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giovedì 20 aprile 2023

Insalata di patate alla tirolese o Kartoffelsalat

 



E di Erba cipollina utilizzata per l'insalata di patate tirolese - Austria

Oggi vi propongo un'insalata di patate cremosa e delicata che spesso viene servita nelle baite e nei ristoranti del Tirolo, ed è una vera specialità! Sembra semplice da preparare ma se la volete dal gusto perfetto si deve seguire la ricetta in modo preciso e poi assaggiare ed aggiustare il gusto sia per la sapidità (aggiungendo sale e/o senape) sia per la cremosità (aggiungendo il brodo), infatti la tipologia di patate può comportare delle differenze di consistenza e di sapore che vanno gestite durante la preparazione.

L'erba cipollina poi non deve mai mancare, è la parte aromatica che dà lo sprint al piatto, e poi lo sappiamo che in queste zone la usano tanto, nei brodi, nelle creme, non è considerata una decorazione ma un elemento aromatico essenziale.

Ma passiamo alla ricetta, che ho tratto da qui.



Ingredienti

600g di patate 

1 cucchiaino di senape

2 cucchiai di aceto di mele 

3 cucchiai di olio evo

sale e pepe bianco

qualche cucchiaio di brodo di carne o vegetale

erba cipollina 


Sbucciare le patate e cuocerle intere come preferite: a vapore o in acqua bollente salata per 25-30 minuti (io in microonde per 20 minuti). Le patate devono essere ben cotte. 

Scolare e lasciare leggermente raffreddare.

Preparare il condimento: amalgamare l’aceto di mele, l’olio, il sale, il pepe e la senape.

Tagliare le patate a fettine e metterle in una ciotola, cospargere con il condimento e poi aggiungere un paio di cucchiai di brodo, e l'erba cipollina tagliata con le forbici.

Mescolare delicatamente dall’alto verso il basso per evitare di rompano le patate, anche se devo ammettere che così cremose è il loro punto di forza!

L’insalata di patate per evitare che risulti asciutta aggiungere il brodo poco alla volta, mescolando, fino a ottenere la cremosità desiderata.

Con questa ricetta partecipo ad ABC- Un mondo di Ingredienti

lunedì 26 settembre 2022

Capriolo in umido con mirtilli rossi e polenta

Le giornate si stanno accorciando, al mattino fino alle 7 c'è buio e alla sera il sole tramonta troppo presto per i miei gusti, l'aria si fa frizzantina, è iniziato l'autunno, dobbiamo rassegnarci!

Nello scorso week end poi il tempo non è stato clemente e una fitta pioggerellina è scesa per ben due giorni di fila, al che mi sono detta, perchè non consolarci con una bella polenta?

Ho estratto dal freezer la carne di capriolo che mi era stata regalata e mi sono approcciata a questo piatto dopo aver letto e riletto ricette in rete. Mai avevo cucinato il capriolo.

Ecco la mia ricetta, in fondo molto banale, è simile a quella del cinghiale, ma  essendo questa carne più delicata, ho diminuito gli aromi e usato il vino bianco. Il risultato ci è piaciuto, anche grazie alla nota acida dei mirtilli rossi (consiglio di Daniela... grazie!), così ho pensato di pubblicarlo oggi per la rubrica Light and tasty, che propone l'argomento Piatti unici, e quindi in tema alla grande!


Ingredienti per 4 persone

800g di capriolo (polpa)
750 ml di vino bianco
3 carote
4 canne di sedano
2 cipolle
4 spicchi di aglio
olio evo
alloro
bacche di ginepro
50g di mirtilli rossi essiccati
sale e pepe

La polpa dopo essere tagliata a pezzi (cubotti di 3cm x 3cm) e irrorata con 750ml di vino a cui si deve aggiungere 1 carota, 1 cipolla, 2 spicchi di aglio e 2 canne di sedano, l'alloro e il ginepro schiacciato.

Lasciare in infusione la carne per circa 24 ore in frigorifero coperta con pellicola.

Passato il tempo prestabilito, fare un soffritto con sedano, aglio, carote e cipolla ben tritate, far rosolare la carne, aggiungere gli aromi.

Sfumare con 300ml del vino utilizzato per l'infusione (dopo aver scolato le verdure che vengono eliminate),

Lavare i mirtilli rossi e metterli in ammollo in acqua tiepida per almeno un paio di ore, così da riidratarli.

Aggiustare di sale e pepe e a questo punto far cuocere a fuoco basso a pentola chiusa per almeno 2-3 ore, oppure in pentola a bassa temperatura (slow cooker) per circa 8 ore. Un'oretta prima unire i mirtilli rossi.

Se si cuoce sul fornello, è consigliabile interrompere il tempo do cottura, mi spiego meglio: far cuocere per un paio d'ore, poi spegnere il fuoco e dopo 6-7 ore proseguire con la cottura.

Servire con una cucchiaiata di polenta fumante!


Ecco le altre proposte:


Carla Emilia: Torta sette vasetti salata

Catia: Piadina farcita con verdure gratinate

Daniela: Pasta al mais con crema di ricotta, pollo e rucola

Franca: Impanata di palombo

Milena: Filetto di rana pescatrice con biete, purè di cavolfiore e crostini di pane

Serena: Cottage pie


sabato 29 gennaio 2022

Canederli allo speck


Incredibile, non avevo la ricetta dei canederli sul mio blog! Io, altoatesina mancata, che adora la montagna, quella montagna, da sempre non avevo mai pubblicato la mia ricetta dei canederli. 

Finalmente è venuta la loro ora, grazie al pane presente nel cesto di Natale che mi ha regalato mio nipote, un cesto che viene direttamente da Bolzano e che tra tante bontà cvi era anche un sacchetto di pane cubettato per knodel.... e quindi eccomi qua a descrivere la mia ricetta perfetta (almeno per i miei gusti!).




Ingredienti
per 18 canederli medi

200g di pane raffermi cubettato

100g di speck a pezzi

1 cipolla

150ml di latte

2 uova

4 cucchiai di parmigiano grattugiato

30g di farina

sale e pepe


In una ciotola mettere il pane, il latte le uova sale e pepe, mescolare e lasciare riposare per circa 20-30 minuti.

Nel frattempo tritare la cipolla e rosolarla nell'olio a fuoco basso aggiungendo anche un poco di acqua, se ce ne fosse bisogno, deve ammorbidirsi senza bruciare. Far raffreddare.

Riprendere l'impasto unire lo speck a pezzetti, (anche una piccola salsiccia affumicata, a piacere), la cipolla, la farina e il formaggio.

Bagnarsi le mani e formare tante palline (dimensione palline da golf), disporle su un vassoio e provare a cuocerne 1 in acqua bollente così da assicurarsi che non si disfino, se ciò fosse aggiungere 1 cucchiaio di farina in più all'impasto.

Cuocerli in brodo vegetale o di carne per 15 minuti circa, e servire con formaggio parmigiano grattugiato e pezzetti di erba cipollina. 

Si possono anche condire con burro e formaggio.

Eccoli all'assaggio!

lunedì 17 gennaio 2022

Cavolo viola con le mele

Cuciniamo con i colori dell'inverno! 

Un mantra che ci imposte noi partecipanti della rubrica Light and Tasty, è così bello cucinare facendo attenzione ai colori, proponendo così piatti variopinti e golosi che  oltre a stupire i commensali appagano la vista e sono pure salutari. Infatti il colore di frutta e verdura indica sostanze nutritive, vitamine  e   minerali.

ROSSO/ARANCIONE (angurie, arance rosse, barbabietole, ciliegie, fragole, peperoni, pomodori, rape rosse, ravanelli) contengono licopene, antocianine, vitamina C e A.

GIALLO (arance, limoni, mandarini, pompelmi, meloni, albicocche, pesche, nespole, carote, peperoni, zucca, mais) sono ricchi di flavonoidi, beta carotene, vitamina C, potassio.

VERDE (asparagi, basilico, biete, broccoli, verze, carciofi, cetrioli, insalata, rucola, prezzemolo, spinaci, zucchine, uva bianca, kiwi) contengono beta carotene, magnesio, vitamina C, acido folico e luteina.

BLU/VIOLA (melanzane, radicchio, fichi, lamponi, mirtilli, more, ribes, prugne, uva nera, cavolo viola) sono alimenti ricchi di antocianine, beta carotene, vitamina C, potassio e magnesio.

BIANCO (aglio, cavolfiori, cipolle, finocchi, funghi, mele, pere, porri, sedani) garantiscono un apporto di polifenoli, flavonoidi, composti solforati, potassio, vitamina C, selenio.

Ho scelto il cavolo viola, che a casa mia è molto apprezzato, pure il cane ne assaggia di tanto in tanto e ho preparato una ricetta altoatesina, in particolare tirolese; è semplice ma davvero molto gustosa ... provatela!



Ingredienti 

1 cavolo viola piccolo

1 mela

olio evo

sale e pepe

2 cucchiai di aceto di mele


Levare il cavolo e togliere le foglie più esterne e più dure, dividerlo in due e affettarlo molto sottilmente. 

In una padella capiente scaldare l'olio poi aggiungere la verdura.

Dopo aver rigirato per qualche minuto, aggiustare di sale e pepe, mettere un coperchio e cuocere per una decina di minuti.

Togliere il coperchio, sfumare con l'aceto e alzare il fuoco per qualche minuto, poi unire la mela a fettine e cuocere ancora un paio di minuti.

Servire ben caldo.


Ecco altre proposte colorate!


Cardi all’acciuga  di Carla Emilia

Composta di zucca e arancia (ai due aromi)  di Catia

Millefoglie di arancia e finocchio con vinaigrette al miele d’arancio di Daniela  

Vellutata di cavolo cappuccio viola  di Flavia

Couscous di cavolfiore e verdurine di Franca

Gelo di agrumi con granella di pistacchio  di Milena

Liquore al melograno di Serena

mercoledì 30 giugno 2021

Torta di albicocche della Val Pusteria


Delle mie vacanze in Val Pusteria, oltre che al profumo di resina  ricordo il profumo di dolci....... pasticcerie con vetrine strabordanti di dolci, fette di torta giganti, di quelle separate da un foglio di carta velina, con colori vivaci e frutta di ogni genere. Stessa scena si vive nelle caffetterie e nelle panetterie.
Naturalmente si torna a casa con il ricettario dei dolci dell'Alto Adige, ma quando si leggono le quantità di burro e panna presenti, si decide di non procedere, per riguardo al proprio colesterolo!
L'altro giorno però in un gruppo che tratta ricette pusteresi ho scoperto questa torta, che ricordo venduta nelle panetterie (quadrati 10x10cm) e spesso acquistata per merenda, ho voluto provarla e il risultato mi ha soddisfatto. Fate attenzione alle dimensioni della tortiera, seguite scupolosamente quanto indicato...sembrerà poco l'impasto ma deve essere così!



Ingredienti 
Stampo diam 26cm


70g zucchero di canna
62g burro
1/2 baccello di vaniglia ( i semini )
la scorza grattugiata di un limone biologico
2 uova medie
110g farina 
25g amido di mais 
1/2 bustina di lievito in polvere per dolci
1 pizzico di sale
2 cucchiai di latte 

albicocche
50g granella di mandorle
30g zucchero di canna
confettura di albicocche
zucchero a velo


Frullare lo zucchero di canna per polverizzarlo leggermente (non servirà renderlo zucchero a velo). Montare il burro morbido a temperatura ambiente con lo zucchero con le fruste elettriche o con una planetaria, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere la vaniglia, la scorza del limone e le uova una alla volta, mantenute a temperatura ambiente, continuando a montare con le fruste.

Le temperature degli ingredienti sono importanti!

A parte setacciare la farina, l’amido, il lievito per dolci e il pizzico di sale. Incorporare la miscela di farine in tre volte all’impasto, alternandola a qualche cucchiaio di latte, mescolando con una frusta a mano.

Prima della cottura

Stendere uniformemente l’impasto su una teglia rivestita con la carta da forno (è molto poco l'impasto, sarà uno strato molto sottile ma è corretto così!).

Lavare le albicocche e tagliarle a metà, rimuovendo il nocciolo. Cospargere l’impasto con la granella di mandorle e adagiare le albicocche sull’impasto con la parte tagliata verso l’alto, premendole leggermente e lasciando un po’ di spazio fra di loro. Spolverizzare uniformemente l’intera torta con lo zucchero di canna.

Cuocere in forno preriscaldato a 180°C ventilato per 30 minuti, circa.

Estrarre la torta dal forno, lasciarla intiepidire per 10 minuti. Sciogliere due cucchiai di confettura co un cucchiaio di acqua sul fuoco basso, spennellare la torta con la confettura. Tagliarla in pezzi quadrati.

Far raffreddare completamente su una gratella. Cospargere con un po’ di zucchero a velo prima di servire.

Con questa ricetta partecipo a Fattoria consapevole e solidale

lunedì 28 settembre 2020

Risotto speck e mele


Il risotto in casa mia viene sempre preparato quando si è in crisi esistenziale sul da farsi. 

Quelle giornate in cui non si è pensato alla cena o al pranzo perchè presi da mille impegni e/o pensieri...un risottino  esi risolve la questione!

Il brodo vegetale è sempre in freezer, come pure il preparato home made fatto con il bimby, i funghi essiccati sono sempre in dispensa, e poi è così bello inventare al momento come poterlo preparare in base agli ingredienti a disposizione nel frigo.

Oggi per l'occasione Light and Tasty, però mi sono preparata, ho acquistato gli ingredienti proprio per poter preparare un primo piatto tipico della cucina trentina. Il gusto dolce delle mele e  quello deciso dello speck danno origine a un piatto originale e saporito, che sono sicura potrà piacervi.



Ingredienti per 4 persone

400 gr di riso carnaroli
120 gr di speck in due fette
1 mela Gala
3 cucchiai di olio evo
1 noce di burro (facoltativa)
1l di brodo vegetale
150ml di vino bianco
1 scalogno
sale 
timo


Tritare lo scalogno soffriggerlo in una padella con 2 cucchiai di olio evo. Aggiungere il riso,  tostarlo per qualche minuto e poi sfumare con il vino bianco a fuoco alto,  evaporato l'alcol, aggiungere poco per volta il brodo caldissimo. 

Nel frattempo in un'altra padella con un poco di olio, quello rimasto, saltare velocemente (circa 2 minuti) lo speck dopo averlo tagliato a listarelle. Quando il riso sarà quasi a cottura, dopo circa 12 minuti, unire lo speck e l'olio in cui è stato saltato.

Tagliare a pezzetti le  mele con la buccia (che essendo rossa dà un bel colore al piatto) e aggiungere 1 minuto prima di spegnere il fuoco. Aggiustare di sale e cospargere con foglioline di timo.

 A piacere è possibile mantecare con il burro, dopo aver spento il fuoco. Ottimo caldo, ma anche tiepido.

Ed ecco una carrellata di risotti a cui non si riesce resistere!!!


Risotto con mele annurche e pecorino  di Carla Emilia

Formaggio con le pere... nel risotto  di Catia

Risotto cremoso con zucchine e ricotta di capra di Daniela

Risotto alla carota e zafferano su crema di borragine  di Franca

Risotto alle bietole e parmigiano di Mary

Risotto allo zafferano, bottarga, limone e aglio nero  di Milena

lunedì 9 marzo 2020

Minestra d'orzo dell'Alto Adige


Oggi a Light and Tasty si parla di cereali, una categoria di prodotti vegetali molto ampio il cui nome deriva da  Cerere, dea romana delle messi e dei campi.
Questo termine non è botanico, ma letterario e storico ed indica tutte le «piante erbacee che producono frutti che, se macinati, possono produrre farina, essendo semi ricchi di amido.
La patata è un tubero, non un seme e nonostante sia ricca d'amido, non è considerata un cereale.
La diffusa produzione è giustificata dalla facilità di coltivazione, anche con macchinari specializzati,  nonostante le condizioni ambientali spesso proibitive per tante altre colture.
L'elenco di piante appartenenti a questa categoria è lungo: mais, frumento, orzo, farro, segale, ma anche a chia, quinoa, grano saraceno, amaranto (che non contengono glutine).
In cucina vengono utilizzate su più fronti in base alle tipologie, sono costituiti per lo più dall'amido e proteine perciò i cereali sono fonte di energia (circa 350 kcal per 100 g).
Oggi vi propongo una minestra che mi riporta in Alto Adige, il mio luogo del cuore, quando sono là sono migliore: rilassata, tranquilla e serena tra i miei monti.
Questa è una zuppa che prendo spesso al ristorante, dopo una giornata sugli sci, ma anche in estate dopo una passeggiata degna di questo nome, fa bene allo stomaco ma anche al cuore, un vero comfort food che con quella nota di affumicato è davvero irresistibile!


Ingredienti per 4 persone

200g di orzo perlato
1litro di brodo vegetale
1 carota
1 scalogno
1 canna di sedano
50g di speck tagliato a cubetti
olio evo
erba cipollina
sale e pepe bianco

Fare soffriggere in olio caldo tutte le verdure tagliate a cubetti regolari, aggiungere l'orzo e dopo averlo mescolato bagnare con brodo di verdura ben caldo fino a coprirlo completamente. Cuocere per circa 20 minuti in pentola coperta, facendo attenzione che non si asciughi e aggiungendo brodo se necessario.

Inserire lo speck tagliato a cubetti, aggiustare di sale e pepe, far cuocere ancora 5-10 minuti.

Servire calda cospargendo con erba cipollina tagliata fresca.

Ecco le altre proposte "cerealose"

Zuppa di legumi e cereali con gamberi di Carla Emilia

Biscotti con fiocchi d’avena e cioccolato di  Daniela

Biscotti di farro e riso (senza burro) con gocce di cioccolato di Flavia

Insalata di cereali e verdurine di Franca

Granola con datteri e noci: senza zuccheri raffinati  di Mary

Farro al pesto con cous cous di cavolfiore di Milena


venerdì 26 maggio 2017

Strudel di mele con pasta frolla


Oggi il 100esimo giro d'Italia parte da San Candido (in tedesco Innichen), un luogo magico dove ho avuto la fortuna di soggiornare diverse volte, ma soprattutto di trascorrere giornate indimenticabili sia in estate che in inverno.
Ricordo ancora la tratta San Candido - Dobbiaco con gli sci da fondo, o le passeggiate al rifugio Tre Scarperi o ancora le escursioni al monte Elmo o ai Baranci, le caratteristiche montagne "seghettate" che lo circondano.
Ma come spesso mi accade accanto  accanto alla nostalgia dei luoghi mi sovvengo i ricordi enogastronomici, dalle polente con capriolo ai gulasch con canederli, ma per finire c'era sempre il classico strudel di mele, con salsa di vaniglia o panna montata alla cannella.
Unico punto fermo era il dolce,  preparato sempre con pasta frolla, mele, pinoli, cannella... quello non mancava mai!
Quindi quando Aifb ha proposto di seguire il giro d'Italia con i piatti della tradizione, sono rimasta entusiasta dell'idea e subito ho pensato a questa tappa, che passerà nei luoghi a cui sono più affezionata, se avete la possibilità di accendere la tv, non perdetevi questa giornata vedrete dei panorami davvero favolosi!



Ingredienti
300g di farina
120g di zucchero
80g di burro
1 uovo
1 tuorlo
3 cucchiai di latte
1 pizzico di sale
1/2 bacca di vaniglia
1/2 bustina di lievito per dolci

Farcia
5 mele
50g di pinoli
3 cucchiai di pane grattugiato
70g di uvetta ammollata
20g di burro
50g di zucchero
2 cucchiaini di cannella in polvere
succo di 1/2 limone
2 cucchiai di grappa

1 uovo
zucchero a velo

Ammollare l'uvetta in acqua tiepida per almeno 30 minuti, dopo averla lavata con acqua corrente.
In un mixer mettere burro a pomata, farina e lievito, azionare fino ad ottenere un composto sabbioso.
Unire  poi lo zucchero, le uova e il latte, sale e i semini di mezza bacca di vaniglia, azionare ancora con modalità pulsante in modo da non scaldare la frolla fino ad ottenere un composto amalgamato.
Avvolgere con pellicola e trasferire in frigo per almeno 1 ora.

Nel frattempo preparare la farcia: pelare e mondare le mele, affettarle sottilmente, bagnarle con il succo di limone e condirle con zucchero e cannella. Unire l'uvetta strizzata, i pinoli e la grappa. mescolare bene e attendere circa 30 minuti.

In una larga padella sciogliere il burro e tostare il pane grattugiato per qualche minuto, fino ad ottenere un composto dal colore leggermente brunito.

Riprendere l'impasto dal frigo, dopo aver spolverizzato di farina la carta forno, stendere  su questa, con il mattarello, una sfoglia dello spessore di circa 0,5 cm,e formare un rettangolo di circa 35 x 25 cm.
Disporre il pane sulla frolla (serve ad evitare che i succhi della mela bagnino l'impasto), sullo stesso disporre la farcia, facendo in modo di scolarla (non mettere il sughetto che si sarà formato, sempre per lo stesso motivo), richiudere il ripieno con l'impasto aiutandosi con la carta forno (tende a rompersi) . Sigillare i lati.
Spennellare la superficie con un uovo sbattuto con un cucchiaio di acqua, in modo da ottenere una crosticina dal colore ambrato.

Cuocere in forno già caldo a 180°C per 30-35 minuti (funzione statica), far raffreddare su gratella e poi cospargere di zucchero a velo e servire tiepido.

mercoledì 24 maggio 2017

Kaiserschmarren, frittata dolce con mirtilli


Da Tirano a Canazei, è questa la tappa di oggi del 100esimo giro d'Italia, ed io che sono un'amante della montagna e  delle Dolomiti in particolare, non potevo proprio mancare a quest'appuntamento.
Quindi insieme ad Aifb percorro questo bellissimo giro, che in queste giornate si fa sempre più duro, proprio per le salite che sono chiamati a percorrere i nostri ciclisti.
Per questa tappa ho pensato ad un classico della cucina dell'Alto Adige, una frittata dolce che spesso consumavo in baita durante le mie vacanze estive o invernali. Una delizia per il palato nella sua semplicità, solo uova, farina e latte, accompagnato da mele ( e qui se ne ha a iosa), una manciata di uvetta e la mitica confettura di mirtilli, meglio di rossi.
Il suo nome tradotto significa la frittata dell'Imperatore, infatti pare che  una sera l'imperatore Francesco Giuseppe avesse ordinato al suo cuoco una crêpe da servire nel suo studio, al posto della solita cena.
Il  cuoco improvvisò una frittata, con gli ingredienti che possedeva a porta di mano, inoltre siccome era occupato a preparare la cena per il resto della famiglia, si la scordò sul fuoco e  si bruciò leggermente, inoltre nel girarla si ruppe pure! Insomma un vero disastro!
Così cercò di risolvere la situazione spezzettando la crepe e  spolverizzandola con lo zucchero, pensò poi si servirla con la marmellata per nascondere il sapore di bruciato.
L'imperatore invece rimase piacevolmente colpito da questo nuovo piatto e gli piacque talmente tanto che da quel giorno fu il suo preferito.
Così divenne un piatto della tradizione in tutta l'area dell'ex Impero austro-ungarico come anche nella Baviera, in Trentino Alto Adige e nel Bellunese, dove è conosciuta col nome di Smorrn.
Ma passiamo alla mia ricetta, che mi è stata data dalla proprietaria dell'Hotel dove spesso vado in vacanza, una vera bontà ideale per un brunch, per una merenda o anche per una cena alternativa con una bella tazza di latte!



Ingredienti per 2 persone

2 uova
3 cucchiai di farina
1 mela
1 pizzico di sale
200 ml di latte
20g di  zucchero
2 cucchiai di uvetta

zucchero a velo
marmellata di mirtilli (meglio i rossi)
grappa

Ammollare l'uvetta in acqua tiepida per  30 minuti dopo averla lavata accuratamente.
Separare i tuorli dagli albumi e montare gli albumi a neve ferma con lo zucchero.
In un'altra ciotola unire latte, farina tuorli, sale  e mele pelate e tagliate a piccoli cubetti.
Unire i due composti.
Infine aggiungere l'uvetta dopo averla strizzata e asciugata con carta assorbente.

In un tegame antiaderente mettere una noce di burro e lasciarlo diventare ben caldo.
Versare un mestolo di pastella e farla rosolare bene da una parte, poi tagliarla in quattro parti per poterla girare più facilmente e farla rosolare dall'altra parte (con questa dose  vengono 4 frittatine di diametro 20cm).
Attenzione perchè la presenza di zucchero tende a rendere bruna la frittata.

Scaldare la marmellata di mirtilli (circa 4 cucchiai con un cucchiaio di grappa), in modo da renderla più liquida.

Servire dopo aver cosparso di di zucchero a velo le porzioni con salsa di mirtilli come accompagnamento.

martedì 4 aprile 2017

Spatzle di farina di grano saraceno con speck e panna


Oggi il Calendario del Cibo Italiano festeggia la giornata degli spatzle, quei deliziosi gnocchetti tirolesi  tutti diversi uno dall'altro, ma che sono accomunati dalla forma allungata e un poco schiacciata.
Sono molto versatili, vengono conditi in tanti modi diversi e anche come ingredienti possono variare, essere a base di spinaci o semplici, solo uova e farina, oppure anche con farina di grano saraceno.
Inoltre sono serviti quasi sempre come primo piatto in Alto Adige, ma a volte fungono da contorno o meglio vengono serviti al posto del pane in secondi piatti a base di carne con intingoli saporiti.
Ma passiamo alla mia ricetta, una mia elaborazione tratta da libro di Anneliese Kompascher, La cucina delle Dolomiti, acquistato tanti anni fa in Val Pusteria e utilizzato molto spesso proprio per l'amore che ho per la loro gastronomia.
Ecco la ricetta...






Ingredienti per 4 persone

150g di farina di grano saraceno
150g di farina di grano tenero 00
2 uova intere
130ml di acqua
sale

80 g di speck affettato
150ml di panna da cucina








Preparare l'impasto degli spatzle: con una frusta amalgamare le farine con le uova, salare  e poi aggiungere lentamente l'acqua, fino ad ottenere un composto colloso. Far riposare 30 minuti.

Intanto in una padella ben calda, mettere le fette di speck a tostare, in modo che risulti ben croccante.
Non appena formano la crosticina toglierle dalla padella e posizionarle su carta da cucina in modo che si asciughino dai grassi.

Far bollire 2 litri di acqua leggermente salata, raggiunto il bollore  colare i gnocchetti con l'attrezzo apposito.
Non appena vengono a galla, scolarli con la schiumarola.

Nel frattempo in una padella scaldare la panna, aggiungere lo speck dopo averlo tagliato a tocchetti (tenerne da parte qualche fetta da posizionare in superficie prima di portare in tavola).
Quando gli spatzle saranno cotti passarli velocemente nella padella con panna e speck e spadellarli in mdo da condirli al meglio.

Servirli ben caldi, decorando la superficie con qualche pezzetto di speck tenuto da parte e a piacere un trito di erba cipollina o prezzemolo.


Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano

domenica 12 marzo 2017

Gulasch di manzo dell'Alto Adige per Quanti modi di fare e rifare


E oggi si cucina tutti assieme per la rubrica Quanti modi di fare e rifare!
La Cuochina ci porta in Alto Adige, la mia seconda patria, tutti sanno quanto amo quella terra, le sue montagne, gli abitanti, le tradizioni, ogni volta che mi allontando cado in una tristezza infinita che mi accompagna per tutto il viaggio.
Da quando sono piccola vado in vacanza in Val Pusteria, se riesco sia in estate sia in inverno, lì mi trovo bene, come a casa, anzi meglio e mi auguro sempre di porterci andare a vivere prima o poi.
Quando arrivo al casello autostradale di Bressanone, sento già "profumo di buono", la resina degli abeti innonda l'abitacolo dell'auto e da quel momento inizio a sentirmi meglio.
Ma torniamo alla cucina, che qui in Tirolo, è ricca e gustosa, proprio come questo gulasch a cui ho voluto accompagnare gli spatzle, dei gnocchetti di farina molto deliziosi,di cui mio figlione va matto.
Spesso il gulasch viene servito con i canederli, ma ci sono locali in cui anche questi gnocchetti vanno alla grande e a mio parere forse si accompagnano meglio!
Questa ricetta dello "spezzatino tirolese"è un mix tra quella della Cuochina e di Anneliese Kompatscher, nel suo libro La cucina nelle Dolomiti. Ho utilizzato delle spezie acquistate proprio in zona,  nella lista degli ingredienti ho scritto i componenti del prodotto (purtroppo non conosco le dosi precise, ad occhio poco cumino e peperoncino, molta paprika dolce).
Ecco la ricetta e buona domenica!!!



Ingredienti per 4 persone
Gulasch
800g di spezzatino di manzo
200g di cipolle
50g di speck
120ml di vino rosso
1 cucchiaio di aceto
maggiorana
alloro
cumino
paprika dolce
1 spicchio d'aglio
peperoncino
sale
5 cucchiai di olio evo
30g burro
2 cucchiai di farina rasi
scorza di mezzo limone

Spatzle
300g di farina
2uova
1 pizzico di sale
140g di acqua

Consistenza dell'impasto
Affettare sottilmente le cipolle e l'aglio, tagliare a cubetti lo speck, scaldare l'olio una una casseruola bassa con coperchio, unire le cipolle el'aglio e lasciare imbiondire a fiamma bassa.

Aggiungere la  carne tagliata a cubotti, rosolarla da tutte le parti, in modo che si formi una leggera crosticina, sfumare con il vino e l'aceto, lasciare evaporare  e aggiungere le spezie (le mie erano predosate).

Aggiungere un bicchiere di acqua , coprire e lasciare cuocere a fuoco basso per circa due ore , controllando il livello dei liquidi, al limite aggiungere un poco di acqua ancora.

A questo punto, miscelare il burro a pomata con la farina, mescolando velocemente in modo che si amalgamino perfettamente, aggiungere al sugo e aggiustare di sale.
Spegnere il fuoco quando il sugo dello spezzatino ha raggiunto la densità voluta.

Preparare un trito di scorza di limone, cospargere non appena si spegne il fuoco.
Apparecchio per spatzle
Mantenere coperto a riposare per circa 5 minuti prima di servire accompagnato dagli spatzle.

Preparare l'impasto degli spatzle. con una frusta amalgamare la farina con le uova, salare  e poi aggiungere lentamente l'acqua, fino ad ottenere un composto colloso. Far riposare 30 minuti.

Far bollire 2 litri di acqua leggermente salata, raggiunto il bollore  colare i gnocchetti con l'attrezzo apposito.
Non appena vengono a galla, scolarli con la schiumarola e servirli subito con il gulasch.

E' possibile prepararli in anticipo, raffreddandoli con acqua fredda, verranno poi scaldati al micronde prima di essere serviti.




Vi aspettiamo il prossimo mese per un appuntamento con:
il Tagano, piatto regionale siciliano, di Agrigento, che solitamente si consuma nella giornata di Pasquetta.

lunedì 15 agosto 2016

Hugo, l'aperitivo fresco e leggero




Buon ferragosto!


Dopo tanto tempo eccomi ad augurvi un buona giornata di ferragosto serena, divertente ... o come la desiderate!
Per festeggiare vi propongo questo aperitivo!
Una novità per me, l'ho scoperto infatti solo da qualche settimana e ormai l'ho fatto e rifatto!
Ho scoperto su Wikipedia che è stato ideato nel 2005, da un barman altoatesino- sarà per quello che lo adoro?- come alternativa allo Spritz.
La ricetta origina prevede lo sciroppo di melissa, ma esiste la variante con sciroppo ai fiori di sambuco, dico la verità andrebbero provate entrambi!

Ecco la mia proposta:


Ingredienti per 1 persona

60 ml di prosecco
60 ml  di seltz (io acqua frizzante)
30 ml di sciroppo di fiori di sambuco
foglie di menta
1 spicchio di lime
ghiaccio





Versare gli ingredienti direttamente nel bicchiere, avendo l'accortezza di inserire prima lo sciroppo (essendo più denso), mescolare leggermente e servire.


Carina è l'idea di preparare i cubetti di ghiaccio con una fogliolina di menta, ideale per servire questo aperitivo!



Buon Ferragosto!!!!

domenica 11 ottobre 2015

Rosticciata di funghi e speck - Pilzgröstl per Quanti modi di fare e rifare


Oggi ci troviamo tutti nella cucina di Maria Giovanna, del blog Stella senza glutine, a cucinare un piatto tirolese.
Pensavate che potevo perdermi questo appuntamento? Il mio amore per le montagne, in particolare l'Alto Adige, e per questi ingredienti tipici ha fatto si che questa ricetta sia entrata ufficialmente e subitissimo nei "piatti di routine" della mia cucina. L'ho infatti già preparato un paio di volte, oltre a questa, utilizzando sempre funghi di tipo diverso, dai pioppini (di cui vedete le foto), ai finferli, come la nostra amica, fino ad un misto surgelato (lo so non è il massimo, ma quando non si trovano freschi assicuro che è una valida alternativa).
Il risultato è sempre stato soddisfacente e in famiglia faccio tutti contenti!


Come dicevo, rispetto alla ricetta originale, non ho fatto grandi variazioni, ho aggiunto qualche ago di rosmarino alle patate, un po' di cipolla e utilizzato i funghi disponibili (purtroppo non sempre i finferli si trovano).
Ma passiamo subito alla ricetta...


Ingredienti per 4 persone

500g di funghi pioppini
2 cipolle bianche
1 scalogno
1 spicchio di aglio
1kg di patate
150g di speck in due fette
olio evo
rosmarino
50g di burro
sale e pepe




Lavare, pelare le patate e cuocerle a vapore per circa 20 minuti (io con il bimby: mettere 1 l di acqua nel boccale, impostare varoma, vel 1 per 25 minuti), lasciare raffreddare, affettarle.

Pulire e lavare i funghi, saltarli in padella con aglio e scalogno (se si tratta di finferli o funghi misti congelati) e qualche cucchiaio di olio.
Aggiustare e pepe bianco. Cuocere a fiamma bassa per circa 30 minuti.
Nel caso dei pioppini, essendo molto fibrosi, si consiglia di sbollentarli in acqua per una decina di minuti.

Tagliare lo speck a listarelle, renderlo croccante in una padella antiaderente a fuoco alto per qualche minuto, se fosse molto magro si consiglia l'aggiunta di un cucchiaino di olio evo.

In un'altra padella piuttosto grande sciogliere il burro e un cucchiaio di olio, inserire le cipolle bianche affettate sottilmente, lasciarle rosolare un poco e infine unire le patate con qualche ago di rosmarino, lasciare dorare. Aggiustare di sale.

Unire lo speck  e i funghi alle patate, oppure è possibile come si vede dalla foto, lasciare a parte i funghi, servire le patate allo speck

A questo punto è possibile unire anche i funghi mescolare e  servire la rosticciata.

Volendo dare al piatto un aspetto meno rustico, è possibile formare con un coppapasta una specie di sformatino di patate  a cui si aggiungerà lo speck saltato in padella e i funghi trifolati.




Con questa ricetta partecipo alla rubrica Quanti modi di fare e rifare  e vi do appuntamento da Ornella per il prossimo mese (8 novembre) per preparare dei profumatissimi Kanelsnurrer