venerdì 16 gennaio 2015

Pancetta piacentina dop su crostoni di polenta per L'Italia nel piatto


L'Italia nel piatto nel mese di gennaio festeggia il maiale.
Da sempre questo è il mese della macellazione, il freddo aiutava la frollatura della carne e tutte le operazioni di sezionamento durante la macellazione potevano avvenire all'aperto, sotto i portici a temperatura controllata (oggi le sale di sezionamento dei laboratori devono mantenere i 12°C).
Personalmente vi presenterò un salume: la Pancetta piacentina dop.
Ne parlo con orgoglio, infatti a mio parere è uno dei prodotti migliori che abbiamo, anche se vi ricordo che siamo l'unica provincia italiana ad avere 3 salumi DOP, pancetta, coppa e salame... una vera ricchezza!
La zona di produzione di questi prodotti è solo nella provincia di Piacenza, le carni provengono da zone animali nati, cresciuti e macellati in Emilia Romagna e/o in Lombardia, devono avere almeno 9 mesi ed essere almeno 160kg di peso.
Il pezzo della pancetta, neanche a dirlo, è il pancettone, il classico taglio adiposo, che viene rifilato e squadrato, dopo viene salato a secco (con sale, spezie  e conservanti nei limiti di legge) e messo a riposare per 10gg in cella frigorifera.
Finito il periodo la carne viene raschiata e pulita dagli eccessi, arrotolata, con eventuale aggiunta di carne magra, cucita (le cuciture vengono debitamente protette per la stagoinatura).
Si procede ad una asciugatura che dura circa 7gg, e poi alla stagionatura di almeno 3 mesi.

Ricordo che, quando ero piccola, la mia nonna si faceva sempre fare pancette di grande dimensioni,da un norcino di fiducia, in quei casi la stagionatura arrivava anche a 12 mesi.

Con questo prodotto dal gusto ineguagliabile, dolce, leggermente speziata, dalla consistenza morbida e vellutata,  ho pensato di preparare dei crostoni di polenta caldi su cui distendere le fette di pancetta, in modo da valorizzare al massimo il sapore sia per l'apporto della base neutra (polenta) associata alla sapidità del salume sia per l'effetto caldo-freddo.



Una ricetta non ricetta, ma simpatica da servire per un antipasto o aperitivo invernale.

Crostoni di polenta con Pancetta Piacentina DOP




Ingredienti

polenta
pancetta piacentina dop
parmigiano reggiano
olio evo






Preparare la polenta, e quando giunta a cottura versarla in una teglia in  modo da ottenere uno spessore di circa 2 cm. Lasciare raffreddare.
Tagliare tanti pezzetti rettangolari o quadrati, spennellarli con olio evo e tostarli su di una piastra ben calda (operazione non semplice, attenzione tendono a rompersi) o in forno a 200°C su carta forno, fino a formare una leggera crosticina sulla superficie.
Servire subito, ben caldi, dopo averli farciti con qualche scaglia di formaggio e fette di pancetta piacentina affettata molto sottile.



Ecco le proposte delle altre regioni....



Valle d'Aosta: I salumi valdostani derivati dal maiale di  A tutto pepe

Friuli-Venezia Giulia: Salam tal aset di Il piccolo Artusi

Lombardia: Cassoeula lodigiana di La kucina di Kiara

Liguria: Cardi in ta poela  di Un'arbanella di basilico

Emilia Romagna: Pancetta piacentina dop su crostoni di polenta qui

Toscana: Suino maiale porco: grufolando dal passato al presente, fra parole, ricette e salumi toscani di Acquacotta e fantasia

Umbria: Fegatelli di maiale arrosto di 2 Amiche in cucina

Abruzzo: Il maiale: Tour gastronomico del Mondo di Betty

Molise: Lesconda maritèta di La cucina di Mamma Loredana

Campania: Salsiccia di Polmone di I sapori del Mediterraneo

Basilicata: Maiale con peperoni sott'aceto di Profumo di cannella

Puglia: Salsiccia a punta di coltello con cime di rape stufate di Breakfast da Donaflor

Calabria: Gelatina calabrese di Il mondo di Rina

Sicilia: Suino nero in crosta di pistacchi di Burro e vaniglia

 E non dimenticate di visitare il nostro blog - L'Italia nel piatto

martedì 13 gennaio 2015

Soupe aux pois - Zuppa di piselli del Quebec


La zuppa di piselli, è quasi un piatto universale, la troviamo in Svezia, in Australia, passando dalla Gran Bretagna agli Usa.
Tutti amano questo comfort food ed ogni stato la prepara a modo suo, con qualche particolarità o ingrediente differente, ogni zuppa presenta aspetti unici
Quella tradizionale della cucina canadese, che descrivo qui, è molto popolare ed ha origine  nel Quebec.
Nella versione più autentica si utilizzano i piselli gialli e la carne di maiale salata oltre alle erbe.
Dopo la cottura, la carne di maiale è  tagliata e può essere rimessa nella zuppa o servita a parte con secondo piatto.
Pare fosse un piatto tipico della cena del venerdì sera, per ragioni religiose, ma devo dire la verità non ho capito da cosa deriva questa usanza.
Ho provato a riprodurla, seguendo questa ricetta, variando la tipologia di piselli (quelli gialli qui sono introvabili!) e personalizzandola un poco.
Ottima! In questa stagione è proprio quello che ci vuole!

Ingredienti per 4 persone

200g di piselli secchi spezzati
1 carota
1 cipolla
1 spicchio di aglio
100g di prosciutto (io crudo)
20g di burro (io olio evo)
1 foglia di alloro
1 canna di sedano
sale e pepe
fette di pane



Tritare la carota a cubetti, il sedano a rondelle e la cipolla a piccoli pezzi.
Scaldare il burro (o l'olio), aggiungere le verdure e il prosciutto, far rosolare.
Inserire i piselli, mescolare coprire con acqua  abbondante.
Aggiustare di sale e  pepe, unire l'alloro.
Cuocere a fuoco basso per 2 ore coperto, facendo attenzione che l'acqua non sia troppo poca, al limite aggiungerne qualche mestolo.
Spegnere il fuoco, Frullare tutto con il minipimer, fino a rendere tutto una crema morbida e vellutata.
Preparare i crostini, tostando fettine di pane e sfregando leggermente lo spicchio di aglio (naturalmente se piace).
Servire la vellutata ben calda con qualche crostino in superficie.


Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario Culinario Mondiale, organizzato da Trattoria MuVarA.
Questa tappa, la E di Edmonton (Canada)  è  ospitata proprio qui.

lunedì 12 gennaio 2015

Cardi al forno gratinati


Buongiorno, ben ritrovati e
buon anno dalla banda di Light and Tasty!

Oggi si riparte con la rubrica di piatti gustosi e light, allo stesso tempo!
Anche questo mese parliamo di colori ....essendo inverno, il tempo della neve, abbiamo scelto il
 Bianco

Frutta e verdure di questo colore, hanno diverse proprietà tra cui rinforzare il tessuto osseo, proteggere da malattie cardiovascolari e combattere tumori.
La quercetina è un flavonoide presente nella maggior parte di questi ingredienti, è un forte antiossidante, nemico dei tumori.
Gli alimenti bianche contengono anche gli isotiocianati,  che prevengono l'invecchiamento cellulare. Sono ricchi di fibre, di sali minerali come il potassio e di vitamine, in particolare di vitamina C.
Ho scelto di cucinare i cardi, in particolare il cardo gobbo di Nizza Monferrato, presidio slow food, in questa stagione al massimo della sua bontà.
Un ortaggio dal gusto particolare, tra il carciofo e il sedano passando per le coste delle biete (almeno a mio parere), con una leggera nota amarognola, va assolutamente assaggiato, unico neo la pulizia e la cottura, che impegna parecchio.
In ogni caso nella ricetta ho cercato di scrivere tutti i particolari, vi consiglio di prepararli in due giorni, il primo servirà a lessarli, il giorno seguente a gratinarli, in questo modo tutto filerà liscio.

Non scoraggiatevi  e provateci, sono proprio da assaggiare!


Ingredienti per 2 persone

5 coste di cardo gobbo di Nizza Monferrato
2 cucchiaini di olio evo
besciamella light (qui)
Parmigiano reggiano
pane grattugiato
sale




Prima di tutto mondare i cardi: eliminare i gambi esterni, poi tagliare a tocchetti di circa 10cm, dopo aver tolto tutti i filamenti che si trovano verso l'esterno, mettere a bagno in acqua acidulata con limone, per evitare che si anneriscano.

Lessare in acqua con 1 cucchiaino di succo di limone per circa 15 minuti, eliminare l'acqua e poi lessare di nuovo in acqua senza limone per circa 1,30 ora.

Raffreddare.


Scaldare l'olio in una padella e passare i pezzi di cardo per 5-10 minuti, aggiustando di sale.

Ungere una teglia da forno, cospargere di pane grattugiato, posizionare i gambi di cardo in modo ordinato, cospargere con formaggio grattugiato.

Ricoprire con besciamella light (3 proposta in questo link), cospargere con pane grattugiato e formaggio.

Cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 30 minuti in modo da formare una leggera gratinatura.



Ed ora vediamo le altre "bianche  proposte"....

Risotto con pere, formaggio e yogurt di Carla Emilia del blog Un'arbanella di basilico

Zuppa d'orzo e cipolle con Bimby di Cinzia del blog Cinzia ai fornelli

Cavolfiore allo zenzero di Tania del blog Cucina che ti passa

Frittata vegan al cipollotto fresco di Yrma del blog A fiamma dolce

domenica 11 gennaio 2015

Gli onigiri giapponesi..... Per quanti modi di fare e rifare



Gli onigiri, la pronuncia corretta è "onighiri", sono un classico cibo da strada giapponese,sono specie di  polpette di riso condite o meno, con una farcitura interna solitamente a base di pesce o verdure, ma con possibili altri condimenti, come l'umeboshi o  il sesamo, importante è la presenza di alga nori, importante per poterlo prenderlo tra le mani. E' uno spuntino veloce, di solito di forma triangolare, ma ce ne sono anche di sferiche, a uovo o cilindrica.
Esistono delle formine (sì, proprio simili a quelle della sabbia) che presentano anche il coperchio e sono utilissime per dare la forma, che in questo caso sarà perfetta!!!
Questa meraviglia di ricetta  non poteva che essere di Anna, la nostra amica che vive in Giappone ed è grazie a lei che siamo riuscite a cimentarci.Grazie Anna!
Non è stato facile per me, prima di tutto perchè ci manca la pentola per il riso, l'elettrodomestico tipico per questa area del globo, così ho ovviato con pentola e coperchio e poi la mancanza della formina ha fatto il resto.
Altra problematica che mi sono cercata è il tipo di riso, utilizzate il riso bianco, non lasciatevi esaltare dall'idea di avere tanti onigiri di diversi colori ..il tutto si complica all'ennesima potenza.
Infatti ho provato oltre che con il carnaroli anche con il  semintegrale rosso e il riso nero venere.
Sconsiglio la trovata! Il riso nere venere poi era davvero il più complicato da compattare, infatti il mio onigiri non si reggeva ed era impossibile mangiarlo senza piattino.
Utilizzate solo riso bianco e possibilmente l'Arborio superfino (consiglio di Anna!)
Ma ora passo alla mia proposta, vediamo che ne dite...



Ingredienti

100g di riso carnaroli
100g di riso semintegrale rosso
100g di riso venere
50g di salmone affumicato
1 cucchiaio di olio
alga marina  nori
semi di sesamo
sale






Cuocere i tre tipi di riso separatamente, dopo averli lavati più volte (io, 5 volte) in acqua fredda, sgranandoli con le mani, in modo da togliere tutto l'amido esterno, l'acqua deve risultare limpida all'ultimo lavaggio.

Posizionare in tre piccole pentole con coperchio e aggiungere 150ml di acqua in ognuna (proporzioni sono importanti e definite nella ricetta), cuocere coperti per 30 minuti, controllando spesso (io ho dovuto aggiungere circa 30ml di acqua calda per pentola durante la cottura, si erano completamente asciugati).

Mettere poi in ciotole separate.

In una padella tostare un poco i semi di sesamo, fino a renderli di color nocciola, e renderli più profumati e saporiti.

In un'altra padella  scaldare l'olio e saltare velocemente (2-3 minuti).il salmone dopo averlo tagliato a tocchetti.

A questo punto formare gli onigiri (io ho utilizzato la pellicola per alimenti).

Prima di tutto bagnarsi le mani, cospargerle con un poco di sale, e poi prendere tra le mani circa 100g di riso, compattarlo cercando di dare la forma a triangolo, fare un foro centrale, inserire il salmone, e poi richiudere e compattare.

Posizionare un pezzo di pellicola sul piano, mettere l'onigiri, chiude bene e continuare a dare la forma a triangolo.

Lasciare raffreddare completamente (io a riposo 30 minuti).



Procedere allo stesso modo con gli altri tipi di riso.

Tagliare l'alga nori con le forbici formando dei rettangoli (io avevo osato anche con bordi alternativi).

Togliere dalla pellicola l'onigiri, posizionare l'alga ad un lato del triangolo e passare i bordi nel sesamo tostato.

Servire subito.

Con queste dosi si preparano 2 pezzi per ogni colore.




Con questa ricetta partecipo a  Quanti modi di fare e rifare


il prossimo mese ci troveremo tutte nella cucina di Anjsia per preparare la Minestra Trovata... :)


Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario Culinario Mondiale, organizzato da Trattoria MuVarA.
Questa tappa, la K - sta per Kyoto  (Giappone, Asia) - è  ospitata da Sabrina  del blog Nato sotto il cavolo