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giovedì 1 giugno 2023

Kiwi sotto grappa


Lo scorso anno il mio piccolo frutteto mi ha dato grandi soddisfazioni (temo che quest'anno non sarà così), albicocche e amarene mi hanno allietato le giornate estive facendomi produrre confetture e frutta sotto spirito, ma il bello è venuto a novembre con la raccolta dei kiwi, piccoli ma molto abbondanti e soprattutto gustosissimi.

Così dopo averne regalati e mangiati parecchi ho pensato di conservarli sotto grappa. Mi sono naturalmente appuntata la ricetta, che è questa, in modo da poterla migliorare se ce ne fosse stato bisogno, ma dopo l'assaggio ho considerato perfette le dosi e quindi eccomi qui a riportarla sul blog.

Da questa preparazione si ottengono i kiwi e una grappa al gusto kiwi. I kiwi possono essere serviti a fine pasto con un dito di grappa, ma si può servire anche solo la grappa, che risulta torbida ma molto saporita e soprattutto è da considerarsi un ottimo digestivo.

Con questa ricetta ho pensato di partecipare ad ABC - Un mondo di ingredienti, giusto per valorizzare la Grappa, un prodotto tipico dell'Italia.

La grappa è un'acquavite di vinaccia ricavata da uve prodotte e vinificate esclusivamente in Italia, distillata in Italia.

Tre sono le possibili vinacce con cui distillare la grappa:

-vinacce fermentate ottenute dalla svinatura di vini rossi.

-vinacce semi-vergini, ottenute nella vinificazione in rosato

-vinacce vergini, ottenute dalla "sgrondatura" nella vinificazione in bianco per ottenere vini bianchi. In questo caso, le vinacce non hanno subito alcuna fermentazione significativa.

Le vinacce vergini o semivergini devono essere obbligatoriamente fermentate prima di dare avvio alla distillazione in quanto la grappa si ottiene unicamente da vinacce fermentate.

Non bisogna confondere la grappa, che è un distillato di vinacce fermentate, con l'acquavite d'uva, che è un distillato di mosto o con il Brandy che è un distillato di vino.

Scusate le definizioni, forse sono un po' noiose, ma è il mio lavoro! :)

Ecco la ricetta:


Ingredienti 

1kg di kiwi

250g di zucchero

700ml di grappa (deve coprire i kiwi)



Pelare i kiwi e se molto grandi dividere in due parti, metterli in un vaso a tenuta ermetica, aggiungere lo zucchero e per ultima la grappa.

Agitare fino a completa dissoluzione dello zucchero mantenendo il vaso al buio.

Conservare in dispensa assaggiare dopo 40gg.


Con questa ricetta partecipo ad ABC-Un mondo di ingredienti: G come grappa - Kiwi sotto grappa - Italia

giovedì 5 agosto 2021

Liquore all'alloro: laurino o allorino


Già il nome è tutto un programma!!!

Ognuno lo chiama come crede, chi laurino o allorino, infatti la pianta Laurus nobilis, può essere chiamata con entrambi i nomi, sia lauro che alloro; l'idea del diminutivo invece viene dal classico limoncino, poi adattato a svariati liquori (vedi arancino, nespolino e chi più ne ha più ne metta!).

Ma pare che questa ricetta sia antica e venga precisamente dal Gargano. Si ottiene dall’infusione delle foglie di alloro in alcol diluito poi con acqua e zucchero. Lo contraddistingue il colore verde acceso e le notevoli proprietà digestive.

Il liquore d’alloro è inoltre uno dei prodotti pugliesi inseriti nella lista Pat del Ministero delle Politiche agricole (patrimonio agroalimentare tradizionale) e oltre che nel foggiano, si produce anche in provincia di Bari e nel Salento. In questa zona sud della Puglia, pare che questa pianta trovi un clima particolarmente congeniale regalando profumi unici. Nella tradizione salentina la preparazione non è diversa, forse l’unica variante riguarda il modo di servirlo, infatti qui viene servito ghiacciato.

Ma ecco la mia ricetta con alloro nato e cresciuto in Pianura Padana.


Ingredienti

30 foglie di alloro

500ml di alcool a 95°

500ml di acqua 

200g di zucchero


Raccogliere 30 foglie di alloro sane, lavarle accuratamente e asciugarle con carta da cucina. Mettere in vaso a tenuta ermetica e aggiungere l'alcool. Lasciare in infusione per 3 giorni (non di più altrimenti non il colore ne risente, tende a diventare giallognolo anziché verde) in vaso al buio.

Preparare lo sciroppo con acqua e zucchero: scaldare l'acqua con lo zucchero mescolando fino a completa dissoluzione. Far raffreddare.

Unire lo sciroppo all'alcool. Filtrare e imbottigliare.

Lasciarlo riposare in dispensa al buio per almeno 30 giorni per assaporarne meglio i profumi. Filtrare di nuovo perchè tende a flocculare durante la maturazione.

E' possibile servirlo ghiacciato o anche a temperatura ambiente. Nel tempo tende a cambiare colore, purtroppo.

 Con questa ricetta partecipo alla rubrica Fattoria Consapevole e solidale

mercoledì 23 settembre 2020

Il maraschino fatto in casa



Ed ora è la volta del maraschino, quel liquore a base di noccioli di amarena, che si usa come aroma nei dolci casalinghi o per inzuppare pan di spagna da farcire.
Questo preparato "in casa" è molto più profumato e il sapore di mandorla tipico del nocciolo è molto accentuato, tanto da consigliarne il consumo come ammazzacaffè così tal quale o da servire  in abbinamento a dolci sempre a fine pasto.
Era la prima volta che lo preparavo, mi spiaceva buttare i noccioli che avevo estratto dalle amarene per poter effettuare il Ratafià e una bella confettura (anche qui), e così ho cercato in rete qualche ricetta e dopo averne confrontate diverse, mi sono appuntata queste dosi. 
Le scrivo qui, così non le perdo, in vista del prossimo anno e del prossimo raccolto! 




Ingredienti

300 grammi di noccioli di amarena

500 ml di alcol per liquori a 95°

400 g di acqua

400 g di zucchero











Snocciolare le amarene (che si possono utilizzare per il liquore ratafià o per candirle o per una deliziosa confettura), mettere i noccioli di amarena in un vaso a chiusura ermetica con l’alcool e chiudere accuratamente.


Lasciare in infusione per 50/60 giorni in un luogo buio, lontano da fonti luminose, e fresco. 
Passato questo periodo filtrare il liquido in modo da rimuovere i noccioli.

Pesare acqua e zucchero, porli in una pentola mettere sul fuoco basso  e mescolando si scioglie lo zucchero completamente.





Spegnere il fuoco e far raffreddare a temperatura ambiente, unire all'infuso.


Travasare il liquore così ottenuto nelle bottiglie, chiudere con un tappo e attendere un mesetto prima di assaggiarlo.

Ottimo come bagna per dolci, ma anche come liquore dopo i pasti essendo molto profumato e aromatico.

mercoledì 16 settembre 2020

Ratafià, il liquore abruzzese di amarene



Di questo liquore ne avevo sentito parlare da una cara amica abruzzese, ma non lo avevo mai assaggiato, fino a quando qualche mese fa non lo intravedo nel sito di Michi, il mio albero di amarene era bello pieno e così non ci ho pensato due volte. E' stata una rivelazione, un liquore non troppo alcolico e molto gradevole al palato. Ideale per un fine pasto ma anche come digestivo se avete mangiato un po' troppo, si abbina a meraviglia con la biscotteria secca, ma anche con dolci all'amaretto e al caffè.consigliatissimo con i dolci al cioccolato. Le amarene che rimangono poi sono favolose, ho provato a schiacciarne un po' per ottenere più liquore ma non lo consiglio visto che formerebbero un fondo spiacevole alla vista, consumatele così o anche con il gelato.

Ecco quando le amarene erano in infusione


Ricetta tratta da Le ricette di Michi

Ingredienti


800 g di Amarene
1 l di Montepulciano d’Abruzzo o vino rosso fermo
500 g Zucchero
300 ml Alcol 90° buongusto
1 Cannella in stecche


Denocciolare le amarene (il nocciolo lo utilizzerete per preparrare il maraschino!).

Metterle in un vaso con chiusura ermetica, abbastanza grande (io 2 litri).

Aggiungere il vino (io ho usato una Bonarda dei Colli Piacentini ferma), lo zucchero, l’alcol e la cannella. Chiudere il contenitore ermeticamente e lasciare in infusione per 30 giorni al buio. Mescolare ogni qualche giorno gli ingredienti, così da sciogliere lo zucchero.

Trascorso il tempo, filtrare il composto e imbottigliare.

Le amarene che si ottengono sono ottime da servire con il gelato o anche da mangiare a fine pasto come digestivo!

domenica 1 settembre 2019

Liquore all'Erba Luigia o Erba Cedrina


La mia Erba Luigia l'ho acquistata per Pasqua ad una bancarella di una fiera che si svolge nei pressi del mio paese, era da tanto che la cercavo, perchè in diversi ricettari avevo letto di questo liquore digestivo tipico della provincia Piacenza e Parma e  il suo sapore mi incuriosiva parecchio.
Così nel mese di luglio, quando la fioritura e la sua rigogliosità (si dirà?)  era al top ho iniziato la raccolta delle foglie procedendo con una potatura importante .
Ho poi lavato le foglie seguito la ricetta qua sotto ottenendo un ottimo infuso dal colore verde brillante.
Ma conoscete voi l'Erba Luigia, chiamata anche cedrina?
E' una pianta arbustiva della famiglia delle Verbenacee, Aloysia citriodora. Il nome Erba Luigia pare sia stato dato in omaggio a Maria Luisa di Parma, moglie di Carlo IV di Spagna, da quel momento si dice, si sia iniziato ad utilizzare la pianta sotto forma di un profumo che è ancora ampiamente usato in miscele formulate in marche famose, come Givenchy .
L'Erba Luigia in effetti non è proprio un'erba, infatti è una pianta perenne e il suo arbusto che può assumere anche l'aspetto di un cespuglio, raggiungendo anche i 2 metri di altezza.
In cucina si usano le foglie si usano per dare aroma di limone, ma con moderazione visto il profumo intenso, ad esempio nei piatti di pesce, di pollo, tritate nelle insalate, macedonie.
Può essere usata per preparare delle tisane rilassanti, in quanto contiene melatonina, una sostanza usata come rilassante naturale che concilia il sonno.
Ma passiamo alla ricetta del liquorino:


Ingredienti
40 foglie di Erba Luigia
500ml di alcol a 90°C
scorza di mezzo limone non trattato
Sciroppo:
500ml di acqua
250g di zucchero

Lavare accuratamente ed asciugare delicatamente le foglie, metterle in un vaso a chiusura ermetica con la scorza del limone (solo la parte gialla! consiglio di utilizzare il pelapatate), unire l'alcol e lasciare per 10 giorni in infusione.
Preparare lo sciroppo scaldando l'acqua con l'aggiunta dello zucchero fino a che quest'ultimo di è disciolto, se si mescola avviene più velocemente. lasciare raffreddare.
Unire all'infuso alcolico precedentemente filtrato.
Imbottigliare  e attendere almeno 1 settimana prima di degustare. Personalmente lo conservo in frigorifero perchè lo preferisco freddo.

PROSIT!!!





sabato 5 gennaio 2019

Grappa alla menta


Ultima tappa per il nostro gioco Menulib(e)ro... e non poteva che essere:l'Ammazzacaffè!

Siamo quindi tutti in trasferta in val Sorda, sul lago di Garda a casa della nostra chef Brii a preparare, ma soprattutto ad assaggiare liquori, liquorini, digestivi, grappe & C, utili ad aiutare la nostra digestione dopo questo pranzo luculliano che è iniziato l'11 maggio 2018.

Ho preparato una grappa aromatizzata,prendendo spunto dal libro "Il quaderno delle nostre grappe" a cura della Pro Loco di Sarmede (Tv) edito da Kellermann editore.
Un libro particolare, proprio molto simile ad un quadernetto a righe, scritto in bella grafia, in corsivo, e con tanti disegni. La grafica oltre alle belle ricette mi colpito ed ho dovuto acquistarlo!

La grappa, così aromatizzata,  viene definita un ottimo digestivo ed effettivamente lo posso confermare!



Ma passiamo alla ricetta:


Ingredienti

500ml di grappa di Pinot

15 foglie fresche di menta piperita


Lasciare macerare le foglie nella grappa per 5 giorni in un recipiente chiuso e al sole.

Spostare poi il recipiente all'ombra e attendere altri 3 giorni.

Filtrare ed imbottigliare, attendere 1 settimana prima di degustare.



L'ho servita con il biscotto rosa di Reims, una specialità culinaria di quella città.
L'abitudine è di intingere il biscotto nello champagne, o nel vino rosso delle colline dello Champagne (come il Bouzy rosso ), per ammorbidirlo, be io l'ho pucciato nel grappa!! Hic!.

Con questa ricetta partecipo alla rubrica Menu lib(e)ro


sabato 2 dicembre 2017

Lo Sburlon, il liquore con mele cotogne


Eccoci a Dicembre con l' appuntamento dell' Italia nel piatto, oggi l'argomento sara  Natale: doni di gusto, inteso sia come regalo vero e proprio, un pensiero mangereccio da regalare a chi si vuole bene, sia come un piatto speciale per i commensali che verranno a festeggiare a casa vostra.

In Emilia Romagna abbiamo davvero l'imbarazzo della scelta, vini e cibarie sono sempre i regali preferiti, qui il classico cesto con salumi, formaggi oltre a leccornie dolci  e salate va ancora molto di moda, anzi negli ultimi tempi, vista la crisi economica,  è tra i regali più gettonati.

Personalmente ho pensato di regalare un liquore tipico della provincia di Parma.
Viene preparato con la  mela cotogna, un frutto dimenticato difficile da trovare, ma che sono riuscita ad acquistare presso un banchetto di Campagna Amica, un produttore della zona e pure bio.
Particolare poi è il suo nome, SBURLON, che in dialetto significa spintone,  si riteneva infatti che, bevuto a fine pasto, desse una sorta di “spinta”, facilitando la digestione.
Vi è assicuro che è vero! Sara l'acido malico delle mele unito all'alcol, lo fa risultare un ottimo digestivo; inoltre allungato con acqua era ritenuto un ottimo corroborante e defaticante.

Lo sburlon è il risultato della macerazione e infusione alcolica della polpa della mela, precedentemente grattugiata o frullata, per un periodo non inferiore ai 30 giorni, a questo si puo aggiungere delle spezie, a piacere e a fine infusione si diluisce con un classico sciroppo zuccherino.
La sua preparazione è antica e la ricetta ha innumerevoli varianti, come tutte le ricette della tradizione.
Lo sburlon è sempre stato uno dei liquori popolari più diffusi in questa zona, decenni fa, in molte case di campagna, sia in montagna che in pianura, c'era almeno una pianta di mela cotogna da cui si ricavava la marmellata e il liquore.
Ottimo regalo quindi, ideale per concludere i grandi pranzi tipici delle feste natalizie!

Ingredienti

1kg mele cotogne

1litro alcol 95°

1 limone non trattato

400g zucchero

400g acqua

1stecca di cannella

1-2 chiodi di garofano


Pulire e lavare le mele cotogne, passarle al  mixer in modo da ottenerne un frullato.

Mettere in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, coprire  con l'alcol, aggiungere la buccia di limone e le spezie.

Lasciare riposare in un luogo buio e fresco per 30/40 giorni.

Le mele si ossideranno,  assorbiranno l'alcool e la parte liquida tenderà a tingersi di giallo.










Trascorso questo tempo, preparare lo sciroppo con l'acqua e lo zucchero, in pratica mettere l'acqua in una pentola piccola, aggiungere lo zucchero e accendere la fiamma bassa.

Quando lo zucchero si sarà sciolto, spegnere e lasciare raffreddare.

Filtrare la polpa e il liquido con un canovaccio pulito  (in ogni caso prima di usarlo lavarlo bene con acqua corrente in modo da togliere eventuali profumi del detersivo).


Strizzare il canovaccio con all'interno la mela da filtrare, così da recuperare tutto l'infuso.

Unire lo sciroppo al filtrato, mescolare bene. Imbottigliare.

Si consiglia di consumarlo a temperatura ambiente in inverno, mentre in estate risulta ottimo se servito freddo.


Ecco i doni di tutte le regioni d'Italia, e già  perchè oggi siamo al completo, ed anche questo è un regalo di Natale!


Valle d’Aosta: Tegole e fiocca

Piemonte: Coppa sabauda

Lombardia: La crema lodigiana

Trentino-Alto Adige: Lebkuchen 

Friuli-Venezia Giulia:  Putizza

Veneto: La  fregolotta

Emilia Romagna:  Lo Sburlon, il liquore con mele cotogne

Liguria:  Finocchini di Sarzana

Toscana: Cassata fiorentina 

Umbria: Tozzetti 

Marche: Frustingo 

Lazio: Brutti ma buoni 

Abruzzo: Il Parrozzo

Molise: Pizzelle fritte farcite 

Campania: Mostaccioli napoletani al caffè

Basilicata: Le pettole lucane

Puglia: I cuscini di Gesù Bambino  

Calabria:  I ravioli di ceci

Sicilia: Cassata siciliana al Forno

Sardegna:  Pilau alla Cagliaritana con frutti di mare  

venerdì 21 novembre 2014

Tartufi alle castagne



Oggi presento i Tartufi...

Non quelli profumati che si trovano in questo periodo nei boschi, e che fanno sfoggio su piatti di tagliatelle fumanti, ma quelli dolci. Quei golosi bocconcini decorati con polvere di cacao che, come le ciliegie, vengono divorati uno dietro l'altro senza riuscire a fermarsi.
Li ho preparati con la marmellata di castagne, che conferisce un sapore un po' particolare, la ricetta è tratta da un ricettario vecchissimo di mia madre, e se non sbaglio ritagliata da qualche confezione di cacao, naturalmente d'epoca!
Sono ottimi con il caffè o con la grappa, a fine pasto.
In ogni caso ho preferito darvi una dose minima giusto per evitare di cadere in tentazione.....
Con calco degli incisivi del pargolo....


Ingredienti per 12 pezzi

40g di confettura di castagne
25g di burro a pomata
25g di zucchero a velo
20g di cacao amaro
1 cucchiaio di grappa
25g di cacao amaro per decorare






Dopo aver pesato tutti gli ingredienti (confettura, burro, zucchero, cacao e grappa) in una ciotola, mescolare ben in modo da amalgamarli perfettamente, il colore uniforme dell'impasto è indice di una buona miscelazione.
Mettere in frigo a raffreddare per un paio di ore.
Cospargere il cacao da decorare su di un piatto piano, con un cucchiaino formare piccole palline (dimensione di una nocciola) che verranno fatte rotolare sul piatto di cacao. Posizionare in pirottini.
Mantenere in frigo fino al momento di servire.

Questa ricetta è adatta anche ai celici, importante è leggere le etichette di ogni ingrediente in modo da essere certi che non ci sia presenza di glutine.

Questa ricetta partecipa alla  raccolta 100% Gluten free Friday


martedì 2 settembre 2014

Bargnolino o liquore di prugnoli per l'Italia nel piatto

Buongiorno!

Eccoci a settembre, il mese del rientro alle attività e anche qui si riprende a pubblicare...dopo una bella e lunga vacanza - mai stata tanto tempo senza pubblicare.
Oggi riprendiamo alla grande: con la rubrica L'Italia nel Piatto, l'argomento Frutta e verdura di fine estate e con tante altre novità, prima di tutto il giorno di pubblicazione che invece del 20 sarà d'ora in avanti il 2. Inoltre avremo un doppio appuntamento, il 16 di ogni mese in cui si parlerà di prodotti tipici, sagre o eventi particolari della regione di appartenenza e poi il numero dei partecipanti.... tenetevi forte l'Italia è quasi al completo!!!
Molte regioni si sono aggiunte e speriamo prima di Natale di esserci davvero tutti!
Ma passiamo alla mia proposta, vi presento un liquore tipico della zona Parma-Piacenza, il Bargnolino, preparato con i frutti del prugnolo (al Bargnò), un arbusto selvatico che in settembre raggiunge la maturazione ideale per poter produrre il classico ammazza caffè (anche, qualche anziano dice se sarebbe meglio raccoglierli dopo la prima gelata, ad ottobre).
La preparazione è molto semplice, ma laboriosa, il tempo di infusione e di invecchiamento raggiunge almeno 4 mesi, ma ne vale decisamente la pena!
Di ricette ce ne sono a bizzeffe, con aromi, quali vaniglia o cannella, o con vino bianco o rosso, oppure con la classica aggiunta di sciroppo di zucchero.
Ogni famiglia ha una procedura personale, spesso è segreta e  naturalmente la propria è sempre la migliore.. non c'è nemmeno da sottolinearlo...
Questa ricetta è di una cara amica, Donatella, che lo produce quasi in purezza, solo infuso del frutto, aggiungendo poi solo vino rosso per abbassare la gradazione alcolica, a mio parere è molto buono e per questo ve lo giro, cin cin!
ecco i prugnoli ...



Ingredienti

1kg di prugnoli
1 l di alcol a 90°
700g di zucchero
1 l di vino rosso fermo




Lavare delicatamente le bacche e lasciarle asciugare su carta assorbente per qualche ora.

Mettere i prugnoli in infusione nell'alcol con 200g di zucchero, utilizzando un vaso da 3 lt a chiusura ermetica.

Mantenere l'infuso al sole per 40 giorni, agitando il vaso fino a completo discioglimento dello zucchero.

Filtrare l'infuso, mantenere l'alcol in un recipiente ben chiuso.

Recuperare i prugnoli, inserirli nuovamente nel vaso e ricoprirli con il vino rosso in cui si è disciolto il restante zucchero (magari scaldando un poco il vino fino a completo discioglimento).

Lasciare il tutto in infusione ancora per 1 settimana.

Filtrare nuovamente con un colino a maglie molto strette e unire i due prodotti.

Imbottigliare e lasciare riposare almeno 60 giorni prima di degustarlo.


Ed ora vediamo che si cucina nelle altre regioni...


Valle d'Aosta: Gnocchi di barbabietola con fonduta al Bleu d'Aoste del blog A tutto pepe 

Trentino-Alto Adige: Zuppa di finferli del blog A Fiamma Dolce 

Friuli-Venezia Giulia: Sarde in Saòr del blog Il Piccolo Artusi 

Lombardia:  Rigatoni con sugo di pomodori e basilico del blog La kucina di Kiara 

Veneto: Mezze penne con fagiolini in umido del blog Le tenerezze di Ely 

Liguria: Pesche ripiene (perseghe pinn-e) del blog Un'arbanella di basilico 

Emilia Romagna: Bargnolino o Liquore di Prugnoli (qui)

Toscana: Trusca di Casoli  del blog Acquacotta e fantasia

Marche: Fregandò o fricò del blog La creatività e i suoi colori 

Lazio: Pollo ai peperoni del blog Beuf à la mode

Abruzzo: Peperoni arrostiti  del blog Il mondo di Betty

Umbria: Cipollata  del blog 2 Amiche in cucina 

Molise: Fragoline al vino del blog La cucina di mamma Loredana 

Basilicata: Strazzata di Noepoli - pizza in teglia con peperoni e pomodori del blog Profumo di cannella

Campania: Parmigiana di melanzana contadina del blog I sapori del Mediterraneo 

Puglia: Spaghetti con fagiolini pinti  del blog Breakfast da Donaflor 

Calabria: Melangiani chini del blog Il mondo di Rina 

Sicilia: Confettura di fichi e mandorle  del blog Burro e Vaniglia

Sardegna: Melanzane in padella con cipolla del blog Arte in cucina 


Allora ci si rilegge il 16 ...con il nuovo appuntamento dell'Italia nel piatto!!!!

mercoledì 10 luglio 2013

Il nespolino...un fantastico ammazzacaffè!

Quando ho visto la ricetta del nespolino dalla cara  Miria, non sono riuscita a non provarci...ho un debole per i liquori fatti in casa e questo mi ispirava particolarmente.
Le nespole sono un frutto delizioso, dolci ma non troppo, di una consistenza unica.
Fanno bene alla salute, sono ricche di vitamina A, vitamina B, vitamina C e sali minerali, sono anche indicate nelle diete ipocaloriche avendo un ottimo potere saziante ed essendo poco caloriche, forniscono infatti solo 28kcal /100g .
Hanno proprietà diuretiche e regolarizzano le funzioni intestinali, pare abbiano funzione antipiretica, per questo se ne consiglia l'assunzione in caso di febbre.
Purtroppo questo frutto si trova in commercio solo pochi mesi all'anno, avendo la maturazione tra marzo e giugno ( a seconda delle zone d'Italia), risulta piacevole al consumo essendo uno dei primi raccolti della primavera.
L'albero del nespolo giapponese (Eriobotrya japonica) è il primo albero a fiorire e segna la fine dell'inverno, per questo era spesso presente negli orti e si dice  anche che allontanasse le streghe e la sfortuna....
Ma passiamo al nespolino, è molto semplice da preparare, si utilizzano i noccioli e ha un profumo fantastico di mandorle tostate, ve lo consiglio è un ottimo ammazzacaffè! Grazie Miria!
La calla nella foto l'ho raccolta nel mio giardino!

Ingredienti
36 noccioli di nespole(= 130g)
3 frutti interi
300 ml di alcool (95°)
300 g di zucchero
300 ml di acqua naturale  a basso residuo fisso

Mettere in infusione i noccioli e i frutti nell'alcool per 40 giorni.
Filtrare l'alcool e fare riposare per 24 ore.
Dosare in un tegame l'acqua e lo zucchero, scaldare sul fuoco in modo da sciogliere lo zucchero completamente, spegnere e far raffreddare.
Unire lo sciroppo di zucchero all'alcool, fate riposare almeno 20 giorni prima di servire.

L'uso dell'acqua a basso contenuto di sali (controllare in etichetta che il residuo fisso sia basso) è importante per evitare di intorbidire il liquore.


Con questa ricetta partecipo al WHB, che è una iniziativa creata da Katlyn del blog  Kalyn's Kitchen, gestito, nella versione internazionale, da  Haalo del blog Cook (almost) anything at least once  e nella versione italiana da Brii del blog  Briggishome.
Questa settimana sono io che lo ospito!!!!


English version

When I saw the recipe for Nespolino by Miria, I must prepare it ... I have a weakness for homemade spirits and this inspired me especially.
The medlar is a delicious fruit, but not too sweet, it 's an unique texture.
The medlars are good for health, are rich in vitamin A, vitamin B, vitamin C and minerals, are also shown in the diets having a great satiating power and being low in calories (only 28kcal / 100g).
They have diuretic properties and regularize bowel function,  they are recommended to take in case of fever, in fact they have antipyretic function.
Unfortunately, these fruits are sold only a few months, having the maturing between March and June (depending on the region of Italy). It is pleasant to consumer them, being one of the first crops of spring.
The shaft of the Japanese medlar (Eriobotrya japonica) is the first tree to bloom and marks the end of winter, so it was often found in gardens, it also says that depart witches and bad luck ....
Nespolino is very easy to prepare, has a fantastic fragrance of roasted almonds, I recommend it, a great digestive liquor! Thanks Miria!



Ingredients
36 kernels of medlar (=130g)
3 whole fruit
300 ml of alcohol (95 °)
300 g of sugar
300 ml of natural water in low dry residue

Soak the kernels and fruits in alcohol for 40 days.
Filter the alcohol and rest for 24 hours.
Dispense in a pan the water and sugar, heated on the fire in order to dissolve the sugar completely, turn off and let cool.
Join the sugar syrup to alcohol, let stand at least 20 days before serving.

The use of water with low salt content (check on the label that the fixed residue is low) it is important to have a clear liqueur.






This recipe is in WHB.
The WHB is created by Katlyn of Kalyn's Kitchen, managed by Haalo of Cook (almost) anything at least once  and Brii of Briggishome.
This week WHB is hosted by me.


mercoledì 26 ottobre 2011

Olivotto, un digestivo all'oliva


Questo liquore l'ho tratto dal blog Lo spelucchino di Virginia. E'una ricetta del suo papà, l'ho provata per la prima volta lo scorso anno ed è stato un successone.
Tutti gli amici che vengono a cena lo preferiscono al classico limoncino o bargnolino (classici fine pasto della mia zona), anzi, quando dimentico di portarlo in tavola, come ammazzacaffè, mi viene richiesto espressamente e...mi fa davvero piacere!
Ieri ho effettuato la mia raccolta di olive...ben 220g con 2 piante, che ne dite?
Ho forse sbagliato la potatura? può essere!
Ma ora passiamo alla ricetta.....


Ingredienti
1 litro di grappa bianca di buona qualità
400g di zucchero semolato
200g di olive fresche

Tagliare le olive per il lungo (taglio kalamata) e poi mettere in vaso ermetico con grappa e zucchero.

Quest'ultimo non di scioglierà subito, impiegherà qualche giorno e bisognerà agitare il vaso giornalmente.
Attendere un mesetto e poi imbottigliare.

Il profumo è sensazionale, il sapore dolce ed erbaceo, il risultato ottimo digestivo.

Grazie Virginia!


Con questa ricetta partecipo al Weekend Herb Blogging # 307, che sto ospitando proprio io! Anzi, colgo l'occasione per invitarvi tutti...
PARTECIPATE!!!!



Ricordo a tutti, anche se è risaputo, che il WHB versione italiana è organizzato da Brii, fondato da Kalyn, mentre l’attuale organizzatrice internazionale è Haalo.