domenica 5 novembre 2017

Plumcake di mele cotogne e mandorle


I dolci da colazione sono sempre i miei preferiti, sarà che sono un po' rustica... proprio come loro!
Quando ho letto di questo plumcake preso da qui, ho dovuto provarlo subito, naturalmente con qualche modifica (è il bello del cucinare) ed utilizzando gli ingredienti che avevo in casa in quel momento.
Prime fra tutte delle mele cotogne che cercavo di consumarle nel modo migliore... questa direi che è stata una scelta azzeccata!
Buona colazione a tutti!!!!



Ingredienti

300g di farina
3 Uova  intere
Zucchero  160 g
100ml di olio di riso
125g di yogurt bianco
1 bustina di lievito per torte
1 pizzico di sale
50g di uvetta
50g di mandorle
4 mele cotogne
1/2 bacca di vaniglia
2 cucchiai di miele di tarassaco
10g di burro


Lavare abbondantemente l'uvetta e poi ammollare con acqua tiepida per almeno 30 minuti.
Lavare le mele e asciugarle. Affettarle e cuocerle in una padella larga con una noce di burro e 2 cucchiai di miele  per circa 10 minuti. Mescolare spesso per evitare che si coloriscano troppo.
Far raffreddare.

Ecco la consistenza dell'impasto
Montare le uova con lo zucchero, il pizzico di sale utilizzando uno sbattitore elettrico alla massima velocità per almeno 5 minuti.
Aggiungere la farina precedentemente setacciata con il lievito poca per volta, diminuendo al minimo la velocità delle fruste, alternare la farina con l’olio.

Unire  lo yogurt e i semini di vaniglia e lavorare l’impasto con un leccapentola muovendolo dal basso verso l'alto per non smontarlo. A questo punto si possono inglobare le mele tagliate a pezzetti e scolate dal loro liquido, e  con l’uvetta ben strizzata e asciugata,.

Versare l’impasto in uno stampo da plumcake di 30 x 10 cm., rivestito di carta forno bagnata. Decorare la superficie con qualche fettina di mela lasciata integra e le mandorle tritate a coltello grossolanamente.

Cuocere il plumcake in forno già caldo a 180° per 45 minuti circa (prova stecchino obbligatoria!).  Lasciar intiepidire il plumcake  prima di sformarlo, e lasciarlo poi raffreddare completamente su gratella.

venerdì 3 novembre 2017

Il pan dei morti milanese


Oggi il Calendario del Cibo Italiano presenta la giornata dei dolci dei morti.
In Italia da nord a sud si festeggia in questa giornata con cibi tipici, che variano da  regione a regione, anzi da provincia a provincia e in molti casi i dolci sono quelli più apprezzati.
Nella mia città la festività dei morti si festeggia con la polenta condita con i ciccioli (grasso di maiale cotto per lungo tempo in modo da essiccarlo, viene poi salato e/oaromatizzato), ma con nessun dolce in particolare, solo qualche castagna, sia caldarroste (basturnon) sia cotte in acqua (balit) oppure cotte senza buccia, solo con la pellicina (balogie o peloni), naturalmente accompagnate da un bicchiere di vino rosso nuovo (il mitico novello, che verrà commercializzato tra qualche giorno).
Così sono andata a prendere in prestito una ricetta milanese, il Pan dei morti, dei biscottoni croccanti esternamente e morbidi al centro, ricchi di spezie, frutta secca ed essiccata.
La ricetta è di Giuliana e il sapore è favoloso... provateli un po'!




Ingredienti (circa 20 )

200 g di biscotti secchi
120 g farina
150 g zucchero semolato
3 cucchiai rasi di cacao amaro
100g uvetta
50 g mandorle pelate
50 g pinoli
50 g ciliegie candite
2 fichi secchi (io albicocche)
1/2 cucchiaino di lievito per torte
1 cucchiaio di cannella in polvere
1 cucchiaino di chiodo di garofano macinato
1/2 cucchiaino di noce moscata
un pizzico di sale
120ml circa vino bianco
1 albume

Ammollare l'uvetta in acqua e vino, unire i fichi secchi e/o le albicocche tagliati a pezzetti e attendere un'oretta.

Tritare i biscotti fino a renderli polvere con un mixer, metterli in una ciotola e aggiungere la farina, lo zucchero, le mandorle tritate non troppo fini, mezza dose di pinoli, le ciliegie tritate anch'esse grossolanamente, il lievito, il cacao, le spezie.
Per ultimo  inserire l'uvetta strizzata e asciugata con la carta, il pizzico di sale.

Sbattere l'albume, giusto per scioglierlo un pochino, amalgamarlo al composto di farina e biscotti, allungare poi con il vino bianco, versandolo poco alla volta, in modo che l'impasto risulti abbastanza  compatto e solido, da lavorare con le mani.


Ecco come tenere aperto il forno
Utilizzando le mani bagnate, preparare dei salsicciotti di 5 cm di diametro della lunghezza di circa 6 cm, appiattirli leggermente e cercare di dare la forma ovoidale.
Disporli sulla leccarda del forno, ricoperta di carta forno, un poco distanziati (non tendono ad appiattirsi), decorare con i pinoli rimasti la superficie.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 5 minuti, in funzione ventilata; in questa fase si formeranno delle crepe, poi abbassare a 160°  cambiando la funzione da ventilato a statico, e tenendo un poco aperto il forno con un cucchiaio di legno, (se avete la valvola, apritela!) e proseguire la cottura per altri 15/20  minuti.
Devono essere morbidi e fondenti all'interno.
Lasciare raffreddare e poi spolverizzare di zucchero a velo.

Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano


giovedì 2 novembre 2017

Cavolfiore alla Romagnola dell'Artusi



Oggi è la giornata delle ricette regionali, la rubrica L'Italia nel piatto e quale è l'argomento?
CAVOLI è già Novembre!!!!
Un titolo simpatico e alternativo per introdurre gli ingredienti che saranno il filo conduttore delle ricette regionali di oggi: i cavoli, le verze, i broccoli!
Per l'occasione ho scomodato Pelligrino Artusi, l'autore del primo libro di cucina dell’Italia unita, con la sua ricetta n.388 “CAVOLFIORE ALL’USO DI ROMAGNA”.

Una ricetta semplice e saporita, anche perchè il cavolfiore non viene precedentemente cotto, da fare proprio in pochi minuti e tratta dal libro La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.
Dopo aver descritto la ricetta consiglia di spolverizzarlo con Parmigiano per "dar più grazia e più sapore", inoltre lo consiglia come contorno a carne lessata, in umido o al "coteghino" (come dice lui).


Ingredienti per 4 persone

1 cavolfiore grande
1 spicchio di aglio
5  cucchiai di olio evo
un mazzetto di prezzemolo
1 cucchiaio colmo di concentrato di pomodoro
sale e pepe







Dividere il cavolfiore in cimette e lavarlo accuratamente.

Preparare un trito di prezzemolo e aglio.

Scaldare l'olio aggiungere il trito (l'aglio si può evitare di tritare e successivamente toglierlo), rosolare per qualche minuti.

Unire le cime di cavolfiore ancora un poco gocciolanti di acqua di lavatura.

Cuocerlo mescolando di tanto in tanto con coperchio per 20-30 minuti, dopo aver aggiunto il concentrato di pomodoro disciolto in circa 50 ml d acqua.

Mantenerlo un poco "al dente". Aggiustare di sale e pepe.

Alla fine, se fosse ancora bagnato cuocerlo per qualche minuto scoperto e a fuoco alto.

Servire tiepido per assaporare meglio i sapori.

Ecco cosa cucinano nelle altre regioni:

Valle d’Aosta: Frecachà de tartifle

Piemonte: Ris e coi (riso e cavoli) 
 
Lombardia: Minestrone alla milanese 

Trentino Alto Adige: Insalata di cappucci altoatesina 

Veneto: Risi e verze

Liguria: Preboggion di patate e cavolo nero

Toscana: Cavolo nero con le fette

Umbria: Frittelle di cavolfiore

Marche:  Verza, patate e salsiccia

Abruzzo:  Verza cappuccia con alici 

Campania: Pasta e cavolfiore alla napoletana 

Puglia: Orecchiette e cavoli

Calabria:  Zuppa ‘e cavuli

Sicilia: Pasta con Broccolo "Arriminata" 

Sardegna: Cabi assoffocau ( Cavolfiore soffocato ) 

mercoledì 1 novembre 2017

Arista al caramello salato con salsa di arancia e zenzero


Questa arista o lonza di maiale l'ho cucinata prima dell'estate, poi presa da altre ricette ne ho sempre rimandato la pubblicazione.
Ora non è più possibile, la temperatura esterna e la stagione rendono questa ricetta ottimale e quindi dovevo ricopiarla al più presto!
Dico ricopiare perchè così è stato, la ricetta è di Alessandra, presa dal suo blog An old fashioned Lady e  come sempre il risultato è garantito.
La preparazione è davvero semplice, qualche ora di cottura e un minimo impegno per la salsa...alla fine porterete in tavola un piatto fantastico che si presenta pure molto bene.
L'arista che di solito è asciutta (proprio perchè è una carne poco grassa) e un po' stopposa, risulterà morbidissima con questa procedura di cottura, unico avvertimento è di non riscaldarlo...si consiglia di tener conto dei tempi e di tagliarlo e servirlo non appena si sarà spento il fuoco. Non si hanno problemi per tagliarlo, non si sfalderà, essendo un pezzo unico!
Ed ora passiamo alla ricetta dell'Ale, un suo cavallo di battaglia, che come dice nel suo post, gliela hanno copiata proprio tutti... quindi dovevo mancare io??? Non sia mai!



Ingredienti per 6 persone

900 g di arista o lonza
1800 ml di acqua fredda
3 cucchiai di zucchero di canna
un cucchiaino raso di sale fino
sale grosso

Salsa all'arancia e zenzero

2 cucchiai di fondo di cottura della carne
1 cucchiaino da caffé di zenzero
il succo filtrato di un'arancia
2 cucchiai di Grand Marnier
1 cucchiaio raso di farina di riso
sale
scorza di arancia non trattata

versione semplificata
1 arancia non trattata, scorza e succo
una spruzzata di Grand Mariner (facoltativo)
la punta di un cucchiaino da caffè di zenzero

Cuocere la carne: cospargere il fondo di una casseruola con fondo spesso lo zucchero, accendere il fuoco a fiamma bassa e attendere che caramelli, deve risultare un caramello dal color miele, detto biondo, a questo punto posizionare la carne e rigirarla su se stessa, poi aggiungere l'acqua (lentamente) e visto il quantitativo verrà coperta (le dosi sono sempre: il peso dell'acqua è il doppio di quello della carne).
Aggiungere il sale fino e portaee a bollore, a fiamma media. Poi abbassare il fuoco, mettere un coperchio e attendere 1 ora e mezzo almeno, l'acqua si sarà ridotta e la carne sarà avvolta da un velo di caramello.

A questo punto si prepara la salsa: si preleva due cucchiai di salsa al caramello dalla casseruola, si mette in una padella, con succo d'arancia e zenzero. Far cuocere mescolando per uno o due minuti, sfumare con il liquore.
Nel frattempo sciogliere la farina di riso in acqua fredda o succo d'arancia e aggiungere alla salsa.
Aggiustare di sale e continuare a mescolare abbassando la fiamma e cuocendo fino a quando risulta addensata.

Se si preferisce la salsa in versione semplificata, togliere la carne dalla casseruola e tenerla al caldo, deglassare il fondo di cottura con il succo di arancia, sfumare con il Gran Marnier e aggiungere lo zenzero.
Far ridurre per un paio di minuti, aggiustare di sale, filtrare.

Servire la carne affettata, ben calda e subito dopo la cottura, con un pizzico di sale grosso e accompagnata con la salsa.