venerdì 16 aprile 2021

IL BICERIN

Il bicerin è una bevanda storica piemontese, in dialetto significa bicchierino, a base di cioccolato, caffè e panna leggermente montata. Una bevanda antica dalle origini risorgimentali che subentra nel 1840 alla settecentesca bavareisa, che era fatta con gli stessi ingredienti. Il bicerin era molto amato da Camillo Benso Conte di Cavour, ma anche da altri illustri personaggi come Puccini, Nietzche, Calvino, Soldati e Hemingway.

 Nel 2001, il bicerin ha avuto un importante riconoscimento dalla Regione Piemonte, viene dichiarato PAT, cioè "Prodotto agroalimentare tradizionale" e, pur se è servita in tanti bar, la ricetta originale è custodita solo dal "Caffè Al Bicerin dal 1763", una pasticceria molto elegante vicino al Santuario della Consolata.

Quindi se volete assaporarlo a casa vostra non vi resta che seguire questa mia ricetta, sunto di diverse tratte dal web.

Ingredienti

per 2 persone

100 g di cioccolato fondente
4 cucchiaini di latte intero 
2 tazzine di caffè espresso
100ml di panna fresca 
2 cucchiaini di zucchero 



Sciogliere a bagno maria il cioccolato fondente, aggiungendo a poco a poco il latte (le dosi del latte possono variare) così da ottenere un composto liscio e un poco denso che andrà posizionato sul fondo dei due bicchieri.

Preparare due caffè  espresso, dolcificare ognuno con un cucchiaino di zucchero e poi versare sul cioccolato tiepido (è importante che il cioccolato sia un po' denso, così rimangono separati gli strati).

Montare la panna fredda (attenzione dovrebbe rimanere semiliquida, la mia è un troppo montata) e posizionare sul caffè.  Servire subito.


Con questa ricetta della tradizione partecipo alla Fattoria consapevole e solidale



lunedì 12 aprile 2021

Tagliatelle di albumi al sugo di pomodoro fresco


Oggi si parla di riciclo a Light and Tasty, la prima uscita dopo Pasqua è inevitabile avere ancora qualche rimanenza delle feste in frigo o in dispensa. In primis ci saranno le uova di cioccolato, che, per chi ha bimbi in casa è un classico averne a profusione, e poi colombe, carne di manzo lesso, albumi e chi più ne ha più ne metta.

Anche quest'anno mi sono preparata la pastiera, che ormai è diventata un classico nonostante non abbia origini partenopee, e gli albumi in questo caso mi rimangono in frigo. Per evitare le meringhe, non sempre apprezzate o la frittata con verdure, ho provato ad utilizzarle nelle tagliatelle. E' stata una bella sorpresa, vi assicuro che non hanno niente di meno delle classiche tagliatelle all'uovo e sono pure più leggere, quindi d'ora in avanti più spesso mi esibirò in questo riciclo.

Ma parliamo di tagliatelle, in quanti confondono i tagliolini, le tagliatelle e le fettuccine, quindi provo a fare ordine in questi nomi, che dipendono dalle dimensioni, ma che hanno in comune di essere tutte nella categoria della “pasta all’uovo”, le dosi di uova/farina possono essere diverse in base alle tradizioni e alle usanze di famiglia. 

Il nome deriva da “tagliare”, infatti, è proprio in questo modo che si ottengono, tagliando la sfoglia di pasta a strisce, dopo averla arrotolata, o passandola nella macchinetta.

Tagliolino: il tagliolino è il formato più piccolo, la sua larghezza si ferma ad appena 1-2 millimetri.

Fettuccina: la fettuccina, si è stabilito debba avere una larghezza minore di quella delle tagliatelle, può spaziare quindi dai 3 ai 5 millimetri.

Tagliatella: la tagliatella si posiziona sopra alle fettuccine ma sotto le pappardelle, la sua larghezza è compresa, infatti, tra i 4 e i 10 millimetri (si narra che, per essere davvero perfetta, la larghezza della tagliatella debba corrispondere a 8 millimetri, ovvero alla 12.270° parte della torre degli Asinelli, una delle due torri di Bologna, città che ha dato i natali a questo tipo di pasta.)

Pappardella: le pappardelle sono le più grandi, raggiungono, infatti, i 2-3 centimetri.

Vengono tutte consumate "asciutte", condimenti a base di ragù, porcini o altri sughi preparati con i prodotti caratteristici delle diverse regioni, il tagliolino può essere consumato anche con brodo di carne.


Ma passiamo alla ricette alternativa delle tagliatelle di albumi:

Ingredienti
per 2 persone

90 g di albumi 
200 g di farina 00
100 g di semola rimacinata di grano duro
1 cucchiaio di olio evo
acqua 
sale fino

Condimento:
10 pomodorini freschi
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
sale e pepe
basilico 

Su un piano di legno miscelare farina e semola, fare la fontana e al centro mettere l'olio, il sale e gli albumi, con una forchetta amalgamare il tutto e poi iniziare ad unire le farine e a impastare. Se ci fosse bisogno aggiungere un poco di acqua tiepida così da ottenere un impasto morbido ed elastico.
Dopo aver lasciate a riposo a temperatura ambiente per una mezz'oretta, tirare con il matterello o con la macchinetta formando una sfoglia sottile (penultimo foro), lasciare asciugare per un'ora girando spesso le sfoglie e poi tagliare a tagliatelle.

Preparare il sugo: scaldare l'olio, aggiungere i pomodorini tagliati a spicchi, aggiustare di sale e pepe. Unire il concentrato di pomodoro  e le foglie di basilico (io, surgelato), 100ml di acqua e lasciare cuocere per una ventina di minuti.
Cuocere le tagliatelle in acqua salata per 4-5 minuti, se secche o 3 minuti se sono fresche, scolarle e passarle in padella così da saltarle per un minuto e prendere meglio il condimento.



Ecco le altre proposte di riciclo:

mercoledì 7 aprile 2021

Gratin Dauphinois

Il gratin dauphinois è un piatto tipico del Delfinato, che è una zona francese compresa tra la Valle del Rodano e le Alpi. 

Come tutti i piatti della tradizione non esiste una sola ricetta, è a base di patate e di crème fraîche, alcuni aggiungono anche formaggio (emmentaler, gruviera grattugiato, etc.), ingrediente che la ricetta originale non lo prevederebbe, infatti sarebbe conosciuto come gratin savoyard.

Questo piatto è noto anche in Nordamerica come "au gratin style potatoes" (Stati Uniti d'America e Canada anglofono) o "pommes de terre au gratin" (Canada Francofono).

Naturalmente sono importanti le patate, visto che sono l'ingrediente principale, consiglio delle patate a pasta gialla dal gusto intenso, ho letto che consigliano la varietà Charlotte, io le ho preparato con la patata DOP di Bologna e anche con la patata della Sila IGP, in entrambe i casi il risultato è stato ottima!


Ingredienti
per 4 persone

800g di patate
500ml di latte
200ml di panna
50g di burro
60g di Emmentaler o Groviera grattugiata (a piacere)
1 spicchio di aglio
sale 
noce moscata

Pelare le patate e lavarle con acqua fredda.

Sbucciare l'aglio, taglialo a metà per rimuovere il germe al suo interno, tritarlo. In contenitore che può andare in microonde inserire le patate tagliate, l'aglio tritato e il latte. Cuocere per 7-8 minuti a max potenza. Scolare le patate e  farle intiepidire.

Imburrare una teglia da forno, disporre le patate, condire con sale e noce moscata, versare la panna e cospargere qualche fiocchetto di burro e con il formaggio grattugiato (a piacere).

Cuocere in forno già caldo a 180°C (ventilato con grill) per circa 30 minuti, controllare la crosticina.

Servire tiepido.

Questa ricetta partecipa alla Fattoria Consapevole e Solidale

venerdì 2 aprile 2021

Le zavardone


Oggi è il 2 del mese e come sempre la rubrica L'Italia nel piatto esce con un nuovo argomento, in questo caso parliamo de "I piatti poveri di un tempo", ricette preparate con ingredienti semplici, comuni, facili da reperire.

Ho scelto una pasta fresca romagnola, le Zavardone, in dialetto zavardoni, tipica di Verucchio, una cittadina nell'entroterra di Rimini. La ricetta l'ho presa da questo sito, che riporta i sapori tipici di questa meravigliosa terra.

Sono dei maltagliati  preparati con un impasto di farina bianca e gialla con acqua, ingredienti sempre presenti nelle dispense rurali, venivano poi conditi  con un sugo di salsiccia, corposo e sostanzioso che rendono questo piatto adatto ai pranzi domenicali dei contadini.

Questo piatto dimenticato per anni sta tornando sulle tavole e non solo in famiglia, ma anche di ristoranti, aziende agrituristiche e hotel, proprio perchè c'è un ritorno dei gusti semplici, veri, di una volta!

Ma passiamo alla ricetta:


 Ingredienti per 3 persone

200 g di farina 00
115 g di farina di polenta
olio evo

200 g di salsiccia
250g di passata di pomodoro
2 cucchiaini di concentrato di pomodoro
1 cipolla
100ml di vino rosso
sale
pepe

Parmigiano Reggiano


Preparare il sugo facendo soffriggere la cipolla affettata in poco olio, unire la salsiccia spellata a pezzettini. Una volta che si è ben rosolata, sfumare con il vino, aggiungere la passata di pomodoro, il concentrato e un poco di acqua. Abbassare il fuoco e cuocere per circa 30 minuti, prima di spegnere aggiustare di sale e pepe.

Preparare le zavardone: fare la fontana con la farina bianca e con la farina gialla, salare e bagnare con acqua tiepida dopo aver aggiunto un cucchiaio di olio. Impastare a mano fino ad ottenere una pasta soda ma elastica e morbida. Lasciare riposare a in un sacchetto per alimenti per circa 30 minuti. Stendere la pasta con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia abbastanza spessa.(se si usa la macchinetta nel penultimo foro).

Con la rotella tagliare dei rombi che vanno poi disposti su della carta forno infarinata fino alla cottura in acqua salata. Lessare le zavardone per 8-9 minuti in acqua poi condirle con il sugo. 

A piacere si può aggiungere del parmigiano grattugiato anche dei ciuffetti di stracchino.

Le zavardone possono essere congelate, se crude, oppure se avanzate quando già condite, è possibile saltarle in padella con un poco di olio o anche gratinarle al forno dopo averle condite con Parmigiano.


Ecco le proposte delle altre regioni d'Italia


Valle d’Aosta: Frittata alpina “fritò de montagne” 

Piemonte: Torta Verde con riso e spinaci della nonna 

Lombardia: Minestra Mariconda 

Trentino-Alto Adige: Bro Brusà o Zuppa di farina abbrustolita 

Veneto: Zuppa di ortiche e aglio ormino  

Emilia-Romagna: Le zavardone  

Liguria: Sbira o zuppa di trippa 

Toscana: La sbroscia, zuppa antica della Versilia  

Marche: I frascarelli 

Umbria: Passato di fave - Ricetta con fava cottora dell'Amerino 

Lazio: L’acquacotta alla viterbese 

Abruzzo: La Pizza Scima abruzzese

Molise: Cicoria ricamata 

Campania: Cardilli, pomodori e pane 

Puglia: Capriata martinese

Basilicata: L'acquasale dei pastori: ricetta povera della cucina lucana 

Calabria: Pani cu ‘u salaturi

Sicilia: Pasta alla Paolina 

Sardegna: Minestra ‘e Merca 

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