lunedì 15 ottobre 2018

Crema di zucca con mele e noci


Ed oggi, a Light and Tasty, è il grande giorno della zucca!
La mia amata zucca, che purtroppo negli ultimi anni mangio sempre meno perchè a mio marito e a mio figlio non piace per niente. Eppure la zucca è un ortaggio con tante proprietà benefiche, prima di tutto è ricca di sostanze antiossidanti e di beta-carotene, un componente che può essere utilizzato dall'organismo per la formazione della vitamina A, inoltre contiene vitamina E , vitamina C, sali minerali ed enzimi benefici.
100 grammi di zucca gialla apportano soltanto 18 calorie, possiamo quindi considerarla un prodotto light da utilizzare come contorno leggero o come ingrediente per le nostre ricette autunnali.
Fino a Natale è la stagione delle zucche... quindi approfittatene!




Ingredienti per 2 persone

2 cucchiai di olio evo
1 cipolla tritata
1 mela Granny Smith
400 g di zucca, mondata e tagliata in cubetti
500 ml brodo di verdura
2 cucchiaini di sale grosso
½ cucchiaino di pepe nero macinato
5-6 noci sgusciate




In una casseruola capiente scaldare l'olio, aggiungere cipolla e lasciare imbiondire.

Unire poi la zucca  e cuocere per 20-25 minuti dopo aver coperto con il brodo.

Aggiustare di sale e poi frullare tutto con un minipimer per rendere il composto cremoso.

A cottura terminata, valutare la densità della crema, aggiungendo brodo o facendola ridurre sul fuoco.

Servire la crema tiepida con un trito di noci, pezzetti di mela tagliati al momento (perchè tende ad ossidarsi) e una spolverata di pepe nero.


Ecco altre proposte...

Vellutata di zucca e patate dolci col Bimby di Cinzia

Bocconcini di vitello con la zucca  di Daniela

 Zucca al forno alla pizzaiola  di Maria Grazia

Tarte salata con zucca e robiola di  Milena

domenica 14 ottobre 2018

Maccheroni alla bolognese per Quanti modi di fare e rifare


Oggi con la rubrica di Quanti modi di fare e rifare ci troviamo in Emilia Romagna, nella mia regione a cucinare un classico dei classici: il ragù alla bolognese!
La ricetta è depositata presso la Camera di Commercio di Bologna, per merito della delegazione regionale dell'Accademia Italiana della Cucina.
Vi sono anche versioni attualizzate, giusto per riuscire a dare delle leggere varianti, come ad esempio la scelta dei tagli di carne, prima si richiedeva la "cartella", parte muscolare del diaframma, ora sono ammesse anche pancia, fesone di spalla e fusello, tutti debitamente macinati.
Si consente anche di sostituire la salsa di pomodoro o il concentrato con pelati o passata di pomodoro, una cosa però rimane definita: la cottura, che deve essere lenta e molto lunga!

Prova di maccheroni al pettine
Per quanto riguarda i maccheroni, sono rimasta un po' restia al loro utilizzo, non li considero una pasta emiliana, con il ragù ci metterei le classiche tagliatelle.
Mi sono poi ricordata dei maccheroni al pettine, tipici delle Valli Mirandolesi in provincia di Modena, ma poi ho provato a preparare quelli tipici di Mirandola, ma ho fatto qualche errore nella preparazione e non li ho essiccati a dovere, questo ha comportato che durante la cottura si sono appiattiti, formando il classico "mappazzone" come dice il buon Barbieri! Quindi ho optato per  una pasta di semola di grano duro trafilata al bronzo.

Ecco qui la mia interpretazione.



Ingredienti per 4 persone

300 g di carne di manzo macinata due volte
50 g di pancetta dolce tagliata a cubetti piccoli
150 ml di vino rosso corposo
200 g di passata  di pomodoro
50 ml di latte
4 cucchiai di olio evo
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla piccola
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
brodo di carne
sale e pepe
360 g di Maccheroni di semola di grano duro

In una casseruola scaldare l'olio con la pancetta, unire le verdure tritate a cubetti regolari e piccoli.

Aggiungere la carne, mescolare e farla rosolare con cura, pepare e sfumare con il vino.

Dopo aver evaporato l'alcol a fuoco alto, inserire la passata e il concentrato, aggiustare di sale e proseguire la cottura  a fuoco basso aggiungendo di tanto in tanto il brodo in modo che non si asciughi troppo.

Il sugo deve sobbollire per almeno 2 ore, sempre a fuoco basso...il classico "pippiare" termine che rende bene l'idea del rumore che fa il ragù durante la cottura. Al termine si aggiunge il latte, utile a correggere l'acidità del pomodoro.

Cuocere al dente la pasta desiderata, in questo caso i maccheroni di semola, seguendo i tempi indicati sulla confezione, scolare  e condire con il ragù.
Consiglio una spolverata abbondante di Parmigiano Reggiano grattugiato, giusto per non farsi mancare niente!

Con questa ricetta partecipo a Quanti modi di fare e rifare

giovedì 11 ottobre 2018

Crumble di mele - Uomo Roccia


Qualche tempo fa una cara amica, Maria Antonietta, mi propone di partecipare ad una nuova sfida: provare a creare una ricetta con la mela Ambrosia a tema “I supereroi” dei cartoni animati.
Naturalmente la ricetta era rivolta ai bambini, e quindi oltre a richiamare i loro cartoni preferiti, doveva avere delle caratteristiche salutistiche, il burro e la panna sono state bandite e lo zucchero  non doveva essere in alte dosi.
Ho scelto di partecipare con l'Uomo Roccia, quello dei Fantastici 4, lui si chiama Cosa e possiede forza e resistenza sovrumane dovute alla natura della sua pelle rocciosa.
Per questa sfida ci hanno proposto di utilizzare delle mele, le mele Ambrosia, un prodotto nuovo nato in Canada grazie ad un incrocio spontaneo tra diverse varietà di mele.
E' una mela gialla e rossa dalla polpa croccante e succosa, molto zuccherina (Brix a 17°) e di bassa acidità, note particolari: profumatissima!
La mela Ambrosia è gestita in esclusiva dal magazzino Rivoira Giovanni & figli spa.
Ed ora ecco la mia merenda: un crumble di mele, con tante mele, poco zucchero (e di canna integrale) e poco olio di riso, sulla superficie viene disegnato con "briciole" di impasto al cacao il  viso dell'uomo roccia, con la sua tipica espressione corrucciata.
Una merenda o fine pasto salutare con tante mele e pochi grassi e zuccheri... Forza bambini "armatevi" di cucchiaino e procedete all'assaggio!!!




Ingredienti

800 g di mele Ambrosia
succo di 1 limone
2 cucchiai di miele
pane grattugiato

50 g di nocciole
Scorza di limone non trattato
50 ml di olio di riso
120 ml di latte
120 g di zucchero di canna integrale
80 g di farina di riso
180 g di farina
2 cucchiaini di cacao dolce

10g di cioccolato bianco







Inserite nel mixer: le nocciole con lo zucchero, tritate grossolanamente, poi aggiungete tutti gli altri ingredienti tranne il cacao e miscelate velocemente per circa 1 minuto.

Togliete dal mixer 2/3 dell'impasto e avvolgetelo con pellicola. Alla parte rimanente aggiungete il cacao e azionate per 30 sec. circa. Avvolgere anche questo con la pellicola.
Mettete gli impasti in frigo per 30 minuti.

Pelate le mele e tagliatele a pezzetti, mettetele in una zuppiera e condite con succo di limone e miele.
Ungete con un poco di olio una teglia da forno (diam. 26cm) , cospargetela con un velo di pane grattugiato, poi ricoprite con le mele condite.



Con un anello da pasticceria di diam 16cm, definite una zona, all'interno mettete grosse briciole di impasto al cacao, modellando due bisce, posizionate in modo che una che riprenda l'arcata sopraciliare e una le labbra (come se facesse il broncio).
Con l'impasto chiaro fate tante piccole briciole tutt'attorno.

Infornate in forno caldo 200°C per 25-30 minuti.
Servite tiepido, dopo aver messo due pezzetti di cioccolato bianco a disegnare gli occhi.


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martedì 9 ottobre 2018

Pie alle pesche e more


Un mesetto fa ho preparato questa pie per la rivista online MagaboutFood, una meravigliosa rivista che si sfoglia giornalmente sul sito MTChallenge.
Andate subito a leggere l'articolo, in cui si presenta un libro di Kate Mc Dermott "Art of the pie", un libro-manuale dove si possono trovare consigli, ricette e tutte le informazioni per cucinare una pie "da sballo".
Questa ne è il classico esempio, la base è strepitosa, croccante e friabile allo stresso tempo, la farcitura è consistente al punto giusto, e cotta benissimo!
Ho voluto riportarla qui proprio per avere a portata di mano la ricetta.



Ingredienti
per la base
360 g di farina debole
3g di sale
112 g di burro salato freddo tagliato in pezzi
112 g di strutto
80 g di acqua ghiacciata
Farina aggiuntiva per stendere la pasta

per il ripieno
450 g di pesche mondate
225 g di more
150 g di zucchero
noce moscata
2 g di sale
36 g  di farina
18 g di maizena

7 g di burro
8 g di zucchero
1 albume + 1 cucchiaio di acqua

Mettere tutti gli ingredienti (tranne l'acqua ghiacciata) in un mixer, azionare fino a quando gli ingredienti sembrano briciole, unire a poco a poco l'acqua e proseguire fino ad ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso. Il quantitativo dell'acqua è indicativo.

Dividere l'impasto a metà, formare due dischi, raffreddarli in frigo dopo averli avvolti con pellicola, attendere almeno 1 ora.

Nel frattempo pelare le pesche e tagliarle a piccoli pezzi, aggiungere le more.
Spolverizzare con lo zucchero, noce moscata grattugiata e sale, mescolare accuratamente.
Unire farina e maizena e inserirla al composto di frutta, facendo attenzione a distribuire gli amidi su tutta la frutta in modo omogeneo.

Preriscaldare il forno a 220 ° C 

Con l'aiuto di un poco di farina sull'asse di legno stendere l'impasto e foderate una teglia da forno (diam. 26cm).
Mettere il composto di frutta preparato, cospargere con fiocchetti di burro.
Con il resto dell'impasto preparare il coperchio, formato da strisce di pasta più o meno spesse, intrecciate tra loro (se si decide di coprire completamente è consigliato fare 5 o 6 bocchette di sfiato).

Spennellare leggermente tutta la superficie con l'albume sbattuto con l'acqua, infornare per 20 minuti a 220 ° C. 
Ridurre poi  a 175 ° C  per altri 25 minuti. A piacere cospargere di zucchero semolato 10 minuti prima di spegnere (l'effetto visivo però non mi piace, decidete voi!)

Lasciar raffreddare la torta  completamente prima di servirla.

lunedì 8 ottobre 2018

Cake pops all'uva



E siamo nel pieno della vendemmia, le uve rosse stanno fermentando nei tini, e noi della rubrica Light and Tasty, abbiamo pensato di proporre come ingrediente proprio l'UVA.
Un frutto molto zuccherino, e quindi calorico, ma utilizzabile per produrre piatti anche piatti "quasi" light...e poi parliamone, l'importante sono sempre le porzioni!
Per l'occasione ho pensato di presentare questi dolcini semplici  e veloci da preparare, un fine pasto per addolcire il palato, che coniuga dolce e frutta.
Possono anche essere serviti a metà pomeriggio, ad una festa per bambini ed anche ad un brunch.
Sono simpatici e colorati e possono essere ricoperti con zuccherini colorati, frutta secca, quello che preferite! Un consiglio spassionato è di utilizzare uva dall'acino piuttosto grande tipo varietà Italia, e possibilmente senza vinaccioli.
Ma passiamo alla ricetta!


Ingredienti per 10 cake pops

uva da tavola
2 cucchiai di miele
50g di cioccolato fondente
nocciole tritate
cocco rapè
codette colorate e di cioccolato
1 arancia

Sgranare l'uva, lavare gli acini grandi e asciugarli.

Mettere il miele in una ciotola piccola, se fosse denso conviene scaldarlo al micronde 30 sec alla max potenza.

Tritare il cioccolato, metterlo in una ciotola piccola, passarlo al micronde per 2-3 volte a max potenza per 15-30 sec, mescolando ogni volta, fino a renderlo ben sciolto.

Preparare su dei piattini le nocciole tritate, il cocco e le codette.

Infilzare l'acino con lo stuzzicadente, passarlo nel miele o nel cioccolato fuso e poi nelle nocciole o nel cocco o nelle codette, posizionarlo  sull'arancia così da farlo asciugare.



Ecco le altre proposte all'uva!

 Pollo con curry e uva di Carla Emilia

Calzoni con spinaci e uvetta col Bimby di Cinzia

Strudel di uva  di Daniela

Involtini di bresaola con l’uva di Maria Grazia

Plumcake integrale con uva nera e bianca di Milena 

giovedì 4 ottobre 2018

Petto d'anatra alla melagrana



Eccoci alle prese con i secondi di carne, lo chef di turno è la mia cara amica Terry!
La nostra rubrica Menù lib(e)ro, è giunto al giro di boa, siamo quasi a fine pasto, purtroppo, ma non pensiamoci e guardiamo avanti, in fondo abbiamo ancora diversi appuntamenti e quelli più golosi: dolci, dolcetti, frutti; abbiamo ancora tanti appuntamenti... e voi che fate?
Non ci date il vostro contributo? Ecco qui tutte le indicazioni utili alla partecipazione.

Ma passiamo alla ricetta, un arrosto di petto d'anatra, semplice e molto veloce da preparare. I tempi di cottura indicati in ricetta sono quelli indicati dal libro, personalmente ho dato 10 minuti in più, perchè non sono amante della carne avicola rosata. Voi comportatevi come credete, fate attenzione però di non cuocere troppo, rischiate di avere la carne meno morbida.

Il libro da cui ho preso la ricetta è Nigella Express, un librone colmo di ricette particolari e molto veloci, scritto in modo informale e anche simpatico da leggere proprio come chi lo ha scritto.
Nigella mi è sempre piaciuta alla tv, così affascinante, confortante, presentava i suoi piatti con calma e attenzione. E voi che ne pensate?





Ingredienti per 4 persone

1 petto d'anatra intero

200g di insalata mista

1 melagrana

1 mazzetto di menta

2 cucchiai di olio evo (mia aggiunta)

sale e pepe





Condire il petto d'anatra con sale e pepe.

Scaldare una pentola adatta sia fuoco che al forno con l'olio evo, rosolare il petto per un paio di minuti a fuoco alto, da entrambi i lati.

Proseguire la cottura nel forno già caldo a 200°C per 15-20 minuti dopo aver posizionato il petto con la pelle aderente alla base della pentola.

Toglierlo dal forno e lasciarlo riposare una decina di minuti prima di scalopparlo (tagliarlo a fettine sottili).

Preparare un letto di lattuga su un piatto di portata, disporre le fette di carne di anatra, cospargerlo di chicchi di melagrana e foglioline di menta.

Condire con qualche cucchiaio del fondo di cottura.
Servire subito.



Con questa ricetta partecipo alla rubrica Menu lib(e)ro, ospitato da Terry  fino al giorno 12 ottobre! Non mancate!


martedì 2 ottobre 2018

Brasato di asinina



Siamo in piena vendemmia, i vini rossi stanno fermentando nel tino in tutt'Italia e noi dell'Italia nel piatto vorremmo proprio festeggiare questo momento speciale dell'anno.
Festeggiare come? Presentandovi una ricetta in cui il vino è il vero protagonista!

Per l'Emilia Romagna vi preparo un piatto piacentino, un brasato, di quelli a cottura lenta, con una carne un po' particolare, poco conosciuta, la carne d'asina, che qui da noi  è ancora cucinata, insieme al quella di cavallo.
Questo brasato viene marinato nel vino rosso per una notte e poi cotto sempre con l'aggiunta dello stesso vino. Un vino rosso corposo, come può essere una Barbera dei colli piacentini o una Bonarda secca, oppure meglio ancora il nostro fiore all'occhiello un Gutturnio. Tutti questi sono dei nostri vini doc, forse poco conosciuti, ma vi garantisco davvero unici, soprattutto se vinificati a dovere.

Vi presento il Gutturnio, che ho utilizzato per questa ricetta, un vino che nasce in epoca romana da una "ricetta" (viene prodotto con uve barbera e croatina) inventata da Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Giulio Cesare, la cui madre aveva origini piacentine.
Il nome Gutturnio deriva da una grande coppa d'argento di circa due litri, gutturnium; un esemplare venne rinvenuto sulla sponda piacentina del Po, a fine '8oo, il gutturnium veniva utilizzato a fine cena colmato di vino e passato di mano in mano tra i commensali per assaggiare il vino, era simbolo di fraternità e amicizia.
Il nome "Gutturnio" venne proposto nel 1938 dall'enologo Mario Prati, il primo disciplinare di produzione risale al 1967e fu il settimo vino italiano ad ottenere la DOC.
All'esame organolettico questo vino si presenta rosso rubino brillante, dall'odore vinoso e caratteristico e dal sapore secco o abboccato, fresco, tranquillo o vivace.
La versione frizzante si abbina ai salumi piacentini D.O.P. (salame, coppa e pancetta) e formaggi, primi piatti. Le versioni ferme preferiscono arrosti e bolliti, brasati e carni alla griglia.

Se volete altre informazioni sui vini dell'Emilia Romagna vi invito a leggere questo mio post pubblicato sul sito di AIFB.




Ingredienti per 4 persone

800g di carne di asina
1 carota
1 cipolla piccola
1 canna di sedano
1 spicchio di aglio
100g di pancetta tesa
750ml di Gutturnio doc (vino rosso)
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 foglia di alloro
sale, pepe bianco, cannella, noce moscata



Tagliare la carne a pezzettoni, e marinarla per 6 ore nel vino rosso in frigo.

 Preparare un soffritto con cipolla, sedano e carota tagliate a pezzetti, aglio e olio evo.

Scolare dalla marinatura la carne e inserirla nel soffritto, aggiungere la pancetta tritata, le spezie e l'alloro.

Sfumare con due bicchieri di Gutturnio unire il pomodoro e lasciare cuocere per almeno 3-4 ore coperto a fuoco bassissimo, se dovesse asciugarsi aggiungere un poco di acqua.

A cottura ultimata la carne risulterà morbidissima, togliere la carne e frullare le verdure.

Servire la carne nappata con la crema di verdure, accompagnata da polenta o purè di patate come nella foto.


Ecco gli altri piatti diVini!!!


Valle d'Aosta: Risotto con riduzione di Torrette

Piemonte: Brasato al Barolo 

Lombardia: Brasato allo Sforzato di Valtellina DOCG  

Trentino Alto Adige: Spitzbuben con gelatina di Santa Maddalena 

Veneto: Risotto all’Amarone

Friuli Venezia Giulia: Cavolo rosso al vino

Emilia Romagna: Brasato di asinina
 
Liguria: Sarago al Vermentino
 
Toscana: Spaghetti briachi 

Marche: Filetto di branzino al limone con salsa al vino Passerina  

Umbria: Umbricelli al Sagrantino con ragù bianco di piccione 

Lazio: Ciambelline al vino rosso

Abruzzo:Tarallucci al vino

Molise:  Torta alla Tintilia vino del Molise 

Campania: Coniglio all’ischitana, profumato al vino Coda di Volpe del Sannio

Puglia: Minchiareddhi al nero di Troia con salsiccia a punta di coltello  

Basilicata: La paparotta lucana

Calabria: I cannariculi

Sicilia: Scaloppine di Manzo al Marsala

Sardegna: Tonno in agro

lunedì 1 ottobre 2018

Minestra d’orzo con funghi pioppini e timo


Oggi a Light and Tasty si parla di funghi!

La definizione al dizionario dice:
Organismo vegetale eterotrofo, di aspetto assai vario, ora grande (come i f. mangerecci ), ora piccolo (come le muffe ), ora addirittura microscopico; il suo corpo vegetativo ( micelio ) è un tallo uni- o pluricellulare, formato da elementi filiformi ( ife ) fittamente intrecciati; si differenzia dagli altri organismi vegetali per la mancanza di sistemi fotosintetici (da Wikipedia).
Certo leggere queste righe non lascia sicuramente una sensazione da cibo invitante e invece non è così!
I funghi sono una delizia squisitamente autunnale, sono versatili e capaci di dare gusto e soprattutto carattere ad ogni tipo di piatto, sono ricchissimi di acqua e fibre e per questo di basso contenuto calorico, a patto che non si cucinino fritti o con alti contenuti di grassi.
L’aspetto interessante è il loro potere aromatico oltre alle  caratteristiche organolettiche che permettono di avere dei piatti dal grande sapore e aroma.
I medici consigliano però di evitare di consumarne grandi quantità, soprattutto, mai crudi, infatti i funghi possono risultare a molti poco digeribili perché gran parte della loro componente proteica è costituita da ‘micosina’, una sostanza organica simile alla chitina,  una proteina tipica degli insetti o dei gamberi, non assimilabile dal nostro organismo.
Inoltre, si deve ricordare che i funghi sono capaci di accumulare metalli pesanti come cadmio, piombo, mercurio, per cui occorre prestare la dovuta attenzione al luogo della loro raccolta.
Per tutte queste problematiche, si consiglia, quindi di consumarli in quantità limitata e ben cotti, evitando la somministrazione ai bambini, alle persone molto anziane e alle donne in gravidanza.

Per l'occasione ho preparato una zuppa di orzo ai pioppini, l'idea mi era venuta leggendo questo post, naturalmente con qualche variazione.
Questo post è davvero favoloso con tante idee per cucinare i nostri amati funghi, ve ne consiglio la lettura!



Ingredienti per 4 persone

250g di funghi pioppini
220g di orzo perlato
2 spicchi d'aglio
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
brodo vegetale
olio evo
timo

Mondare e pulire con uno spazzolino i funghi, sciacquarli velocemente, e scottarli per 5 minuti in acqua bollente, scolarli.

Scaldare 3 cucchiai di olio evo con l'aglio, aggiungere i funghi e saltarli. Unire il concentrato di pomodoro, mezzo bicchiere di acqua, aggiustare di sale  e pepe e cuocere a fiamma bassa per per una decina di minuti.

Nel frattempo scaldare 1 litro di brodo vegetale, quando bolle aggiungere l'orzo dopo averlo lavato e cuocerlo per una ventina di minuti (controllare sulla confezione).

Scolare l'orzo e aggiungerlo al sugo di pioppini allungandolo con il brodo vegetale in cui è stato cotto l'orzo se la minestra  fosse troppo densa. Cospargere la superficie con foglioline di timo fresco.




Ecco le altre proposte:



Filetto di baccalà in crosta di funghi di  Carla  Emilia

Vellutata di mais con porcini col Bimby di Cinzia

Vellutata di funghi e patate con le noci di Daniela

Funghi e uova in cocotte di Maria Grazia

Involtini di sogliola con funghi, porri e nocciole di Milena

sabato 29 settembre 2018

Peperoncini piccanti ripieni



Quest' anno finalmente nel mio orto sono riuscita a raccogliere dei peperoncini piccanti tondi, proprio quelli che sono adatti ad essere riempiti in svariati modi per poi essere conservati in olio evo per l'inverno. Erano anni che ci provavo!
Un anno li ho seminati, ma non sono cresciuti; l'anno dopo ho acquistato le piantine....  peccato che fossero piccoli e tutti variopinti e nemmeno molto piccanti; lo scorso anno poi erano dei bellissimi cornetti, che ho utilizzato per fare questa crema.
Finalmente quest'anno le piantine erano quelle giuste e sono pure cresciute senza problemi, in pratica 6 piantine mi hanno prodotto quasi 80 peperoncini raccolti in due turni, per aspettare che diventassero belli rossi.
Così per ben due volte ho preparato gli amati peperoncini ripieni e ho utilizzato entrambi le volte 4 tipologie diverse di ripieno. Li ricopio qua sotto, ma le copiate da care amiche: Eloisa, Tamara, Daniela e Simona. Il ripieno di Tamara è quello più delicato, con la patata come base, ma molto sfizioso, gli altri 3 ripieni sono più simili tra loro, molto saporiti, con il tonno come ingrediente di base e poi con/senza acciuga, pomodori secchi sott'olio (particolare che mi è piaciuto tanto), olive e capperi.
Se mi chiedete quale scegliere non ce la faccio... tutti buoni nel loro genere, proprio per quello li riporto.
Nonostante abbia dimezzato le dosi dei ripieni di ognuno ne ho avanzato, ma non è andato perso.. ho farcito dei crostini e sono stati sbafati alla velocità della luce!

Ecco la ricetta:

Ingredienti
50 peperoncini rotondi
1 l di aceto bianco
olio evo
sale

4 tipologie di ripieno

Ripieno tonno e capperi di Eloisa
160 g di tonno sott'olio
15 g di capperi sotto sale
3 acciughe sott'olio

Ripieno tonno e patate di Tamara
80 g di tonno al naturale
1 patata media
40 g di capperi sotto sale

Ripieno tonno e pomodori secchi di Daniela
80 g di tonno sott'olio
80 g di olive verdi in salamoia
50 g di pomodori secchi sott'olio

Ripieno tonno acciughe e prezzemolo di Simona
160 g di tonno sott'olio
50 g acciughe sotto sale (peso lordo - acciughe da pulire)
1 cucchiai di capperi sotto sale
6 olive verdi denocciolate
alcuni rametti di prezzemolo fresco


Utilizzando dei guanti, pulire i peperoncini togliendo il picciolo e i semi interni cercando di vuotarli con lo scavino.
Portare ad ebollizione una pentola con acqua e aceto (metà e metà), sbollentare i peperoncini (dalla ripresa del bollore calcolare  2/3  minuti).
Scolarli, e metterli ad asciugare a testa in giù su di un canovaccio.



Preparare i ripieni:

Ripieno di Eloisa
Porre nel mixer, il tonno sgocciolato, i capperi, dissalati e asciugati, e le acciughe. Tritare tutto sino ad ottenere un composto omogeneo.

Ripieno di Tamara
Lessare le patate e schiacciarle con una forchetta. Salarle,
Non appena risultano a temperatura ambiente aggiungere il tonno sgocciolato e amalgamarli fino ad ottenere una crema, a questa aggiungere i capperi.

Ripieno di Daniela
Frullare  il tonno sgocciolato, le olive denocciolate e  i pomodori secchi ben asciugati in molto grossolano.

Ripieno di Simona
Dissalare le acciughe e i capperi e mettere nel mixer con prezzemolo mondato, olive e tonno sgocciolato,  azionare così da ottenere un impasto omogeneo.

Coprire con pellicola ogni ripieno e mettere in frigo per qulche ora fino a quando i peperoncini sono ben asciutti.



Con l'aiuto di un cucchiaino riempire i peperoncini e inserirli in un vasetto di vetro da 250g pulito e sterilizzato (di solito metto 50-70ml di acqua e lo passo al micronde per 4-5 minuti, poi lo scolo).
Colmare con olio evo il vasetto e chiuderlo con tappi nuovi.

Mettere i vasetti in una grande pentola coprirli con acqua (il livello dell'acqua deve coprire i vasetti di 3-4 dita) e far sterilizzare facendo bollire per 30 minuti circa dopo che ha preso. Far raffreddare i vasetti nell'acqua così da formarsi il sottovuoto.

Quando sono freddi controllare i tappi (schiacciandoli al centro non devono emettere nessun rumore), e poi posizionarli in dispensa al buio per almeno un mese.
Sono ottimi come antipasto o come contorno per i lessi.

giovedì 27 settembre 2018

Chutney di pomodori verdi per Il Club del 27



E siamo al 27 del mese  con il nostro appuntamento importante, quello del Club del 27!
Come sempre abbiamo un libro da presentare e questo mese non poteva che riguardare "le conserve", a settembre ci si prepara tutte le provviste per l'inverno, si mette in congelatore l'ultima verdura dell'orto, si preparano sott'oli e sott'aceti, ma soprattutto si opera con le marmellate.
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Banner di Mai!
Il libro che presentiamo oggi è "Preserving" di Emma Macdonald, un libro molto completo di conserve a base di frutta, verdura, carne e pure pesce, un manuale che oltre alle ricette riporta come gestire gli eventuali errori o le problematiche che possono accadere, insomma una vera bibbia per chi adora avere una dispensa ben fornita.
Ilaria, l'organizzatrice de Il Club, ci ha selezionato diverse ricette ed oggi come mai era accaduto in questo club, ne sono state fatte davvero tante, e tutte diverse, quindi sarà uno spasso leggere e consultare  il bel articolo su MTChallenge, una vera fonte idee.

Per l'occasione ho scelto il chutney di pomodori verdi, i pomodori erano nel mio orticello e volevo in qualche modo provare a conservarli, e questa ricetta era ideale secondo i miei gusti, un dolce-acido-speziato che lo rende il compagno giusto dei formaggi serviti a fine pasto.
La ricetta è perfetta, pure il tempo di cottura è giusto giusto, ho fatto solo una leggera variante: invece di mettere le spezie nella garza e lasciarla nella conserva solo durante la cottura, le ho aggiunte direttamente, preferivo un prodotto dai profumi decisi.
Il tempo di riposo non è ancora passato, ma all'assaggio l'ho trovata piacevole ed equilibrata!



Ingredienti

425ml  di aceto bianco (anche aceto di mele)
500g di Pomodori verdi  tritati
500g  di mele pelate e tritate
400 g di cipolle rosse tritate
200 g  uvetta secca
400 g di zucchero Demerara
1 spicchio d'aglio tritato
½ cucchiaino di pepe di Cayenna
1 cucchiaino di zenzero grattugiato
1 cucchiaino di sale
½ cucchiaino di semi di senape
½ cucchiaino di pimento
½ cucchiaino di cannella
½ cucchiaino di pepe
3 chiodi di garofano
1 foglia di alloro

Versare l'aceto in una casseruola, aggiungere le cipolle, le mele e i pomodori verdi dopo averli tritati al mixer. Unire tutte le spezie, lo zucchero e l'uvetta dopo averla ben lavata.

Portare a ebollizione, poi ridurre il fuoco e cuocere a fuoco lento per circa 1 ora e mezza o fino a quando il composto sia piuttosto asciutto, simile ad una confettura (il colore tende a scurirsi per la presenza dello zucchero).
Mescolare regolarmente a evitare che la miscela si attacchi al fondo della padella.

Sterilizzare i vasetti (mettere circa 50 ml di acqua e passarli al micoonde per  5 minuti max potenza), mettere il chutney ancora bollente, chiudere con tappo nuovo e rigirare il vasetto.

Attendere 10 minuti e poi rigirare, lasciare raffreddare completamente e controllare che sia avvenuto il sottovuoto.

Conservare in un luogo fresco, asciutto e buio, per almeno 1 mese prima di assaggiarlo. Con queste dosi si preparano 4 vasetti da 250g. Dopo l'apertura conservare in frigorifero.

Con questa ricetta partecipo a Il Club del 27  #onlythebraves



martedì 25 settembre 2018

Fregola alla Carlofortina


Carloforte è un comune della Sardegna meridionale, precisamente si trova sull'isola di S. Pietro.
Carloforte è un'isola linguistica ligure in quanto l'isola di San Pietro fu colonizzata, dopo secoli di abbandono, nel 1738 da cittadini di Pegli (Genova) provenienti da Tabarka, isola oggi collegata alla costa tunisina. Proprio per questo a Carloforte si sente l'influenza della tradizione ligure, in certi piatti come in certe espressioni.
Questo piatto ne è l'esempio, un sugo saporito e veloce da preparare, a base di pesce e pesto.
Sarebbe meglio utilizzare tonno rosso fresco, da scottare in padella, ma ci sta anche quello sott'olio, soprattutto se di qualità.
Il pesto ligure fa da legante regalando profumo e  sapore...se poi volete una marcia in più si può aggiungere la provola, ma si può tranquillamente evitare ( l'idea dell'aggiunta viene da qui). Quest'estate l'ho preparata diverse volte, proprio per questo voglio "annotarla qui" in modo da ricordarla e non perderla di vista!
Questa ricetta mi sembra adatta al Contest itinerante ospitato in questi mesi da Daniela e quindi la regalo a lei.

Ingredienti per 4 persone

250g di fregola sarda
10-12 pomodorini datterino
160g di tonno sott’olio
2 cucchiai di pesto genovese (qui)
2 cucchiai di olio evo
sale
basilico fresco
100g di provola affumicata (a piacere)

Cuocere la fregola in abbondante acqua bollente per il tempo indicato sulla confezione.
Scolare e passare sotto acqua fredda, così da bloccare la cottura.
Mettere la fregola in una zuppiera, condirla con olio evo e un pizzico di sale.
Unire il tonno, i pomodorini, dopo averli tagliati a pezzetti, e anche la provola a cubetti (sempre che la vogliate aggiungere).
Finire con il pesto, mescolando accuratamente così da amalgamarlo a tutta la fregola.
Decorare con foglie di basilico fresco.

Con questa ricetta partecipo al contest MEAT FREE CONTEST ideato da Una mamma che cucina ed ospitato dal blog Mani in pasta quanto basta

lunedì 24 settembre 2018

Risotto alla barbabietola con crema di yogurt al gorgonzola e pistacchi



Oggi a Light and Tasty rivisitiamo il risotto, un piatto della tradizione italiana, diciamo più del Nord Italia, dove si coltiva, soprattutto  in Piemonte e in Veneto.
Spesso in casa mia viene proposto, anche perchè gli ingredienti sono sempre a disposizione e basta un minimo di creatività e "lo stesso riso" cambia completamente sapore e aspetto.
Come questo che ho cucinato proprio per oggi: un risotto dalla barbabietola, sì quella rossa che si trova al supermercato già cotta, e poi mantecato con  yogurt e gorgonzola, vi assicuro che è davvero da provare. Mi spiace per il colore, solitamente più brillante (tende proprio al rosa- bordò), dovuto alle rape che sembravano leggermente ossidate e quindi più brune.
Ma ecco la ricetta.




Ingredienti per 4 persone

320g di riso carnaroli
4 cucchiai di yogurt greco
40g di gorgonzola
2 cucchiai di olio evo
1 scalogno
4 rape rosse medie
50ml di vino rosso
pistacchi tritati
brodo vegetale (1 litro)






Preparare il brodo vegetale con una carota, 1 cipolla piccola, 1 canna di sedano, 1 zucchina piccola, cuocere per 1 oretta e verso la fine inserire le rape rosse tritate con il mixer.

Procedere poi in una padella scaldando l'olio, aggiungere lo scalogno tritato e il riso, farlo tostare per qualche minuto (questa fase è importantissima, il riso deve essere ben caldo, ma non bruciato), e poi sfumare con il vino rosso.

Iniziare ad aggiungere il brodo rosso e portare a cottura, circa 15-18 minuti, aggiungendo un mestolo alla volta e continuando a mescolare.

Nel frattempo miscelare lo yogurt al gorgonzola, che deve essere a temperatura ambiente, mescolando così da formare una crema omogenea.

Quando il riso risulta cotto, porzionare nel piatto e poi dare qualche colpetto sotto al piatto, così da ottenere l'effetto a specchio. decorare con la crema di gorgonzola  e yogurt, oltre ala granella di pistacchio. Servire subito.



Ecco gli altri risotti....



Risotto giallo mango e papaya di Carla Emilia

Risotto integrale di zucchine light col Bimby  di Cinzia

Risotto integrale all’acqua di cocco e curcuma di Daniela

Black rice risotto avocado e salmone di Maria Grazia

Risotto Acquerello con spinaci e fiori edibili  di Milena