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venerdì 27 marzo 2026

Zuppa di mirtilli con noci e mandorle caramellate


Oggi a Il club del 27 si propongono ricette  tratte dal libro di Rachel Koo "My little Swedish kitchen". E' un libro delizioso, con ricette svedesi semplici, ma particolari, diviso in base alle stagioni oggi cuciniamo quelle dedicate alla Primavera-estate, poi chissà mai che in futuro ci cimenteremo in quelle dedicate all'Autunno/inverno.... stay tuned!!!!

Ma passiamo alla ricetta che ho scelto di provare: zuppa di mirtilli con pezzetti di noci caramellate.

Una volta, dice l'autrice, la zuppa di mirtilli era una bevanda energetica che veniva venduta in confezioni di cartone giallo, poi con la moda dei frullati freschi è entrata in disuso, anche se mettere in borraccia un simile prodotto prima di partire per una lungo trekking invernale, aiuta il corpo e la mente!

Personalmente questa ricetta l'ho interpretata come dolce di fine pasto, un dolcetto leggero ma piacevole, a cui può essere aggiunto una pallina di gelato, un cucchiaio di yogurt o un ciuffetto di panna, per dare un tocco di dolcezza in più e renderlo anche più piacevole alla vista!


Ingredienti per 4 persone

Frutta secca caramellata

50g di noci  (anche pecan, se si trovano)

25 g di mandorle tritate

2 cucchiai di sciroppo di mais 

un pizzico di sale marino

Zuppa

500 g di mirtilli freschi o surgelati

1 banana 

un pizzico di sale marino

2 cucchiai di zucchero 


Preriscaldare il forno a grill ventilato a  180 °C.

Per preparare la frutta secca caramellata, tritare grossolanamente le noci e le mandorle, mescolarle con lo sciroppo di mais o d'acero e il sale. Distribuirle su una teglia rivestita di carta da forno. Cuocere per 5 minuti fino a quando non saranno tostate e dorate. Attenzione controllate a vista si bruciano velocemente!

Prima di tostarle

Per la zuppa: mettere 400g di mirtilli (100g consiglio di tenerli a parte) e la banana a pezzetti in una casseruola con 2 cucchiai di acqua, 2 cucchiai di zucchero e il sale. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco medio per alcuni minuti, mescolando di tanto in tanto. Una volta che i frutti di bosco si saranno sciolti e il composto avrà iniziato a sobbollire, cuocere per altri 2 minuti. 

Frullare in un frullatore fino a ottenere una consistenza liscia, aggiungendo un po' d'acqua fino a raggiungere la consistenza desiderata. Unire i mirtilli tenuti da parte. Lasciare raffreddare.

Servire calda o fredda, versandola in ciotole o tazze grandi. Guarnire con la frutta secca caramellata e un ciuffo di panna cosparsa di cannella!

La zuppa può essere servita anche come salsa calda ai frutti di bosco sul gelato alla vaniglia o con yogurt, oppure la zuppetta può essere bevuta, in quel caso aggiungere più acqua per renderla liquida.

Un assaggio per voi!

Con questa ricetta partecipo a Il club del 27, a questo link troverete tante altre ricette:

domenica 17 agosto 2025

Visciole sotto spirito


Oggi ho assaggiato per la prima volta le mie visciole sotto spirito, fatte nel mese di giugno. Erano anni che non le facevo più, mi ero dirottata sulle ciliegie sotto grappa (che però sono più dolci), ed ero curiosa di assaggiarle per capire se avevo adottato la giusta ricetta. Le spezie e lo zucchero devono dosati sapientemente per avere un prodotto piacevole al palato e non troppo alcolico.

Ricetta Approvata!

Unica nota è che invece delle visciole ho utilizzato dei duroni (Prunus avium), delle ciliegie grandi e piuttosto consistenti. Le visciole si fatica a trovarle in commercio, in ogni caso anche con i duroni o le ciliegie (Prunus cerasus), sono ottimi.



Ingredienti

500 g Ciliegie duroni o visciole

250 ml Alcool 95°

150 ml Acqua

100 g Zucchero

2 stecche di cannella

3 chiodi di garofano






Lavare bene le ciliegie, asciugarle su un canovaccio pulito. Tagliare il picciolo a mezzo cm dall'attaccatura alla ciliegia (in questo modo, evitando di togliere il picciolo, non assorbono troppo l'alcool).

Scaldare l'acqua e mettere lo zucchero, così da scioglierlo completamente, formando uno sciroppo di zucchero, far raffreddare.

In un vaso ermetico mettere i duroni, lo sciroppo di zucchero, l'alcool e le spezie. Le ciliegie dovranno essere completamente immerse dal liquido

Chiudere i vasetti e posizionarli in dispensa per 1 mese almeno lontano da fonti di calore e di luce. Solo dopo si potranno assaggiare.

Una volta finite le ciliegie/visciole il liquido di governo potrà essere usato come bagna per i dolci, dopo averlo diluito.

giovedì 2 gennaio 2025

L' acqua d'orzo

acqua d'orzo

Buon anno!
Eccoci a partecipare come sempre all'inizio dell'anno all'uscita de la rubrica L'Italia nel piatto.

L'argomento di oggi è "Tisane, Infusi e decotti", un tema sicuramente insolito nei classici blog di cucina, ma decisamente ottimo per la stagione e per portare alla luce "bevande" o ingredienti tipici delle nostre regioni. Con rammarico, vedo il titolo non è stato apprezzato dalle colleghe, forse troppo inusuale, fatto sta che oggi siamo a ranghi ridotti, ci sono state molte defezioni.

Personalmente ho pensato di farvi conoscere una bevanda (preparata come un decotto) tipica della mia provincia (Piacenza), la ricetta l'ho recuperata nella Bibbia della nostra cucina, il libro di Carmen Artocchini, che nelle considerazioni finali la consiglia come bevanda rinfrescante adatta agli ammalati.

Cercando poi sul web ho scoperto che è davvero un toccasana, anche se nella ricetta proposta l'orzo utilizzato proporzionalmente è maggiore della piacentina e non vi è la presenza di mele e prugne, ma viene presentata quasi come una "pozione magica"! Pare sia depurativa, diuretica, perfetta per chi vuol mantenersi in forma e rafforzare il sistema immunitario, inoltre la presenza del β-glucano, una fibra solubile presente nell'orzo, la rende efficace nella riduzione del colesterolo LDL,  migliora la digestione, accelera il metabolismo, tiene sotto controllo i livelli di glicemia, previene i calcoli biliari, svolge un’azione remineralizzante per le ossa (grazie all’alto contenuto di fosforo) e rafforza unghie e capelli.

Alla luce di ciò, non possiamo che  impegnarci nel primo buon proposito per questo nuovo anno: bere una tazza di questo meraviglioso decotto al giorno!


Acqua d'orzo
Acqua d'orzo con zucchero candito

Ingredienti

(per 6 tazze)

70g di orzo

2 l di acqua

1 mela

4 prugne secche

Dopo aver lavato accuratamente l'orzo perlato più volte metterlo in una pentola con l'acqua.

Pelare una mela e lavare le prugne essiccate.

Aggiungere la frutta, accendere il fuoco e far sobbollire il tutto per 1 ora.

Filtrare e assaporare. Può essere assunto tal quale o anche dolcificando a piacere, sia zucchero che miele o altri dolcificanti come agave o acero.

E' possibile berlo caldo, tiepido, ma anche freddo.

Può essere conservata in frigorifero per un paio di giorni.


Ecco le tisane, i decotti, gli infusi tipici delle altre regioni d'Italia:

martedì 6 febbraio 2024

Fresco de Frutas, frullato di frutta tropicale


Fresco de frutas dalla Costa Rica!

La Costa Rica è ricca di frutta tropicale, si possono degustare banane, passion fruit, guava, ananas, papaya, mango, cocomero e il top è degustarlo in spiaggia all'ombra di una palma davanti ad uno scenario da favola, meglio se ridotti in frullati freschissimi.

Ecco cosa propongo oggi, un frullato a base di frutta tropicale, tipico di questo paese si può trovare con aggiunta di latte, di latte condensato o anche solo con acqua, qui la frutta è buonissima e sempre ben matura, per questo non sempre viene aggiunto lo zucchero, il tutto avviene a seconda dei gusti personali. La sola regola è che deve essere fresco, meglio se bevuto in spiaggia!

Le info sono tratte da qui.

L'ingrediente per il gioco è il latte (nome generico) di Vacca ;)

Ingredienti per 1 frullato

2 fette di ananas

100ml di latte

50ml di acqua 

2 cucchiaini di zucchero (a piacere)

Mondare e tagliare a pezzi le fette di ananas, mettere nel bicchiere del frullatore con il latte l'acqua e lo zucchero. Azionare per 1-2 minuti.

Raffreddare in frigorifero.

Con questa ricetta partecipo ad ABC- Un Mondo di ingredienti

lunedì 31 luglio 2023

Mango otai

Mango otai -tonga

Mango otai è una bevanda tipica della Polinesia, dell'arcipelago di Tonga, lo possiamo considerare uno smoothie dai gusti tropicali. La ricetta l'ho tratta da qui, riducendo però le dosi e cercando di mantenere le proporzioni, visto che in famiglia siamo solo in 3!

Pare che il mango sia spesso utilizzato nelle preparazioni di queste isole anche perchè è molto coltivato, tanto che esiste un'isola che si chiama Mango. 

Sono andata a studiare un poco la geografia di questi luoghi, perchè qualche anno fa un cugino di mio marito ha sposato una ragazza originaria di queste isole e hanno avuto una bellissima bimba, Emilia, assieme vivono in Nuova Zelanda. Da lì la curiosità di conoscere questo paradiso che si trova dall'altra parte del mondo, nel vero senso della parola.

Chissà mai che un giorno vada a visitare questi luoghi fantastici, per ora mi sorseggio una fresca bibita, il Mango Otai!


mango otai
Ingredienti per 3 bicchieri

1 mango 

1 fetta di ananas

250ml di Latte di cocco

100ml di acqua

2 cucchiai di zucchero (a piacere)


Pelare la frutta, e frullarla (io, bimby vel7 per 5 secondi).

Unire il latte di cocco miscelato con acqua (le dosi in questa ricetta sono secondo il mio gusto, l'acqua incide solo per la densità della bibita) e zucchero (io l'ho aggiunto successivamente, dopo averlo assaggiato, valutatene l'aggiunta).

Servire subito per fare un pieno di vitamine! Oppure raffreddare o servire con ghiaccio!


Con questa ricetta partecipo ad ABC -Un mondo di ingredienti

sabato 4 marzo 2023

Caffè viennese


C di Caffè - Caffè viennese - Austria

Oggi posto una vera coccola per la rubrica ABC - Un mondo di ingredienti, un caffè delizioso, che contiene cioccolato fondente, oltre al classico caffè, e ricoperto da una "nuvola" di panna montata, spolverizzata con cioccolato tritato e cannella.

La prima caffetteria di Vienna fu aperta nel 1685 dall'armeno Johannes Diodato, ma la vera diffusione sembra sia avvenuta nel XIX secolo, tanti scrittori come Peter Altenberg, Alfred Polgar, Karl Kraus e Friedrich Torberg ne fecero il loro luogo preferito di lavoro e di piacere, come anche  famosi artisti, scienziati e politici del periodo.

Dall'ottobre 2011 la "Cultura della Caffetteria di Vienna" viene considerata "patrimonio culturale immateriale" nell'inventario austriaco dell'"Agenzia nazionale per il patrimonio culturale immateriale", una sezione dell'UNESCO. 

Anni fa ho avuto il piacere di sorseggiare un buon caffè presso Café Sacher, Philharmonikerstraße 4, all'interno dell'omonimo Hotel, naturalmente accompagnato dalla famosa torta Sacher.

Ma ecco la procedura di preparazione:



Ingredienti

caffè espresso

panna fresca

cioccolato fondente

zucchero

cannella 

cioccolato tritato o cacao in polvere


In una tazza di vetro introdurre 10g di cioccolato fondente, un cucchiaino di zucchero e il caffè bollente.

Coprire  con un ciuffo di panna montata (io ho un po' esagerato nella foto), quindi spolverizzare con cioccolato tritato o  cacao in polvere e di cannella.

Servire subito.


Con questa ricetta partecipo ad ABC - Un mondo di ingredienti organizzato da Trattoria Muvara

lunedì 23 gennaio 2023

Bevanda alla melagranata e zenzero

 

Per un pieno di vitamine, leggete le ricette proposte oggi da Light and Tasty. In questo periodo dell'anno in cui gli agrumi sono i protagonisti nelle botteghe dei fruttivendoli essendo al top della maturazione e bontà, abbiamo pensato di parlare di vitamine! Che poi in questo periodo servono eccome! I malanni sono all'ordine del giorno, raffreddori, tosse e pure qualche influenza...quindi cerchiamo di difenderci mangiando sano, ma soprattutto vitaminico! 

Ecco qualche idea!



Ingredienti


1 litro di acqua naturale

½ melagranata

2cm di zenzero grattugiato

1 lime


Tagliare a metà la melagranata, tenerla in mano con la parte tagliata verso il palmo della mano e colpirla con il retro di un cucchiaio cosicché i semi cadano in una brocca.

Grattugiare finemente lo zenzero sbucciato, quindi affettare il lime.

Mettere zenzero e lime nella brocca e aggiungete 1 litro di acqua naturale e cubetti di ghiaccio (se lo desiderate).

E' possibile anche frullare la melagranata e filtrarla, prima di aggiungerla, ma in questo caso la bevanda va consumata subito per evitare che le vitamine si degradino.


Ed ecco le altre proposte del gruppo:


Carla: Involtini di branzino al pompelmo rosa  

Catia: Dessert al kiwi in bicchierino  

Daniela: Frullato di kiwi e melagrana con arancia e zenzero  

Milena: Insalata di arance, olive taggiasche e semi di papavero  

Serena: Rimedio anti malanni allo zenzero-miele-limone 

mercoledì 2 novembre 2022

Il VOV


L'uscita di oggi de L'Italia nel piatto ha un titolo davvero intrigante, almeno per me: Vini, liquori e infusi. Sarà che lavoro a stretto contatto con vini e liquori, ma questo mondo anche dopo più di 25 anni, mi affascina sempre, il tema poteva essere trattato con una ricetta di un liquore od infuso tipico della regione o anche con la trattazione di un vino e una ricetta in cui lo stesso viene esaltato.

Ho optato per la ricetta di un liquore, il vov, e sono andata a recuperare un quadernetto di famiglia, scritto proprio dalla mia nonna (Cesira, classe 1904)! Questo liquore a base di uova era molto consumato negli anni '60 e anche molto apprezzato in casa mia. Mia sorella all'epoca era decisamente sottopeso, e un goccetto di questo liquore, altamente energetico, rincuorava mia madre che la vedeva sempre troppo smunta. Anche i vicini di casa spesso passavano per un assaggio e la sua ricetta era ambita da tutti. Oggi controllando sul web mi sono accorta che è molto simile a quella riportata in tanti siti, ma all'epoca tutte queste possibilità di informazioni non c'erano. 

Sempre sul web ho scoperto pure che in realtà il vov è stato inventato nel 1845 da un pasticcere padovano Gian Battista Pezziol, che produceva torrone, il che comportava un esubero di tuorli e da lì venne l'idea di produrre un gustosissimo liquore a base di uova che prese il nome dal termine dialettale delle uova (“vovi” in veneto). Il successo fu enorme tanto che arrivò fino a Vienna e la principessa Sissi, che allora regnava, gli assegnò un brevetto con tanto di aquila bicipite. 

Dopo queste informazioni mi sono chiesta come mai nella mia zona era così consumato, e ho scoperto che l'Emilia Romagna in pratica lo ha adottato questo prodotto!

Infatti è dal 1946 che un giovane commerciante di Ferrara, con intraprendenza e passione lo inizia a produrre fondando la ditta "Distillerie A.R.P.A. di Mauro Moccia Sas". Il nome del liquore commerciale diventa Zabov  e crea affari d'oro facendolo conoscere in tutto il mondo, ma soprattutto in regione tanto che da marzo 2011 questo liquore ferrarese è stato inserito tra i prodotti agroalimentari tradizionali della regione Emilia-Romagna.

Ma ecco la ricetta della mia nonna!


Ingredienti (per circa 1 litro)

500ml di latte

400g di zucchero

100g di marsala

100g di alcol a 96%vol

4 tuorli d'uovo


Far scaldare il latte con 200g di zucchero, mescolando fino a quando non si è sciolto completamente. Lasciare raffreddare.

Montare i tuorli d'uovo con il resto dello zucchero utilizzando uno sbattitore elettrico, fino a renderli gonfi e chiari, Unire il latte raffreddato poco alla volta sempre sbattendo e infine il marsala e l'alcol (attenzione va pesato!!).

Filtrare con un colino e imbottigliare. 

Si conserva a temperatura ambiente ed è possibile consumarlo già dal giorno successivo. Ricordarsi sempre di agitare la bottiglia prima di versare. 


Ecco le proposte delle altre regioni:


Valle d’Aosta: Crema al cioccolato e castagne con Genepy 

Trentino-Alto Adige: Ratafià di noccioli e corniole sotto grappa

Friuli-Venezia Giulia: Stinco di maiale al Cabernet franc

Veneto: Vov, Liquore all’uovo veneto  

Lombardia: La rusumada, antica bevanda Milanese 

Emilia-Romagna: Il Vov 

Liguria: Coniglio al Rossese  

Toscana: La vinata e il vino picciolo 

Marche: Torta al vino rosso e visciole 

Umbria: Pane al Sagrantino e cipolla rossa di Cannara  

Lazio: Caffè corretto alla sambuca 

Abruzzo. Tozzetti al vino con cioccolato e nocciole 

Molise: Liquore milk

Campania: Liquore limoncello 

Puglia: Liquore di melagrana 

Basilicata: Gambrinus in versione lucana 

Calabria:  Liquore al bergamotto 

Sicilia: Crema al Marsala 

Sardegna: Liquore di alloro

Consultate anche la nostra pagina Facebook  e il profilo Instagram: @italianelpiatto. 


venerdì 16 aprile 2021

IL BICERIN

Il bicerin è una bevanda storica piemontese, in dialetto significa bicchierino, a base di cioccolato, caffè e panna leggermente montata. Una bevanda antica dalle origini risorgimentali che subentra nel 1840 alla settecentesca bavareisa, che era fatta con gli stessi ingredienti. Il bicerin era molto amato da Camillo Benso Conte di Cavour, ma anche da altri illustri personaggi come Puccini, Nietzche, Calvino, Soldati e Hemingway.

 Nel 2001, il bicerin ha avuto un importante riconoscimento dalla Regione Piemonte, viene dichiarato PAT, cioè "Prodotto agroalimentare tradizionale" e, pur se è servita in tanti bar, la ricetta originale è custodita solo dal "Caffè Al Bicerin dal 1763", una pasticceria molto elegante vicino al Santuario della Consolata.

Quindi se volete assaporarlo a casa vostra non vi resta che seguire questa mia ricetta, sunto di diverse tratte dal web.

Ingredienti

per 2 persone

100 g di cioccolato fondente
4 cucchiaini di latte intero 
2 tazzine di caffè espresso
100ml di panna fresca 
2 cucchiaini di zucchero 



Sciogliere a bagno maria il cioccolato fondente, aggiungendo a poco a poco il latte (le dosi del latte possono variare) così da ottenere un composto liscio e un poco denso che andrà posizionato sul fondo dei due bicchieri.

Preparare due caffè  espresso, dolcificare ognuno con un cucchiaino di zucchero e poi versare sul cioccolato tiepido (è importante che il cioccolato sia un po' denso, così rimangono separati gli strati).

Montare la panna fredda (attenzione dovrebbe rimanere semiliquida, la mia è un troppo montata) e posizionare sul caffè.  Servire subito.


Con questa ricetta della tradizione partecipo alla Fattoria consapevole e solidale



martedì 13 ottobre 2020

Liquore alla melagrana

Dal fruttivendolo iniziano a comparire le melagrana, sugli alberi compaiono i frutti e se non si raccolgono con una certa sollecitudine tendono a creparsi con l'avvento delle piogge autunnali. 

Questa ricetta è dell'amica Milena del blog Dolci e pasticci, l'avevo preparata lo scorso anno ed è stato un successo, è un liquore dal sapore interessante soprattutto dopo qualche mese, peccato che però il colore tende a sbiadire nel tempo (dopo 6-7 mesi), ma se in questo periodo sarà perfetto come regalo di Natale. Si possono preparare tante piccole bottigliette per gli amici o anche assaporarlo a fine pasto durante i festeggiamenti, infatti lo trovo decisamente adatto, visto il colore rosso cardinale. 

Grazie Milena, da te si trovano sempre ricette speciali!


Ingredienti

(per 2 bottiglie da 700 ml circa)

3 melagrane ben mature
1  limone non trattato
600 ml di alcol a 95°
600 ml di acqua
350 g di zucchero semolato


Pelare e sgranare i frutti togliendo tutte le pellicine bianche che le dividono in settori, poi raccogliere il tutto in un grande vaso con chiusura ermetica, aggiungere la buccia del limone, evitando la parte bianca (che rende amaro il liquore)  e unire con l’alcool. 

Lasciare in infusione per 10 giorni scuotendo ogni giorno.

Trascorso il tempo di infusione, sciogliere lo zucchero nell'acqua, scaldando leggermente, far raffreddare e unire alla base alcolica.

Filtrare il liquido con un colino e schiacciare i grani della melagrana fino a far uscire il succo. Filtrare ulteriormente con una garza pulita.

Imbottigliare e conservare al buio per un mese prima di gustare.

E’ un liquore molto piacevole, dal gusto tendenzialmente dolce e dal colore bellissimo, un rosso rubino, ideale per le feste natalizie. Dopo circa 6 mesi il colore è tende a sbiadire, è meno intenso, ma il profumo e il gusto rimangono identici.


mercoledì 23 settembre 2020

Il maraschino fatto in casa



Ed ora è la volta del maraschino, quel liquore a base di noccioli di amarena, che si usa come aroma nei dolci casalinghi o per inzuppare pan di spagna da farcire.
Questo preparato "in casa" è molto più profumato e il sapore di mandorla tipico del nocciolo è molto accentuato, tanto da consigliarne il consumo come ammazzacaffè così tal quale o da servire  in abbinamento a dolci sempre a fine pasto.
Era la prima volta che lo preparavo, mi spiaceva buttare i noccioli che avevo estratto dalle amarene per poter effettuare il Ratafià e una bella confettura (anche qui), e così ho cercato in rete qualche ricetta e dopo averne confrontate diverse, mi sono appuntata queste dosi. 
Le scrivo qui, così non le perdo, in vista del prossimo anno e del prossimo raccolto! 




Ingredienti

300 grammi di noccioli di amarena

500 ml di alcol per liquori a 95°

400 g di acqua

400 g di zucchero











Snocciolare le amarene (che si possono utilizzare per il liquore ratafià o per candirle o per una deliziosa confettura), mettere i noccioli di amarena in un vaso a chiusura ermetica con l’alcool e chiudere accuratamente.


Lasciare in infusione per 50/60 giorni in un luogo buio, lontano da fonti luminose, e fresco. 
Passato questo periodo filtrare il liquido in modo da rimuovere i noccioli.

Pesare acqua e zucchero, porli in una pentola mettere sul fuoco basso  e mescolando si scioglie lo zucchero completamente.





Spegnere il fuoco e far raffreddare a temperatura ambiente, unire all'infuso.


Travasare il liquore così ottenuto nelle bottiglie, chiudere con un tappo e attendere un mesetto prima di assaggiarlo.

Ottimo come bagna per dolci, ma anche come liquore dopo i pasti essendo molto profumato e aromatico.

mercoledì 16 settembre 2020

Ratafià, il liquore abruzzese di amarene



Di questo liquore ne avevo sentito parlare da una cara amica abruzzese, ma non lo avevo mai assaggiato, fino a quando qualche mese fa non lo intravedo nel sito di Michi, il mio albero di amarene era bello pieno e così non ci ho pensato due volte. E' stata una rivelazione, un liquore non troppo alcolico e molto gradevole al palato. Ideale per un fine pasto ma anche come digestivo se avete mangiato un po' troppo, si abbina a meraviglia con la biscotteria secca, ma anche con dolci all'amaretto e al caffè.consigliatissimo con i dolci al cioccolato. Le amarene che rimangono poi sono favolose, ho provato a schiacciarne un po' per ottenere più liquore ma non lo consiglio visto che formerebbero un fondo spiacevole alla vista, consumatele così o anche con il gelato.

Ecco quando le amarene erano in infusione


Ricetta tratta da Le ricette di Michi

Ingredienti


800 g di Amarene
1 l di Montepulciano d’Abruzzo o vino rosso fermo
500 g Zucchero
300 ml Alcol 90° buongusto
1 Cannella in stecche


Denocciolare le amarene (il nocciolo lo utilizzerete per preparrare il maraschino!).

Metterle in un vaso con chiusura ermetica, abbastanza grande (io 2 litri).

Aggiungere il vino (io ho usato una Bonarda dei Colli Piacentini ferma), lo zucchero, l’alcol e la cannella. Chiudere il contenitore ermeticamente e lasciare in infusione per 30 giorni al buio. Mescolare ogni qualche giorno gli ingredienti, così da sciogliere lo zucchero.

Trascorso il tempo, filtrare il composto e imbottigliare.

Le amarene che si ottengono sono ottime da servire con il gelato o anche da mangiare a fine pasto come digestivo!

lunedì 9 settembre 2019

Acqua aromatizzata alle pesche e lime


La pesca è il frutto dell'estate per eccellenza, succosa, dolce, saporita, una vera delizia per il palato.
Oggi ne parliamo nella rubrica Light and Tasty, perché frutto di stagione e dalle proprietà inestimabili, infatti le pesche settembrine sono ancora ottime, ideali per l'utilizzo in cucina e non solo per le preparazioni dolci.
Inoltre è una miniera di vitamine, in primis la vitamina C (con una sola pesca si copre il 15% del fabbisogno giornaliero), e poi di vitamine A, B, K ed E.
Essendo ricca di acqua ha proprietà rinfrescanti, dissetanti, diuretiche e leggermente lassative, inoltre avendo un basso potere calorico viene utilizzata nelle diete dimagranti.
La pesca contiene sali minerali in quantità, il potassio è presente con 250 mg/100g di prodotto e poi  fosforo, calcio, magnesio e anche ferro.
Questi sono sono un toccasana in estate visto l’aumento naturale della sudorazione e la conseguente perdita degli stessi; in particolare il potassio che è un vero e proprio ricostituente.
Da non dimenticare la presenza dello iodio, soprattutto in quelle a pasta bianca; lo iodio viene in aiuto alle funzionalità della tiroide ed è quindi indicato per ipotiroidismo.

Ho pensato di preparare un'acqua aromatizzata, niente di complicato, ma piacevole da sorseggiare.
Bevanda ottima per dissetarsi evitando di ingurgitare troppi zuccheri!



Ingredienti per 2 persone

500ml di acqua a basso residuo fisso
2 pesche
1 lime

Lavare bene pesche e lime.

Tagliare le pesche a fette sottili su di un tagliere così da raccoglierne il succo che si disperde.

Unire il succo all'acqua, spremere poi all'interno mezzo lime.

L'altra metà del lime viene affettato e unito al resto.

A piacere si possono aggiungere cubetti di ghiaccio o mettere in frigo per un paio d'ore.


Altre ricette interessanti:

Risotto al the verde al gelsomino con pesche tabacchiere di Carla Emilia

Confettura di pesche tabacchiere col Bimby  di Cinzia

Riso venere con pesche grigliate, fagiolini e mozzarelline di Daniela

Budino light allo yogurt e pesche di Maria Grazia

Tartare di tonno e pesche noci con semi di papavero di Milena