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venerdì 13 aprile 2018

Finocchi in scapece


Lo scapece è un piatto tipico del Meridione,  che prevede di conservare verdure e pesci (soprattutto questi alimenti) in una soluzione di aceto aromatizzato.
Solitamente l'alimento viene prima fritto,  a volte anche impanato, e poi messo sotto aceto con aglio, erbe aromatiche e spezie varie.
Il nome "scapece" pare derivi dallo spagnolo "escabeche" usato in Sud America e in Spagna per indicare la marinatura e la conservazione di cibi in aceto.
A sua volta, l'escabeche spagnolo pare abbia preso esempio da una tecnica di marinatura araba  sikbag (si legge iskbech), che  in breve tempo ha influenzato per secoli tutto il bacino mediterraneo.
L'esigenza, naturalmente, era di conservare il pesce e le verdure estive il più a lungo possibile.

Quando ho assaggiato per la prima volta l'aceto di vino prodotto dai Conti della Mutilena, sono rimasta veramente colpita dal suo gusto e dal suo profumo nonostante non ami l'aceto, e subito ho pensato - con questo prodotto devo provarci lo scapece!-
Sono stata dall'ortolano e ho visto gli ultimi finocchi, belli, freschi e grandi, quindi perchè non   utilizzarli? Lasciamo stare le solite zucchine, i soliti pesciolini... diamoci ai finocchi!

Prima di passare alla ricetta però voglio dire due parole sul  Buonaceto di Vino del Conte, un aceto prodotto con Mosto di Uva Lambrusca crudo acetificato e zucchero. Ha un gusto classico, lungamente invecchiato in botti di rovere, profumato e fragrante  di colore rosso ambrato, è un prodotto tendenzialmente liquido e ricco di acidità fissa, dal gusto rotondo e pieno.
Va assolutamente assaggiato!




Ingredienti per 2 persone
1 finocchio
1 uovo grande
100g di farina
50g di pane grattugiato
Olio per friggere



Lavare accuratamente il finocchio, affettarlo sottilmente con un coltello grande, in modo da tagliare agevolmente fette sottili.
Passarle in farina, poi nell'uovo sbattuto (con un pizzico di sale e un cucchiaio di acqua), e infine nel pane grattugiato.
Scaldare l'olio in una grande padella, deve essere abbondante in modo che le fette di finocchio galleggino, e friggere per un paio di minuti per lato, così da rendere la crosticina leggermente ambrata.
Scolare su carta assorbente. Salare.
Posizionare in un contenitore di ceramica di servizio, uno strato di finocchi fritti, aromatizzare con foglioline di timo, e distribuire un cucchiaio di aceto, e poi continuare così a strati fino a terminare con l'aceto.
Mettere in frigo per una notte prima di consumare come contorno.


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giovedì 1 febbraio 2018

Semifreddo agli amaretti


Oggi vi presento un classico fine pasto domenicale di casa mia.
Per casa mia intendo la casa dei miei genitori, la casa in cui ho vissuto per 30 anni prima di sposarmi quella casa tradizionale e dai saldi principi che cerco in ogni modo di emulare, senza a volte riuscirci. Un dolce dei ricordi, infatti ogni domenica si preparava un dolcino, proprio per identificare Il Giorno di Festa.
E' un semplice semifreddo d'altri tempi, forse anche un po' demodè, ma pur sempre buonissimo, che si può servire così, tal quale, oppure con una colata di cioccolato caldo, oppure con questo digestivo speciale, come ve lo propongo qui.
L'Antico Rimedio, un digestivo prodotto con uva e amarene cotte insieme a bacche, radici ed erbe, una ricetta di famiglia, una famiglia Reggiane di antiche origini, che preparava ed invecchiava il mosto cotto in tutte le sue forme.
E’ proprio dallo studio di queste antiche ricette, oltre alla sperimentazione che è nato il prodotto di cui parlo.
Il nonno del produttore lo chiamava “la MEDICINA” e ne beveva un cucchiaio dopo i pasti declamandone le “qualità digestive e di lunga vita” . In effetti questa bevanda è una soluzione tampone per la presenza contemporanea di zuccheri ed acidi deboli, come l'acido acetico, malico, citrico  ecc.  e si può dire che a livello gastrico aiuta il riequilibrio del pH consentendo una migliore digestione. Altra proprietà interessante è di essere ricchissima di batteri acetici delle varie specie che vanno ad integrare la flora batterica gastrica con evidente aiuto della digestione stessa.

In più è davvero deliziosa e abbinata a questo dolce freddo a base di amaretti è eccezionale, viene consigliato infatti di berlo in bicchieri orlati di amaretti sbriciolati.


Ma passiamo alla ricetta!



Ingredienti per 4 persone

250g di panna da montare
125g di amaretti
2 tuorli d'uovo
30g di zucchero
3-4 cucchiai di Cointreau

Antico Rimedio





In una terrina montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto morbido e spumoso (deve scrivere).

In un'altra terrina montare la panna ben fredda , aggiungere poi a cucchiaiate il composto di uova, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto.

Pestare finemente gli amaretti (o passarli al mixer) in modo da formare una polvere, bagnarla con il liquore all'arancia.

Unire entrambi le preparazioni, delicatamente per non smontare la panna, mettere in uno stampo da plumcake o in stampi di alluminio monoporzione. Passare in freezer per almeno 4 ore.

Al momento di servire togliere dal freezer circa 20-30 minuti prima, decorare con amaretti sbriciolati e nappare con l'Antico Rimedio.

N.B. in questo semifreddo le uova non sono pastorizzate, ma se ci si attiene a questa preparazione e alla conservazione in freezer fino al consumo, si può evitare. Se preferite pastorizzare è sufficiente aggiungere un cucchiaio di acqua allo zucchero, portarlo a 121°C e procedere con questo a montare i tuorli.

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mercoledì 24 gennaio 2018

Cipolle rosse all'aceto balsamico



Ricetta recuperata da una vicina di casa fuori dall'ordinario, Elsa, che mi coccola sempre con tante sue preparazioni culinarie.
Dovete non provarla soprattutto se amate le cipolle, è di un buono infinito, saporita, dolce, ma non stucchevole, ideale da abbinare alle carni, soprattutto i lessi, ma anche ai formaggi, soprattutto quelli dal sapore deciso, gli stagionati e gli erborinati.
Ha un difetto però - vi aspettavate "crea dipendenza" (in effetti è davvero molto piacevole da degustare), no non è quello!
Il problema è il profumo/odore di cipolla che permane nella casa, e sulla cuoca (ma in quest'ultimo caso si risolve subito con una doccia)!
Vi devo confessare che può perdurare anche per qualche giorno, penso sia dovuto ai tempi di cottura quindi se avete ospiti a cena questa ricetta è bandita, a meno che abbiate un fornello di fortuna in altro loco (cantina, garage).
Vi consiglio di provare per l'occasione  Buonaceto Dolce Denso, al posto dell'aceto balsamico, è un condimento di qualità prodotto nella campagne del Reggiano, in una acetaia  molto antica (la prima data ufficiale risale alla metà del ‘700), che coltiva uve in agricoltura biologica per la produzione dell'aceto (qui spiego meglio la  mission aziendale).
Alla degustazione si presenta  con consistenza densa-filamentosa e dal sapore agrodolce con profumi e aromi dovuti alle fermentazioni naturali dei mosti.
Ma ecco la ricetta:



Ingredienti

1kg di cipolle rosse
200g di zucchero di canna
3 cucchiai di aceto balsamico
(io, Buonaceto Dolce Denso)
200ml di vino bianco secco
1 cucchiaio di sale
2 foglie di alloro




Affettare sottilmente le cipolle rosse e metterle in una pentola a fondo spesso, si consiglia l'uso della mandolina in modo che tutte le fette abbiano lo stesso spessore,
Irrorare le cipolle con il vino bianco secco, l'aceto e poi condire con sale e zucchero.
Aromatizzare con l'alloro.
Mescolare bene a freddo, con un cucchiaio di legno e accendere il fuoco mantenendolo basso.
Continuare a cuocere per la prima ora con coperchio, controllando e mescolando di tanto in tanto.
Proseguire la cottura scoperchiando la pentola e mescolando molto spesso, cuocere ancora per un'oretta, il risultato deve essere come una composta.
Servire tiepida o a temperatura ambiente.

Post in collaborazione con Podere Conti della Mutilena

lunedì 15 gennaio 2018

Tortelli di ricotta e zucca


Oggi a Light and Tasty si parla di Ricotta!
Quel latticino delizioso  ricavato per cottura del siero del latte rimasto dopo la cagliata dei formaggi e opportunamente acidificato.
E' costituito da proteine del latte coagulate e da quantità variabili di grasso, minime quantità di lattosio e sali minerali.
Proprio perchè può avere contenuti di grassi variabili e anche un' umidità spesso molto diversa, qui in Emilia Romagna ci sono caseifici che addizionano il siero di panna per renderla più gustosa, non è possibile definire il suo contenuto calorico, ricordate di leggere sempre il valore nutrizionale sulla confezione.
Per l'occasione ho pensato di proporvi dei tortelli di ricotta e zucca, forse non proprio light, ma sicuramente mooolto tasty!
Se però ne consumate un piatto non abbondante e finite il pranzo con un frutto, magari ve li potete concedere, cosa ne dite?
Ma passiamo subito alla ricetta!

Ingredienti per 6 persone

per la pasta:
400g di farina
1 uovo intero
2 tuorli
acqua q.b.
1 pizzico di sale

per il ripieno:
500g di zucca cotta a vapore
200g di ricotta
1 pizzico di sale
noce moscata
1 uovo intero

per il condimento:
60 g di burro fuso o 2 cucchiai di olio evo
aceto balsamico tradizionale (o Buonaceto)
grana padano grattugiato (a piacere)



Per preparare il ripieno, si cuoce a vapore la zucca (io nel bimby 25 minuti a varoma mettendo 1 litro di acqua nel boccale e a vel 1), si passa allo schiacciapatate e quando risulta a temperatura ambiente, si unisce alla ricotta, al formaggio grattugiatp e all'uovo. Si mescola accuratamente con un cucchiaio e volendo è possibile aromatizzare con noce moscata.

Preparare ora la pasta all'uovo impastando tutti gli ingredienti utilizzando anche un poco di acqua, se dovesse servire; lasciare riposare l'impasto per circa 30 minuti coperto.

I tortelli si preparano rigorosamente a mano: la pasta deve essere tirata con la sfogliatrice nell'ultimo foro (per renderla molto sottile) in strisce larghe circa 8 cm che poi verranno tagliate in quadrati di circa 4-5 cm per lato (vi è anche una rotella che vi aiuterà ad essere precisa nel taglio della pasta).

Su di ogni quadrato si adagia una noce di ripieno, il quadrato verrà richiuso a triangolo (facendo attenzione a non lasciare aria nel tortello), e poi verrà ripiegato attorno al dito indice in modo da formare il classico tortellino, ma in questo caso la dimensione sarà maggiore!

Lessare in abbondante acqua salata e condire con burro fuso, o olio un poco di olio se lo preferite.
Consiglio di presentarli con qualche goccio di aceto balsamico (o condimento balsamico), magari tirato con un pennello, oltre ad essere molto piacevole alla vista è aanche ottimo al palato, il dolce della zucca si sposa molto bene l'aceto balsamico, provare per credere!
Soprattutto se si spolverizza con  grana grattugiato.

Ecco altre idee con la ricotta


Sole di ricotta e bietole di  Carla Emilia

Ricotta con miele, frutta e fiocchi di cereali integrali  di Daniela

Cestini di prosciutto cotto con ricotta e carciofi  di  Maria Grazia

Bicchierini ricotta e frutta fresca di Milena

Risotto light alla zucca e ricotta romana di Simona

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giovedì 11 gennaio 2018

Salmone affumicato con crumble alle nocciole e gelatina agrodolce


Oggi presento un antipasto preparato nelle festività natalizie, un piatto semplice, più che una ricetta è un assemblaggio. Sì, li chiamo sempre così, sono piatti semplici in cui gli ingredienti sono posizionati nel piatto, senza nessun impegno con un tempo di preparazione davvero minimo.
Inoltre danno parecchia soddisfazione, sono i classici da "porca figura".
In questo caso unica preparazione è il crumble: un impasto di brisè con aggiunta di formaggio grattugiato e nocciole,  tempo pari a 5 minuti, poi si lascia in frigo per 1 ora e poi si cuoce per 10 minuti.
Questo è tutto!
Anzi, no, vi devo illustrare la gelatina Agrodolce, una gelatina di condimento balsamico, dell'Azienda Conti della Mutilena (ve ne avevo già parlato qui), un prodotto ottimo al gusto, ideale da abbinare a formaggi, a carpacci di carnie e di pesce.
Viene preparato per gelificazione a freddo del Buonaceto del Conte Riserva Speciale, un condimento
balsamico dalla consistenza densa e dal sapore dolce e rotondo. E' ricco di profumi e aromi dovuti alle fermentazioni naturali dei mosti (di Uva Lancellotta e Lambrusca ) prodotti in agricoltura biologica e invecchiati in botti di legno.
Il persistere di sapore agrodolce e di tipici profumi balsamici svela la natura semplice e tradizionale di questo prodotto.
Ma passiamo alla ricetta.




Ingredienti

Crumble di nocciole
100g di farina
50g di burro freddo
25g di nocciole tritate
2 cucchiai colmi di Parmigiano Reggiano grattugiato
1 cucchiaino di acqua freddissima
1 pizzico di sale

salmone affumicato

gelatina agrodolce

insalatina fresca

Mettere tutti gli ingredienti del crumble in un mixer, ecetto l'acqua,  miscelare per qualche minuto, unire l'acqua e continuare fino a formare l'impasto (sarà sufficiente 1-2 minuti).

Avvolgere in pellicola e mettere in frigo per almeno 1 ora.

Riprendere l'impasto, formare tante briciol, dimensione massimo di una nocciola, posizionarle sulla leccarda del forno e cuocerele a 180°C per 10 minuti.

Lasciare raffreddare.

Mettere la gelatina in una sac a poche.

Assemblare il piatto posizionando le fette di salmone affumicato arrotolate  a cono, aggiungere qualche fogliolina di lattughino o rucola, aggiungere il crumble e tante gocce di gelatina.

La diposizione può essere ordinata formando un "rametto di salmone" o disordinata prendendo spunto da un quadro di Pollock.

A voi la scelta!

Post in collaborazione con Podere Conti della Mutilena

domenica 10 dicembre 2017

Buonaceto, condimenti di qualità



Siamo alle porte di Reggio Emilia, dove si trova, in località Coviolo, il Podere Conti della Mutilena.
In questa proprietà della campagna emiliana, sorge un'Antica Acetaia figlia di una tradizione che risale alla metà del XVIII secolo. E sempre qui viene prodotta la linea di condimenti di qualità di cui vi voglio parlare oggi: la linea Buonaceto.
Ma andiamo con ordine.




I vigneti di famiglia sono il punto di partenza della produzione. Si tratta di vitigni selezionati, che regalano uve autoctone nere e corpose, come la lambrusca e la lancellotta, e che vengono coltivati con amore e dedizione. Tutto il mosto prodotto da queste uve, sotto il controllo del laboratorio interno dell'azienda, viene utilizzato per la produzione dell'aceto. E questo significa che l'intera filiera è corta, chiusa e controllata. L'aceto viene prodotto con un metodo assolutamente tradizionale, che sfrutta il microclima della zona per facilitare la maturazione e l'invecchiamento. Ma sapete come si produce l'aceto di vino? Cerchiamo di vederlo senza scendere troppo in questioni tecniche.

Si produce dal mosto d'uva, certo, che al termine della fermentazione alcolica e della trasformazione in vino, viene a sua volta trasformato in aceto, grazie all'intervento di speciali batteri che agiscono sull'alcol rimanente per la formazione dell'acido acetico. Normalmente gli acetifici ritirano il vino non idoneo al consumo dalle cantine, e con questo producono l'aceto. Per l'aceto balsamico, però, il procedimento è differente. Viene prodotto dal mosto concentrato (per ebollizione) e quindi sottoposto alle stesse fasi di fermentazione. Essendo però maggiore la concentrazione di zuccheri rispetto a quella di un mosto tradizionale, l'aceto finale riesce a conservare ugualmente un certo grado di dolcezza, risultando generalmente meno aggressivo.

C'è poi un ulteriore passo, che è quello dell'aceto balsamico tradizionale. Per quello DOP di Reggio Emilia o di Modena, così come per molti dei condimenti balsamici artigianali di qualità, in cui le due fermentazioni, di cui abbiamo appena parlato avvengono in contemporanea in botti a contatto diretto con i batteri, in condizioni assolutamente naturali.
La fermentazione che si sviluppa è così più lenta e discontinua, e si può sovrapporre ad altre fermentazioni e reazioni parallele.
Risultato: un aceto meno standardizzato e più aromatico.
Questa discontinuità è dovuta al fatto che lieviti e batteri hanno bisogno di condizioni ben definite per poter vivere e trasformare il substrato di fermentazione. E poiché queste condizioni non vengono controllate, i processi di fermentazione sono discontinui. La concentrazione dell’aceto balsamico avviene poi nel corso degli anni per effetto dell’evaporazione dell’acqua, dell’acido acetico e di altri composti volatili. Ecco quindi che il balsamico acquista via via le sue caratteristiche di dolcezza, profumo e rotondità. E soprattutto la sua caratteristica densità.


Eccoci dunque al punto: come si classifica la linea Buonaceto? Il marchio è di proprietà del Podere Conti della Mutilena di Gabriele Porfilio, ed è stato lo stesso proprietario a decidere di non entrare a far parte di nessun consorzio. Ma se proprio per questo motivo il prodotto non si può avvalere dell'appellativo di Aceto Balsamico, bisogna anche dire che la tecnica di produzione e le caratteristiche organolettiche dei balsamici Buonaceto possono essere tranquillamente assimilate all'Aceto Balsamico Tradizionale. Per intenderci, il profumo e il gusto sono del tutto assimilabili.

L'alta qualità dell'aceto è data, come si diceva, dal controllo totale delle materie prime. Il Podere Conti della Mutilena è un’azienda agricola a produzione viticola a ciclo chiuso, che vanta una collaborazione con l’Università  di Modena. La filiera produttiva è dunque garantita: tutto il ciclo di lavorazione è interamente realizzato all'interno dell’azienda, che coltiva i propri vigneti, trasforma le proprie uve e usa la propria struttura esclusivamente per la propria produzione di aceto. Non solo: Podere Conti della Mutilena è probabilmente l’unico produttore di uve da condimento nei comparti di Reggio Emilia e Modena, nonché uno dei pochissimi produttori di uve in Italia a destinare tutta la produzione alla esclusiva realizzazione di aceto.

In cosa differisce, dunque, il condimento Buonaceto dall’Aceto Balsamico Tradizionale Dop? Innanzitutto la materia prima da cui nasce, che è costituita da uve prodotte esclusivamente per la produzione di aceto, e per questo lavorate sin da subito in modo completamente differente rispetto a quelle coinvolte nella produzione del vino. Il Capitolato degli Aceti Balsamici Tradizionali Dop non contempla questa selezione: i mosti acquistati normalmente dalle acetaie sono dunque quelli utilizzati dai viticoltori delle province di Reggio Emilia e Modena per fare il vino, che vengono concentrati in un secondo momento. Inoltre l'invecchiamento degli Aceti Balsamici Tradizionali Dop avviene con il metodo tradizionale, per rincalzi successivi in botti di legno dalla capienza decrescente. Buonaceto, invece, è invecchiato in silos ed in botti di legno di rovere secondo un proprio procedimento validato con l’Università di Chimica Agraria di Modena.

La premessa era d'obbligo per riuscire a comprendere l'impegno produttivo e il profondo studio che sta alla base di questa linea. Ed ora vi lascio il link al sito ufficiale di Buonaceto, in cui potrete sfogliare voi stessi tutti i prodotti dell'azienda.
Nelle prossime settimane vi presenterò queste specialità una alla volta, perché – credetemi – ognuna merita la giusta attenzione. A presto!

In collaborazione con Podere Conti della Mutilena