martedì 17 aprile 2018

Pasta alle fave su crema di burrata



Inizio a pensare alla primavera quando vedo le prime viole e primule lungo i canali durante le mie passeggiate pomeridiane, sono bellissime nascoste tra gli steli d'erba non ancora del tutto verdi, hanno un fascino tutto loro.
Ma in cucina l'alimento che mi porta alla mente la primavera è la fava.
L'ho assaggiata per la prima volta una decina di anni fa, perchè mia madre non l'ha mai cucinata, sosteneva che non le piaceva e quindi era inutile prepararla, era una tipa così: decisa e autoritaria per certe cose, per altre estremamente insicura, ma sempre molto spontanea e impulsiva.
Torniamo alle fave, che io invece adoro, sia per il suo gusto sia per la consistenza, così in questo periodo mi scateno in diverse preparazioni. Il loro colore mi anticipa il verde della natura, proprio per questo a mio parere ricordano la primavera!
Ecco una pasta decisamente riuscita, che ho voluto trascrivere qui, proprio per poterla rifare e nello stesso tempo partecipare al contest di Consuelo, a cui tenevo tanto!
Un bacione e...provatela!!!


Ingredienti per 4 persone

320g di pasta paccheri (pàche Monograno Felicetti)
200g di fave sgusciate
250g di burrata
2 pomodori
olio evo
1 spicchio di aglio in camicia
peperoncino in polvere
sale e pepe

Togliere le fave dai baccelli e scottarle in acqua per circa 4-5 minuti, scolarle e spellarle.
Nel frattempo scaldare 5 cucchiai di olio evo, con lo spicchio di aglio in camicia, quando sfrigola e inizia a prendere colore toglierlo e aggiungere le fave spellate. Saltarle per  una decina di minuti aggiustando di sale e pepe.
In una pendola con acqua bollente scottare i pomodori per qualche minuto, poi scolarle spellarli e tagliarli a cubettini. Tenerli in disparte.
Mentre si cuoce la pasta in abbondante acqua salata, si taglia la burrata , in piccoli pezzi e si mette a sciogliere in un cucchiaio di olio a fuoco molto basso, fino a formare una crema.
Scolare la pasta, saltarla in padella con le fave e un paio di cucchiai di acqua di cottura.
Preparare i piatti ad uno ad uno, mettendo la crema di burrata a specchio sul fondo, poi in sequenza la pasta condita con le fave, una quenelle di crema di burrata, la dadolata di pomodoro fresco e una generosa spolverata di peperoncino in polvere

Con questa ricetta partecipo al Meat free contest ideato da Una mamma che cucina ed ospitato dal blog I biscotti della zia


lunedì 16 aprile 2018

Verza in agrodolce con miele e noci


Il miele, un alimento completo, un tesoro da non sottovalutare e tutto grazie alle api!
Oggi parliamo di questo alimento a cui sono attribuite numerose proprietà benefiche per il nostro benessere, tanto da essere giudicato un cibo addirittura terapeutico, utile a combattere, prevenire e curare molti disturbi, se non patologie vere e proprie.
Non dovrebbe mai mancare a tavola e nella dispensa!

Grazie alla sua ricchezza  dal punto di vista nutrizionale svolge un’azione tonificante e corroborante generale sull'organismo, stimola memoria e migliora la concentrazione.

Stimola il sistema immunitario , combatte l’invecchiamento cellulare ed ha un'azione antibiotica che aiuta a combattere le infezioni, soprattutto quelle delle vie aeree superiori come tosse, mal di gola e raffreddore, ricordate  il rimedio della nonna:  latte caldo, miele e cognac?

In cosmetica, si usa per combattere gli inestetismi della pelle (brufoli, acne e punti neri) e per rinforzare, lucidare e nutrire i capelli, rinforza unghie, ossa e denti grazie all'abbondanza di minerali in esso contenuti e pare non incentivi la formazione di carie.

Tutte queste proprietà devono indurre ad un suo consumo costante e regolare senza però esagerare,  è una fonte di zuccheri, che sebbene di tipo “nobile”, non devono mai superare la dose giornaliera adeguata e consumato con attenzione da chi  soffre di diabete.

Bisogna inoltre tener conto di eventuali intolleranze alimentari ed allergie che sono sempre in agguato, anche perchè se il miele non risulta trattato potrebbe contenere piccole percentuali di polline. Non di rado una persona riscontra di soffrire di un’alle
rgia o di un’intolleranza in età adulta. In tal caso il consumo di un alimento o una bevanda, miele compreso, potrebbe risultare molto dannoso.
Ma ecco la ricetta, un semplice contorno, ideale con le carni o anche come secondo piatto dopo un bel piatto di pasta!



Ingredienti per 4 persone

1 verza grande
3 cucchiai di olio evo
50ml di aceto di vino 
3 cucchiai di miele millefiori
20 noci
sale

Mondare la verza e tagliare a listarelle tutte le foglie.

Scaldare in una grande padella l'olio, aggiungere le foglie di verza, salare e mettere un coperchio.

Dopo circa 5- 10 minuti, quando le foglie risulteranno appassite, mescolare  e sfumare con aceto.

Proseguire la cottura aggiungendo un poco di acqua (circa mezzo bicchiere) per altri 10 minuti circa.

Aggiungere il miele e continuare la cottura a fuoco basso ancora per 5 minuti circa.

Servire dopo aver spolverizzato con noci tritate grossolanamente.

domenica 15 aprile 2018

Bonbon di cioccolato di Totò


Oggi il Calendario del Cibo Italiano dedica la giornata ad un grande artista italiano Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, in arte Totò.
Nasce a Napoli il 15 febbraio 1898 e muore a Roma nel 1967, il 15 aprile, stroncato da un infarto nella sua abitazione romana. Pare che le sue ultime parole siano state:" Mi sento male… portatemi a Napoli".
Questo dimostra quanto fosse affezionato alla sua città, che ha fatto conoscere al grande pubblico attraverso le sue opere.
Non tutti sanno però che era un'appassionato cultore del cibo, aveva un motto “A tavola si capisce chi sei e con chi hai a che fare” ed effettivamente se si osserva mangiare una persona si può capire diversi aspetti del suo carattere.
Grazie alle doti culinarie di sua madre imparò ad amare il cibo e la cucina e  aveva raccolto tutte le ricette di famiglia in un quaderno nero che gli era tanto caro.
Questo quaderno nero fu rielaborato da sua figlia Liliana De Curtis e oggi è un libro di ricette, intitolato “Fegato qua, Fegato là, fegato fritto e baccalà” Le ricette di Totò ovvero, quisquilie a pranzo e pinzillacchere a cena, pubblicato da Rizzoli nel 2001.
Ad ogni ricetta viene fatta precedere una citazione tratta da uno dei suoi film.

Anche questi deliziosi Bonbon vengono da lì e la citazione in questo caso é:

"Per i bambini caffèllatte alla mattina e
pipì prima di andare a letto...
Concesso? No, basta il vasetto da notte."
(Il Monaco di Monza)




Ingredienti per 25-28 pezzi
65g di mandorle
65g di nocciole
150g di zucchero a velo
1 albume grande
55g di cacao dolce
20g di burro

Tritate le mandorle e le nocciole, unire poi 1 cucchiaio di zucchero a velo, il cacao e il burro a pomata.
Montate l'albume a neve.
Con l'aiuto di un leccapentola amalgamate tutti gli ingredienti, e con le mani inumidite preparate delle palline grandi quanto una noce.
Posizionatele su carta forno e cuocete con forno ventilato e caldo (a 150°C), per 20 minuti circa.
Lasciate raffreddare 5 minuti e poi rotolarli nel rimanente zucchero a velo.
Fate raffreddare completamente prima di assaporarle con un buon caffè napoletano!


Con questa ricetta partecipo al Calendario del cibo italiano, e oggi a questo link troverete un menù tratto dal libro di Totò, correte a leggere!!!! C'è pure un meraviglioso REGALO per voi!!!

venerdì 13 aprile 2018

Finocchi in scapece


Lo scapece è un piatto tipico del Meridione,  che prevede di conservare verdure e pesci (soprattutto questi alimenti) in una soluzione di aceto aromatizzato.
Solitamente l'alimento viene prima fritto,  a volte anche impanato, e poi messo sotto aceto con aglio, erbe aromatiche e spezie varie.
Il nome "scapece" pare derivi dallo spagnolo "escabeche" usato in Sud America e in Spagna per indicare la marinatura e la conservazione di cibi in aceto.
A sua volta, l'escabeche spagnolo pare abbia preso esempio da una tecnica di marinatura araba  sikbag (si legge iskbech), che  in breve tempo ha influenzato per secoli tutto il bacino mediterraneo.
L'esigenza, naturalmente, era di conservare il pesce e le verdure estive il più a lungo possibile.

Quando ho assaggiato per la prima volta l'aceto di vino prodotto dai Conti della Mutilena, sono rimasta veramente colpita dal suo gusto e dal suo profumo nonostante non ami l'aceto, e subito ho pensato - con questo prodotto devo provarci lo scapece!-
Sono stata dall'ortolano e ho visto gli ultimi finocchi, belli, freschi e grandi, quindi perchè non   utilizzarli? Lasciamo stare le solite zucchine, i soliti pesciolini... diamoci ai finocchi!

Prima di passare alla ricetta però voglio dire due parole sul  Buonaceto di Vino del Conte, un aceto prodotto con Mosto di Uva Lambrusca crudo acetificato e zucchero. Ha un gusto classico, lungamente invecchiato in botti di rovere, profumato e fragrante  di colore rosso ambrato, è un prodotto tendenzialmente liquido e ricco di acidità fissa, dal gusto rotondo e pieno.
Va assolutamente assaggiato!




Ingredienti per 2 persone
1 finocchio
1 uovo grande
100g di farina
50g di pane grattugiato
Olio per friggere



Lavare accuratamente il finocchio, affettarlo sottilmente con un coltello grande, in modo da tagliare agevolmente fette sottili.
Passarle in farina, poi nell'uovo sbattuto (con un pizzico di sale e un cucchiaio di acqua), e infine nel pane grattugiato.
Scaldare l'olio in una grande padella, deve essere abbondante in modo che le fette di finocchio galleggino, e friggere per un paio di minuti per lato, così da rendere la crosticina leggermente ambrata.
Scolare su carta assorbente. Salare.
Posizionare in un contenitore di ceramica di servizio, uno strato di finocchi fritti, aromatizzare con foglioline di timo, e distribuire un cucchiaio di aceto, e poi continuare così a strati fino a terminare con l'aceto.
Mettere in frigo per una notte prima di consumare come contorno.


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giovedì 12 aprile 2018

Tortilla di patate salata e pure dolce



Ed anche l'MTChallenge, questa meravigliosa sfida tanto seguita, giunge al capolinea. Lo fa come solo l'MTChallenge avrebbe potuto fare, ovvero tornando alla sua prima vera sfida: la Tortilla di patata.

È stato un bellissimo viaggio culinario attraverso tante ricette della tradizione e del cuore, ognuno ha potuto esibirsi in piatti fantasiosi, talvolta raggiungendo picchi inaspettati di creatività e tavolta sì, anche sbagliando. Ma alla fine ci siamo divertiti, e questo è l'importante.

Ora si cambia, la sfida diventerà una scuola di cucina a tutti gli effetti, con un numero chiuso di partecipanti che devono assicurare una frequenza: è una questione di impegno e di correttezza, chi accetta deve esserci da settembre a maggio!

Personalmente sono molto attenta alle scadenze e agli impegni che mi prendo, e in questo caso temo proprio di non farcela. Concludo dunque così la mia partecipazione  a questo bellissimo gioco, che mi ha dato davvero tanto. Ho partecipato a tutte le sfide, ho iniziato a gennaio 2011, e nelle estati (con il gioco le e-saltate) avevo ripreso anche quelle precedenti alla data di inizio ufficiale, completando così tutto quanto il ciclo (qui la mia tortilla n. 1).

Attenzione però: non parteciperò alla nuova scuola, ma non ho alcuna intenzione di eclissarmi. Assolutamente no. Rimarrò per il Calendario, per MagFood, per Il club del 27 e per tutte le prossime iniziative che verranno... e sono sicura che ne verranno, con una mente fervida come quella della Van Pelt!

E ora veniamo alla sfida: queste, cara Mai che ci hai proposto il tema della tortilla, sono le mie proposte.

La prima è una tortilla classica che più classica non si può: non ha ingredienti aggiunti, solo una generosa macinata di pepe nero di mulinello, che dà un'ulteriore marcia in più!

La seconda, invece, è una tortilla dolce: una scomposizione della tortilla, con un'aggiunta di zucchero e una successiva caramellizzazione dei diversi componenti. Mi è piaciuta particolarmente la consistenza della frittata, forse per l'uso dell'albume montato e la presenza alcolica del rum, che ha reso il piatto più equilibrato.

Grazie Mai e grazie MTC: questa ricetta è la prova tangibile che solo se indotti dalla sfida si possono fare certi esperimenti. Piccoli passi fondamentali per crescere in cucina!




Tortilla di patate classica

Ingredienti
(per una padella di 20cm di diam.)
600 g di patate sbucciate e tagliate a cubetti
5 uova
1 cipolla dorata
olio evo
sale
pepe nero di mulinello (tanto!)

Pane
pomodoro fresco
olio evo
sale grosso


Preparare le patate e passarle velocemente sotto l'acqua corrente in modo da eliminare l'amido esterno ai cubetti, scaldare abbondante olio in una grande padella e friggerle mescolando di tanto in tanto per non farle attaccare tra loro, ma facendo attenzione a non romperle (soprattutto a fine cottura).
Dopo 5-10 minuti  aggiungere la cipolla affettata sottilmente, proseguire la cottura aggiungendo anche il sale.
Il taglio delle patate: a dadini, a julienne, "alla buona" ossia irregolari, come preferite!!
Sbattere le uova, salare e pepare (io abbondante!).
Quando le patate e la cipolla sono cotte e dorate, lasciare raffreddare un poco e poi versarle dentro il recipiente con le uova sbattute, avendo cura di non versarci l'olio.
Amalgamare e controllare di sale.
Mettere un cucchiaio d'olio in padella da 20cm, scaldare e poi versare il composto nella padella.
Cuocere a fuoco basso, muovendo la padella in modo da non farla attaccare sul fondo.
Valutare la cottura (circa 5-7 minuti) e girare la tortilla con un piatto più grande della padella o un coperchio bagnato di acqua (in modo da far scivolare poi la frittata).
Far scivolare la tortilla girata nella padella e rimboccare i bordi con un cucchiaio di legno in  modo da dare l'effetto "cuscinetto". Cuocere ancora un paio di minuti.
Servire  con pane leggermente tostato su cui è stato spalmato pomodoro fresco spellato, condito poi con un filo di olio e sale grosso.


Mi piace riportare le proporzioni patate/uova e padella, per poter ottenere una tortilla SUPER!
Dal blog di Mai:
Padella 30cm di diam : 11 o 13 uova e 2kg di patate già sbucciate
Padella 25cm di diam: 9 uova e 1,2 kg di patate già sbucciate
Padella 20cm di diam: 5 uova e 600g di patate già sbucciate

Le uova sempre dispari e interno non troppo cotto (bavoso!). Ricordatelo!!!




Tortilla dolce

1 patata
1 uovo
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di farina
2 cucchiai di latte
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di uvetta
50ml di rum
30g di burro
fragole



Mettere in ammollo l'uvetta nel rum dopo averla lavata accuratamente.
Affettare la patata, dopo averla sbucciata, con una mandolina.
Mettere in acqua le fettine per qualche minuto, poi scolare e asciugare.
Sciogliere metà del burro in una padella grande, aggiungere le fettine di patate in modo che non si sovrappongano, lasciare friggere qualche minuto, poi spolverizzare con zucchero di canna e caramellare.
Posizionare un coppapasta di 11cm sul piatto di portata, disporre le patate in modo da coprire la superficie interna, cospargere con l'uvetta rinvenuta e strizzata.
Procedere con la frittata: dividere il tuorlo dall'albume, montare a neve quest'ultimo con lo zucchero bianco. Al tuorlo unire latte e farina, amalgamare poi metà dell'albume montato, in modo che non smonti. Sciogliere in una padella il burro rimanente posizionare il solito coppapasta  e versare all'interno il composto, cuocere  a fuoco basso e con coperchio per un paio di minuti, muovendo la padella per evitare che si attacchi.
Togliere con attenzione il coppapasta e girare la frittata con l'aiuto di una paletta.
Attendere 1 minuti circa e poi posizionarlo sulle patate e uvetta.Mettere l'albume rimasto in un sac a poche con bocchetta a stella, decorare la superficie con ciuffetti. Utilizzando un cannello caramellare leggermente i ciuffi, aggiungere una fragola.
Servire tiepido.


Con queste ricette partecipo alla sfida n. 72 dell'MTC!

lunedì 9 aprile 2018

Insalata di quinoa con edamame, avocado e limone


Ed eccoci qua dopo la pausa pasquale, spero che i giorni di festa siano passati nel migliore dei modi, qui è andato tutto come al solito, pranzo di Pasqua in famiglia e poi a Pasquetta ognuno a casa sua, in modo che se si voleva organizzare la classica scampagnata eravamo liberi da ogni vincolo.
La sottoscritta non è uscita di casa, nemmeno per raggiungere il giardino... proprio relax totale con televisione e libro a farmi compagnia.
Oggi è la volta della quinoa, un alleato per la salute, ormai lo dicono tutti, anche persone autorevoli, non scriverò il solito articolo in cui cerco di sintetizzare le proprietà dell'ingrediente oggi vi mando da direttamente dal Dott. Bressanini, un chimico di cui ho una stima infinita e ho avuto pure il piacere di conoscere.
Dà sempre un'interpretazione corretta a tutti i dati scientifici disponibili e questo non è assolutamente da sottovalutare. Leggetelo, è un'articolo completo e soprattutto corretto, come dice alla fine "....la quinoa non sarà miracolosa come la vogliono dipingere, ma di sicuro merita di restare e di non essere dimenticata come mille altre nel vorticoso mondo delle mode del cibo. Forse non ridurrà il colesterolo e la pressione, ma rimane l’ottimo contenuto di proteine con amminoacidi essenziali, permettendo di raggiungere, in chi vuole ridurre il consumo di proteine animali, il quantitativo necessario di amminoacidi essenziali senza aumentare troppo il contributo dei carboidrati."

Quindi largo a ricette con questo ingrediente speciale.
Personalmente propongo un'insalata, ideale come piatto unico, ma anche come antipasto in dosi dimezzate, la ricetta è tratta  da qui , una ricetta di Yotam Ottolenghi lasciata al Corriere della Sera Cucina con qualche variazione personale.



Ingeedienti per 2 persone

120g di quinoa
150g di edamame
1 avocado
1 limone non trattato
1 arancia
3 cucchiai di olio evo
cumino
sale e pepe
prezzemolo fresco




Far bollire 350ml di acqua poco salata, aggiungere la quinoa dopo averla lavata (farà un acqua leggermente schiumosa e viscida) e cuocere a fuoco medio per 9 minuti, o quanto indicato sulla confezione. Scolare, sciacquare con acqua fredda in modo da bloccare la cottura, asciugarla in colino a maglie strette.

Grattugiare la scorza del limone con grattugia apposita e aromatizzare la quinoa, pelare poi a vivo il limone e aggiungere anche la polpa, evitando la parte bianca tendenzialmente amara.
Pelare e affettare un avocado, tagliare poi a cubetti e irrorarlo con il succo dell'arancia.
Unire poi alla quinoa, aggiungendo anche  i fagioli di soia edamame.
Condire con olio evo, cumino, sale e pepe.

Mescolare delicatamente e cospargere con qualche ciuffetto di prezzemolo fresco e decorare con qualche fettina di arancia.



Ecco altre proposte:

domenica 8 aprile 2018

Spaghetti alla puttanesca per Quanti modi di fare e rifare


Ma quanto è buono un bel piatto di spaghetti al sugo?
E' il tipico piatto di pasta all'italiana, che ci invidiano in tutti i paesi del mondo, ma noi siamo in grado di districarci tra le nostre ricette base?
Per fortuna ci corre in soccorso la nostra rubrica Quanti modi di fare e rifare, che oggi ci invita a preparare gli spaghetti alla puttanesca.
Ho partecipato con molto piacere, proprio per capire quale è la "vera ricetta"!
Mi sono attenuta a quanto riportato sul libro di riferimento “ le Ricette Regionali Italiane” edito da Solares, unica variante è stato l'origano fresco al posto del prezzemolo, e la passata di pomodoro fatta in casa al posto dei pomodori, visto che non è ancora stagione.
L'ho trovata molto saporita ed equilibrata, ideale per una spaghettata tra amici!
A breve farò una ricerca con gli altri sughi classici: arrabbiata, gricia, carbonara, amalfitana, amatriciana... così da avere le idee chiare!





Ingredienti per 4 persone

400g di spaghetti
6 cucchiai di  olio evo
20 olive verdi e nere
8 acciughe sotto sale
40g di capperi sotto sale o in aceto di vino
500g di pomodori da sugo (io 5 cucchiai di passata homemade)
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
1 cucchiaino di zucchero
uno spicchio d'aglio
un peperoncino rosso (io la crema)
sale
origano fresco






Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua leggermente salata; quando alzerà il bollore inserire gli spaghetti, senza romperli (MI RACCOMANDO!!!).
Lavare le acciughe e togliere le lische.

Scaldare in una grande padella l'olio, l'aglio e il peperoncino o la crema: far soffriggere e, quando l'aglio sarà dorato,toglierlo e aggiungere le acciughe a pezzetti così da rendere possibile il loro scioglimento.
Unire i pomodori, dopo averli pelati e tagliati a pezzetti togliendo i semi. In inverno è possibile utilizzare la passata di pomodoro.
Aggiungere le olive, i capperi ben lavati e il concentrato di pomodoro. Mescolare il sugo e aggiungere un poco di acqua, soprattutto se si usa la passata, le acciughe si scioglieranno, non è quindi consigliato l'uso del sale, mentre utile è lo zucchero per affievolire l'acidità del pomodoro.

Quando gli spaghetti saranno cotti, scolarli e saltarli in padella con il sugo.
Servire ben caldo con qualche fogliolina di origano fresco.



Questa ricetta partecipa alla rubrica Quanti modi di fare e rifare

martedì 3 aprile 2018

Pie di carne di vitello, piselli e carote a modo mio


Serata di Pie, oggi!
Festeggiamo la Pasqua appena passata con una serata all'insegna delle Pie, dolci o salate!
Le pie sono delle torte ripiene di carne, di verdure, di frutta, con un ripieno morbido più o meno speziato. Sono tipiche dei paesi anglosassoni, in particolare Regno Unito,  Australia, Nuova Zelanda e diversi paesi dell'Africa.
Questa che ho preparato è a base di carne e verdure, praticamente un classico, ho solo sostituito il coperchio superiore, solitamente una pasta brisè con un impasto lievitato.
Ho voluto aggiungere il nostro classico "pane" al posto del coperchio burroso.
L'ho presentato come piatto unico e devo dire che ha riscontrato un discreto successo.
La carne cotta con la slow cooker ha una consistenza unica, morbida da sciogliersi in bocca, ma è possibile preparare questo spezzatino anche sul fornello, il risultato finale non cambia!
Buona serata a tutti!!

Ingredienti per 4 persone
700g di carne di vitello
400g di piselli
50 ml di vino bianco secco
4 carote
4 cucchiai di olio evo
3 cucchiai di passata di pomodoro
1 cipolla
1 gambo di sedano
20g di farina
20g di burro
1 cucchiaio di senape
sale e pepe
per la copertura
350g di farina
10 g di lievito
160ml di acqua
sale
1 cucchiaio di olio

20ml di latte

Tagliare la carne a cubetti (2,5 cm x2,5 cm), tritare la cipolla, il sedano e le carote.
Mettere sul fondo della slowcooker l'olio, le verdure tritate, unire la carne, aggiungere il vino e la salsa di pomodoro. Aggiustare di sale e pepe.
Azionare la slow cooker ad alta temperatura per 2 ore, abbassare poi la temperatura e proseguire per altre 4ore. Unire infine i piselli freschi, l'impasto di farina e burro e la senape, mescolare bene e cuocere ancora 30 minuti.
Nel frattempo impastare la farina con un cucchiaio di olio, il lievito e l'acqua a temperatura ambiente.
l'impasto dovrà risultare morbido ma non appiccicaticcio. Lasciare lievitare in luogo riparato e coperto per un paio di ore.
Mettere lo spezzatino di carne e verdure in una pirofila da forno in ceramica. aggiustare di sale  e pepe. Stendere con le mani l'impasto lievitato e ricoprire la pirofila, saldando bene ai bordi dopo aver bagnato con acqua il bordo. Forare con un coltello il centro della pie per far sfiatare e spennellare con il latte la superficie della pasta.
Cuocere in forno già caldo a 200°C per circa 20-25 minuti (la pasta deve risultare dorata).


Questa ricetta partecipa alla Easter Pie night

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

lunedì 2 aprile 2018

Il latteruolo romagnolo


Ed eccoci a presentare, in questo Lunedì di Pasquetta, la nostra rubrica L'Italia nel piatto.
Oggi reduci della S.Pasqua proponiamo come tema "Le uova: di tutto di più": uova intese come simbolo di nascita, di fertilità e di ricchezza, siano esse uova di gallina, di quaglia o di pesce.
Le uova sono viste come un ingrediente energetico e completo dal punto di vista nutrizionale, per questo, quando cucinate,  sono considerate un piatto unico.
Vi presenteremo ricette deliziose, dolci e salate, semplici  da preparare che vi riporteranno alla tradizione contadina perchè l'uovo è stato il piatto povero per eccellenza in tempi di carestia.

Per l'Emilia Romagna vi presento il latteruolo, una ricetta molto antica, presente pure nell'Artusi (ricetta n.694 del libro La Scienza e l'Arte del mangiar bene), è una specie di latte alla portoghese, ricco di uova, contenuto in uno scrigno di pasta matta.
Pare che in Romagna, dove viene tutt'ora preparato, i contadini-mezzadri lo portassero  in regalo al padrone del terreno per la festa del Corpus Domini.
La pasta matta che conteneva questo dolce a base di latte e uova, era utile per evitare di consegnare teglie che poi dovevano essere rese, uno dei primi casi di "teglia usa e getta biodegradabile",anzi mangiabile!
Ma passiamo alla ricetta...





Ingredienti

per la pasta
250 g di farina debole
60 g di burro
un pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero
scorza di limone a piacere
4-5 cucchiai di latte

per la crema
750ml di latte intero
una bacca di vaniglia
90 g di zucchero
2 uova intere
3 tuorli






Per la pasta fondere il burro ed unirlo al resto degli ingredienti, impastare e  aggiungere latte nella misura in cui si riesca ad avere una pasta soda. Fare una palla, coprire con pellicola e tenerla a temperatura ambiente.

In una casseruola con fondo spesso mettere il latte con la vaniglia, accendere il fuoco basso e lasciarlo cuocere per circa un'ora mescolando di tanto in tanto con la frusta, togliendo il velo che si forma in superficie.
Dieci minuti prima di spegnere aggiungere lo zucchero. Far raffreddare. Il latte si sarà ridotto.

Foderare uno stampo tondo da torta diam 20 cm  (o di volume equivalente) con carta forno, aggiungere poi la pasta tirata al mattarello (IMPORTANTE: i bordi devono essere alti) e riporre in frigo mentre si finisce di preparare la crema.

In una ciotola mescolare con frusta a mano le uova intere ed i tuorli, unire il latte filtrandolo.
Mescolare bene. Filtrare ancora il composto nel guscio di pasta.

Cuocere per 10 minuti in forno già caldo a 180°C funzione statico, poi abbassare a 160-170°C e proseguire la cottura per 75 minuti.

Lasciare raffreddare e poi mettere in frigo per almeno 4 o 5 ore.


Ecco le altre proposte a base di uova:

Valle d'Aosta: Frittata di ortiche e patate 

Piemonte: Oeuv a la bela Rosin (uova alla bella Rosina)

Lombardia: Trippa Matta (Buseca Mata)

Trentino Alto Adige: Salsa Bolzanina

Friuli Venezia Giulia: Uova in funghetto 

Veneto: La frittata con i bruscandoli (in vaso cottura) 

Emilia Romagna: Il latteruolo romagnolo 

Liguria:  Uovo in pomodoro 

Toscana: Uova alla fiorentina 

Marche: Frittata con il ciauscolo

Umbria: Frittata con le erbe selvatiche

Lazio:  Uova in trippa

Abruzzo: Ove e Pipindun

Molise: Frittata con asparagi e salsiccia secca 

Campania: Le uova in purgatorio

Puglia: Coculeddhe (o pappaiottule)

Basilicata: Uovo in pellicola con peperoni cruschi su fondente di patate 

Calabria: Ova, cipudi e nduja 

Sicilia:  Pisci d’Ovu - Le frittatine di uova siciliane 

Sardegna: Insalata di fregola con bottarga di muggine 

domenica 1 aprile 2018

Paçoca de amendoim - Dolci di Pasqua dal Brasile



Buona Pasqua a tutti!!!!

Per festeggiare la S. Pasqua quest'anno vi propongo un assaggio di deliziosi dolcetti brasiliani che vengono preparati proprio in occasione di questa festività, sono i Paçoca de amendoim.

Sono molto semplici da preparare e forse anche per quello molto diffusi in quel paese, ogni famiglia ha la sua ricetta e questa arriva direttamente da là, da un nipote di  Annalena.

Ma bando alle ciace e passiamo alla ricetta.
Attenzione, si impiega più tempo a leggerla che a farla!!!



Ingredienti
(circa 15-20 pezzi)
250 g di arachidi sgusciate ma con la pelle
200 g di biscotti secchi vitaminizzati (quelli per bambini)
250 g di latte condensato

Come prima cosa tritare grossolanamente le arachidi dopo averle tostate velocemente in tegame o nel forno, così da far perdere umidità.

Utilizzare un frullatore, così da renderle una farina finissima, ma consiglio di interrompere  spesso per non scaldare il prodotto, rischierebbe di ossidarsi essendo ricco di grassi. Versare in una ciotola grande.

Nel frullatore mettere i  biscotti (io  ho usato i Montefiori, perchè mi piacciono!) e  frullarli a polvere.

Mescolare i biscotti alle arachidi, muovendo le mani come quando si contano i soldi, questo movimento è utile per fare in modo che il grasso delle arachidi ricopra la polvere di biscotti.

Aggiungere il latte condensato e mescolare fino a rendere il composto sodo e compatto.

Foderare una teglia rettangolare (20cm x 28cm) con pellicola per alimenti, versare il composto e compattare bene con mani in modo da ottenere una superficie ben liscia,  dovrà essere dello spessore di circa 2cm (mi sono aiutata con il batticarne).

Mettere in frigo per almeno 1 ora prima di tagliare a quadrotti di 4 o 5 cm di lato.



Se desiderate fare un giro attorno al mondo con ricette pasquali della tradizione, non perdetevi questo post sul blog MTChallenge e pure quest'altro, sono tratti dal MagAboutFood!

Buona Pasqua a tutti!!!!

venerdì 30 marzo 2018

Bavarese ai kiwi con arachidi e fiocchi di avena pralinati


Questo dolce al cucchiaio è  semplice e velocissimo da preparare, ideale per una serata tra amici, perchè si può preparare pure il giorno precedente e poi mantnerlo in frigorifero.  Ottimo in inverno, quando i kiwi sono ottimi e a Km 0, ma buono pure in estate, perchè estremamente fresco e leggero, ormai questi frutti li troviamo tutto l'anno.

L'ho preparato espressamente per il contest  itinerante The Mistery Basket  ideato da Linda, in questi mesi è ospitato da Daniela, del blog Mani in pasta qb, in quanto ha vinto la scorsa edizione con una favolosa torta al mandarino. Ho selezionato quindi gli ingredienti, volevo preparare una bavarese, e utilizzato appositamente kiwi e fiocchi d'avena. Oltre tutto i fiocchi d'avena pralinati sono fantastici, ogni occasione è buona per provare qualche novità ai fornelli!!!

Ecco a voi la ricettina ...





Ingredienti per 6 persone

400g di kiwi

200g di panna da montare

120g di zucchero

2 tuorli d'uovo

6g di gelatina in fogli

10ml di liquore maraschino

Decorazione pralinata
50g arachidi sgusciate
3 cucchiai di fiocchi d'avena
1/4 di cucchiaino di cacao amaro
70g di zucchero
zucchero


Mettere tutti gli ingredienti della pralinatura in una padella antiaderente, scaldare a fuoco basso mescolando con un cucchiaio di legno.

A poco a poco lo zucchero caramellerà e tenderà a legarsi con le arachidi e con i fiocchi di avena, quando risulteranno ben ricoperte, togliere dal fuoco e scolarle su carta forno a raffreddare.

Preparare la bavarese: ammollare la gelatina in acqua fredda per 10 minuti.

Frullare la frutta.

Montare i tuorli con lo zucchero utlizzando le frustre in una ciotola a bagnomaria, fino a portarli a 80°C . Unire la gelatina strizzata, mescolare accuratamente, infine aromatizzare con il maraschino.
Incorporare la frutta frullata.

(Con il bimby frullare 5 sec. vel 5, la frutta, unire gli altri ingredienti, eccetto la gelatina,cuocere impostando 5 min a 80°C vel 3, infine mettere la gelatina strizzata).

Far raffreddare  a temperatura ambiente.

Nel frattempo montare la panna, e quando si è raffreddata la crema inserirla nella panna mescolando con un leccapentola dal basso verso l'alto.

Porzionare nelle monoporzioni di alluminio e conservare in frigo per almeno 2 ora prima di degustare.

Presentare con qualche fettina di kiwi fresco e decorare di arachidi e fiocchi di avena pralinati.


Con questa ricetta partecipo al contest "The Mystery Basket" di La mia famiglia ai fornelli, ospitato dal blog Mani in pasta quanto basta