venerdì 22 settembre 2017

Confettura di pomodori rossi e vaniglia


Inizio ad apprezzare i lavoretti agricoli, ho un orto circa 25mq,e quest'anno è stato veramente molto produttivo, melanzane, peperoni, pomodori in abbondanza, qualche fagiolino e peperoncino piccante.
Ora i pomodori iniziano ad essere spogli e così ho fatto l'ultimo abbondante raccolto.
Mi ritrovo con pomodori da consumare, così sto cercando conserve particolari da provare .
Questa l'avevo in lista da diverso tempo, è stata quella a cui ho dato la precedenza ed effettivamente mi ha soddisfatto alla grande. Vi assicuro piace anche agli scettici (in casa ne avevo parecchi), naturalmente se non sanno che è di pomodori, tutti pensano sia alle fragole!
Quindi provatela sono sicura che sarà un successo!
L'ho preparata con il bimby, ma è possibile anche in pentola. Ho preferito frullare la polpa in modo da ottenere pezzetti piccoli, ma se preferite potete frullare completamente se volete una confettura più omogenea.
Ho utilizzato la pectina, se siete contrari potete affidarvi alle mele renette, un paio grattugiate, possono supplire egregiamente.
Ah, dimenticavo di dirvi che è utilizzabile sia per i dolci sia per formaggi... quindi motivo in più!






Ingredienti

2 kg di pomodori cuore di bue
che poi diventano:
1 kg di polpa senza buccia e senza semi

350g di zucchero

1/2 limone (solo succo)

1 bacca di vaniglia (solo semini)

pectina (1 busta di fruttapec 3:1)






Spellare i pomodori,  togliere i semi e l'acqua (il più possibile).

Inserire nel boccale bimby, azionare a vel 4 per 10-15 sec, aggiungere lo zucchero e la pectina.
Impostare a 100°C per 30 minuti.

Unire il succo di limone  e impostare il varoma  per altri 30 -40 minuti.

Fare la prova piattino (mettere mezzo cucchiaino ad un lato del piatto, lasciare raffreddare e poi inclinare, in modo da valutarne la densità).
Potrebbero volerci altri minuti, dipende da quanta acqua di vegetazione è presente nel pomodoro (questo dipende dalla varietà e dal grado di maturazione).

Quando ha raggiunto la consistenza giusta, unire i semi di vaniglia e poi  mettere in vasetti sterilizzati, quando è ancora ben calda.

Chiudere con un tappo nuovo e girare sotto sopra, dopo 10 minuti rigirare.

Lasciare raffreddare prima di mettere in dispensa.

Nota: Per sterilizzare i vasetti consiglio un passaggio in microonde per 5 minuti (faccio due vasetti per volta) a 900watt , dopo aver inserito 100ml di acqua.

mercoledì 20 settembre 2017

Mele cotte con miele, amaretti e cannella




La mela è stato considerato da tutti il frutto per eccellenza; sempre presente sulla mia tavola da quando ero piccola,  la mela grattugiata con limone e biscotti era una merenda speciale , molto gettonata anche la torta di mele, di cui esistono tante di quelle varianti da riempire un tomo gigantesco!
Quando ero piccola ricordo che si andava ad acquistarle nell'Oltrepò Pavese, sopra S.Maria della Versa, facevamo man bassa,  delicius rosse e gialle, stayman, renette, varie cassette che venivano conservate in garage  e consumate durante l'inverno in base alla varietà e alla sua durata, le ricordo con un gusto speciale!
Ora arrivano dal Trentino e dall'Alto Adige, le varietà e la scelta sono infinite, purtroppo hanno soppiantato questi piccoli produttori locali, ma per fortuna la qualità è ancora alta!
Sono molto versatili, utilizzabili sia in piatti salati sia dolci, ma se vogliamo gustare appieno il gusto è meglio non aggiungere troppi ingredienti.
In autunno/inverno è piacevole cuocerle, emanano un profumo delizioso durante la cottura e vale la pena prepararle anche solo per il quello, tanto poi di avventori se ne trovano sempre!
Ecco la mia versione di mele cotte, che sono sempre state cotte al forno, ma da quando ho acquistato la slow cooker (una pentola elettrica che cuoce a bassa temperatura) ne ho rivisto la ricetta.

Ve la propongo in questa giornata all'insegna della Mela, che viene onorata proprio oggi dal Calendario del Cibo Italiano.








Ingredienti

8 mele

8 amaretti

8 cucchiaini di miele

1/2 bicchiere di vino bianco

cannella




Lavare accuratamente le mele ed asciugarle. Togliere da ognuna il torsolo con l'apposito attrezzo, colmare il foro con  un amaretto sbriciolato e un cucchiaino di miele.

Posizionare tutte le mele nella slow cooker, versare il vino e coprire con il coperchio
Accendere l'apparecchio a bassa temperatura ed impostare 3 ore (a mio gusto).
Valutare la cottura dal coperchio a vetro e decidere in base al proprio gusto (si possono lasciare croccanti, in questo caso si può diminuire il tempo), in ogni caso è possibile con uno stecchino valutare la cottura.

Servire con una spolverata di cannella in polvere dopo aver bagnato la superficie con il sughetto formatosi in cottura, che può essere ristretto sul fuoco se fosse troppo liquido (infatti tutto dipende dal tipo di mele utilizzate e dalla quantità di pectina presente nella varietà scelta).
Sono ottime anche con una pallina di gelato alla vaniglia e/o panna montata.

Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano

lunedì 18 settembre 2017

Gratin di zucca e funghi


E oggi con mio grande piacere si parlerà di ZUCCA!
Uno dei miei alimenti preferiti, ma che purtroppo posso cucinare poco in quanto in famiglia non viene apprezzata assolutamente, quindi quando la compro, me la preparo e me la gusto tutta sola!
Ma loro non sanno cosa si perdono!
La zucca, nonostante abbia un gusto dolce e una consistenza piena, è un alimento valido nelle diete ipocaloriche e in quelle dei pazienti diabetici, grazie al bassissimo contenuto sia glucidico che lipidico, infatti presenta solo 26Kcal su 100g di prodotto e in più contiene molte fibre e vitamine oltre ai sali minerali.
Inoltre l'alta concentrazione di betacarotene che è un potente antiossidante, aiuta a contrastare l’insorgenza dei radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.
I pochi grassi che contiene sono ricchi di acidi grassi Omega-3, un alleato ideale per la riduzione di colesterolo e trigliceridi ematici oltre l’abbassamento della pressione sanguigna.
 L’alto contenuto di fibre e l'acqua di vegetazione conferiscono alla zucca proprietà benefiche a carico dell’intestino favorendo il corretto funzionamento
Allontana l’insonnia e l’ansia grazie al magnesio che è un miorilassante naturale e la presenza di triptofano, un amminoacido coinvolto nella produzione della serotonina, ormone del buonumore, ed è utile e a combattere l’insonnia, la fame nervosa e la depressione.
Cosa dite ? Non può bastare?
Tutti ad acquistare la zucca e a preparare ricette speciali tratte dalla nostra rubrica Light and Tasty!


Ingredienti per 2 persone

500g di zucca già pulita
200g di funghi champignons
1 spicchio di aglio vestito
100ml di latte
olio evo
pane grattugiato
Parmigiano Reggiano grattugiato
peperoncino in polvere
sale


Scaldare in una padella grande 3 cucchiai di olio evo, rosolare l'aglio senza farlo bruciare, eliminarlo e aggiungere i funghi. Aggiustare di sale e mettere il coperchio in modo che si rosolino a fuoco basso, aggiungendo anche mezzo bicchiere di acqua.
Dopo 10-15 minuti, togliere il coperchio e proseguire la cottura ancora 5-10 minuti alzando il fuoco in modo da asciugare l'acqua di vegetazione fuoriuscita dai funghi.

Nel frattempo tagliare a cubetti la zucca (il più regolari possibili, circa 2-3 cm per lato), metterla in una ciotola, salare e aggiungere la polvere di peperoncino (a piacere a seconda del gusto).
Quando i funghi saranno freddi, unirli alla zucca e mescolare accuratamente.

Ungere con un filo di olio una pirofila da forno, con bordi un poco alti (il latte tende a gonfiarsi in cottura e rischiate di sporcare il forno), inserire i funghi e la zucca, bagnare con circa 100ml di latte.
Cospargere la superficie con pane grattugiato e poi formaggio grattugiato, dare un giro di olio.

Infornare a 200°C per 25-30 minuti (funzione pizza, sarebbe un combinato tra statico e grill).
Servire tiepido!

Ecco le altre proposte:

Torta salata con crema di zucca di Carla Emilia

Torta salata con zucca e semi di papavero di Daniela

Medaglioni di zucca e patate  di Maria Grazia

Chutney di zucca di Milena
  
Minestra di pasta e ceci con zucca e porro di Simona

sabato 16 settembre 2017

Tagliolini alla barbabietola rossa con sugo di vongole e zucchine


E rieccoci a gareggiare con l'MTC, è sempre un piacere inventarsi un piatto per questa sfida, è l'occasione per pensare di fare qualcosa di originale, di usare ingredienti insoliti e anche di imparare nuove tecniche.
Questo mese si va di pesce, e di questo argomento ne eravamo certi, visto che la vincitrice della scorsa volta fu la nostra Cristina, per me, donna di pianura, è sempre un'occasione ghiotta per imparare ad approcciarmi a pesce, molluschi, crostacei. Come spesso dico sono cresciuta in un paese dove la prima pescheria è stata aperta negli anni 90, si doveva andare in città per l'acquisto del pesce, da qui la mancanza totale di questo alimento sulle nostre tavole e tanto meno le tradizioni culinarie.
Per la creazione del mio piatto sono partita dalle vongole, un mollusco che ho sempre desiderato cucinare in modo appropriato, quindi ho approfittato dell'occasione per sottoporre la mia preparazione ad un giudice esperto in materia, e capire se quello che faccio è corretto.
Da emiliana poi ci tenevo a preparare la pasta, ho seguito però i consigli di Cristina mi sono limitata all'uso della semola, mi sono lanciata nella colorazione a cui ho voluto aggiungere le zucchine per dare un effetto cromatico.
Cosa dite? Ci sono riuscita?




Ingredienti per 4 persone

300g di semola rimacinata
150g di barbabietola rossa cotta
50 ml di acqua (circa)
1 pizzico di sale

1kg di vongole veraci
3 zucchine
1 peperoncino
2 spicchi di aglio
olio evo
sale



Preparare la pasta: pelare la barbabietola rossa cotta e frullarla. Fare la fontana con la semola, mettere al centro un pizzico di sale e la barbabietola frullata aggiungere lentamente l'acqua, raccogliendo la farina a lato fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso.
Continuare ad impastare con i polsi per almeno 5-10 minuti. Lasciare riposare l'impasto per 30 minuti circa coperto da un canovaccio pulito.
Riprendere l'impasto e dividerlo in 5-6 fette, con l'aiuto del mattarello formare delle sfoglie di circa 2 mm di spessore. Lasciare asciugare per un'oretta girando spesso le sfoglie.
Prendere il mattarello apposito, passarlo con un forte pressione sulle sfoglie e formare i tagliolini, posizionarli su un cabaret ricoperto da un canovaccio (possono essere utilizzati anche il giorno successivo, se volete prepararli in anticipo potete congelarli).

Mettere in ammollo con acqua e una manciata di sale grosso le vongole, e poi posizionarle in frigo nella parte meno fredda per un paio di ore.

Lavare le zucchine, tagliare fette esterne eliminando la parte interna, tagliarle come più vi aggrada (io ho fatto delle listarelle), scaldare 3 cucchiai di olio evo, uno spicchio di aglio e un peperoncino fresco, unire le zucchine e cuocerle per circa 5 minuti (non troppo, devono rimanere croccanti), facendole saltare in padella.

Riprendere le vongole lavarle con acqua corrente e controllare se dovessero avere sabbia al loro interno sbattendole sul piano del lavello, momento utile anche per controllarle, eliminando quelle rotte. Scaldare in una grande padella con coperchio 5 cucchiai di olio evo e 1 spicchio di aglio, unire le vongole, mettere il coperchio e farle aprire a fuoco alto muovendo la padella spesso.
Quando risulteranno aperte passarle in una ciotola e circa la metà toglierle dal guscio.
Filtrare il liquido che avranno rilasciato con un colino fitto e unire a quest'ultimo le zucchine saltate.

Nel frattempo mettere l'acqua salata sul fuoco vivo, quando bolle unire 1 cucchiaio di olio (che aiuta la pasta fresca a non attaccarsi o a staccarsi se si fosse attaccata mentre asciugava), e calare i tagliolini. Cuocere un paio di minuti, poi passarli  nel sugo (acqua di vongole e zucchine) spadellando in modo da far prendere il sapore.
Qui si finirà di cuocere la pasta, aggiungendo un poco acqua di cottura e si mantecherà, mescolando con le pinze  in senso rotatorio.
Il tutto avviene sul fuoco, e la durata è stata circa tre/quattro minuti,  unire le vongole aperte e tenute al caldo.
Mescolare e servire subito

Con questa ricetta partecipo alla sfida n.67 dell'MTC


lunedì 11 settembre 2017

Crostoni con culatello e fichi


Eccoci come ogni lunedì alla rubrica Light and Tasty, ed oggi si parlerà di fichi!
Un frutto sicuramente poco dietetico, uno dei più zuccherini presenti in natura, ma che se utilizzato con parsimonia, si può consumare facendo attenzione alla quantità.
I fichi freschi sono ricchi di calcio, di potassio e vitamina A, oltre ad altre vitamine.
La presenza di vitamine e sali minerali li rendono dei buoni mineralizzanti oltre ad essere ottimi integratori di energia per chi deve compiere sforzi fisici e sportivi, grazie alla alta concentrazione di zuccheri semplici.
I fichi inoltre hanno azione lassativa, dovuta all'elevato contenuto di fibre, tra cui la lignina molto efficace per contrastare disturbi intestinali o stipsi cronica.
Quindi non privatevi di questi deliziosi frutti, soprattutto durante la stagione di raccolta... ecco qualche idee per apprezzarne il sapore!





Ingredienti

pane brioches

ricotta light

culatello affettato

fichi freschi





Affettare il pan brioches, ma può essere anche pane casereccio (risulteranno più rustici) o pane in cassetta, quello che si ha a disposizione.

Tostare su griglia ben calda da entrambi i lati in modo da renderlo croccante.

Farcire con un cucchiaio di ricotta light , ricoprire con una fetta di culatello.

Decorare con qualche fetta di fico.

Servire con un buon bicchiere di bollicine!

Ecco le altre proposte con questo magico frutto!

Spuma di formaggio ai fichi di  Carla Emilia

Crostatina con fichi e mandorle  di Daniela

Uovo strapazzato ai fichi di Eva
 ‎
Focaccine integrali con fichi e speck profumate al timo  di Maria Grazia

Triangoli di pasta fillo ai fichi di Milena  

Coniglio brasato al marsala con salsina alle erbe aromatiche e fichi di Simona

domenica 10 settembre 2017

Pollo in fricassea dell'Artusi per Quanti modi di fare e rifare


Oggi riprende la rubrica Quanti modi di fare e rifare dopo le vacanze estive.
Ci troviamo tutte in cucina a cucinare il pollo in fricassea, un classico della cucina italiana.
Era una ricetta della mia nonna e proprio per questo è stata una delle prime ricette pubblicate su questo blog (qui), naturalmente era una versione familiare, oggi per l'occasione ho provato la ricetta di Pellegrino, sì, proprio Lui, l'Artusi! (ricetta n.256)
Molto simile a quella proposta dalla Cuochina (qui), ma con l'aggiunta di funghi porcini essiccati e un po' di burro in più!
Consiglia di usare il petto di vitello o di pollo o d'agnello, ma siccome sono alternativa l'ho provato anche con il tacchino, vi assicuro che non cambia il senso del piatto!
E' una ricetta deliziosa, veloce da preparare e volendo può anche far fare bella figura, quella cremina se servita subito è davvero molto invitante!
Vi aggiungo la nota dell'Artusi, che mi ha fatto sorridere, ma aiuta a descrivere il gusto di questo piatto.
"La fricassea fatta in questa maniera è un piatto sano e delicato che piace specialmente a chi non ha il gusto viziato a sapori forti e piccanti."




Ingredienti per 4 persone

700g di carne magra (pollo, tacchino, vitello)
40g di burro
2 cucchiai d'olio evo
10g di farina
250ml di acqua
20g di funghi essiccati
2 tuorli
1/2 limone
1/2 cipolla
1/2 canna di sedano
prezzemolo
1 foglia di salvia
sale e pepe


Mettere in ammollo in acqua tiepida i funghi secchi per circa 1 ora.
Preparare un mazzetto odoroso, unire sedano prezzemolo, salvia, avvolgerla con un filo da arrosto in modo che non si disperdano durante la cottura.
Tagliare a tocchetti la carne come per fare uno spezzatino.

In una padella fare sciogliere il burro (solo 10g) e l'olio, aggiungere la farina e mescolare con un cucchiaio di legno per non far formare grumi, quando prenderà il colore nocciola allungare con acqua, inserire il mazzetto odoroso e la cipolla. Quando  l'acqua bolle inserire la carne, il resto del burro. Aggiustare di sale e pepe.

Far cuocere per 20 minuti (i tempi dipendono dalle dimensione dei pezzetti della carne a fuoco alto , capovolgendo di tanto in tanto i pezzi di carne nella padella.
A metà cottura togliere la cipolla e il mazzetto odoroso e aggiungere i funghi secchi tritati fini.

In una ciotola a parte sbattere i tuorli con il succo di limone e un pizzico di sale.
Appena prima di portare in tavola, solo all'ultimo momento, quando la carne sarà ancora ben calda, togliere dal fuoco e versare il composto di uova, mescolare bene, ma senza far rapprendere troppo, deve scaldarsi (almeno a 65°C per  scongiurare il rischio salmonella), ma non rapprendersi troppo.
Deve formarsi una cremina  e ricoprire la carne, servire subito, perchè tende a rassodare (proprio come nelle mie foto)!




Con questa ricetta partecipo alla rubrica Quanti modi di fare e rifare e vi aspettiamo il prossimo mese  a cucinare il buonissimo Budinone senese!
Non mancate!

mercoledì 6 settembre 2017

I Cuddiruni o cudduruni



Oggi il Calendario del Cibo Italiano  festeggia il compleanno di Andrea Camilleri, uno scrittore , sceneggiatore, regista siciliano molto noto che proprio oggi compie 92 anni (è del 1925, come il mio papà, motivo in più per amarlo!), celebrando il suo personaggio più conosciuto: il Commissario Montalbano.
Le vicende di questo commissario sono apparse sul piccolo schermo ed hanno appassionato milioni di persone, io in primis!
Infatti proprio grazie alle puntate televisive ho conosciuto il simpatico commissario e solo dopo mi sono approcciata ai libri.
Mi ricordo la prima volta che ho aperto un suo libro, uno shock, non capivo cosa leggevo, ad ogni facciata mi chiedevo se era il caso di continuare. Mi fermavo, rileggevo, cercavo di capire il senso, poi mi soffermavo sulle parole... e lì veniva il bello! Ogni parola dialettale mi faceva sorridere e rendeva benissimo l'immagine che lo scrittore voleva trasmettere. Dopo una ventina di pagine ero estasiata, non volevo più interrompere, stregata è la parola giusta !
Camilleri riesce a dare un quadro realistico della società siciliana caratterizza i personaggi con vizi e virtù rendendoli unici e veri.
Descrive luoghi, aneddoti e persone, li inserisce nella vita siciliana dove anche la gastronomia non viene tralasciata.
Il commissario Montalbano è una figura intrigante, molto intelligente, ma con un carattere burbero;   single impenitente e molto fascinoso (a mio giudizio!), adora mangiare, è un vero buongustaio, e  così Camilleri, non perde l'occasione di parlare della cucina siciliana, che presenta piatti unici grazie alla ricchezza del territorio.
Una particolarità del commissario è di preferire il pranzo in solitudine, così da riuscire ad assaporare i piatti, solo così riesce a concentrarsi sui gusti.
Ecco in questo siamo diametralmente opposti, per me mangiare significa condividere, ed essere in compagnia. Non andrei mai al ristorane da sola, mi accontenterei di un panino veloce, invece il bello è stare con gli altri, invitare o essere invitati, confrontarsi sui sapori, esprimere pareri e sensazioni.
Sarà dovuto anche alla mia formazione, avendo partecipato a svariati corsi di degustazione (oltre al vino anche cioccolato, salumi e formaggi), per me è naturale il confronto per assaporare e capire a fondo un piatto, e poi è così bello stare in compagnia!
Per l'occasione ho letto "Ritorno alle origini" un racconto del libro "La prima indagine di Montalbano". Parla del sequestro lampo di una bimba ad opera della mafia, argomento pesante ma trattato con intelligenza e leggerezza, senza però banalizzare mai. Il commissario capisce subito il bandolo della matassa e cerca di far uscire allo scoperto i colpevoli, riuscendoci con i suoi soliti "escamotage".
In questo racconto spesso si parla di cibo, mi sono presa la soddisfazione di appuntarmi i piatti citati ed ho scoperto che sono ben 19 su 100 pagine di storia. Ho cercato di tradurre i piatti citati, quando il nome mi risultava incomprensibile, e ho studiato piatti il cui nome mi era assolutamente sconosciuto.
Dopo aver fatto le dovute ricerche mi sono soffermata su lo Cuddiruni, una focaccia farcita di ingredienti poveri e tipici del territorio, caratteristico di alcuni centri della provincia di Agrigento, (quindi Porto Empedocle e Vigata, la cittadina immaginaria di Montalbano) e sconosciuto altrove.

La ricetta  è di Angela Marino e l'ho tratta da questo blog Sicilia Fun. Voglio però sottolineare che in altre parti della Sicilia, i cuddiruni sono delle focacce fritte a base di pasta di pane. In pratica quando le mamme facevano il pane, gli avanzi dell'impasto lo friggevano per le merende dei ragazzi, infatti la parola cuddiruni deriva dal greco indicava appunto una sorta di "focaccia".

Ingredienti
per la pasta:
350g di farina di semola rimacinata
150g  di farina 00
10g di lievito di birra
250g acqua tiepida
1 cucchiaino raso sale
6 cucchiai di Olio evo
per il ripieno:
due cipolle  rosse
1 pomodoro maturo pelato
2 patate medie
filetti di acciughe salate
pecorino grattugiato
origano


Mettere la farina su una spianatoia, aggiungere l’olio e farlo assorbire alla farina sfregandola tra le mani
Mescolare il lievito sbriciolato alla farina, iniziare ad impastare  versando a poco a poco l’acqua tiepida salata finchè non si ottiene un impasto morbido ed elastico che si stacca dalla spianatoia.
Lavorare almeno 15 minuti a mano o con l'impastatrice.

Fare una grande pagnotta e metterla a riposare avvolta da pellicola in modo che possa lievitare (io nel forno chiuso) per un paio di ore.

Preparare il ripieno: tagliare con una mandolina la cipolla, salarla e metterla in un recipiente a macerarsi.
Pelare e spezzettare il pomodoro.
Pelare ed affettare sempre con la mandolina le patate.
Togliere il sale dalle acciughe e spezzettarle.
Quando la pasta sarà pronta ungere con olio d’oliva una teglia (io rotonda di diametro 32cm).

Dividere a metà l'impasto, metterlo sulla teglia e stenderlo piuttosto sottile: distribuire sulla pasta spianata i pezzettini di acciuga spingendoli col dito nella pasta.
Aggiungere uno o due strati di fette di patate, poi tanta cipolla strizzata bene per evitare di bagnare la pasta, il pomodoro pelato , una spolverata di pecorino e  origano, condire con un filo di olio.
Coprire il tutto con l’altra metà dell’impasto tirato sottile. Saldare con le dita i bordi, ungere la superficie, e poi cospargere con pecorino e origano.

Cuocere in forno già caldo a 200°C per 20 minuti circa.

Dopo  la cottura lasciare riposare almeno 30 minuti prima di tagliare.

Servire tiepido o freddo, è possibile preparare anche tante piccole focacce, a seconda di come preferite!

Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano

lunedì 4 settembre 2017

Pesche al rosmarino


Eccoci di ritorno!!!
Il Light and Tasty riprende... e riprende alla grande con un frutto di stagione buonissimo e molto salutare: la pesca!
Frutto emblema dell'estate ha proprietà drenanti, disintossicanti è ricca di antiossidanti, vitamine ed acqua.
Non fatevela mai mancare quando fa caldo, anche perchè avete una scelta infinita di varietà, e sono sicura che un tipo di vostro gradimento lo potete trovare. Vi scrivo le categorie principali:
-Pesca gialla con buccia vellutata e polpa gialla
-Pesca bianca polpa bianca e filamentosa con pelle liscia e/o vellutata
-Percocca pesca da industria idonea alla trasformazione, di pasta gialla , molto soda e dalla buccia vellutata
 -Merendella pelle liscia e colore bianco-verde, sono presenti in Sicilia (Messinese) conosciuti con il nome di "Sbergie"
-Pesca saturnina" o "Pesca tabacchiera" o "platicarpa": forma schiacciata, sapore intenso, buccia vellutata molto succosa
-Pesca di Bivona con polpa bianca e soda, con venature rosee tendenti al rosso. Vien prodotta in zona di Agrigento e si distingue per la bontà da tutte le altre varietà!

Per questo appuntamento ho pensato di proporvi una ricetta semplicissima, giusto per dar risalto alle pesche che sono l'ingrediente principe.
Un dessert semplice e poco calorico se lo servite così tal quale, ma potete aggiungere anche una pallina di gelato alla crema, diventa così molto più goloso.
La ricetta l'ho presa da Paola (qui), quando l'ho letta non ho potuto far a meno di replicarla, grazie!

Ingredienti per 1 persona

1 pesca noce
1 cucchiaino di miele di tarassaco
un rametto di rosmarino

gelato a piacere




Lavare le pesche affettarle a spicchi.

Scaldare un cucchiaino di miele in una padella antiaderente, aggiungere qualche  rametto di rosmarino, quando il miele scaldandosi si sarà liquefatto.

Unire le pesche e spadellarle velocemente per qualche minuto (il tempo varia a seconda se vi piacciono al dente o più morbide).

Servire su un piattino con una pallina di gelato, o così tal quali se volete non aumentare le calorie!

ecco le altre proposte!
Vi presentiamo Simona che da oggi farà parte del nostro gruppo! Benvenuta!

Pollo all'orientale con pesche e cetrioli di Carla Emilia

Bruschette alle pesche con spinaci e feta di Daniela

Insalata di pesche, rucola e robiola di Maria Grazia

Pesche grigliate con salsa di lamponi e mandorle di Milena

Torta leggera variegata alle pesche e albicocche, al profumo di mandorla di Sicilia di Simona

sabato 2 settembre 2017

Torta di fichi di Albarola


Eccoci  a settembre e con l'inizio del mese riprende la rubrica sulle ricette regionali L'Italia nel piatto, questa uscita tratterà della frutta settembrina.
L'Italia è un paese ricco di tanti prodotti ortofrutticoli, grazie al clima e al terreno, molti non li conosciamo proprio, occasione buona questa per imparare qualcosa di nuovo!

L'Emilia Romagna vi presenta una torta deliziosa, che viene preparata sulle colline piacentine, in Val Nure.
I fichi sono stati portati qui dai Gesuiti, al ritorno dai loro viaggi di evangelizzazione in terre lontane, e in questa valle hanno attecchito, trovando le condizioni ideali per crescere e fruttificare.
Dopo alcuni anni la produzione divenne così abbondante da dover trovare un modo come conservare e/o consumare questi frutti. Si iniziò così ad essiccarli,sia al sole che al forno, nacque proprio in quel periodo la ricetta della famosa torta.
Fu il primo prodotto De.Co. del piacentino, e tutto questo grazie al comune di Vigolzone, alla Camera di Commercio di Piacenza si trova registrata e depositata la ricetta codificata (qui), a cui ci si deve attenere nel momento in cui di utilizza il marchio.
Esiste pure un logo originale della Torta di Fichi De.Co. di Albarola che è opera dell'artista e illustratore vigolzonese Andrea Rossi.
Questa mia ricetta come potete vedere è molto simile a quella depositata, mi è stata rivelata da una anziana conoscente che vive in quel paesino, ed ammetto che ho anche fatto qualche leggera modifica alla frolla, ma non ditelo a nessuno! ;)
Ho servito questo delizioso dolcetto con una ganache al cioccolato fondente e devo dire che ci sta a meraviglia, ma solo se siete dei golosoni!



Ingredienti
300g di farina 00
130g di zucchero a velo
130g di burro a pomata
1 uovo intero
2 tuorli
100g di mandorle
10-12 fichi

Ganache di cioccolato fondente
50g di panna
50g di ciocco fondente al 70%



Impastare velocemente il burro con la farina, unire poi lo zucchero a velo e le uova sbattute.

Avvolgere in una pellicola e mettere in frigorifero per alemno 1 ora (il composto è molto morbido).

Riprendere l'impasto e foderare con una sfoglia alta circa 0,5cm una teglia apribile di 22cm di diametro.

Tritare grossolanamente le mandorle e cospargere il fondo della torta.
Pulire con una pezzuolina pulita i fichi e affettarli (possono essere a spicchi o a fette tondeggianti, come preferite!); disporli sulla superficie.

Cuocere in forno già caldo a 180°C per 30 minuti circa, controllate che i fichi in superficie si asciughino senza bruciare (la mia funzione del forno era per torte lievitate, cioè il calore proviene dal basso).

Lasciare raffreddare.


Consiglio:

servire con la ganache di cioccolato fondente.
Scaldare la panna sul fuoco a circa 60°C, unire il cioccolato a tocchetti, mescolare bene fino a quando risulta ben sciolto e la crema è omogenea (si conserva a temperatura ambiente anche per 24 ore ...tanto di più non dura!).






Ecco le ricette delle altre regioni d'Italia:

Piemonte: Persi Pien (pesche ripiene)

Liguria: Prescinseua con mirtilli

Lombardia: La Torta Bertolina 

Veneto: Sugoli, i budini antichi con il mosto d'uva

Emilia Romagna: La torta di fichi di Albarola 

Toscana: Schiacciata con i fichi 

Umbria: I fichi secchi

Abruzzo: Confettura di pesche

Campania: Biscotti caffè e nocciole

Puglia: Uva sotto spirito

Calabria:   Fichi sciroppati 

Sicilia:  Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo e un tuffo nelle Gole dell’Alcantara

Sardegna: Mele Miali in sciroppo di Moscadeddu della Romangia

venerdì 1 settembre 2017

Torta salata di pomodori datterini, una tarte tatin!


Quest'anno il mio orticello è stato molto generoso di pomodori, ma soprattutto sono rimasta soddisfatta della qualità dei pomodorini. Ho avuto la fortuna di piantare dei datterini dolcissimi e che per tutta estate mi hanno regalato dei frutti deliziosi.
Così mi sono detta" Perchè non provare la ricetta della Vitto pubblicata sul libro dell'MTC Torte salate?"
E così ho agito, rimanendo molto soddisfatta del risultato che si è volatilizzato senza lasciarmi il tempo di fotografarne una fetta, mi scusate?



Ingredienti

250g di farina
125g di burro freddo
60ml di acqua fredda
1 cucchiaino di sale

30 pomodori datterini
1 cucchiaio di aceto balsamico
1 cucchiaio di zucchero di canna
origano essiccato
1 cucchiaio di olio evo




Mettere farina, sale e burro a pezzetti nel mixer, azionare per 1 minuto, ad intervalli regolari in modo da non scaldare l'impasto, aggiungere poi l'acqua freddissima (la quantità è indicativa) poco alla volta fino a quando si forma l'impasto. togliere dal mixer, dare l'ultimo impasto a mano.
Avvolgere in pellicola e mettere in frigo per almeno 30 minuti.
Nel frattempo lavare, asciugare e tagliare a metà i pomodorini, scaldare in una larga padella l'aceto e lo zucchero, aggiungere i pomodori e farli caramellare muovendo delicatamente la padella. Dopo qualche minuti spegnere il fuoco e lasciare raffreddare.
Posizionare sul fondo di una teglia tonda a diametro 26cm un foglio di carta forno, ungere leggermente il foglio con  l'olio, disporre i pomodorini con la faccia tagliata verso il basso e ben ravvicinati tra loro. Bagnare con il liquido di cottura.
Riprendere l'impasto stendere con il mattarello un cercio di circa 28cm, e posizionarlo sui pomodorini, ripiegando i bordi al limite dello stampo.
Forare con uno stuzzicadente la pasta.
Cuocere in forno già caldo a 190°C per circa 25 minuti.
Sfornare, lasciare raffreddare per circa 5 minuti.
Sformare sul piatto di portata rigirandola, la carta forno aiuterà i pomodorini a rimanere disposti correttamente. Cospargere con origano.
Servire tiepida!