giovedì 2 aprile 2026

Passatelli al sugo di pomodorini confit



L'Italia nel piatto per la giornata di oggi ha scelto un titolo insolito: Pentole, padelle e teglie tradizionali regionali. Ci sembrava interessante descrivere questi utensili tipici delle diverse regioni, che sono strettamente legate alle ricette e alla cucina del territorio.

Per l'Emilia-Romagna ho scelto un attrezzo utile  a preparare i passatelli, ma non quello attuale, che sempre uno schiacciapatate, ma che presenta i buchetti più grandi e solo alla base, uno d'epoca!

Quello che vedete in foto, è di una cara vicina di casa e amica, risale alla fine dell'800, era della sua nonna originaria della Romagna. Come vedete manca di un manico, avrebbe due maniglie di legno e tra le stesse una base con buchetti, il che la rende  simile ad un mestolo forato.

Dopo aver fatto l'impasto (sarebbe rigorosamente senza farina, ma facendoli asciutti maglio aggiungerla cos' da renderli meno delicati) e averlo fatto riposare, dare una forma a panetto, metterlo su un tagliere e poi posizionare l'attrezzo e tenendolo per le maniglie fare forza formando i vermicelli.

Metterli su un vassoio e calarli in brodo caldo (la tradizione li vuole in brodo di carne), ma che non deve bollire, altrimenti tendono a rompersi.

Ma ecco la ricetta!


Ingredienti per 4 persone


100g di Parmigiano Reggiano

100g di pane grattugiato

2 uova

2 cucchiai di farina

1 pizzico di sale

per il sugo

15-16 pomodorini datterino

2 spicchi di aglio

olio evo

sale fino e pepe

zucchero di canna

origano

triplo concentrato di pomodoro


Impastare il formaggio, la farina e il pane con l'uovo, aggiustare di sale. L'impasto deve essere morbido ma non troppo appiccicoso, simile ad una pasta all'uovo, se ciò non fosse regolarsi con un cucchiaio di acqua o 1 cucchiaio di pane grattugiato a seconda delle esigenze.

Lasciare riposare circa 30 minuti a temperatura ambiente.

Poi formarli utilizzando l'attrezzo specifico e posizionarli su di un vassoio.

Preparare i pomodorini confit: lavare i pomodorini datterino tagliarli in due, posizionarli su di una teglia da forno con la parte tagliata verso l'alto. Condire con sale, zucchero di canna, origano e olio evo (ho usato il dosatore  a spuzzo per non esagerare). Cuocere in forno a 140°C per 2 ore.


In una larga padella scaldare 2 cucchiai di olio evo, 1 cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro, sale , pepe, 100ml di acqua e lasciare cuocere 5 minuti, unire i pomodorini confit.

Mettere sul fuoco la pentola dell'acqua salata, buttare i passatelli e poi abbassare la fiamma appena salgono in superficie scolarli.

Condirli nella larga padella con il sugo al pomodoro. Facendo attenzione a non romperli, meglio scuotere la padella piuttosto che mescolarli.

Servire con Parmigiano grattugiato.


Ecco le pentole  o gli attrezzi delle altre regioni d'Italia:


Liguria: Le pentole di terracotta e la zuppa di pesce

Lombardia  Il paiolo di rame e la polenta 

Trentino-Alto Adige Polenta Macafana 

Friuli-Venezia Giulia  Brovada e muset nel coccio

Veneto: Il paiolo e la polenta  

Emilia-Romagna: I passatelli al sugo di pomodorini confit 

Toscana Crisciolette di Cascio 

Marche: Verdure arrosto in teia marchigiana 

Umbria Testo umbro: cos’è e come si usa per cuocere pizza e torta al testo

Lazio  Trippa alla romana

Abruzzo Ferratelle abruzzesi arrotolate

Molise Ferratelle Rustiche con Caciocavallo e Ventricina

Campania Ruoto di ziti spezzati al forno  

Puglia I Trònere di Turi nella pignata 

Basilicata U Cutturrid: l'antico stufato di pecora nella pignata

Sicilia  Patate Aggrassate nel tegame di Terracotta

Sardegna Zippulas in Scivedda 

Seguitici sui canali social Pagina Facebook: www.facebook.com/LItaliaNelPiatto 

e  Instagram: @italianelpiatto:  https://www.instagram.com/italianelpiatto/ 


lunedì 30 marzo 2026

Aijtsuke tamago, uovo marinato alla giapponese


Quando ho letto l'argomento di oggi della rubrica Light and tasty, ho subito pensato di fare delle uova sode, uova semplici, senza l'aggiunta di grassi... certo che però non potevo pubblicare la ricetta dell' uovo sodo, troppo banale! 

così ho pensato di volare in Giappone e imparare a preparare il loro uovo marinato detto precisamente: Aijtsuke tamago, in pratica le uova che si trovano nel Ramen. l'uovo si presenta sodo nell'albume, leggermente aromatizzato e con un tuorlo fondente, non sodo, ma nemmeno liquido...una via di mezzo eccezionale!

Ho approfondito l'argomento guardando questo video su youtube e letto diverse ricette che ho provato in rete poi mi sono esibita con la mia... come vi pare?


Ingredienti

2 uova

Per la marinatura

4 cucchiai di salsa di soia

4 cucchiai di Mirin 

2 cucchiaino di zucchero di canna

1 cucchiaio di foglie di the 

8 cucchiai di acqua



Preparare la marinatura: in una piccola pentola inserire la salsa di soia, il Mirin, lo zucchero, l’acqua e le foglie di the. Far sobbollire per qualche minuto, poi spegnere e far raffreddare.

Mettere a bollire l’acqua in un pentolino. Appena bolle aiutandosi con un cucchiaio appoggiare l’uovo appena tolto dal frigo e contare 6 minuti esatti.  E' importate per i primi 2 minuti continuare a mescolare l’acqua creando un piccolo vortice dove l’uovo sia in continuo movimento rotatorio, questo aiuta il tuorlo a posizionarsi perfettamente al centro dell'uovo. Scaduti i 6 minuti esatti prelevare l’uovo e tuffarlo in acqua e ghiaccio. Premere il guscio per romperlo tutto  e sgusciarlo completamente facendo attenzione.


Mettere le uova in un sacchetto, rovesciare all'interno la marinata e poi togliere l'aria e sigillare con una pinza.

Conservarlo in frigo per 1 giorno, al momento dell'uso tagliarle l'uovo a metà e servirlo con una bella insalata o in un buon Ramen!

Sgocciolarlo dalla marinatura, sgusciarlo e tagliarlo a metà.

NOTA:

se non trovate il Mirin è possibile sostituirlo mescolando del vino bianco con miele di sulla o acacia.


Ecco le altre ricette con le uova!


Carla Emilia: Frittata di spinaci e porri al forno 

Catia: Tartellette pasqualine 

Claudia: Uova ripiene di tonno e acciughe 

Daniela: Frittata al forno con verdure  

Milena: Pak Choi speziato con uova strapazzate  

venerdì 27 marzo 2026

Zuppa di mirtilli con noci e mandorle caramellate


Oggi a Il club del 27 si propongono ricette  tratte dal libro di Rachel Koo "My little Swedish kitchen". E' un libro delizioso, con ricette svedesi semplici, ma particolari, diviso in base alle stagioni oggi cuciniamo quelle dedicate alla Primavera-estate, poi chissà mai che in futuro ci cimenteremo in quelle dedicate all'Autunno/inverno.... stay tuned!!!!

Ma passiamo alla ricetta che ho scelto di provare: zuppa di mirtilli con pezzetti di noci caramellate.

Una volta, dice l'autrice, la zuppa di mirtilli era una bevanda energetica che veniva venduta in confezioni di cartone giallo, poi con la moda dei frullati freschi è entrata in disuso, anche se mettere in borraccia un simile prodotto prima di partire per una lungo trekking invernale, aiuta il corpo e la mente!

Personalmente questa ricetta l'ho interpretata come dolce di fine pasto, un dolcetto leggero ma piacevole, a cui può essere aggiunto una pallina di gelato, un cucchiaio di yogurt o un ciuffetto di panna, per dare un tocco di dolcezza in più e renderlo anche più piacevole alla vista!


Ingredienti per 4 persone

Frutta secca caramellata

50g di noci  (anche pecan, se si trovano)

25 g di mandorle tritate

2 cucchiai di sciroppo di mais 

un pizzico di sale marino

Zuppa

500 g di mirtilli freschi o surgelati

1 banana 

un pizzico di sale marino

2 cucchiai di zucchero 


Preriscaldare il forno a grill ventilato a  180 °C.

Per preparare la frutta secca caramellata, tritare grossolanamente le noci e le mandorle, mescolarle con lo sciroppo di mais o d'acero e il sale. Distribuirle su una teglia rivestita di carta da forno. Cuocere per 5 minuti fino a quando non saranno tostate e dorate. Attenzione controllate a vista si bruciano velocemente!

Prima di tostarle

Per la zuppa: mettere 400g di mirtilli (100g consiglio di tenerli a parte) e la banana a pezzetti in una casseruola con 2 cucchiai di acqua, 2 cucchiai di zucchero e il sale. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco medio per alcuni minuti, mescolando di tanto in tanto. Una volta che i frutti di bosco si saranno sciolti e il composto avrà iniziato a sobbollire, cuocere per altri 2 minuti. 

Frullare in un frullatore fino a ottenere una consistenza liscia, aggiungendo un po' d'acqua fino a raggiungere la consistenza desiderata. Unire i mirtilli tenuti da parte. Lasciare raffreddare.

Servire calda o fredda, versandola in ciotole o tazze grandi. Guarnire con la frutta secca caramellata e un ciuffo di panna cosparsa di cannella!

La zuppa può essere servita anche come salsa calda ai frutti di bosco sul gelato alla vaniglia o con yogurt, oppure la zuppetta può essere bevuta, in quel caso aggiungere più acqua per renderla liquida.

Un assaggio per voi!

Con questa ricetta partecipo a Il club del 27, a questo link troverete tante altre ricette:

lunedì 23 marzo 2026

Fettine di zucca farcite

Oggi a  Light and tasty si propongono ricette vegetariane o vegane, per l'occasione ho estratto una ricetta che è dall'autunno che preparo sempre con ottimi risultati.

Ideale per un antipasto particolare, ma anche per una cena leggera, un paio di fettine dopo una giornata pesante e ci si mette in accordo con l'universo.

Sul web di queste proposte ce ne sono tante, ma io ho preso spunto da qui, Federica è molto simpatica e brava in cucina, il suo sorriso mette sempre allegria, spesso mi ritrovo a guardare i suoi video, grazie Fede!

La zucca utilizzata è la violina, non perché abbia caratteristiche particolari, ma solo per la forma, così fa preparare delle fettine circolari tutte simili e molto carine, è quindi è superconsigliata, per il miele invece non ci sono limiti, quello che preferite dal classico millefiori, all'acacia fino a quello di melata (che ho utilizzato io) molto minerale e persistente. A voi la scelta!

Ma ecco la ricetta:


Ingredienti per 4 persone

10 fettine di zucca violina (spessore 1cm circa)

10 -12 di noci 

100 g circa di formaggio Brie 

2 cucchiai di miele

Olio evo

Sale 

Rosmarino 



Tagliare la zucca a fette spesse  circa 1cm, dovrebbero essere tutte uguali come spessore, pelare con il pelapatate. 

Foderare una leccarda del forno con carta forno e poi disporre le fettine un poco distanziate tra loro.

Aggiustare di sale e ungere con un filo di olio (utilissimo lo spruzzino, per non esagerare).

Farcire con il Brie, le noci tritate grossolanamente e qualche ago di rosmarino. Spruzzare ancora un goccio d'olio, su ogni fettina.

Cuocere in forno statico a 180°C per circa 30 minuti, così da ammorbidire la zucca e sciogliere il formaggio.

Sfornare e lasciare intiepidire. Prima di servire colare un poco di miele su ogni fettina di zucca.

Prima di cuocerle

Ecco le altre proposte Vegane/vegetariane:


Carla Emilia: Carciofi al grill 

Catia: Ragù di seitan    

Claudia: Crocchette di tofu e carote in friggitrice 

Daniela: Crumble di mele e fragole senza burro

Milena: Penne integrali con pomodorini confit e cavolo rosso   

martedì 17 marzo 2026

Pizza di catalogna


Con un giorno di ritardo siamo qui a presentarvi una nuova uscita di Light and tasty, l'argomento è "Cicorie ed erbe amare", un mondo che soprattutto in primavera ci regala bontà e salute. 

Bontà non per tutti, infatti il gusto amaro è, probabilmente, quello meno apprezzato dalla popolazione umana e animale; proprio per un discorso atavico, infatti lo si riferisce a delle tossine, ricordate il detto “amaro come la cicuta”?  

Solo con il tempo e gli studi  si è imparato a convivere con questo sapore e si è scoperto, grazie anche all'etnofarmacologia (scienza che studia la funzionalità di una pianta in base al suo sapore, piuttosto che alla classe di appartenenza),  come molte sostanze amare abbiano anche proprietà medicamentose. 

Diversi studi hanno sostenuto che l’amaro presenta una correlazione lineare con l’attività antinfiammatoria, una panacea per i nostri organi interni quindi impariamo a farne uso in cucina proprio per trarre il massimo beneficio.

Per l'occasione ho cucinato la catalogna, spesso presente sulla mia tavola, condita con olio e aceto, o anche ripassata in padella con aglio e peperoncino. Oggi però l'ho inserita in una pasta lievitata, prendendo spunto dalla rinomata pizza di scarola campana, a noi è piaciuta tanto, eccovi la ricetta:



Ingredienti

per l'impasto

250g di farina integrale

250g di farina 0

1 cucchiaio di olio evo

125ml di latte

125ml di acqua

10g di lievito di birra

10g di sale

1 pizzico di zucchero

per la farcitura

1kg di catalogna

3 spicchi di aglio

3 cucchiai di pane grattugiato

olio evo

peperoncino

4-5 noci

6-8 acciughe sott'olio


Iniziare con il mondare la catalogna, separare la parte dello stelo da quello con le foglie,  più distale, lavare accuratamente e cuocere in acqua bollente, separatamente. La parte con il verde, per 5 minuti dal bollore, mentre lo stelo senza foglie per 10 minuti dal bollore, scolare e  tenerli separati.

La parte con lo stelo saltarlo in padella con olio, sale e peperoncino e servire come contorno.

La parte più distale, soffriggerla in olio (2 cucchiai) con l'aglio spellato, con gli spicchi tagliati in due pezzi, il peperoncino e il sale per circa 5-10 minuti. Lasciare raffreddare.

Impastare le farine con il lievito sbriciolato, lo zucchero, ed i liquidi, quando l'impasto risulta incordato aggiungere il sale e proseguire ad impastare 5-10 minuti a mano oppure 3-6 minuti con l'impastatrice a gancio.  Dare le pieghe a tre, rigirare l'impasto e darne altre 3, poi mettere in una ciotola unta d'olio e lasciare lievitare per un paio di ore.

Dividere l'impasto in 2/3 e 1/3 , ungere una teglia diametro 28cm, poi stendere l'impasto maggiore, facendolo debordare, cospargere il fondo con il pane grattugiato, e poi farcire la catalogna passata, togliendo l'aglio, disporre sulla superficie le acciughe e cospargere con gherigli di noci.


Prendere il resto dell'impasto, stirarlo con le mani (possibilmente senza romperlo), e ricoprire la catalogna, sigillare i bordi facendo un cordoncino tra i lembi dell'impasto sul fondo con quello della superficie. Con un pennello ungere la superficie con olio.

Cuocere in forno già caldo, a 200°C funzione pizza (ventilato con calore da sotto) per circa 20 minuti. Lasciare intiepidire prima di servire.

Ecco le proposte delle altre foodblogger:


Carla Emilia: Polpette di catalogna e scarola 

Catia: Farifrittata alle erbe di campo  

Claudia: Pesto di rucola 

Daniela:  Cicoria con olive e capperi

Milena: Torta salata con radicchi amari  

lunedì 16 marzo 2026

Pennette ripiene al burro e salvia


 Benvenuti alla rubrica La pasta è magia, oggi vi propongo una pasta ripiena un po' particolare, che preparo sempre quando faccio lo stracotto di carne per gli anolini piacentini, diciamo che la uso per riutilizzare il ripieno avanzato quando ormai la scorta degli anolini è già sufficiente.

Ho preso spunto da un pastificio che le produce in gran quantità e una cara amica me le ha fatte assaggiare parlandomene come una specialità. Effettivamente sono molto saporiti e piacevoli, il fatto poi di poterli condire al burro, sono pratici. Si tengono in freezer e quando si ha un ospite improvviso o non si voglia di mettersi ai fornelli sono una vera risorsa.

Il ripieno penso possa essere cambiato dalle classiche ricotta e spinaci, ai soli formaggi, o con le verdure più disparate, unica accortezza è che il ripieno sia ben compatto e con le uova che aiutino a mantenerlo ben legato in cottura. 

La dose per persona sono 200g, e sono sicura che ai vostri commensali queste pennette saranno davvero gradite. 



Ingredienti per 6/8 persone

Pasta

400g di farina
4 uova
acqua q.b.
1 cucchiaio di olio
sale

Ripieno

350g di carne di manzo (taglio pernice)
3 spicchi di aglio
50g di burro
100g di pane grattugiato
150g di formaggio grattugiato (Grana Padano)
150g di formaggio grattugiato (Parmigiano Reggiano)
3 uova
1 carota
1 cipolla piccola
1 canna di sedano
noce moscata
1/2 bicchiere di vino rosso
sale e pepe


Preparare lo stracotto: scaldare il burro, rosolare la carne dopo averla steccata con l'aglio, salare e pepare.

Aggiungere la cipolla il sedano e la carota, sfumare con il vino rosso, inserire acqua fino a ricoprire la carne e cuocere per almeno 6 ore, con coperchio appena aperto e a fuoco basso.

Ideale è interrompere dopo circa 3 ore e riprendere il giorno dopo. Controllare sempre il livello del liquido, che però a fine cottura deve essere assorbito più della metà.

Preparare il ripieno: togliere la carne e tritare molto fine (io uso il cutter, ma si dovrebbe con la mezzaluna), far bollire il brodo rimasto e scottare in una ciotola il pane grattugiato (attenzione, non deve essere troppo bagnato) inserire poi i formaggi, le uova e la carne tritata.

Aromatizzare con la noce moscata, aggiustare di sale. Amalgamare molto bene con un cucchiaio; la consistenza deve compatta.  Si consiglia di lasciarlo riposare 1 notte in frigo.

Preparare la pasta: fare la fontana sulla spianatoia, mettere all'interno le uova intere e l'olio, iniziare ad impastare, se ce ne fosse bisogno aiutarsi con un poco di acqua. Impastare bene, far riposare l'impasto sotto un tovagliolo per 15-20 minuti.


Tirare poi la pasta con la macchinetta al penultimo foro (non troppo sottile), disporre in orizzontale la striscia di pasta, dispensare poi il ripieno (con il sac a poche facendo una lunga "biscia" di ripieno o anche modellando un cordoncino con le mani), bagnare con pennello e acqua la pasta che si trova vicino al ripieno così avvolgendo la pasta questa riesce a fissarsi al meglio. Lasciare riposare 10 minuti e poi con un coltello tagliare in diagonale i rotolini ripieni, formando le pennette ripiene.


A questo punto possono essere cucinati subito o messi in freezer. Se si decide per la conservazione si devono disporre su un vassoio, congelarli per qualche ora quando risultano ben duri possono essere messi in sacchetti (si conservano per 6 mesi).

Cuocerli in abbondante acqua salata, buttarli quando l'acqua bolle e cuocere per qualche minuto (se freschi), un poco di più se congelati (l'assaggio è sempre il miglior consiglio, così li scolate a vostro gusto).

Nel frattempo sciogliere in padella una noce abbondante di burro e qualche foglia di salvia, dopo averle scolate passarle in padella, saltando le pennette.

Servire subito con Parmigiano grattugiato.

Ecco le altre proposte:

Carla Emilia: Passatelli al sugo di mare 

Daniela: Linguine con pesto di lattuga, pinoli e granella di nocciole 

Milena: Tonnarelli cacio e pepe 

Natalia: Ravioli con zucchine, ricotta e mazzancolle 

martedì 10 marzo 2026

Polpo arrostito su crema di fave


Oggi si pubblica per Vista in rivista, un rubrica che ormai conoscete e che ci porta a proporre ricette di riviste più o meno datate. 

Nel mio caso attingo spesso da ricette di anni fa, anche perchè ultimamente compro meno riviste e poi ho ancora tante ricette segnalate da provare e quindi vado al risparmio!

Questa ricetta, ad esempio, è tratta da La cucina italiana di aprile 2014, le fave sono una mia scoperta da adulta e me ne sono innamorata, con il polpo penso ci stiano a meraviglia, sia come differenza cromatica che di sapore.

Eccomi quindi a replicarla e a pubblicarla per voi.


Ingredienti per 4 persone

1kg di polpo

400g di fave sgranate fresche o surgelate

1 piccola cipolla

maggiorana

olio evo

sale

Per cuocere il polpo:

1 carota

1 scalogno

1 canna di sedani

200ml di vino bianco


Lavare accuratamente il polpo dopo averlo asportato il becco (che si trova tra i tentacoli) e gli occhi.

Porre in una casseruola con 500ml di acqua e 200ml di vino bianco, 1 carota, 1 scalogno e 1 pezzo di sedano, cuocere per 40 minuti dal bollore e poi lasciare raffreddare in acqua.

Nel frattempo sgranare le fave, se fresche,  cuocerle in acqua bollente per 3-4 minuti e poi scolare e raffreddare subito in acqua fredda. Lasciarle per qualche minuti e poi spellarle, togliendo la pellicina.

Affettare la cipolla, soffriggerla con due cucchiai di olio e poi unire le fave (tenendone da parte un terzo per la decorazione), lasciare cuocere aggiungendo un poco di acqua per una decina di minuti. Aggiustare di sale. Frullare formando una crema, emulsionando con un filo di olio, aggiustare la consistenza con acqua (deve essere fluida).

Quando raffreddato, scolare il polpo, tagliare a tocchetti e dopo averlo spellato, condirlo con un poco di olio e maggiorana. Arrostirlo su piastra ben calda 1 minuto per lato.

Servire subito dopo aver impiattato prima la crema di fave, poi il polpo e infine qualche fava intera tenuta da parte.


Ecco il piatto in primo piano

Ecco le altre ricette:

Daniela: Straccetti di manzo con pannocchie 

Milena: Bocconcini di pollo all’orientale   

Natalia: Biscotti coniglietto di carote e mandorle 


lunedì 9 marzo 2026

Tartufi ricotta e cocco


Oggi a Light and tasty abbiamo pensato di pubblicare una ricetta da fare con o per i bambini, qualcosa di semplice, veloce da preparare insieme a loro oppure un piatto ideale per una merenda o una cenetta  adatta a loro. 

Per l'occasione ho preparato dei dolcetti, dei tartufini, dagli ingredienti "quasi" salutari, ma soprattutto molto versatili. 

Ricotta, cocco e biscotti, la ricotta potrebbe essere senza lattosio, e i biscotti possono essere scelti tra la miriade presente sugli scaffali ....senza lattosio, senza glutine, senza zucchero... tutti i senza che volete, in modo da poterli far assaggiare a qualsiasi vostro invitato.

Personalmente ho scelto dei semplici biscotti alle nocciole e poi ho inserito una nocciolina all'interno, oppure un pezzetto di cioccolata, come preferite!  Non vi sembrano gustosi?

Questa ricetta può essere fatta completamente dai bimbi, unica avvertenza frullare i biscotti in anticipo per evitare che si feriscano con le lame.



Ingredienti per 10 tartufi

100g di Ricotta fresca

50g di Cocco disidratato rapè

50g di biscotti alle nocciole

nocciole o pezzetti di cioccolato


Tritare finemente in un mixer i biscotti frollini, unire la ricotta  e mescolare per renderla cremosa.

Aggiungere un cucchiaino di farina di cocco.

L'impasto dovrà risultare abbastanza compatto. formare le palline con le mani e mettere al centro 1 nocciola o 1 pezzetto di cioccolato. Rotolare nel cocco rapè.

Posizionare nei pirottini e mettere in frigo fino al momento di servire (almeno un paio di ore).

Servirli freddi, togliendoli dal frigorifero 10 minuti prima di mangiarli.


Ecco le proposte per i nostri cucciolini:


Carla Emilia: Sfogliatelle semplicissime

Catia: Cake pops al cioccolato  

Claudia: Tortino con gocce di cioccolato in friggitrice 

Daniela: Dolce di semolino al latte e miele con lamponi 

Milena: Pavesini sullo stecco  

martedì 3 marzo 2026

Anello di riso con ragù di carne


Con un giorno di ritardo noi del Light and tasty arriviamo con un argomento scontato ma sempre graditissimo: IL RISO!

Questo cereale, il più prodotto e consumato al mondo, è molto versatile, una vera ricchezza per i cuochi che possono utilizzarlo in tanti piatti diversi.

E' naturalmente privo di glutine e questo lo rende molto interessante visto l'aumento esponenziale di persone celiache o anche solamente intolleranti al glutine. Chi di voi non ha un amico con questi problemi di salute? 

Proprio per questo abbiamo voluto proporre questa uscita per incentivare le ricette con queste ingrediente e darvi un aiuto nel caso vi capitasse di organizzare una cena e non volete preparare piatti specifici per un celiaco (che poi è pure brutto preparare solo per lui un piatto), ma proporre a tutti gli invitati lo stesso menù!

Personalmente ho pensato ad un piatto unico, che fa pure bella figura  se portato a tavola e vi assicuro che è una vera delizia!!

Ma passiamo alla ricetta!


Ingredienti per 4 persone


320g di riso

2 cucchiai di olio freddo

1 litro di brodo vegetale

40g di parmigiano reggiano grattugiato

Per il ragù:

300g di carne di manzo macinata

150ml di vino bianco secco

200g di passata  di pomodoro

50ml di latte

4 cucchiai di olio evo

1 costa di sedano

1 carota

1 cipolla piccola 

sale e pepe

Burro e pane grattugiato (volendo anche senza glutine)

In una casseruola scaldare l'olio, unire le verdure tritate a cubetti regolari e piccoli. Aggiungere la carne, mescolare e farla rosolare con cura, pepare e sfumare con il vino.

Dopo aver evaporato l'alcol a fuoco alto, inserire la passata e il concentrato, aggiustare di sale e il pepe proseguire la cottura  a fuoco basso aggiungendo di tanto in tanto un poco di acqua in modo che non si asciughi troppo.

Il sugo dovrebbe sobbollire per almeno 2 ore, sempre a fuoco basso. Al termine si aggiunge il latte, utile a mitigare l'acidità del pomodoro.

Nel frattempo in una larga padella, ben calda tostare il riso a secco per un paio di minuti (controllare la temperatura con la mano), poi iniziare ad aggiungere il brodo vegetale poco alla vota sempre mescolando e portare a cottura (il mio carnaroli impiega 16 minuti).

Spegnere il fuoco e  mantecare con l'olio ben freddo e parmigiano grattugiato.

Imburrare con cura una teglia a ciambella e cospargere di pane grattugiato, inserire il riso e con un cucchiaio compattare con cura, cospargere anche la superficie con un velo di pane grattugiato e qualche fiocchetto di burro. Mettere in forno a 180°C per 30 minuti circa. 

Togliere dal forno lasciare raffreddare 5 minuti e poi sformare su un piatto da portata, riempire il buco con il ragù di carne ben caldo. Servire subito.

Un assaggio per voi!

Ma ecco le altre ricette con il riso:


Carla Emilia: Torta salata con riso e zucchine 

Catia: Frittata di riso e piselli 

Claudia: Sformato di riso con verdure miste

Daniela: Quadretti di riso soffiato e cioccolato 

Milena: Risotto al radicchio tardivo con caprino alle erbe  

lunedì 2 marzo 2026

Faraona disossata farcita con castagne, salsiccia e mele


L'argomento della rubrica di oggi de L'Italia nel piatto  sono le ricette con pollo, galline. cappone o faraona, i classici animali da cortile.

L'Italia ha una tradizione con questi ingredienti, che vengono dal nostro passato contadino, io che vivo in un paese dell'Emilia di 6000 abitanti, e le abitazioni sono spesso villette con giardino, fino ad una ventina di anni fa, in molti possedevano ancora il pollaio con le classiche galline ovaiole (per il consumo familiare) e qualche esemplare chiamato " da carne" per gli eventi importanti dell'anno, feste comandate compleanni festeggiamenti. 

Per l'occasione ho voluto presentare un grande classico: la faraona ripiena. Un piatto piuttosto elaborato da preparare soprattutto se ci si deve approcciare al disosso del volatile. Vi sono tante tecniche, io ho utilizzato quella della scuola Cordon Bleu, che avevo già fatto qualche volta e so che mi viene abbastanza bene, in ogni caso la particolarità è che lascia intatti i fusi delle cosce così da dare un bell'aspetto al prodotto.

Il ripieno può essere vario, solo parmigiano e pane scottato, oppure con tanta salsiccia, o altre farce più o meno elaborate, nel mio caso ho preso spunto da una ricetta dello chef Persegani, anche lui piacentino.

Questa farcia è quella delle grandi feste, con castagne mele e salsiccia, infatti non si rimane delusi, ma passiamo alla ricetta! 


Ingredienti per 6 persone

1 faraona da 1,5 kg

25g si burro

sale 

rosmarino

150ml di vino bianco

1 carota

1 cipolla rossa

Per la farcia

2 cucchiai di pane grattugiato

1 uovo

100g di castagne lesse

1/2 mela renetta

150g di salsiccia

60g di parmigiano grattugiato


Disossare la faraona: prendere un busto eviscerato, fiammeggiarlo per eliminare eventuali residui di piume, lavarlo sotto acqua corrente e asciugare il tutto con carta da cucina.

Per prima cosa  lussare le cosce: con il busto dritto e le cosce rivolte verso di voi, inserire la mano dell'incavo intestinale fino a toccare l'articolazione dell'anca, con l'altra mano tirare verso esterno/indietro la coscia rompendo l'articolazione, in modo che il femore esca dalla cavità articolare.

Togliere poi la forcella dello sterno (quell'ossicino a v che si trova sempre nel petto di pollo), si ruota la faraona si spinge indietro la pelle della cavità del collo e si tocca delicatamente il petto, con la punta del coltello si incide dove si sente la forcella, in modo da poterla toccare, recidere con il trinciapollo la punta della v dallo sterno ed estrarla, evitando di forare la pelle.

Finito la fase disosso

Ruotare la faraona e mettetela sul tagliere con la schiena in sù (prona), tenendola fermamente con una mano, incidere  nel centro della spina dorsale per tutto il  volatile, utilizzare un coltello non troppo lungo ed affilato, iniziare dall'alto e con movimenti precisi tagliare poco alla volta tenendo la lama contro le costole e appoggiandola alla cassa toracica; fare ciò da entrambi le parti in modo da liberare bene le costole dalla pelle,  così da aprirlo a libro.

Ora staccare lo sterno (unica parte rimasta unita alla polpa di petto), facendo attenzione a muovere il coltello raschiando bene vicino all'osso. Incidere lungo tutta la colonna e liberare tutta la carcassa.

Pulirsi sempre bene le mani, in modo da poter impugnare al meglio il coltello evitando che scivoli.

Passare alle zampe, agire ora sull'osso ileo, togliere le ossa delle sovracosce, grattando la carne incidendo ben vicino alle ossa, tagliare con il trinciapollo  a livello dell'articolazione con l'osso della coscia, che verrà lasciato al suo posto in modo da mantenere la forma della faraona. Tagliare con il trinciapollo la coda con la ghiandola che si trova sopra (uropigio).

Farcitura e cucitura
Ora si passa alle ali, si taglia con il trinciapollo e si eliminano le due parti distali,  poi si staccano le scapole, pulendole bene con la lama del coltellino, poi con il coltello entrare nella parte rimasta dell'ala in modo da staccare l'osso, che poi verrà sfilato, la pelle con la poca polpa dell'ala verrà riportata verso l'interno.

Il lavoro più difficoltoso ora è terminato, si deve controllare che non ci siano piccoli pezzettini di osso, tastare bene con le mani per controllare.

Preparare la farcia: spellare la salsiccia, unire al pane grattugiato, l'uovo, il parmigiano grattugiato, le castagne cotte tritate e  la mela tagliata a cubetti piccoli. Mescolare bene così da avere un composto omogeneo. 

Mettere la farcia all'interno della faraona, che si trova aperta a libro (non ho salato volutamente l'interno visto il ripieno saporito), spalmandola all'interno, richiudere il volatile cucendo con ago e filo, così da ricomporre la forma del volatile. Con uno spago da cucina, legare tipo arrosto, così da tenere le cosce. Avvolgere in carta stagnola e mettere in frigorifero per una notte (serve a mantenere in forma la faraona disossata.

Il giorno dopo togliere la stagnola, salare la superficie, mettere un paio di rametti di rosmarino, e tanti fiocchetti di burro su tutto l'esterno (il burro non deve essere troppo freddo, deve potersi spalmare sulla pelle della faraona). Mettere in una teglia da forno con attorno la cipolla e la carota, tagliate a tocchetto dopo averle pelate.

Prima di infornare

Cuocere in forno a 180°C funzione statico (non ventilato si seccherebbe troppo!), dopo 15 minuti, bagnare con 50 ml di vino, dopo mezz'ora altri 50 ml di vino e dopo 1 ora altri 50ml. La superficie di dorerà lentamente, sempre se non si mettono coperchi.

Dopo 1 ora e 30 minuti, provare a forare la carne se esce un liquido trasparente, la faraona è cotta.

Togliere dal forno, lasciare riposare per 20 minuti circa, poi tagliare a fette. 

Nel frattempo formare la salsina di accompagnamento, frullando le verdure presenti nella teglia con 3-4 cucchiai di sughetto di cottura. Assaggiare e aggiustare di sale se ce ne fosse bisogno. Per renderla più licida aggiungere una noce di burro, ma non 

Servire a fette dopo averle bagnate leggermente con il liquido di cottura e con la salsa d'accompagnamento. Ottimo con patate arrosto oppure zucca arrosto o cipolline all'aceto balsamico.

Appena tolta dal forno




Ecco le proposte regionali:




Friuli-Venezia Giulia Tagliatelle al ragù di faraona















Potete seguirci durante tutto il mese sulla nostra Pagina Facebook o su Instagram: @italianelpiatto: