lunedì 3 ottobre 2016

Insalata di ceci neri e peperoni aromatizzata al rosmarino




Buon lunedì oggi la rubrica Light and Tasty, tratta di ceci, quel legume poco utilizzato ma dalle proprietà degni di nota!

Prima di tutto sono senza glutine e poi nonostante non siano particolarmente indicati per le diete ipocaloriche, avendo 316 kcal/100g, sono quindi energetici e contengano moltissime sostanze fondamentali per il benessere dell’organismo.
Presentano abbondanti fibre, vitamina C e ad alcune vitamine del gruppo B, oltre a minerali e acidi grassi polinsaturi.
La presenza di saponine pare che aiutino il controllo dei livelli di colesterolo e trigliceridi; inoltre sembrerebbe che abbiano proprietà antiacide, e quindi ideali per le gastriti e le ulcere.
Sicuramente tra i legumi sono tra i più ricchi di nutrienti e i più benefici da un punto di vista energetico, soprattutto in inverno sono molto consigliati.
Personalmente ho preparato una semplice insalata di ceci neri, con peperoni crudi.
Da sottolineare che rispetto a quelli bianchi contengono più ferro.




Ingredienti per 2 persone

120g ceci neri essiccati

1 peperone piccolo giallo

1 peperone piccolo rosso

sale e pepe

olio evo

rosmarino

scorza di limone




Mettere in ammollo i ceci per 48 ore, cuocere poi in abbondante acqua non salata per almeno 2 ore e mezza (attenzione, sono difficili da cuocere, e assaggiateli attentamente, è possibile che ci voglia anche più tempo!).
Affettare i peperoni e tagliare a cubetti (delle dimensioni simili ai ceci cotti).
Unire ai ceci, condire con olio, sale e pepe.
Aromatizzare con scorza di limone (tagliare con rigalimoni) e qualche ago di rosmarino.

Ecco qualche altra proposta:

Cous cous con verdure e ceci allo zafferano di Carla Emilia del blog Un'arbanella di basilico

Mini burger di ceci col Bimby di Cinzia del blog Cinzia ai fornelli

Vegan Chocomousse (con ingrediente a sorpresa) di Consuelo del blog I biscotti della zia

Quinoa speziata con ceci e zucchine di Daniela del blog Mani in pasta qb

domenica 2 ottobre 2016

La sapa o saba romagnola per L'Italia nel piatto



Il 22 settembre è iniziato l'autunno e L'Italia nel piatto vuole festeggiarlo decantando i prodotti tipici di questa stagione, per questo  la rubrica di oggi di intitola Il profumo dell'autunno.
Troverete quindi preparazioni con uva, funghi, zucca, nocciole, olive e tanti altri ingredienti della stagione.

Per l'Emilia Romagna ho pensato di presentare la saba o sapa (come la chiamano nel cesenate e riminese), che è uno sciroppo d'uva o mosto cotto, dalle origini antiche. prima veniva  utilizzata come dolcificante, ma anche come alimento per alcune ricette tipiche.
Questo sciroppo d'uva si ottiene appunto dal mosto appena pronto, d'uva bianca (soprattutto trebbiano) o rossa, o anche un misto.
Il succo verniva immesso in un paiolo di rame unitamente a mezza dozzina di noci con il guscio che rivoltandosi nel lento bollire aiutavano il mosto a non attaccarsi al fondo del recipiente, infatti la cottura è molto lunga e nel concentrarsi era facile che si attaccasse al fondo della pentola.
Questa ricettaveniva svolta possibilmente di notte, un po’ per la magia che le stelle contribuiscono a creare, ma soprattutto per un motivo pratico, nelle ore notturne, le api e le vespe sono radunate e difficilmente verranno attirate dagli odori prodotti dalla cottura.
Ho aggiunto alla mia saba un poco di miele millefiori, questa aggiunta è più tipica delle Marche, ma aiuta a ridurre un poco i tempi e l'aroma che lascia è fantastico, il risulttato è una specie di confettura e ideale per l'abbinamento con i formaggi, ma spesso utilizzata nella preparazione di dolci: dalla classica pinza fino alle raviole dolci (sabbadoni).
Ma passiamo alla ricetta...



Ingredienti per 1 vasetto da 350g

2kg di uva (circa 1 kg di mosto)
200g di miele ( a piacere)









Lavare bene i grappoli d'uva, sgranarli e metterli in una pentola a bordo spesso.
Portare a bollore mescolando. Spegnere e passare al setaccio (io al passaverdure).
Da due kg di uva ho ottenuto 1kg di mosto.
Aggiungere il miele, rimettere il tutto nella pendola a fondo spesso e accendere il fuoco basso per un paio d'ore. Spegnere e riaccendere il giorno successivo e procedere per circa due ore.

La saba è pronta quando si sarà ridotta ad un terzo della sua quantità iniziale. Durante la bollitura che durerà parecchie ore circa è necessaria la schiumatura e la rimescolatura da farsi con un lungo mestolone di legno.

Quando è pronta viene fatta maturare per almeno due mesi ad invecchiare.
Si mantiene tranquillamente di anno in anno o per periodi anche più lunghi.

Ecco tutte le proposte regionali:

Friuli-Venezia Giulia:  Cavucin del blog Il piccolo Artusi

Lombardia: Zucca fritta alla Mantovana del blog La kucina di Kiara
     
Emilia Romagna: La sapa o saba romagnola  qui

Liguria: Torta della Val Roja del blog Un'arbanella di basilico

Toscana: Zuppa di funghi porcini del blog Acquacotta e fantasia

Umbria:  Torta di castagne del blog 2 amiche in cucina 

Abruzzo: Funghi all'abruzzese  del blog Il mondo di Betty 
    
Campania: Spaghetti con le nocciole del blog I sapori del Mediterraneo

Puglia:  Olive in acqua del blog Breakfast da Donaflor

Calabria: Olivi rutti del blog Il mondo di Rina

Sardegna   Gueffusu di Nuraminis del blog Dolci tentazioni d'autore  

giovedì 29 settembre 2016

Frittelle di patate e cipolle caramellate al miele


Sono una buongustaia e non vedo di buon occhio i fast food in genere, anche se però devo ammettere che ci sono catene che lavorano anche discretamente. Proprio poche sere fa, avendo un ragazzo adolescente siamo finiti in una si queste e oltre al classico panino con Hamburger e patatine, a cui non sono riuscita a sottrarmi, ho ordinato i classici anelli di cipolla.
Proprio da quell'assaggio è nata questa ricetta, un mix di patate e cipolle, ben dosate e condite!

A noi queste frittelle sono piaciute, servite con un buon prosecco hanno allietato un aperitivo tra amici.

Ecco la ricetta:

Ingredienti per 20 frittelle

2 patate medie
1 cipolla rossa di Tropea
3 cucchiai di olio evo
50 ml di vino bianco secco
2 cucchiaini di miele biologico Millefiori Rigoni
1 cucchiaio di maizena
1 tuorlo d'uovo







Affettare sottilmente la cipolla e poi tagliarla a tocchetti, rosolarla in padella con l'olio ben caldo per qualche minuto, quando risulterà quasi trasparente, sfumare con il vino a fuoco alto, fino a quando l'alcol non sarà evaporato.
Aggiustare di sale e dolcificare con il miele, a fiamma bassa continuare la cottura per circa 5 minuti, facendo attenzione e mescolando spesso (il miele deve caramellare, ma non bruciare).
Pelare le patate e grattugiarle con una grattugia a fori fini, asciugarle con carta assorbente, in modo da togliere l'acqua di vegetazione. Metterle in una terrina con la maizena e le cipolle caramellate fredde.
Inserire il tuorlo d'uovo e mescolare. Raffreddare in frigo per qualche ora in modo che si raffreddino al massimo prima di friggerle (saranno più croccanti e assorbiranno meno unto) .
Friggerle in abbondante olio di semi d'arachide, formando delle piccole palline con le mani e asciugandole ulteriormente,  non appena si colorando togliere con la schiumarola.
Servire subito ben calde, ma ottime pure a temperatura ambiente.

Con questa ricetta partecipo al nuovo contest di Rigoni di Asiago Love Veggy


martedì 27 settembre 2016

Risotto al Cartizze DOCG e Nergi


Un'altra ricetta con Nergi, il magico baby kiwi ottenuto da un incrocio naturale realizzato da botanici neozelandesi. Se lo trovate provate ad acquistarlo, io ne sono entusiasta, il sapore è delizioso, si adatta sia alle preparazioni dolci (essendo un frutto) sia alle salate come nel caso di questa ricetta e il valore aggiunto è davvero tanto!
Ottimo anche come snack, si può portare in ufficio per una pausa veloce, infatti presenta una buccia così sottile, liscia e commestibile che non si sente il bisogno di sbucciarlo, e questa è la ragione per cui "uno tira l'altro" proprio come le ciliegie.
Ora vi lascio la ricetta di un risotto, in cui prosecco Cartizze e Nergi sono gli indiscussi protagonisti,  entrambi leggermente acidi e dolci allo stesso tempo,  si fanno da spalla l'un l'altro, creando un'armonia di sapori unica...da provare!




Ingredienti per 4 persone

320g riso Carnaroli
1 l di brodo vegetale
1 cipolla piccola
180 ml di Cartizze docg
4 cucchiai di olio evo
30g di burro
15 nergi






Preparare il brodo vegetale (con una carota, una zucchina, una costa di sedano,1 patata piccola).
Affettare sottilmente la cipolla, quindi mettete l’olio a scaldare in una padella larga ed unirvi la cipolla.
Quando risulterà lucida e appassita, aggiungere il riso e farlo tostare, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.
Sfumare con il vino e farlo evaporare a fiamma alta.
Iniziare a bagnarlo con il brodo ben caldo, con fiamma media, e portarlo a cottura, che avviene di solito in 16-18 minuti (dipende dai gusti).
Spegnere il fuoco ed aggiungere i Nergi affettati e il burro, mantecare e poi far riposare 1 minuto e poi servire.

Con questa ricetta partecipo ad #NERGIFOOD e a #ILNERGIDELLADOMENICA