giovedì 12 marzo 2020
Muffin doppio cioccolato
A chi non piace fare colazione con un soffice muffin al cioccolato, alzi la mano!
Con questo dolcetto non si sbaglia, ne sono sicura, se poi la ricetta è della mitica Nigella Lawson, la bontà è assicurata!
Nigella la conoscete tutti, è quella giornalista inglese, bellissima, solare e pure molto brava a spiegare nei minimi particolari ogni ricetta che propone; anni fa vi erano vi era pure una rubrica in tv, se non sbaglio su Gambero Rosso Channel, dove mostrava i suoi piatti e le preparazioni passo a passo, erano tutti molto semplici, ma ben presentati.
Be questi muffin non sono da meno, molto morbidi, cioccolatosi, dolci senza essere stucchevoli, sarà per la presenza delle gocce di cioccolato, ma vi assicuro che piacciono anche a chi non adora questo ingrediente, sarà per l'ottimo bilanciamento degli ingredienti.
Comunque fate prima a prepararli che leggerne la ricetta... quindi forza, in queste giornate in cui si deve stare in casa perchè non coccolarci una merenda speciale?
Ingredienti
(18 muffin)
250 g di farina 00
250 g di latte intero
100 ml di olio di semi
1 uovo intero
semi di una bacca di vaniglia
20 g di cacao amaro
1 bustina di lievito per dolci
150 g di gocce di cioccolato
175 g di zucchero
1 pizzico di sale
Riscaldare il forno statico a 200°C.
Unire tutti gli ingredienti liquidi e sbatterli brevemente con una frusta.
Setacciare la farina, il cacao, il lievito e unite tutti gli altri ingredienti secchi. Mescolate con un cucchiaio.
Unire gli ingredienti liquidi a quelli solidi, mescolare giusto il tempo di amalgamare e dissolvere la farina.
Versare il composto in uno stampo da muffin ben imburrato o rivestito con gli scodellini di carta, cospargere di qualche goccia di cioccolato.
Infornare a 200°C per circa 20 minuti, vale la prova stecchino.
Sfornare, far intiepidire e sformare i muffin.
(Unica variazione, ho eliminato il bicarbonato e aumentato il lievito, ne sento il retrogusto amaro e proprio non lo tollero)
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lunedì 9 marzo 2020
Minestra d'orzo dell'Alto Adige
Oggi a Light and Tasty si parla di cereali, una categoria di prodotti vegetali molto ampio il cui nome deriva da Cerere, dea romana delle messi e dei campi.
Questo termine non è botanico, ma letterario e storico ed indica tutte le «piante erbacee che producono frutti che, se macinati, possono produrre farina, essendo semi ricchi di amido.
La patata è un tubero, non un seme e nonostante sia ricca d'amido, non è considerata un cereale.
La diffusa produzione è giustificata dalla facilità di coltivazione, anche con macchinari specializzati, nonostante le condizioni ambientali spesso proibitive per tante altre colture.
L'elenco di piante appartenenti a questa categoria è lungo: mais, frumento, orzo, farro, segale, ma anche a chia, quinoa, grano saraceno, amaranto (che non contengono glutine).
In cucina vengono utilizzate su più fronti in base alle tipologie, sono costituiti per lo più dall'amido e proteine perciò i cereali sono fonte di energia (circa 350 kcal per 100 g).
Oggi vi propongo una minestra che mi riporta in Alto Adige, il mio luogo del cuore, quando sono là sono migliore: rilassata, tranquilla e serena tra i miei monti.
Questa è una zuppa che prendo spesso al ristorante, dopo una giornata sugli sci, ma anche in estate dopo una passeggiata degna di questo nome, fa bene allo stomaco ma anche al cuore, un vero comfort food che con quella nota di affumicato è davvero irresistibile!
Ingredienti per 4 persone
200g di orzo perlato
1litro di brodo vegetale
1 carota
1 scalogno
1 canna di sedano
50g di speck tagliato a cubetti
olio evo
erba cipollina
sale e pepe bianco
Fare soffriggere in olio caldo tutte le verdure tagliate a cubetti regolari, aggiungere l'orzo e dopo averlo mescolato bagnare con brodo di verdura ben caldo fino a coprirlo completamente. Cuocere per circa 20 minuti in pentola coperta, facendo attenzione che non si asciughi e aggiungendo brodo se necessario.
Inserire lo speck tagliato a cubetti, aggiustare di sale e pepe, far cuocere ancora 5-10 minuti.
Servire calda cospargendo con erba cipollina tagliata fresca.Ecco le altre proposte "cerealose"
Zuppa di legumi e cereali con gamberi di Carla Emilia
Biscotti con fiocchi d’avena e cioccolato di Daniela
Biscotti di farro e riso (senza burro) con gocce di cioccolato di Flavia
Insalata di cereali e verdurine di Franca
Granola con datteri e noci: senza zuccheri raffinati di Mary
Farro al pesto con cous cous di cavolfiore di Milena
martedì 3 marzo 2020
Frittata di porri al forno
Frittata, la definizione dice "piatto di origine italiana il cui principale elemento sono le uova, simile alla francese omelette. Viene cotta da entrambi i lati e a seconda degli ingredienti, aggiunti durante o al termine della cottura, può essere consumata come secondo piatto, contorno o come dessert." (da Wikipedia).
Ecco questo sarà l'argomento della giornata per il Light and Tasty, la nostra rubrica che cerca di coniugare la bontà alla leggerezza.
La frittata è un piatto veloce, semplice da preparare e molto versatile; con l'uscita di oggi speriamo di darvi qualche spunto interessante così da poterla proporre più spesso nei vostri menù!
Ecco la mia frittata di porri al forno, saporita e a basso contenuto di grassi visto l'uso di 1 solo tuorlo per due porzioni e pochissimo olio, visto la cottura in forno.
Che ne dite, vi ispira?
Ingredienti
per 2 persone
1 uovo
1 albume
2 porri
1 cucchiaio di olio evo
sale e pepe
Affettare sottilmente i porri dopo averli lavati e aver tolto la parte verde. Scaldare in padella l'olio, e rosolare i porri, dopo averli salati, per una decina di minuti. Lasciare raffreddare.
Dividere il tuorlo dall'albume, unirlo all'altro e montarli a neve ferma, unire poi il tuorlo e i porri rosolati.
Ungere un poco la teglia da forno (diametro circa 20cm), versare il composto.
Cuocere in forno caldo a 170°C per 15 minuti.

Ecco le altre proposte:
Frittata con albumi e verdure di Carla Emilia
Frittata rognosa con il lesso al forno di Daniela
Omelette di albumi con fesa di tacchino di Flavia
Rotolini di frittata in rosso di Franca
Frittata al forno con cipolle e patate di Mary
Frittatine curcuma, broccolo romanesco e pomodorini di Milena
lunedì 2 marzo 2020
Mandorlato al cioccolato di Modigliana
"Ho voglia di dolce al cioccolato!"
Quante volte lo avete sentito? In casa mia è una frase ricorrente, mio figlio adora il cioccolato!
Così con la rubrica L'Italia nel piatto abbiamo pensato di proporre questo tema giusto per vedere come questo ingrediente venga utilizzato nei dolci della nostra bella penisola.
In Emilia-Romagna, quando si parla di dolci al cioccolato subito la mente va alla torta tenerina di Ferrara o alla mitica Barozzi di Vignola (Mo), ma avendole già pubblicate entrambe ho iniziato a cercare e ricercare sul web, fino a scovare questa meraviglia: il Mandorlato al cioccolato di Modigliana, uno dei più buoni dolci tipici romagnoli, dalla storia antica e vincitore della Medaglia d'oro nel 1909.
Il Mandorlato è da sempre un dolce di Modigliana: ogni famiglia ha la sua ricetta, tramandata oralmente, di solito utilizzata nelle settimane prima di Natale.
Il primo ad essere citato come produttore, in alcuni documenti di fine Ottocento, è il pasticcere Giuseppe Assirelli che viene premiato con una Medaglia d’oro con Diploma d’onore all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1909.
Negli anni Trenta la famiglia Assirelli passa la ricetta al suo garzone, Goffredo Cicognani, che a sua volta la consegna al figlio Valdemaro il quale però, negli anni Novanta, sospende l’attività per motivi di salute. Solo grazie a Barbara e Maurizio Mortani si salva la ricetta, sono loro che convincono infatti il signor Valdemaro a consegnargli ufficialmente la ricetta, e rilevano l’attività del piccolo laboratorio artigianale.
Per merito loro la ricetta è salva, non solo, ma viene valorizzata così da ottenere il riconoscimento PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e a farlo entrare nell’Arca del Gusto di Slow Food.
Naturalmente la ricetta è segreta e se si vuole assaggiare l'originale si deve assolutamente contattare questo sito, ma non mi sono abbattuta, ho cercato la scheda di prodotto, valutato gli ingredienti provato un paio di volte fino ad ottenere un dolce al cioccolato piacevole e che mi sembra possa assomigliare all'originale.
Quindi se vi ispira potete provarla magari assaporandola con un buon rum o una grappa torbata (gusti ideali da abbinare al cioccolato), ma ricordando sempre che non è la ricetta originale!
Mandorlato al cioccolato di Modigliana a modo mio!!!
Ingredienti
100g di farina
75g di cacao amaro
50g di miele millefiori
100g di zucchero
50ml di acqua
100g di mandorle non pelate
50g di arancia candita
50ml di nocino
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di pimento in polvere
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
40g di cacao amaro per spolverizzare
| Prima della cottura |
Sciogliere sul fuoco il miele (deve diventare liquido), scaldare l'acqua con lo zucchero e attendere che si sciolga e inizi a bollire.
Aggiungere agli altri ingredienti, unire il nocino e mescolare.
Foderare una teglia da 18cm con carta forno, mettere l'impasto e compattarlo con un batticarne.
Cuocere in forno già caldo a 160°C per 20 minuti.
Togliere dal forno, lasciar raffreddare, sformare e spolverizzare con il cacao.
A piacere è possibile anche tagliarlo a quadrotti e servirlo come cioccolatini.

Ecco le altre ricette al cioccolato delle diverse regioni!
Valle d’Aosta: Strudel al cioccolato
Piemonte: Baci di dama al Cioccolato
Lombardia: La Barbajada, dolce tipico milanese
Trentino-Alto Adige: Torta Sacher
Friuli-Venezia-Giulia: Torta Rigojanci
Veneto: Torta Russa al cioccolato
Emilia Romagna: Il mandorlato di Modigliana
Liguria: Budino al cioccolato
Toscana: Torta co’ bischeri
Marche: Ciambellone rustico marchigiano
Umbria: Baci perugina fatti in casa
Lazio: Pastarelle al cioccolato
Abruzzo: Mousse abruzzese di ricotta e cioccolato
Molise: Loffe o castagnole agnonesi
Campania: Sciù al cioccolato
Puglia: Pasticciotto al cioccolato
Basilicata: Scorzette di Bernalda
Calabria: Baci di dama alla calabrese
Sicilia: Riso Nero alla Messinese
Sardegna: Sospiri di Ozieri ricoperti al cioccolato e mirto
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