lunedì 6 marzo 2017

Involtini di tacchino con verza e speck


Oggi a Light and Tasty si parla di carne bianca, quella carne consigliata da medici e nutrizionisti per le sue proprietà intrinseche. Contengono infatti le cosiddette proteine “nobili” o di alta qualità, quelle che l’organismo non riesce a sintetizzare, senza però avere un quantitativo di grassi elevato.
I grassi contenuti sono poi in maggior parte mono e polinsaturi, come gli omega-3 e gli omega-6, quindi grassi “buoni”, solo un terzo è costituito da grassi saturi.
L'importante però è come si cucina la carne bianca, non si deve abusare di condimenti che farebbero aumentare i grassi del pasto e soprattutto si dovrebbe evitare di friggere.
Inoltre da diversi studi pare che il consuumo di pollo e tacchino contribuiscano alla prevenzione del tumore all’esofago (il rischio si riduce del 53%).
E poi parliamone non è comodo per noi donne lavoratrici prepparare la classica fettina quindi ecco qualche proposta veloce, buona e light per riuscire a cucinare piatti sani e particolari.



Ingredienti per 2 persone

4 fettine di tacchino
100g di verza
1patata
1 scalogno
50g di spinaci
4 fette di speck
olio evo
100ml di vino bianco secco
timo






Soffriggere in un cucchiaio di olio lo scalogno tritato, unire la verza tritata e sfumare con 50 ml di vino bianco. Dopo aver fato evaporare l'alcool a fuoco alto per qualche minuto aggiungere gli spinaci (utili a dare colore) e la patata tagliata a piccoli cubetti.

Aggiustare di sale, aromatizzare con il timo e cuocere per 30 minuti, aggiungendo un poco di acqua se ce ne fosse bisogno (non esagerare perchè il composto dovrà essere piuttosto asciutto).
Far raffreddare.

Passare al frullatore o al minipimer il ripieno. Farcire le fettine, spalmando la crema e arrotondandole su se stesse, formando gli involtini.

Avvolgere ogni involtino in una fetta di speck.

Scaldare due cucchiai di olio, rosolare da ogni lato gli involtini a fuoco alto, sfumare con il rsto del vino, abbassare la fiamma e cuocere una decina di minuti, rotolando in pentola gli involtini.

Servire subito con un'insalaltina fresca.

Ecco le altre proposte:


Filetto di coniglio al cognac di Carla Emilia

Burger di tacchino alle erbe provenzali di Consuelo

Petto di pollo con ananas e zenzero di Daniela

Involtini con olive nere e capperi di Eva

Hamburger di pollo con patate alla curcuma di  Maria Grazia

Coniglio ai sapori dell’orto di Milena  

domenica 5 marzo 2017

Ciambella alla ricotta



Oggi vi lascio una ciambella ideale per la colazione, morbida, delicata e non asciutto, anzi umida al punto giusto!
Da noi è stata spazzolata in un battibaleno e pure a fine pasto se ne è consumata una fettina, così tal quale, ma volendo fare "quelqualcosainpiù", si può servire con panna montata alla cannella o anche uno zabaione tiepido (così le calorie che mancano alla torta vengono compensate dall'accompagnamento !!!)
La ricetta non è mia, ma di Alessandra e l'ho tratta dal sito di Ifood.





Ingredienti
(stampo diam. 24 cm)


250g di farina debole
200g di ricotta
180g di zucchero semolato fine
180ml di latte
60ml di olio di riso
2 uova
1/2 bustina di lievito per torte
1/2 cucchiaino di sale
scorza di 1 limone non trattato
1/2 bacca di vaniglia (semini)

zucchero a velo




In una ciotola inserire gli ingredienti secchi: la farina, lo zucchero, il lievito setacciato e il sale e unire la scorza grattugiata del limone e i semini della bacca di vaniglia.

In un'altra ciotola montare le uova con la ricotta, aggiungere il latte e l'olio, amalgamare il tutto.

Introdurre ora gli ingredienti liquidi a quelli secchi, con l'aiuto di un leccapentola e mescolare con cura. Il composto dovrà essere liscio e senza grumi.

Ungere uno stampo da ciambella (qui) e versare il composto nello stampo facendo attenzione di non sporcare i bordi.

Cuocere in forno già caldo a 170°C per 30-35 minuti o finché, facendo la prova stecchino, questo non esce pulito.

Raffreddare prima di sformare e servire con una spolverata di zucchero a velo .


venerdì 3 marzo 2017

Pizzoccheri dalla Valtellina



Il cielo è grigio, qualche goccia di pioggia bagna il vetro della finestra, il cane ronfa sul suo tappetino di pile, senza dare segni di vita, sembra davvero autunno!

Invece da pochi giorni è iniziato marzo,e non sembra vero che nella giornata di ieri splendeva un sole meraviglioso e quasi caldo.
Per ristorare gli animi e rendere un po' meno triste questa giornata, ho pensato di preparare i pizzoccheri, un piatto tipico della Valtellina, decisamente "robusto", ma se lo serviamo come piatto unico facciamo la gioia dei nostri commensali e non prepariamo il secondo! 😜
Voglio ricordare che i pizzoccheri sono una pasta con formato simile a tagliatelle corte, prodotta solo con grano saraceno. E' quindi naturalmente senza glutine e adatta per chi soffre di celiachia.
Quindi bando alle ciance e via di ricetta!!!



Ingredienti per 4 persone

400g di pizzoccheri
2 patate
1/4 di verza
2 spicchi di aglio
50g di burro
150g di Casera
50g Parmigiano Reggiano grattugiato
salvia
sale e pepe






Tagliare le patate a cubotti (3 x 3 cm)  dopo averle pelate; prendere la verza,mondarla, lavarla  e affettarla a larghe strisce.
Mettere a bollire abbondante acqua salata, quando raggiunge il bollore inserire le patate, dopo 5 minuti la verza e dopo altri 5 minuti i pizzoccheri,  a questo punto controllare sulla confezione i tempi di cottura e attenersi a quello (i miei erano 10 minuti).
A parte in una larga padella rosolare il burro con la salvia e l'aglio vestito (che poi verrà tolto), scolare la pasta con la verdura, saltarla velocemente in padella.
Imburrare una teglia, mettere metà della pasta saltata, condire con fette sottili o cubetti di Casera e parmigiano grattugiato,  finire con il resto della pasta e terminare con altro Casera,  Parmigiano e una spolverata di pepe.
Passare in forno caldo 180°C con grill per 7-10 minuti, in modo da ottenere una crosticina dorata.
Lasciare riposare 5 minuti prima di servire.

giovedì 2 marzo 2017

Strozzapreti alle canocchie


Oggi L'Italia nel piatto valorizza i piatti a base di pesce. crostacei o molluschi, quei prodotti d'eccellenza che si pescano nei nostri mari o nei nostri fiumi, parliamo anche di pesce di fiume perchè in certe regioni che non si affacciano sul mare potrebbe  essere difficile trovare una ricettta della tradizione con tali ingredienti.
Nel mio caso, l'Emilia Romagna ha una tradizione di pesca molto forte sulle coste romagnole, da Marina di Ravenna a  Cattolica, senza dimenticare le valli di Comacchio.
Infatti abbiamo anche pesidi Slow Food come il salmerino del Corno alle Scale e l,'anguilla marinatadelle Valli di Comacchio, abbiamo poi una zona all'estremo lembo della provincia di Ferrara, dove si trova la Sacca di Goro, che rappresenta l'habitat ideale di numerose specie ittiche e, in particolare, di vongole e cozze,
Ma passiamo alla ricetta, una pasta semplice e veloce, dove gli ingredienti devono essere di prima qualità, la pasta  rigorosamente fresca, meglio se fatta a mano (trovate il link), e le canocchie, chiamate anche pannocchie  freschissime.
Questi due ingredienti uniti a pomodoro fresco e in passata e un pizzico di peperoncino e prezzemolo (che però io ne ero sprovvista), rendono questo piatto indimenticabile!

Ingredienti per 4 persone

800g di strozzapreti freschi
800 g di canocchie
200g di passata di pomodoro
4-5 pomodorini
120ml di vino bianco secco
sale
6 cucchiai di olio evo
1 scalogno di Romagna
peperoncino (a piacere)
prezzemolo





Lavare bene le canocchie, facendo attenzione sotto al carapace dove ci sono le zampette, tagliare con le forbici i bordi della coda, le zampe.
Tenere da parte qualche qualche crostaceo per la decorazione del piatto mentre agli esemplari più  piccoli togliere la testa e tagliare in due parti.
Tritare lo scalogno e rosolarlo nell'olio ben caldo, aggiungere le canocchie tagliate, i pomodorini e il peperoncino, sfumare con il vino e quando avrà perso la nota alcolica unire la passata.
Abbassare la fiamma e cuocere una decina di minuti. Negli ultimi minuti unire i crostacei interi.
Spolverizzare con prezzemolo e utilizzare il sugo per condire gli strozzapreti che nel frattempo sono stati cotti in acqua salata.

Ecco cosa si cucina nelle altre cucine d'Italia:


Friuli-Venezia Giulia:  Aringa alla friulana

Lombardia: Spaghetti al ragù di pesce di lago

Veneto: Renga o scopeton?

Liguria: Linguine allo scoglio

Toscana: Linguine del pescatore

Marche: Triglie alla marchigiana 

Lazio: Seppie con i piselli 

Umbria: Baccalà con uvetta e prugne

Abruzzo:  Tacconi e ceci ai frutti di mare

Puglia: Pescatrice in umido 

Campania: Murzelle 'e stoc con patate

Calabria: Bucatini cu u sucu do baccallà

Sicilia:  Sarde a beccafico ...di nonna Tina

Sardegna:   Su Scabecciu