare l’orzo in acqua fredda e scolarlo.
 Scaldare una casseruola con il burro e 2 cucchiai di olio, aggiungere il sedano, lo scalogno e l’aglio, ben tritati e farli rosolare. Aggiungere l’orzo, il timo, la paprika, la foglia di alloro, la sco
rza di limone, il peperoncino, i pomodori, 500ml di brodo, la passata e mezzo cucchiaio di sale.
Mescolare e portate tutto a bollore, abbassare il fuoco e fare sobbollire per 30 minuti circa (controllare il tempo di cottura sulla confezione dell'orzo), mescolando spesso e aggiungendo poco alla volta brodo vegetale se fosse necessario, come se si stesse preparando il risotto.
Negli ultimi 10 minuti, aggiustare di sale e mescolare molto spesso, a cottura terminata, l’orzo dovrà essere tenero e gran parte del liquido dovrà essersi assorbito.
Dovrà diventare un orzo all'onda!
Durante la cottura dell’orzo, tostare in un padellino antiaderente i semi di carvi, quindi pestarne una parte nel mortaio.
Sbriciolare con le mani la feta in un piatto fondo, aggiungerei semi di carvi, le foglie di origano fresco e l'olio rimanente. Mescolare delicatamente.
Quando l'orzotto sarà pronto, mettere nei piatti e prima di servire cospargere la superficie con la feta marinata.



Con questa ricetta partecipo allo scambia ricette delle Bloggalline!


lunedì 22 gennaio 2018

Macedonia di frutta con crema alla cannella


Oggi è la giornata degli agrumi qui a Light and Tasty, siamo nel periodo migliore delle arance, le clementine sono ancora ottime e tra poco arriveranno i mandarini.
Vi sono poi tipologie che sono presenti sui banche dei mercati tutto l'anno come i limoni e i pompelmi ... insomma questa frutta è a portata di mano, sfruttiamola al meglio!
Inoltre sono "frutti generosi", un po' come il maiale di cui si mangia tutto, infatti anche nel loro caso possiamo utilizzare la polpa, il succo, le scorze, i semi (considerati dei veri antibiotici naturali), i fiori e le foglie (che non risultano edibili, ma servono per aromatizzare).
Oggi le ho utilizzate t.q., ho preparato una semplice macedonia di frutta, a cui però ho aggiunto gli agrumi (nel mio caso le clementine) come valore aggiunto.
Ho utilizzato poi il succo di limone nella crema di cannella, utile ad acidificare e a renderla ancora più leggera.
Ma ecco la preparazione (ricetta mi sembra poco appropriato è una banalità).

Ingredienti per 4 persone

3 clementine
1 mela
3 kiwi
250g di ricotta
170g di yogurt greco
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaio di miele

Dopo aver pelato e affettato la frutta, comporla nelle ciotoline.
Preparare la crema montando con il frullatore elettrico la ricotta con lo yogurt, dolcificare con miele e aromatizzare con succo di limone e cannella.
Aggiungere la crema alle ciotole solo appena prima di servirle, con un pizzico di cannella sulla sommità!

Ecco le altre proposte:

Crema di zucca al profumo di mandarino con gamberi di Carla Emilia

Risotto all’arancia di Daniela

Merluzzo agli agrumi di Calabria   di Maria Grazia

Tortino light all’arancia di Milena

Bocconcini di pollo light con kumquat, lime e zenzero di Simona

giovedì 18 gennaio 2018

Paté di fegato al Berry Delice



Questo mese all'MTChallenge si beve!
Il merito dell'argomento va a Giulia, vincitrice dell'ultima sfida, che ha proposto la cucina alcolica, una cucina in cui i cocktail e i superalcolici la fanno da padrona.
L'intento è provare a preparare piatti in cui i profumi e i sapori del cocktail prescelto caratterizzeranno la ricetta, una sfida particolare, molto stimolante, ma con il rischio di cucinare gli ormai noti "famolo strano", che saranno anche alternativi e originali, ma spesso buoni non sono!
Ma passiamo alla mia elaborazione: prima di tutto ho scelto la base, o meglio la base alcolica, e mi sono diretta sul Berry Delice, cocktail poco conosciuto qui in pianura, ma proposto spesso in Alto Adige, forse per i sapori tipici o per l'abbondanza di frutti di bosco...chissà!
Comunque dopo averci provato dolci e dolcetti, da torte finlandesi e financer di lamponi, mi sono diretta verso il salato e qui non ho avuto più dubbi.

Riporto la ricetta codificata del Berry Delice:

Ingredienti:
5 cl di Z44 Distilled Dry Gin
3 cl di succo di limone
3 cl di zucchero liquido
2 bacche di lampone
1 bacca di mora
1 bacca di mirtillo







Per  piatto salato intendo un patè, aromatizzato al ginepro, timo e Gin, con sopra una gelatina preparata con il cocktail stesso (diminuendo della metà la quantità di zucchero), un classico della cucina francese, ma che ho sempre molto apprezzato.
Per la ricetta del patè ho preso spunto dal nostro libro "L'Ora del Paté", con naturalmente le variazioni del caso, mentre la gelatina è una mia ricetta supercollaudata.
Cosa ne dite?


Ingredienti

Patè
300g di fegato di vitello
200ml di latte
1 scalogno
3 cucchiai di olio evo
1 rametto di timo
1 bacca di ginepro schiacciata
50 ml di gin Z44
2 cucchiai di succo di limone
2 cucchiaini di miele
100g di burrro
sale

Gelatina al Berry Delice
25ml di gin Z44
15ml di succo di limone
15ml di zucchero liquido
5 lamponi freschi
1/2 foglio di gelatina

Preparazione paté: lavare il fegato, eliminare con un coltellino le venuzze e le parti leggermente coriacee, ammollare nel latte per un paio di ore il fegato.
Affettare sottilmente lo scalogno e rosolarlo a fuoco basso  con l'olio, aggiungendo anche un paio di cucchiai di acqua in modo da cuocerlo senza bruciarlo.
Unire il fegato, dopo averlo lavato e asciugato, alzare la fiamma, rosolare velocemente per qualche minuto, aggiustare di sale e aromatizzare con ginepro, timo e due cucchiai di succo di limone, cuocere qualche minuto. L'interno deve rimanere rosato.
Togliere il fegato e la cipolla e metterli nel boccale del frullatore, lasciare raffreddare.
Sfumare il fondo di cottura con il gin, attendere che si riduca della metà e inserirlo nel boccale.
Frullare  in modo da ottenere una crema omogenea, unire il burro a pomata e proseguire a frullare.
Mettere in un coppapasta o una ciotolina di servizio, mettere in frigo (se si utilizza il coppapasta consiglio di mettere sotto un foglio di alluminio così poi da poterlo posizionare facilmente sul piatto di portata)

Preparazione gelatina: miscelare gin, succo di limone filtrato e zucchero liquido, unire i lamponi e mettere sul fuoco qualche minuti, con un cucchiaino schiacciare i lamponi in modo da rilasciare il succo.
Filtrare. ammollare per 10 minuti in acqua fredda la gelatina.
Scaldare a 60°C il cocktail su fiamma bassa, aggiungere la gelatina strizzata e mescolare bene.
Versare sul patè freddo facendo in modo di formare uno strato di circa 1/2 cm, utile a sigillare e aromatizzare il patè.


Con questa ricetta partecipo alla sfida n.69 dell'MTC:


banner_sfidadelmese_69

mercoledì 17 gennaio 2018

Torta di mele di Nonna Lilia


Quando leggo una ricette di torte di mele, rimango sempre affascinata, e mi assale una voglia di assaggiarla che non riesco a reprimere, tutto aumenta a dismisura se la ricetta è quella segreta di una nonna!
Adoro le nonne, le trovo indispensabili e il fatto che mio figlio sia cresciuto senza è un dispiacere infinito. Le mie erano speciali, come tutte, una bravissima in cucina e molto asciutta come carattere, l'altra con il pollice verde, simpatica e chiacchierona, ma entrambe con un cuore d'oro.
Quindi mi è bastato a leggere il titolo della ricetta di Sara Sguerri del blog Pixelicius e la ricetta era trovata... avrei fatto quella per Il Recipe-tionist, nessun dubbio!
E si perchè Sara ha vinto il Recipetionist di Dicembre ed questo mese siamo suoi ospiti, o meglio siamo invitati a copiare le sue ricette, quindi se vi va di conoscere un bel blog colmo di ricette interessanti non esitate e partecipate al gioco di Fla (qui le regole!).
Naturalmente la torta è favolosa, morbida, non troppo dolce, saporita, proprio come mi aspettavo!
Ho fatto una variazione alla ricetta, utilizzando arance anzichè limoni, visto che avevo a portata di mano arance bio di cui potevo grattugiare la scorza, ma la riproverò anche con i limoni, promesso!




Ingredienti

(per una tortiera a cerniera di diam 24)
680 g di mele golden
1 arancia non trattata, succo e scorza (nonna Lilia dice 2 limoni)
2 uova
140g di zucchero
100g di burro
100ml di latte
240g di farina 
1 bustina di lievito per dolci


Sbucciare le mele, togliere il torsolo e affettarle sottilmente.
Mettere in una zuppiera e bagnarle con il succo di arancia (prima di spremere grattugiare la scorza e terla da parte) .
In una terrina montare con le fruste elettriche gli albumi e successivamante in un'altra i tuorli con lo zucchero.

A quest'ultima unire il burro fuso, il latte e la farina setacciata col lievito.
Mescolare con un leccapentola e aggiungere la scorza di arance.

Ora sempre delicatamente unire gli albumi con i classici movimenti dal basso verso l'alto e poi unite le mele scolate, tenendo da parte tante fettine quanto basta per decorare la superficie.

Versare l’impasto nella tortiera da forno meglio se a cerniera imburrata, ricoprire la superficie con le fettine di mela, cospargere di zucchero e qualche fiocchetto di burro.

Cuocere in forno già caldo a 180° C per 40 minuti circa.
La prova stecchino darà modo di valutare la cottura interna visto che è una torta piuttosto alta.

Prima di sfornare lasciare in tiepidire, fredda buona, ma tiepida è favolosa!!!

Questa ricetta partecipa al Recipe-tionist!

lunedì 15 gennaio 2018

Tortelli di ricotta e zucca


Oggi a Light and Tasty si parla di Ricotta!
Quel latticino delizioso  ricavato per cottura del siero del latte rimasto dopo la cagliata dei formaggi e opportunamente acidificato.
E' costituito da proteine del latte coagulate e da quantità variabili di grasso, minime quantità di lattosio e sali minerali.
Proprio perchè può avere contenuti di grassi variabili e anche un' umidità spesso molto diversa, qui in Emilia Romagna ci sono caseifici che addizionano il siero di panna per renderla più gustosa, non è possibile definire il suo contenuto calorico, ricordate di leggere sempre il valore nutrizionale sulla confezione.
Per l'occasione ho pensato di proporvi dei tortelli di ricotta e zucca, forse non proprio light, ma sicuramente mooolto tasty!
Se però ne consumate un piatto non abbondante e finite il pranzo con un frutto, magari ve li potete concedere, cosa ne dite?
Ma passiamo subito alla ricetta!

Ingredienti per 6 persone

per la pasta:
400g di farina
1 uovo intero
2 tuorli
acqua q.b.
1 pizzico di sale

per il ripieno:
500g di zucca cotta a vapore
200g di ricotta
1 pizzico di sale
noce moscata
1 uovo intero

per il condimento:
60 g di burro fuso o 2 cucchiai di olio evo
aceto balsamico tradizionale (o Buonaceto)
grana padano grattugiato (a piacere)



Per preparare il ripieno, si cuoce a vapore la zucca (io nel bimby 25 minuti a varoma mettendo 1 litro di acqua nel boccale e a vel 1), si passa allo schiacciapatate e quando risulta a temperatura ambiente, si unisce alla ricotta, al formaggio grattugiatp e all'uovo. Si mescola accuratamente con un cucchiaio e volendo è possibile aromatizzare con noce moscata.

Preparare ora la pasta all'uovo impastando tutti gli ingredienti utilizzando anche un poco di acqua, se dovesse servire; lasciare riposare l'impasto per circa 30 minuti coperto.

I tortelli si preparano rigorosamente a mano: la pasta deve essere tirata con la sfogliatrice nell'ultimo foro (per renderla molto sottile) in strisce larghe circa 8 cm che poi verranno tagliate in quadrati di circa 4-5 cm per lato (vi è anche una rotella che vi aiuterà ad essere precisa nel taglio della pasta).

Su di ogni quadrato si adagia una noce di ripieno, il quadrato verrà richiuso a triangolo (facendo attenzione a non lasciare aria nel tortello), e poi verrà ripiegato attorno al dito indice in modo da formare il classico tortellino, ma in questo caso la dimensione sarà maggiore!

Lessare in abbondante acqua salata e condire con burro fuso, o olio un poco di olio se lo preferite.
Consiglio di presentarli con qualche goccio di aceto balsamico (o condimento balsamico), magari tirato con un pennello, oltre ad essere molto piacevole alla vista è aanche ottimo al palato, il dolce della zucca si sposa molto bene l'aceto balsamico, provare per credere!
Soprattutto se si spolverizza con  grana grattugiato.

Ecco altre idee con la ricotta


Sole di ricotta e bietole di  Carla Emilia

Ricotta con miele, frutta e fiocchi di cereali integrali  di Daniela

Cestini di prosciutto cotto con ricotta e carciofi  di  Maria Grazia

Bicchierini ricotta e frutta fresca di Milena

Risotto light alla zucca e ricotta romana di Simona

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domenica 14 gennaio 2018

Gnocchi alla romana per Quanti modi di fare e rifare


Eccoci al primo appuntamento dell'anno della rubrica Quanti modi di fare e rifare, sono diversi anni che partecipo a questo incontro, siamo tante amiche sparse in tutto il mondo che si ritrovano la seconda domenica del mese per cucinare assieme uno stesso piatto, naturalemnte ognuno ha una sua variante, ed è proprio questo il bello!
L'agenda del 2018 è ricca di ricette favolose, andate un po'  a vedere il programma e se ne siete entusiaste potete unirvi a noi, qui l'accesso è libero, aperto sempre  a tutti (qui come partecipare)!
Oggi ci confrontiamo con gli gnocchi alla romana, i classici gnocchi di semolino tipici del Lazio, un vero piatto della tradizione!
Andrebbero conditi con burro fuso e  formaggio grattugiato, sono un piatto dal gusto molto delicato e solitamente piacciono molto ai bambini.
Personalmente preferisco gusti più decisi ecosì ho osato condirli con un formaggio erborinato dal gusto forte, il gorgonzola, a cui ho unito qualche gheriglio di noce, l'elemento croccante.
Be, provateli, secondo noi ne vale la pena!
Qui e qui altre varianti,  sempre di questo stesso piatto, ditemi un po' quale preferite ...



Ingredienti per 4 persone

200 di semolino
20g di burro
750 ml di latte
sale
noce moscata
2 tuorli
2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato

per farcire
150g di gorgonzola
50ml di latte
5-6 noci
burro
Parmigiano Reggiano grattugiato
pane grattugiato



Scaldare il latte con un pizzico di sale e il burro (20g), quando bolle versare a pioggia il semolino, mescolando energicamente con una frusta, per evitare che si formino grumi.
(Ho utilizzato il bimby, portato il latte a 100°C a vel 3 per 8 minuti, poi azionato a vel 3 -4 e versato nel foro il semolino, continuato la cottura per 20 minuti, tempo riportato sulla confezione del semolino)
Cuocere a fuoco medio-basso per 20 minuti circa sempre mescolando.
Togliere dal fuoco (o spegnere il bimby) aggiungere il formaggio e i tuorli, mescolare bene, far raffreddare per 3-4 minuti e poi stendere su di un piano (teglia grande o tappetino di silicone) bagnato con acqua.
Livellare in modo da rendere l'impasto dello spessore di 1 cm circa.
Con un tagliabiscotti od un bicchiere tagliare tanti dischetti (bagnare sempre con acqua il bordo dell'attrezzo che si utilizza).

Spennellare una pirofila con burro fuso, mettere per prima i ritagli della pasta, poi i dischetti, sovrapponendoli leggermente.

Preparare la farcitura: sciogliere in un pentolino il gorgonzola a pezzetti con il latte, mescolando.
Versare sugli gnocchi, cospargere di gherigli di noci e poi spolverizzare con formaggio e pane entrambi grattugiati.

Cuocere in forno ben caldo a 180°C per 20-25 minuti, fino alla formazione della crosticina dorata.

giovedì 11 gennaio 2018

Salmone affumicato con crumble alle nocciole e gelatina agrodolce


Oggi presento un antipasto preparato nelle festività natalizie, un piatto semplice, più che una ricetta è un assemblaggio. Sì, li chiamo sempre così, sono piatti semplici in cui gli ingredienti sono posizionati nel piatto, senza nessun impegno con un tempo di preparazione davvero minimo.
Inoltre danno parecchia soddisfazione, sono i classici da "porca figura".
In questo caso unica preparazione è il crumble: un impasto di brisè con aggiunta di formaggio grattugiato e nocciole,  tempo pari a 5 minuti, poi si lascia in frigo per 1 ora e poi si cuoce per 10 minuti.
Questo è tutto!
Anzi, no, vi devo illustrare la gelatina Agrodolce, una gelatina di condimento balsamico, dell'Azienda Conti della Mutilena (ve ne avevo già parlato qui), un prodotto ottimo al gusto, ideale da abbinare a formaggi, a carpacci di carnie e di pesce.
Viene preparato per gelificazione a freddo del Buonaceto del Conte Riserva Speciale, un condimento
balsamico dalla consistenza densa e dal sapore dolce e rotondo. E' ricco di profumi e aromi dovuti alle fermentazioni naturali dei mosti (di Uva Lancellotta e Lambrusca ) prodotti in agricoltura biologica e invecchiati in botti di legno.
Il persistere di sapore agrodolce e di tipici profumi balsamici svela la natura semplice e tradizionale di questo prodotto.
Ma passiamo alla ricetta.




Ingredienti

Crumble di nocciole
100g di farina
50g di burro freddo
25g di nocciole tritate
2 cucchiai colmi di Parmigiano Reggiano grattugiato
1 cucchiaino di acqua freddissima
1 pizzico di sale

salmone affumicato

gelatina agrodolce

insalatina fresca

Mettere tutti gli ingredienti del crumble in un mixer, ecetto l'acqua,  miscelare per qualche minuto, unire l'acqua e continuare fino a formare l'impasto (sarà sufficiente 1-2 minuti).

Avvolgere in pellicola e mettere in frigo per almeno 1 ora.

Riprendere l'impasto, formare tante briciol, dimensione massimo di una nocciola, posizionarle sulla leccarda del forno e cuocerele a 180°C per 10 minuti.

Lasciare raffreddare.

Mettere la gelatina in una sac a poche.

Assemblare il piatto posizionando le fette di salmone affumicato arrotolate  a cono, aggiungere qualche fogliolina di lattughino o rucola, aggiungere il crumble e tante gocce di gelatina.

La diposizione può essere ordinata formando un "rametto di salmone" o disordinata prendendo spunto da un quadro di Pollock.

A voi la scelta!

Post in collaborazione con Podere Conti della Mutilena

martedì 9 gennaio 2018

Traditional Christmas Pudding di Delia




E anche quest'anno mi sono dedicata alla preparazione del pudding, dolce tipico del Natale Britannico.
Lo scorso anno abbiamo dato vita ad un gruppo di studio e su indicazioni di Roberta abbiamo realizzato il nostro primo pudding.
Quest'anno non ho voluto rinunciare e così l'ultima domenica di novembre ho provato una nuova ricetta, quella di Delia Smith, e anche questa volta è stato un successo!
Eccovi le foto e la ricetta.

Ricetta tratta dal libro"Happy Christmas” di Delia Smith e adattata al mio stampo  (Mason Cash da 0,900ml -S36) e ai miei gusti in fatto di canditi e frutta secca.


Ingredienti
per il Pudding
(Stampo Mason Cash 0,900ml)

83g di suet (o burro se non si trova)
83g pane grattugiato secco
1 cucchiaino di spezie miste (droghe della nonna)
1/3 cucchiaino di noce moscata, grattugiata
½ cucchiaino di cannella
165g di zucchero muscovado
83g uvetta sultanina
83g uvetta Corinto
180g di mirtilli rossi (mix mirtilli, prugne e albicocche)
36 g di scorza di limone candita (purtroppo ho dovuto omettere)
20g di mandorle tritate
½ mela tagliata a pezzettini piccoli
buccia grattugiata di un’arancia piccola
buccia grattugiata di mezzo limone
2 cucchiai di Rum scuro
100 ml di birra Guinness
2 uova medie
40g di farina autolievitante






Il giorno prima o due giorni prima, mettere in ammollo le uvette, i mirtilli e altra eventuale frutta essiccata con il rum. Conservare in frigo.

Ecco come devono essere piegate la carta forno e l'alluminio
Il giorno successivo miscelare il burro freddo grattugiato, il pangrattato, le spezie e lo zucchero. Mescolare in modo da ottenere un composto omogeneo, poi unire le uvette, i mirtilli,dopo averli scolati e strizzati, poi i canditi, le mandorle, la mela, la scorza d’arancia e quella di limone.
Mescolare a fondo in modo che tutto sia ben distribuito. ogni ingrediente.
A parte, in una ciotola più piccola, mescolare il rum, la birra e le uova leggermente sbattute. Amalgamate bene il tutto con un cucchiaio di legno e poi versatelo sugli ingredienti preparati prima mescolando bene.

A questo punto coprire la ciotola e lasciarla riposare tutta la notte fuori dal frigo.


Il giorno successivo aggiungere la farina agli ingredienti della ciotola e mescolare ancora.
Come cuocerlo
Imburrare la ciotola per il pudding abbondantemente e mettere un cerchio di carta forno sul fondo del recipente, versare l’impasto e compattarlo con il dorso di un cucchiaio.
Coprire lo stampo da pudding con un doppio strato di carta da forno e, in seguito, con un foglio di alluminio, facendo una piega centrale come nella foto.
Legare con lo spago e formare una maniglia utile per estrarre dalla acqua il pudding dopo la cottura.

Mettere lo stampo sigillato in una pentola capiente da poterlo contenere. Riempire la pentola di acqua bollente fino ad arrivare ai 2/3 dello stampo, coprir con un canovaccio e poi il coperchio (come in foto). Cuocere a fuoco basso per almeno 6 ore a fuoco basso.

L’acqua deve sobbollire creando una meravigliosa sauna di vapore che renderà il vostro pudding magnifico, per quello che si mette l'asciugamano!

Cotto, ma prima della maturazione
Ogni due-tre ore controllare che il livello dell’acqua non si abbassi troppo, aggiungere sempre acqua bollente in modo da mantenerla ai 2/3 dello stampo.

Quando la cottura è terminata, togliere il pudding dalla pentola tramite la maniglia di spago. Rimuovere gli strati di alluminio e carta forno e fare intiepidire.
Ricoprire poi con altro foglio di alluminio e conservarlo al fresco (io in frigo).
Ogni settimana bagnarlo con un cucchiaio di rum.
Quando viene l'ora di assaggiarlo, rimettere due fogli di carta forno, chiudere con spago e rifare la maniglia. Cuocere ancora a bagnomaria a fuoco basso per un paio di ore.

Servire tiepido con o senza crema., se fosse senza crema è possibile scaldare 4-5 cucchiai di rum, infiammarlo eversare sul pudding, così da  servirlo "fiammeggiante"!

Preparazione crema al Drambuie, stavo per dimenticarlo!
Ingredienti

3 cucchiai di Drambuie
40 g di burro
30 g di farina 00
250ml latte intero
25  g di miele
2 cucchiai di panna liquida fresca

In un pentolino dal fondo spesso mettere 30 grammi di burro e la farina, cuocere il roux e poi aggiungere il latte lentamente mescolando con una frusta.

A bollore inizierà ad addensarsi, abbassare il fuoco, unire il miele e cuocere per una decina di minuti.

Infine allungare con il liquore, la panna e 10 g di burro rimasti.
Amalgamare bene, lasciare raffreddare 2-3 minuti e poi versare sul pudding un paio di cucchiaite, il resto verrà portato in tavola con una salsiera.