Visualizzazione post con etichetta cucina piemontese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cucina piemontese. Mostra tutti i post

mercoledì 13 agosto 2025

Vitello tonnato dello chef Fitarau e non solo!

Il vitello tonnato ricetta anni 80 lo conoscono tutti, pubblicato qui tanti anni fa, è un classico della cucina italiana che in estate piace sempre! 

Oggi ho voluto provare la ricetta dello chef Fitarau, che pubblica tanti video interessanti su Fb, con qualche modifica personale e qualche consiglio di un altro chef che riesce sempre a sorprendermi Cesare Battisti del Ratanà. In fondo le due preparazioni sono molto simili, poi ci ho messo del mio...ed ecco il risultato!  (La mia riduzione non era ottimale, ho fatto tutto troppo in fretta, voi abbiate pazienza!)


Ingredienti per 6 persone


700-800g di fesa di Vitellone

1 costa di Sedano 

1 Carota

1 Cipolla

1 spicchio di Aglio 

1 foglia di Alloro 

rosmarino

Sale  e pepe

Olio evo 

200 ml di brodo di carne 

Salsa tonnata (qui)

20g di burro


Accendere il forno  a180°C funzione ventilato.

Pulire la carne dalle parti grasse o fibrose, cospargere il tagliere di sale e pepe e far rotolare ca carne sullo stesso, così da salare in modo omogeneo. scaldare in una padella da forno 2 cucchiai di olio, unire gli aromi e l'aglio, quando risulta ben caldo mettere la carne, così da sigillare e tostare la superficie.


Mondare e tagliare le verdure aggiungerle alla padella e mettere in forno per 15 minuti.

Bagnare poi con il brodo ben caldo e proseguire la cottura per altri 15 minuti.

Quando la carne è cotta, farla raffreddare. 


Filtrare il fondo di cottura e far ridurre sul fuoco finchè non risulta ben denso, spegnere e unire i 20g di burro, mescolare con una frusta così da rendere ben lucida. La salsa che si userà per impiattare.

Preparare la salsa tonnata come descritto in questo post.

Tagliare la carne a fette sottili utilizzando l'affettatrice e impiattare a piacere con salsa tonnata sul fondo, fette di carne,  il fondo di cottura a gocce e altra salsa tonnata a gocce, volendo si possono aggiungere i fiori di capperi.

lunedì 31 marzo 2025

Friciulin piemontesi


Friciulin in piemontese significa piccola frittella, ed è con questa ricetta tipica del Piemonte che voglio partecipare a questa uscita del Light and tasty che si intitola, ricordando il famoso film "Piovono polpette". 

Ho visto per la prima volta questo piatto sul web, e me lo ero appuntato in quanto le polpette sono molto apprezzate da mio figlio, inoltre contenendo anche le verdure mi sembrava un piatto anche salutare!

Le ho cotte in padella antiaderente con un filo di olio, ma il gusto non ne ha minimamente risentito, potrebbe essere interessante la cottura al forno o in friggitrice ad aria dopo averle spennellate con un velo di olio...lascio a voi la prova!

Ma ecco la ricetta!



Ingredienti per 2 persone

200g di carne macinata

160g di spinaci cotti

3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato

1 uovo

3 cucchiai di pane grattugiato

olio evo

sale





Gli spinaci devono essere cotti a vapore o lessati e ben strizzati.

Tritare poi gli spinaci, unire con la carne, il formaggio, il pane e l'uovo. Impastare molto bene formare delle piccole polpette grandi quanto una piccola albicocca.

In padella scaldare un giro d'olio, unire le polpette e cuocere a fuoco basso girandole ogni 2-3 minuti. Fare attenzione tendono a bruciarsi, quindi girarle più volte e non abbandonare i fornelli.

Cuocere circa 10 minuti. Servire ben calde con pomodori conditi.


E qui sotto...POLPETTE PER TUTTI I GUSTI!


Carla Emilia: Polpette aromatiche al sugo 

Catia: Polpette di carne cotte nel microonde  

Claudia: Polpette di melanzane e patate

Daniela: Polpette di ricotta al sugo 

Milena: Polpette di nasello e agretti con salsa allo yogurt  

venerdì 19 aprile 2024

Biscotti simil torcetti al burro


Torcetti al burro piemontesi, una chicca che a casa mia entra spesso, il top dei top sono quelli della Pasticceria Massera di Biella, ma siccome non si trova facilmente ci accontentiamo di anche altre marche. Sono veramente molto buoni, croccanti e burrosi al punto giusto, insomma una vera coccola. 

Ho provato a prepararli attingendo al blog di una brava food blogger piemontese Simona (proprio qui), la preparazione è stata tutto sommato semplice, me la aspettavo più laboriosa. 

Sono ottimi biscotti, non proprio identici a quelli acquistati, ma ci sta, loro hanno forni professionali e personale qualificato.... io sono una schiappa! Li riporto però volentieri sul mio blog, ringraziando di cuore Simona per la ricetta!  



Ingredienti


400 g farina 00

1 pizzico sale

160 g burro morbido

70 g latte 

50 g acqua frizzante 

80 g zucchero semolato

8 g lievito di birra fresco

scorza grattugiata di mezzo limone naturale

zucchero di canna per ricoprirli


Inserire la farina nell'impastatrice, sciogliere il lievito nel latte a 30°C, aggiungerlo poi alla farina con la scorza grattugiata del limone, unire lo zucchero, il sale. Fare incordare l'impasto con il gancio e  se ci fosse bisogno aggiungere un poco di acqua. Quando risulta ben incordato iniziare ad aggiungere il burro a pomata poco alla volta, a fiocchetti, ed non aggiungerne un altro fino a che quello prima non è stato assorbito. L'impasto dovrà risultare morbido e malleabile ma non appiccicoso, se così fosse alzare la velocità dell'impastatrice. Formare una palla e metterla in una ciotola unta di burro, coprire con pellicola e lasciare lievitare fino al raddoppio (due cicli di lievitazione con il mio microonde da 40 minuti).

Versare l'impasto sulla spianatoia e con un tarocco spezzare piccole dosi di impasto (20g) e formare dei filoncini lunghi circa 18-20 cm,  chiudere le estremità per ottenere delle ciambelline ovali, passare quindi i torcetti in un piatto piano contenete abbondante zucchero di canna al fine di ricoprirli. 

Posizionare sulla placca rivestita con carta da forno, avendo cura di distanziarli leggermente.



Coprire con pellicola far lievitare ancora  un'oretta. 

Preriscaldare il forno statico a 170° e cuocere per una ventina di minuti poi farli raffreddare su una gratella, conservarli in una scatola di latta.

venerdì 12 aprile 2024

Salsa tonnata con uova sode

 


Oggi voglio scrivere questa ricetta che ho iniziato ad usare la scorsa estate nella preparazione del classico vitello tonnato. Non è un piatto che preparo spesso, ma in estate un paio di volte ce lo concediamo. Lo avevo sempre preparato con la salsa tonnata preparata con maionese e tonno frullato a cui univo i capperi, ma da quando ho trovato questa ricetta piemontese non l'ho più mollata.

Mi sembra decisamente più saporita e anche la consistenza ha veramente una marcia in più!

La preparazione è velocissima, solo il tempo di rassodare le uova e poi tutto in frullatore ed in un attimo è pronta. 

Ci tengo a riportarla qui, in modo da averla sempre  a "portata di mano" quando serve. 

Ecco le dosi:

Ingredienti

200 g tonno sott'olio

3 tuorli di uova quasi sode 

4 o 5 acciughe 

2 cucchiai di capperi

100ml di olio evo

un pochino del brodo di cottura

1 manciata di foglie di prezzemolo tritate (io le ho omesse)



Cuocere le uova: far bollire acqua, aggiungere le uova a temperatura ambiente e far cuocere per 8 minuti. Raffreddare sotto acqua corrente.
Lavare bene le acciughe, se sotto sale, e lo stesso fare per i capperi.
Togliere il guscio, e raccogliere i tuorli nel bicchiere del frullatore, unire gli altri ingredienti (io ho omesso il prezzemolo), e frullare fino a formare una crema. Se risultasse tropo densa allentare con  il brodo di cottura del vitello.

Velare il piatto di portata e poi disporre le fette di vitello e ricoprire. Con questa dose si ricopre un vitello di circa 400g .

Note: 
La ricetta è tratta da "La Cucina del Piemonte" di G.Goria - ed. Franco Muzzio editore - pag 92

lunedì 19 febbraio 2024

Lingue di suocera


Oggi a Light and tasty ci dedichiamo ai lievitati, per lievitanti io intendo l'uso di lievito di birra o di lievito madre (che posseggo, ma che è di uso esclusivo di mio marito, lo ha adottato e se ne prende cura da anni donandoci ottimi pani).

Ho pensato ad uno snack, croccante e saporito (se si usano i giusti aromi), di quelli da presentare all'aperitivo o anche solo quando hai il classico "buco nello stomaco".

Sono ottime servite con salumi e formaggi, ma ci assaggiano volentieri anche così, da sole, soprattutto se aromatizzate con i vostri gusti preferiti.

Personalmente le ho cosparse di paprika dolce, di sumac, di zaatar e di un mix di spezie per tzatziki, un regalo di mio nipote. 

Le lingue di suocera sono una ricetta da forno tipica della tradizione piemontese, queste strisce di impasto lievitato hanno proprio la forma della lingua  e DEVONO essere lunghe proprio come quelle delle suocere! Sono molto facili e veloci da realizzare, e piacciono sempre a tutti, così croccanti e saporiti! Ma ecco la ricetta:

a volte si formano delle bolle eccole all'interno!

Ingredienti per 16 lingue

500g farina 

260g acqua

40g olio evo

10g sale fino

6g lievito di birra fresco

Spezie

olio per spennellare




Impastare insieme tutti gli ingredienti nella planetaria con gancio oppure a mano ad eccezione del sale, da aggiungere a metà impasto, quando l’impasto risulterà già ben incordato.

Formare una palla e lasciarla lievitare per un paio di ore (io ho un programma di lievitazione con il microonde di 40minuti)  in una ciotola coperta con una pellicola.

Riprendere l’impasto e dividere l'impasto in panetti da 50g circa.

Stenderli con il matterello il più sottile possibile circa 1-2 mm.


Disporli su una teglia ricoperta con carta forno, spennellarli con olio e condirli a piacimento con spezie, semi vari e un pizzico di sale.

Cuocere a forno già caldo a 200° per 10/12 minuti funzione ventilato (io con forno Neff, Circotherm ).


Ecco altre proposte:


Carla: Muffin ai cipollotti

Catia: Focaccia con verdure a forma di cuore  

Cinzia: Pipas modenesi col Bimby e senza


Milena: Panini integrali ripieni di cime di rapa e olive taggiasche  

venerdì 5 gennaio 2024

Flan di topinambur con crema di parmigiano e nocciole

flan di topinambur


T di topinambur, un tubero poco conosciuto dal sapore delicato e dolce simile a quello del carciofo, per questo risulta essere un ottimo contorno, ma non solo!

Oggi infatti ci ho preparato un ottimo antipasto, un flan che arricchito con crema al parmigiano e tante nocciole tritate fa la sua "porca figura".

Pare sia un piatto tipico del Piemonte, dove questi tuberi vengono coltivati, ho aggiunto le loro classiche nocciole (la tonda gentile trilobata - Nocciola del Piemonte IGP) e una crema di Parmigiano...forse sarebbe stato meglio una fonduta di toma o una bagna cauda, ma il Parmigiano in casa mia non manca mai e l'ho fatta per pigrizia, non mi andava ad uscire a fare la spesa!

Ma ecco la ricetta e la fonte da cui  ho preso spunto (qui).

flan di topinambur

Ingredienti per 5 porzioni


400 g di topinambur (già pelati)

70ml di vino bianco

brodo vegetale

2 spicchi d’aglio

olio evo

20g di burro

70 g di parmigiano

100ml di panna

2 uova

sale

Crema al parmigiano

60g di Parmigiano grattugiato

30ml di panna

noce moscata


Nocciole tritate




Per prima cosa pelare i topinambur, e dopo averli immersi in acqua e limone (tendono ad annerirsi), sciacquare e tagliare a rondelle sottili.

Scaldare in padella un giro di olio e il burro, soffriggere l'aglio, unire i topinambur, rosolarli e salare.

Sfumare con il vino e continuare la cottura per 30 minuti unendo un poco di brodo vegetale se si asciugassero troppo. Aggiustare di sale.

Eliminare l’aglio e frullare i topinambur fino a renderli cremosi, unire poi le uova, il parmigiano, la panna e mescolare accuratamente. Salare

Imburrare degli stampini monoporzione (io, 5), versare il composto (non troppo pieno, ad 1 dito dall'orlo, cuocendo si gonfiano un poco). 

Scaldate il forno a 180 ° in modalità statica con vapore a media intensità (oppure a bagnomaria) e cuocere per 30 minuti circa (il bordo degli stampini tenderà a colorarsi).

 Fare intiepidire e poi dopo aver passato un coltellino attorno al bordo degli stampini sformare.

Preparare la crema:

In un pentolino unire il parmigiano grattugiato e un poco di noce moscata, bagnare con panna (circa 50ml), scaldare a fuoco basso sul fornello mescolando, quando il formaggio si sarà sciolto e la salsa addensata, togliere dal fuoco.

Servire i flan con la crema al parmigiano sopra e cosparsi di nocciole tostate tritate.

Con questa ricetta partecipo alla rubrica ABC - Un mondo di ingredienti

lunedì 30 ottobre 2023

Cavolfiore alla Cavour


Oggi 30 Ottobre, qui a Light and tasty si parla di Frutta e verdura autunnale.

Ho voluto utilizzare il cavolfiore, per la ricetta di oggi, un ortaggio poco apprezzato in cucina a causa dell'odore sulfureo che emana in cottura e che spesso rimane nell'ambiente. Invece dovremmo farne largo uso visto che le proprietà di questa verdura sono molteplici: apporta fibre alleate della salute dell’intestino e utili per controllare l’assorbimento di colesterolo e zuccheri; grazie al sulforafano ed ad alcuni steroli può aiutare a prevenire i tumori; è ricco di vitamina C (alleata delle difese immunitarie), del gruppo B (favorisce un buon metabolismo) e K (utile nei processi di coagulazione); presenta anche molti sali minerali, il potassio, il calcio e il fosforo. A tutto questo bisogna aggiungere che l'apporto calorico è molto basso, solo 25kcal/100g, questo lo rende un alimento ottimale per chi è a dieta, facendo attenzione naturalmente ai condimenti.

Oggi ad esempio vi presento un contorno molto appetitoso, che può essere considerato quasi un piatto unico (visto la presenza delle uova, sarebbe 1/2 a testa), è un piatto della tradizione piemontese e se lo assaggerete rimarrete stupefatti.

Il sapore delicato del cavolfiore viene associato a quello delle acciughe e del formaggio.... insomma un condimento dal gusto "strong". Per renderlo light ho eliminato il burro, ma è possibile diminuire anche la quantità di uova, sul Grana invece non lesinerei...

Comunque pare sia stata una delle ricette preferite da Camillo Benso Conte di Cavour, volete provare ad assaggiarla pure voi?

Ricetta tratta da qui.


Ingredienti per 4 persone


1 cavolfiore medio

2 uova sode

2 acciughe

80 g di burro (io, 3 cucchiai di olio)

60 g di Grana Padano grattugiato

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

succo di limone

sale


Mondare il cavolfiore, eliminando eventuali foglie e la base del torsolo, suddividerlo in cimette. Lessare in acqua per una decina di minuti, oppure cuocere a vapore in micronde 8 minuti a 900watt di potenza. Scolare e saltare in padella velocemente con olio (2 cucchiai) o burro (50g). 

Posizionare le cimette in una teglia da forno, cospargere con Grana Padano e passare a gratinare in forno a 180°C per 10 minuti.

Nel frattempo sgusciare le uova sode, tritatele, unirle ad acciughe a pezzettini e prezzemolo tritato.

Emulsionare un cucchiaio di olio (o 30g di burro fuso) e il succo di limone, versarlo sulle uova tritate, mescolando fino a formare una salsina

Dopo aver tolto dal forno il cavolfiore, distribuire la salsina d'uova e acciughe e servire subito!


Ecco le altre proposte!!!

Carla Emilia: Funghi e patate al forno  

Catia: Zucca marinata alle erbe aromatiche (in 2 versioni)  

Milena: Torta salata con cavolini di Bruxelles e speck  

Serena: Marmellata di uva fragola

venerdì 16 aprile 2021

IL BICERIN

Il bicerin è una bevanda storica piemontese, in dialetto significa bicchierino, a base di cioccolato, caffè e panna leggermente montata. Una bevanda antica dalle origini risorgimentali che subentra nel 1840 alla settecentesca bavareisa, che era fatta con gli stessi ingredienti. Il bicerin era molto amato da Camillo Benso Conte di Cavour, ma anche da altri illustri personaggi come Puccini, Nietzche, Calvino, Soldati e Hemingway.

 Nel 2001, il bicerin ha avuto un importante riconoscimento dalla Regione Piemonte, viene dichiarato PAT, cioè "Prodotto agroalimentare tradizionale" e, pur se è servita in tanti bar, la ricetta originale è custodita solo dal "Caffè Al Bicerin dal 1763", una pasticceria molto elegante vicino al Santuario della Consolata.

Quindi se volete assaporarlo a casa vostra non vi resta che seguire questa mia ricetta, sunto di diverse tratte dal web.

Ingredienti

per 2 persone

100 g di cioccolato fondente
4 cucchiaini di latte intero 
2 tazzine di caffè espresso
100ml di panna fresca 
2 cucchiaini di zucchero 



Sciogliere a bagno maria il cioccolato fondente, aggiungendo a poco a poco il latte (le dosi del latte possono variare) così da ottenere un composto liscio e un poco denso che andrà posizionato sul fondo dei due bicchieri.

Preparare due caffè  espresso, dolcificare ognuno con un cucchiaino di zucchero e poi versare sul cioccolato tiepido (è importante che il cioccolato sia un po' denso, così rimangono separati gli strati).

Montare la panna fredda (attenzione dovrebbe rimanere semiliquida, la mia è un troppo montata) e posizionare sul caffè.  Servire subito.


Con questa ricetta della tradizione partecipo alla Fattoria consapevole e solidale



lunedì 6 gennaio 2020

Gnocchi di patate al Castelmagno DOP e nocciole - MTC story


La proposta è stata: "Facciamoci un bellissimo regalo di Natale, torniamo a cucinare insieme per il nostro amato MTC".
E come si fa a dire di no????
L'MTC è da sempre nei nostri cuori e sentiamo davvero la sua mancanza, quindi ho subito deciso di partecipare a questo Flash Mob dal titolo "MTC story".
Ho avuto qualche difficoltà nella scelta della ricetta, ero disorientata, non sapevo quale sfida scegliere, poi l'amore per gli gnocchi di patata ha avuto il sopravvento il condimento era nella mia to-do list da anni e così si è risolta la parte più "spinosa" della partecipazione.
Devo però ringraziare Chiara (a cui è venuta l'dea),  Annarita (che ha lanciato questa sfida) e la mitica Ale (sperando che riesca a tornare su questi schermi)... buon Anno a tutti!!!
Ecco la ricetta!


Ingredienti  per 4 persone

800g di patate rosse
240g di farina 00
Sale

Per il condimento
200g di Castelmagno DOP
100ml di latte
30g di burro

nocciole


Lavare le patate e cuocerle  in acqua fredda senza sbucciarle, sarebbe meglio sceglierle dalle dimensioni simili in modo da avere una cottura uniforme.

Dopo circa 30/40 min (dipende dalla pezzatura), scolarle e lasciare che perdano "il fumo", nel senso di lasciarle appena raffreddare, poi spellarle e passarle allo schiacciapatate.

Formare una fontana sulla tavola da impasto e aggiungere subito un bel pizzico di sale, in modo che si sciolga a contatto con la patata calda.

Prepararsi la farina pesata a lato e iniziare ad incorporarla poco alla volta (questa dose è ottimale per patate farinose).

Impastare velocemente e non troppo, formare un filone e poi tagliare con il tarocco tante fette, con le mani ricavare delle bisce dello spessore di circa 1,5cm che poi verranno tagliate a circa 2 cm.

Passare i tocchetti sul retro della grattugia in modo da ottenere il ricamo sulla superficie e l'incavo all'interno, utili a raccogliere il sugo.

Grattugiare il formaggio, sciogliere il burro e scaldare il latte in una padella antiaderente, unire il formaggio e mescolare fino a scioglierlo completamente (potrebbe volerci ancora un poco di burro, dipende dalla stagionatura).

Cuocere gli gnocchi in una grande pentola con acqua salata, appena salgono in superficie, toglierli con la schiumaiola e passarli nella fonduta di Castelmagno, facendoli saltare aggiungere un poco di acqua di cottura se fosse poco cremoso.

Servire ben caldi dopo aver cosparso il piatto con le nocciole tritate grossolanamente.

martedì 2 aprile 2019

La "Rustica", torta piemontese ai formaggi



Ed eccoci al 2 del mese con il nostro appuntamento con L'Italia nel piatto, una rubrica che parla di tradizioni culinarie e territorio, di prodotti tipici e ricette gustose.
Oggi il titolo è :
  Torte rustiche salate, focacce per una scampagnata primaverile   

Questo mese preparerò anche una ricetta piemontese, visto che la foodblogger Marianna, non aveva la possibilità di pubblicare.
Ho scelto di preparare una torta salata, che per i pic nic e le scampagnate sono davvero appropriate.
Gironzolando per il web ho trovato la “Rustica”,  una torta salata ai formaggi  prodotta con una sorta di pasta sfoglia , la cui  ricetta è gelosamente custodita e, pertanto, non è possibile diffondere gli ingredienti che compongono la sfoglia e, neppure, i tipi di formaggio utilizzati per il ripieno.
Sono partita dalla zona di produzione, Rocchetta Tanaro (Asti) e dalla storia di questa preparazione, in cui si racconta che, in frazione Cornalea (Rocchetta Tanaro), all’inizio del 1900, abitava il formaggiaio (“al Furmagé”, “al Furmàgg”), uomo che, con il carro trainato da un cavallo, girava le valli limitrofe per vendere formaggi.
Quando tornava alla sera, le massaie del paese acquistavano a basso prezzo i prodotti non venduti e li utilizzavano per farcire focacce o come ripieno di torte salate.
La Pro Loco, negli anni ’70, in occasione del I Festival delle Sagre, ne rievocò il ricordo e nobilitò il piatto, arricchendo l’impasto, la qualità dei formaggi e mantenendone la cottura nel forno a legna.

Alla luce di ciò,  mi sono informata sui formaggi della zona ed ho optato per una robiola saporita di latte di capra, la robiola di Roccaverano, a cui ho aggiunto una toma stagionata, il Bra (questo in realtà è prodotto in provincia di Cuneo) e poi il classico Grana, non senza dimenticare una classica ricotta, utile ad amalgamare tutti i componenti.
Ho deciso di utilizzare una classica pasta sfoglia, ma purtroppo non ho potuto cuocere nel fuoco a legna, che non posseggo. Non sarà certo l'autentica torta Rustica visto che la ricetta è segreta,ma in ogni caso  è davvero molto saporita e piacevole al gusto... la rifarò di certo!



Ingredienti

200g di Toma piemontese DOP stagionata
200g di Bra dop
200g di ricotta
200g di robiola di Roccaverano
20g di  Grana Padano stagionato
1 uovo
2 fogli di pasta sfoglia
1 tuorlo+acqua per spennellare la superficie



Preparare il ripieno, unendo in una ciotola capiente la ricotta setacciata, e tutti gli altri formaggi, quelli a pasta dura o semidura tagliarlo a cubetti piccoli.
Aggiungere l'uovo e cospargere con il formaggio grana grattugiato.
Mescolare bene con un cucchiaio di legno e aggiustate di sale e pepe nero macinato.

Mettere un disco di pasta sfoglia in una teglia da 24 cm di diametro, rivestita con carta forno, forare il fondo della pasta con i rebbi di una forchetta e  riempire il guscio  con il composto di uova e formaggio.

Ricoprire con l'altro disco di pasta sfoglia, anch'esso forato, e premere lungo i bordi per sigillare.
Spennellate la superficie con un  tuorlo d'uovo  diluito con un cucchiaio di acqua.

Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 30-35 minuti.

Prima di servirla e tagliarla lasciare riposare la torta per una decina di minuti.



Ed ecco nelle altre regione cosa si cucina:

Valle d’Aosta: Tourte aux herbes                                                                                                                                 
Piemonte:  La “rustica”, torta piemontese ai formaggi 
                   
Lombardia: Costoletta alla Milanese
                                             
Trentino Alto Adige: Smacafam 
                           
Friuli-Venezia Giulia: Pinza Triestina
                                                           
Veneto: Tortino di spinaci, uvetta e pinoli 
                              
Emilia Romagna:  Il bartolaccio di Tredozio 

Liguria: Torta di asparagi e patate                                                                                                         

Toscana: Barbotta o barbotla ai fiori di zucca
                                                                                                        
Marche:  Crescia sfogliata marchigiana       

Umbria: Schiacciata con la cipolla 
                                                                                                                                           
Lazio: Fiori di zucca ripieni al forno   
                                                                                                                                     
Abruzzo: Soffione Salato 
                                                          
Molise: Calzoni con bietola, olive e acciughe 
                    
Campania: Torta rustica con ricotta e salame                                                                                      

Puglia: Torta rustica di carciofi 
                                                                                                                                           
Basilicata:  I falagoni lucani           

Calabria: Grupariata. La focaccia rossa calabrese                                                                                                                                                                                 
Sicilia: U' sfinciuni - Lo sfincione palermitano                                       

Sardegna: Panedda di Oliena
             

Seguiteci anche sulle nostre pagine e sui nostri social

L'Italia nel piatto  Blog

Facebook https://www.facebook.com/LItaliaNelPiatto/
Instagram: @italianelpiatto

Prova anche tu a realizzare una ricetta inerente al tema del mese, pubblica una foto sul tuo account IG utilizzando #italianelpiatto_community e tagga @italianelpiatto.

venerdì 8 marzo 2019

Panna cotta ai lamponi


La panna cotta un dolce al cucchiaio che potremmo definire "evergreen", da che mi ricordo in casa si è sempre preparato e devo ammettere che la ricetta di famiglia è super!
Purtroppo la preparo di rado, di solito quando abbiamo dei BBQ in estate e posso preparare con anticipo tanti bicchierini con topping diversi a seconda del gusto.
E' infatti un dolce versatile, è sufficiente cambiare la salsa e il gusto vira completamente!
Proprio qualche giorno fa mi sono resa conto che non avevo mai pubblicato la ricetta e così fo pensato di prepararla come dolce domenicale e fare la foto di rito!
Ecco la mia ricetta supercollaudata!






Ingredienti per 4-5 porzioni

250ml di panna da montare
75ml di latte
1 cucchiaio colmo di zucchero
6g di colla di pesce
3 cucchiai di marmellata di lamponi
3 cucchiai di maraschino
scorza di limone non trattato (un pezzetto)


Mettere la colla di presce ad idratare in acqua fredda per almeno 10 minuti.
Versare panna, latte, scorsa di limone e zucchero in un polsonetto, scaldarlo a fuoco dolce mescolando delicatamente portandolo quasi a bollore (circa 80°C -NON far bollire). Questo passaggio serve a sciogliere lo zucchero e aromatizzare la panna. Quando la colla di pesce è ben idratata, strizzarla e unirla alla panna calda, dopo aver tolto la scorzetta di limone. Mescolare bene, togliere dal fuoco e continuare a mescolare per qualche minuto, dispensare poi nei bicchieri di servizio.
Mettere in frigo per almeno 6 ore. Solo dopo il raffreddamento, scaldare la marmellata con il liquore equando raggiunge una consistenza liquida, cospargerla sulla superficie di ogni bicchiere. Raffreddare e servire.

domenica 11 novembre 2018

Riso e porri degli ortolani di Asti per Quanti modi di fare e rifare

Abbinato ad un Freisa d'Asti Doc, perchè come dice il proverbio "il riso nasce nell'acqua e muore nel vino!"

Con la rubrica Quanti modi di fare e rifare, oggi ci siamo ritrovate in una cucina piemontese a preparare questa minestra di porri con il riso, che ognuno di noi poteva reinterpretare.
Pare che l'origine di questo piatto risalga al Medioevo, quando gli orti si trovavano nella periferia di Asti, nella fertile piana del Tanaro, ed erano coltivati soprattutto ad aglio e porri.
Gli ultimi vecchi ortolani d'Asti hanno dato questa ricetta agli autori del libro "le Ricette Regionali Italiane” edito da Solares.
Questo piatto è molto gustoso, digeribile ed economico, infatti si possono utilizzare eventuali avanzi di formaggio.
Ho preferito prepararlo come un classico risotto e utilizzare un formaggio tipico, la toma piemontese e la fontina, un classico della Val d'Aosta, ma dal sapore e profumo inconfondibile. Una gran bella sorpresa, ma prima o poi lo farò anche nel classico modo degli ortolani d'Asti... Promesso!


Ingredienti per 4 persone

320g di riso Arborio
150g di porro mondato
1 patata media pelata e grattugiata
50g di burro
100g di toma piemontese
150g di fontina
1 litro di brodo vegetale
2 cucchiai di olio evo
 noce moscata
 sale e pepe

Tagliare il porro a rondelle piuttosto spesse, far scaldare l'olio in una casseruola, aggiungere i porri  e rosolarli 5-10 minuti a fuoco basso.
Unire il riso e tostarlo per 2-3 di minuti. 
nel frattempo scaldare il brodo vegetale, che deve essere bollente.
Iniziare ad aggiungere il brodo al riso, un mestolo alla volta, attendere che l'abbia assorbito prima di aggiungerne altro fino a cottura.
Dopo 5 minuti, unire la patata grattugiata e dopo altri 10 minuti amalgamare i formaggi tagliati a dadini.
Il riso di solito cuoce in 16-17 minuti, un minuto prima della fine della cottura, aggiustare di sale e spegnere il fuoco.
Aggiungere il burro, mettere un coperchio e lasciare riposare per 1 minuto circa.
Servire dopo aver spolverizzato noce moscata e un poco di pepe.

Con questa ricetta partecipo a Quanti modi di fare e rifare

lunedì 27 agosto 2018

Uramaki al peperone


Tra qualche giorno a Carmagnola, in Piemonte, ci sarà la fiera Nazionale del Peperone, la più grande in Italia dedicata a un prodotto agricolo.
E' a tutti gli effetti un grande Festival che propone 10 giorni di eventi gastronomici, culturali, artistici ed esperienze creative e coinvolgenti per tutti i sensi e per tutte le fasce di età, naturalmente il protagonista principale è LUI: Il Peperone di Carmagnola!
Ecco la varietà Tumaticot

Il peperone di Carmagnola è una risorsa fondamentale per l'agricoltura e l'economia di questa zona, è un alimento conosciuto ed apprezzato in Piemonte e in Italia per il suo colorito giallo intenso o rosso vivace, il suo profumo e le sue caratteristiche di vivacità e genuinità.
Vi sono quattro tipologie riconosciute dal Consorzio dei produttori che hanno denominazione di "Peperone di Carmagnola": il Quadrato (il bragheis), il Corno di bue (il lung), la Trottola e il Tumaticot.

Dalle analisi chimiche effettuate su questo prodotto emerge la particolarità del basso contenuto di sale (circa 20 volte inferiore rispetto ad altre varietà di peperone) e per questo si può vantare del Claim "Senza Sale"; presenta inoltre un elevata concentrazione di Vitamina C, rendendolo importante per la nostra salute, naturalmente è importante consumarlo  a crudo.
Proprio come in questa ricetta, in cui troviate anche altri prodotti tipici del territorio Piemontese, come la carne di Fassona, il Seirass, tipica ricotta e  il Grana Padano.
Ed ora, con questi magnifici ingredienti corriamo in Giappone a preparare questi deliziosi uramaki piemontesi!


Ingredienti per 2 persone

1/2 peperone rosso di Carmagnola
1/2 peperone giallo di Carmagnola
8 fette sottili di magatello di Fassona Piemontese
200g di seirass
4 cucchiai di Grana Padano grattugiato
sale
pepe

Salsa
2 cucchiai di maionese
2 cucchiai di yogurt
2 cucchiai di senape antica (con grani)
1 cucchiaino di succo di limone
sale

Stendere un foglio di pellicola per alimenti sul tagliere, disporre le fette sottili di carne, tipo carpaccio, leggermente sovrapposte in due file da 4 fette, formando una specie di rettangolo.
Spolverizzare con un pizzico di sale.

In una ciotola amalgamare il seirass con il grana, aggiustare di sale e pepe.
Stendere questa crema sulle fette di carne.

Lavare i peperoni, e tagliare listarelle regolari diritte e spesse circa 1/2 cm. posizionarli sopra alla crema.

Arrotolare, aiutandosi con la pellicola, formando una specie di salame, girare le estremità della pellicola in modo da sigillarlo. Posizionare in freezer per un paio di ore, non di più!.

Preparare la salsa, amalgamando tutti gli ingredienti, e aggiustando di sale.

Affettare l'arrotolato, ben freddo (in modo da riuscire  a mantenere la forma), così da ottenere tanti uramaki dello spessore di un paio di cm.

Servirli accompagnati dalla salsa senapata, consigliando di intingerli prima di assaggiarli.

Con questa ricetta partecipo all'evento Peperò


Ecco i link dei siti ufficiali:

https://www.facebook.com/fiera.peperone/
http://www.fieradelpeperone.it/

mercoledì 3 maggio 2017

Acciughe al verde



Questa settimana per la rubrica Light and Tasty a causa di diversi impegni (tra cui il compleanno della nostra Consu, ancora tanti auguri!) abbiamo pensato di pubblicarla di mercoledì e con un argomento un po' diverso .... non le solite verdure o la frutta, ma il pesce!
E come pesce abbiamo pensato alle acciughe , un alimento povero da sempre presente nelle tavole degli italiani e non solo per quelli che abitano vicino alle coste. Questo pesce infatti grazie alla sua dimensione si prestava ad essere conservato sotto sale e questo lo ha reso commercializzabile ovunque.
Inoltre le acciughe sono un alimento consigliabile anche dal punto di vista salutistico, infatti come tutto il pesce azzurro sono ricche di grassi omega-tre, proteine, calcio, ferro, fosforo e selenio.
Se si utilizzano quelle sotto sale è bene sciacquarle abbondantemente sotto acqua corrente in modo da ridurre al massimo la quantità di sodio (non adatto a chi soffre di ipertensione).
Se invece si acquistano quelle conservate sott'olio, è importante scegliere quelle in olio extravergine di oliva sicuramente più controllato rispetto agli altri oli.
L'ideale è sempre consumare quelle fresche, naturalmente optando per cotture salutari come al forno o al cartoccio, evitando la frittura.
Per l'occasione ho pensato di preparare un antipasto tipico del Piemonte, semplice da preparare e molto saporito. Se ne mangia veramente poco e questo aiuta a rendere light questo piatto che forse proprio light non è, visto l'olio presente.
Il bello di questa ricetta è che può essere preparata in anticipo e conservata in frigo anche per una settimana, l'importante è che le acciughe siano coperte di olio e ben chiuse dalla pellicola.

Ingredienti per 4 persone
12  acciughe sotto sale
1 mazzetto di prezzemolo
1/2 spicchio d’aglio
1 panino (mollica)
3 cucchiai di olio evo
sale
1 bicchiere d’aceto di vino bianco


barattolo con acciughe sotto sale


Preparazione delle acciughe: togliere le acciughe dal sale, eliminare l'eccesso di sale con il dorso di un coltello, passare sotto l'acqua corrente. Dividere le acciughe in filetti, eliminando ogni residuo di lisca. Posizionarle in un contenitore con acqua e aceto al 50%.
Dopo circa 15 minuti ripassarle sotto acqua corrente e asciugarle carta assorbente.



Preparazione della salsa: spellare l'aglio e dosarlo, mondare il prezzemolo e fare un trito finissimo con la mezza luna.
Acciughe con sale, dissalate e lische
Ammollare il pane in acqua e aceto per 5-10 minuti.
Raccogliere in una ciotolina il trito con il pane ben strizzato, ricoprire con l'olio, aggiustare di sale.
Mescolare molto bene il tutto in modo da ottenere un impasto cremoso.

Disporre le acciughe in un piatto di portata e ricoprire con la salsa verde.
Mantenere in frigo almeno 1 giorno coperte da pellicola prima di essere consumate in modo che i sapori si amalgamino.



Ecco altre proposte interessanti con le acciughe

Tortini di acciughe e verdure di Carla Emilia del blog Un'arbanella di basilico

Focacce croccanti col Bimby con acciughe di Cinzia del blog Cinzia ai fornelli

Insalata piccante di avena, fiori di zucca, acciughe e timo  di Consu del blog I biscotti della zia

Tortino di acciughe al forno con pinoli  di Daniela del blog Mani in pasta qb

 Involtini di alici e fiori di zucca di  Maria Grazia del blog Un tavolo per quattro

Acciughe alla marinara di Milena del blog Dolci e pasticci