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martedì 2 dicembre 2025

Paste del Divino Amore

I divinamore o paste del Divino Amore sono uno  dei dolci antichi della tradizione natalizia napoletana e devono il proprio nome alle suore del Convento del Divino Amore di Napoli.

Pare fossero stati preparati in onore di Beatrice di Provenza, madre di Carlo II d’Angiò.

Dono dolcetti morbidi e profumati, dalla forma ovale e coperti di glassa (detta naspro) solitamente sono rosa tenue, ma nel web ne ho trovati anche di bianchi e con glassa al cioccolato.  Gli ingredienti per l'impasto sono mandorle, zucchero e canditi, e sono tipici del periodo natalizio.

La ricetta è di Teresa e l'ho presa da qui, naturalmente ho fatto qualche leggera modifica.


Ingredienti (per 19 paste da 30g l'una)

250 g di mandorle sgusciate

225 g di zucchero semolato

75 g di canditi (io, arancia)

1/2 bacca di vaniglia (semini)

la buccia grattugiata di 1/2 limone

1 uovo

1 tuorlo d’uovo

Ostie per dolci

Copertura

4 cucchiai di confettura di albicocche

Per la glassa:

200 g di zucchero a velo

Acqua 

Succo di limone

Colorante alimentare


Tritare finemente le mandorle (non pelate) assieme a metà dello zucchero.

Tritare i canditi con il resto dello zucchero

Unire i due composti in una ciotola, aggiungere gli aromi e la buccia di limone grattugiata, impastare il tutto con l' uovo, l'impasto è piuttosto appiccicaticcio, usare le mani.

Riporre l’impasto preparato in un contenitore ermetico e lasciar riposare per una notte

Disporre le ostie sulle placche da forno, formare delle palline ovali (di circa 30g), e leggermente schiacciate, il composto è freddo e si riesce senza problemi a compattarlo.

Posizionare sulle ostie sulla leccarda e adagiare i dolcetti sulle stesse.

Cuocere in forno ben caldo a 180°C, funzione statica per 15 minuti circa. Devono risultare solo lievemente dorati in superfice.

Lasciarli intiepidire e poi ritagliare l'ostia.

Riscaldare la confettura di albicocche con un paio di cucchiai di acqua, così da renderla liquida.. Spennellare la  confettura sui dolcetti e poi procedere alla glassatura, quando sono bene freddi.

Preparare la glassa rosa: mettere lo zucchero in una ciotola aggiungere qualche goccia di limone. mettere 1 goccia di rosso in 100ml di acqua e poi aggiungere 1 cucchiaio alla volta l'acqua allo zucchero fino alla consistenza desiderata. Deve risultare un rosa tenue e piuttosto coprente. Intingere i dolcetti nella glassa e lasciarli asciugare sulla carta forno.

Per la glassa al cioccolato, ho acquistato quella pronta, l'ho solo sciolta al micronde e poi ho intinto i dolcetti e asciugati su carta forno (poi decorati con una scaglia di mandorla.



Ecco le ricette delle altre foodblogger del gruppo


Piemonte: Amandovolo dalle Marche

Lombardia: Tozzetti umbri con nocciole e mandorle

Trentino-Alto Adige: Pampapato dell'Emilia-Romagna 

Friuli Venezia Giulia:  Strazzate lucane

Veneto: Zelten del Trentino Alto Adige  del blog Il fior di cappero

Emilia-Romagna: Paste del Divino amore dalla Campania 

Liguria:  Il pan del doge dal Veneto

Toscana. Mandorle atterrate dalla Puglia

Marche: Torta gianduia dal Piemonte

Umbria: Parrozzo abruzzese: il dolce tradizionale di Natale 

Lazio: Petrali calabresi 

Abruzzo: Canestrelli dalla Liguria

Molise: Strucchi fritti friulani 

Campania: Ricciarelli dalla Toscana 

Puglia: Pangiallo romano 

Basilicata: Bisciola valtellinese 

Calabria: Milk Pan dal Molise

Sicilia: Pardulas Sarde 

Sardegna: Mpanatigghi la Sicilia incontra la Sardegna 

Potete continuare a seguirci durante il mese di dicembre sulla nostra Pagina Facebook e su Instagram: @italianelpiatto

venerdì 16 maggio 2025

La mia genovese


La pasta è magia! Una rubrica che ci accompagna ormai da più di un anno e che ci aiuta a celebrare la pasta, il piatto italiano per eccellenza!

Oggi ho osato! Mi sono cimentata in un piatto iconico della cucina napoletana, la genovese, un ragù bianco a base di cipolle e carne di manzo. Spero di aver fatto un buon lavoro, ho letto tante ricette e poi ci ho provato, prendendo gli spunti secondo me utili. Da lì in nome "mia" giusto per non far innervosire i veri cultori della ricetta.

L'origine di questo piatto non si conosce, pare sia opera di anonimi cuochi genovesi che operavano nel porto della città partenopea tra il XIV ed il XV secolo. Ma potrebbe anche al nome del suo inventore, poiché Genovesi è un cognome alquanto diffuso in Campania. 

Una delle ipotesi più attendibili, anche se meno citata, lo vuole di origine svizzera, in quanto nel periodo in cui pare sia stato creato diversi mercenari svizzeri, del cantone di Ginevra, fossero a Napoli ed era risaputo che nella loro cucina si faceva largo uso di cipolle. Il nome del ragù potrebbe quindi essere derivata dalla storpiatura delle parole ginevra, ginevrino o dal francese génevois (tratto da wikipedia).

Con queste dosi si prepara ragù da 8 persone, non è conveniente prepararne di meno, in quanto ci vuole tanto tempo per la cottura, deve essere lenta e anche sul fornello non meno di 4-5 ore, nel mio caso ho usato la slowcooker e ho impiegato  12 ore. In ogni caso è possibile dopo la cottura porzionarla e mettere in freezer, così da averla già pronta per le volte successive. E' sufficiente scongelarla e ripassarla in padella con il burro dopodiché è pronta per condire la pasta. Che dovranno essere candele o ziti spezzati.... buon appetito!!



Ingredienti per 4 persone

( sugo per 8 persone)

800g di carne di manzo (cappello del prete)

ragù pronto per condire 

1 kg di cipolle dorate

1 canna di sedano

1 carota

250ml di vino bianco

2 foglie di alloro

sale, pepe, suk

olio evo

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro

25g di burro

250g di ziti


Tagliare le cipolle sottili e passare in padella con 2-3 cucchiai di olio evo a fuoco basso. Aggiustare di sale e pepe.


Nel frattempo tritare sedano e carota e soffriggere in un altro tegame a fuoco medio, unire la carne (in un sol pezzo) e rosolare accuratamente a fuoco alto da tutti i lati. Sfumare con il vino bianco, salare e aggiungere le spezie. 


Mettere nel contenitore del slow cooker le cipolle ben rosolate (almeno 15-20 minuti), facendo un fondo e adagiare la carne e il soffritto e tutto il contenuto del secondo tegame. Aromatizzare con l'alloro e stemperare il concentrato di pomodoro. Mettere il coperchio e cuocere a bassa temperatura per 9-12 ore.


Finita la cottura sfilacciare la carne che sarà morbidissima, metà carne e metà cipolle utilizzarle per condire la pasta e l'altra metà verrà conservata in freezer per una prossima cena.

La dose di carne che sarà il condimento della pasta per 4 persone viene messa in una larga padella e condita con i 25g di burro.

Mettere a bollire 2 litri di acqua salata e quando bolle spezzare gli ziti in tre, non troppo corti ma neanche lunghi, cuocere la pasta per il tempo indicato sulla confezione, scolare e versare nella padella con il sugo di carne e cipolle. 

Mescolare bene e distribuire la pasta nei piatti, quindi completare con formaggio grattugiato e pepe a piacere.

Altre proposte di pasta!

Carla Emilia: Fiori agli asparagi con mazzancolle e fave 

Daniela: Fusilli con fagiolini, piselli, pomodori secchi e olive con crema di robiola   

Milena: Tagliatelle con pesto di peperoni e speck croccante  

Natalia: Tagliatelle con gorgonzola nell’impasto

lunedì 1 aprile 2024

Pizza chiena


Quest'anno la classica pastiera napoletana non bastava più, complice un bar che frequento spesso alla domenica e che oltre a presentare un bancone di pasticcini favolosi di origine campana, sfogliatelle & Co, aveva una zona separata con casatelli, tortani a gogo, mi ha convinto a provarci con qualche altra preparazione pasquale tipica di quella zona d'Italia, dove la cucina è davvero al TOP.

Così dopo aver letto la ricetta di Peppe Guida in un gruppo su Facebook ho pensato di cimentarmi nella mia prima Pizza Chiena, ecco la ricetta con le mie modifiche (poche) tra parentesi.

E' davvero favolosa, l'impasto è morbido e setoso, il ripieno ricco e goloso, ed è ottima pure il giorno successivo, questa ricetta è da tenere stretta!

Ingredienti


500 g Farina per pizza

250 g Acqua

80 g Sugna (io 40g di burro)

10 g lievito di birra fresco

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di sale

Sciogliere il lievito di birra in 100 g di acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero e farlo riposare per 10 minuti in modo che si attivi. Cominciare ad impastare la farina con 150 g di acqua e il sale, quindi aggiungere anche il lievito attivato e poi quando risulta incordato, sempre impastando, incorporare anche lo strutto. Continuare ad impastare fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico (impasto davvero setoso!). Far riposare l’impasto coperto con un canovaccio, fino al raddoppio di volume (ho utilizzato il programma lievitazione/pane del mio microonde che impiega 40 minuti).

Per il ripieno 


150 g Salame napoletano

150 g Salsiccia secca (omessa)

150 g di ricotta (io, 250g)

150 g Provolone (io, piccante)

100 g  Parmigiano grattugiato (oppure un po’ di parmigiano e un po’ di pecorino)

3 Uova (io, 2)

Pepe (omesso)

Tagliare a cubetti i salumi e i formaggi e tenerli da parte. Battere le uova, aggiungere il parmigiano (e il pecorino, per un sapore più intenso), la ricotta e mescolare il tutto. Quindi aggiungere anche i salumi, i formaggi a cubetti, ed il pepe se piace, e mescolare ancora. 

Stendere più della metà dell' impasto e trasferirlo in uno stampo, di 24-26 cm di diametro, rivestito di carta forno. Versare il composto di ricotta, uova, salumi e formaggi nel guscio di sfoglia, coprire con l'impasto rimanente, sempre steso, e poi sigillare bene i bordi in modo che il ripieno non fuoriesca durante la cottura. 

Spennellare la superficie della pizza chiena con del latte a piacere (l'ho dimenticato) e forare con un o stuzzicadente. Ho avanzato un poco di impasto e ci ho preparato una pizzetta, infornata assieme (ma cotta circa 15-20 minuti)

Infornare a 180 gradi per circa 50 minuti(funzione statico), controllare che sia ben dorato.

Far raffreddare bene prima di servire.

venerdì 8 marzo 2024

Ziti spezzati con polpettine


Oggi vi lascio un primo piatto, ma che sarebbe meglio considerare un piatto unico visto la ricchezza degli ingredienti, è tipico del sud Italia. Vi sono tante versioni, pugliese, napoletana, siciliana, personalmente non sono così preparata da capirne le differenze, so solo che sono tutte buonissime.

Qui ho utilizzato la carne di tacchino, ma potrebbe essere bovino, vitello o anche pollo, un mix, come desiderate, quanto al sugo di pomodoro deve essere bello abbondante così da avvolgere ed entrare nei tubi degli ziti. Una piccola precisazione sul formato di pasta, gli ziti,  sono un formato di pasta di semola grano duro, tubolare, liscia e lunga circa 25 cm, che prima di essere cotta veniva spezzata a mano, ma può essere anche cotta intera e poi passata al forno. Ed ora una piccola curiosità sul nome; pare che la parola ziti deriva dal dialetto napoletano e significa “sposa” o “fidanzata”. Gli ziti vengono chiamati in questo modo poiché erano una tipologia di pasta che normalmente la “zita”, ovvero la sposa, cucinava al marito il giorno delle nozze.

Ma passiamo alla ricetta...

Ingredienti per 4 persone

400g di ziti
1 cipolla
400g di salsa di pomodoro
4 cucchiai di olio evo
200g di macinato di tacchino
1 spicchio di aglio
400g di passata di pomodoro
1/2 panino bagnato nel latte
1 uovo
1 scalogno
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio evo
farina
prezzemolo
peperoncino 
zucchero
sale e pepe

Preparare le polpette, unendo alla carne il pane bagnato, ben strizzato, lo spicchio di aglio tritato finissimo,  il prezzemolo tritato, l'uovo. Formare tante piccole polpette grandi come una nocciola, rotolare le polpette nella farina. Rosolarle nell'olio evo dopo aver fatto appassire lo scalogno affettato finemente.


In un'altra padella preparare il sugo, scaldare i 4 cucchiai di olio evo, soffriggere senza bruciare la cipolla tritata, un poco di peperoncino (quantità a piacere) e infine la salsa di pomodoro

Lasciare cuocere per 30 minuti regolando di sale, pepe, un pizzico di zucchero. Unire le polpette e cuocere ancora una decina di minuti aggiungendo un poco di acqua se necessario. 

Nel frattempo far cuocere gli ziti, scolare al dente, e mettere nel sugo facendo mantecare il tutto a fiamma vivace. 

Con questa ricetta partecipo ad ABC - Un mondo di ingredienti, sarà l'ultima ricetta visto che con il 10 marzo finiamo questa prima parte, e l'ultima ricetta non poteva che ritornare in Italia, proprio come la prima, da dove sono partita! 

Z di ziti per Abc - un mondo di ingredienti e si ritorna in Italia!

martedì 17 gennaio 2023

Biscotti all'amarena

 


A come AMARENA, Biscotti all'amarena napoletani, Italia.

Iniziamo la nuova avventura, il nuovo gioco capitanato da Eloisa di Trattoria Muvara - ABC un mondo di ingredienti, qui trovate come poter partecipare e le regole della rubrica, vi aspettiamo!

Ho preparato questi biscotti all'amarena, biscotti della tradizione di Napoli, era da un po' che volevo provarli qe questa è stata l'occasione giusta. Sono morbidi pasticcini realizzati con una base di pasta frolla e ripieni di amarene e cacao, sono considerati biscotti antispreco infatti nel ripieno venivano inseriti biscotti avanzati, oggi si usa pan di Spagna, io ho messo savoiardi che erano stati dimenticati in dispensa. Tipica è la loro forma, rettangolari, più o meno allungati, ma sempre ricoperti di glassa bianca con righe rosse di confettura di amarene.

Ho utilizzato la confettura che ho preparato personalmente la scorsa estate, con la mia produzione di amarene e che contiene tanti pezzettoni di frutta.

Ho preso spunto da due siti in particolare, qui e qui, quest'ultimo è un blog-amico che vale la pena di visitare, Annalu, una vera esperta di dolci! :


Ingredienti 

per la pasta frolla:


300 g di farina

150 g di burro

150 g di zucchero a velo

2 tuorli d’uovo

1 uovo intero

scorza di limone grattugiata

un pizzico di sale

per la farcia:

200 g di savoiardi 

4 cucchiai di rum

2 cucchiai di acqua

8 cucchiai di confettura di amarene

3 cucchiai di cacao amaro

per la decorazione:

2-3 cucchiaini di albume

100 g di zucchero a velo

qualche goccia di limone

Fare la fontana con la farina sul tavolo di lavoro in legno, inserire il burro a pomata, lo zucchero averlo e tuorli e uovo. Aggiungere il pizzico di sale e la buccia di limone grattugiata. Amalgamare gli ingredienti, fare un panetto, avvolgerlo con la pellicola e mettere in frigo per almeno 1 ora.


Preparare la farcia: sbriciolare i savoiardi (io con il bimby 4 sec vel 5), unire la confettura il cacao, il rum e un goccio di acqua, mescolare fino a rendere un composto omogeneo (se la confettura non presenta amarene in pezzi unire 10-15 amarene sciroppate).

Riprendere la frolla renderla plastica, stenderla su un piano infarinato formando un rettangolo.  Al centro mettere il ripieno all’amarena e chiudere la frolla formando un rotolo. Raffreddare in frigo per una mezz'ora e poi tagliare a fette il rotolo  e posizionare le fette distanziate di un paio di cm su una teglia rivestita di carta da forno.


Preparare la glassa mescolando l’albume con lo zucchero a velo e il limone, (tenere questo composto piuttosto denso, vi aiuterà a distribuirlo sulla superficie dei bicìscotti),  posizionarlo sui biscotti (io con un cucchiaino), poi intingere uno stuzzicadenti nella confettura di amarene e decorare con strisce orizzontali. 


Infine, infornate i biscotti a 180° per circa 20 minuti, (a questa temperatura la glassa si colora un poco, magari potrebbe essere ottimale 160°C per 30 minuti, va provato!)

Far raffreddare completamente prima di assaggiare, il giorno dopo sono superlativi!!!

lunedì 6 giugno 2022

Frittata di maccheroni alla napoletana


Oggi a Light and tasty si parla di "frittata",  una qualsiasi preparazione a base di uova che, dopo essere state sbattute, vengono fritte in padella.

E' una ricetta italiana e la tradizione vuole che venga cotta da entrambi i lati, oltre alle uova si può aggiungere di tutto, dalle verdure alle carni ma anche la frutta e possono essere aggiunti durante o al termine della cottura. Come si legge è molto versatile e  può essere consumata come secondo piatto, contorno o come dessert.

Ho puntato su una ricetta della tradizione, la classica frittata di pasta (spesso avanzata, per riciclare) a cui però si aggiunge sapore con prosciutto e formaggio, ma si cuoce in forno... per evitare da aggiungere la frittura.
Risulta comunque un piatto unico piacevole e veloce da preparare che aiuta noi povere mamme lavoratrici e ci salva almeno 1 cena a settimana!

Ma ecco la mia ricetta, che viene da una variazione di questa pubblicata nel sito Tavola Arte Gusto,






Ingredienti per 2 persone

70g di maccheroni (spaghetti grossi) 

70g di prosciutto cotto

70g si scamorza

3 uova

2 cucchiai di parmigiano grattugiato 

1 cucchiaio di olio evo





Cuocere la pasta in acqua salata per il tempo indicato sulla confezione. Lasciar raffreddare. E' possibile utilizzare anche pasta avanzata e condita o, come nel mio caso, se ne è stata cotta troppa viene tenuta da parte senza condirla.

Tagliare a cubetti il prosciutto cotto e la scamorza.

In una ciotola sgusciare le uova, aggiungere 3 pizzichi di sale e il formaggio (2 cucchiai), sbattere con una forchetta fino ad amalgamare. Unire la pasta, la scamorza e il prosciutto, Mescolare accuratamente.

Ungere con un filo d'olio una teglia diametro 22, distribuire il composto.

 Cuocere in forno già caldo a 180°C per 20  minuti circa, fino a quando non si forma una leggera crosticina. Ottima calda, ma anche tiepida e pure fredda!


Ecco le altre frittate proposte 


Frittata arrotolata con caprino, melanzane e alici  di Carla Emilia

Frittata dolce con mele e mirtilli   di Catia

Muffin di frittata con le zucchine  di Daniela

Frittata al forno con il lesso  di Franca

Frittata soufflée de la Mère Poulard   di Milena


martedì 12 maggio 2020

Pasta, patate e provola



Era da anni che volevo provare a cucinare una pasta patate e provola come si deve, ma non riuscivo a trovare una ricetta giusta e che mi andasse a genio. Sembra una banalità, ma se la ricetta non è scritta con amore e con tutte le attenzioni possibili, una che ama la cucina come me se ne accorge subito e rimane titubante. Ne avevo lette tante, sembrava semplice, anzi fin troppo, poi ho trovato questa sul blog Scatti di gusto e mi ha dato subito fiducia, una ricetta napoletana  in piena regola, descritta con tutti i crismi e con foto favolose... quindi cosa aspettate correte a leggerla di là, qui sono solo i miei appunti che mi servono per rifarla la prossima volta!
Infatti ci sarà sicuramente una prossima volta perchè è davvero buonissima!


Ingredienti per 4-5 persone

320 g di pasta corta (trafilata a bronzo)
800 g di patate (non novelle, con amido!)
40 g di olio evo
200 g di provola
100 g di pancetta
sei pomodorini
tre foglie di basilico
una costa di sedano
una cipolla bianca
uno spicchio di aglio
parmigiano reggiano
pepe nero e sale


Soffriggere l'olio con la cipolla tagliata finemente, il sedano e l’aglio tritato, facendo attenzione a non bruciarlo, quindi fuoco basso!!).

Aggiungere le patate precedentemente tagliate a tocchetti, non troppo grandi (circa 2cm x 2cm), unire la pancetta tagliata a cubetti.
Far cuocere per una decina di minuti aggiungendo un poco di acqua se si attaccassero al fondo della pentola.
Inserire  i pomodorini tagliati a metà, servono a renderla rosata, il basilico e poi aggiustare di sale e pepe.
Continuare la cottura mescolando e aggiungendo un poco di acqua.

Prepararsi acqua bollente , almeno 1 litro, aggiungerne 300ml circa alle patate e calare la pasta.
Cuocere per il tempo indicato in confezione aggiungendo acqua calda se necessario. Non abbandonare mai la pentola e mescolare sempre.

Assaggiare e aggiustare di sale, se necessario, a cottura ultimata spegnere e unire la scamorza a pezzetti, mescolare fino a farla sciogliere.

Servire con parmigiano grattugiato e un giro di olio evo.

venerdì 27 settembre 2019

Pizza al piatto con cipolle caramellate, zucchine e ricotta alla menta per Il Club del 27




L'immagine può contenere: testoOggi noi de Il club del 27 ci siamo cimentate nella pizza!

La pizza tratta dalla sfida n.58 di MTChallenge, lanciata da Antonietta Golino de La Trappola Golosa. Ricordo bene questa sfida, è stata piuttosto impegnativa, ma i risultati sono stati ottimi (ecco il post di partecipazione).

Ci riprovo oggi con questa ricetta tratta dal blog di Vittoria, La cucina piccoLina e sono sicura che non mi deluderà, la Vitto è imbattibile in cucina e le sue ricette sempre descritte alla perfezione, unico mio neo sarà la cottura, avrei avuto l'esigenza di una pietra refrattaria, ma farò l'acquisto al più presto!

Passiamo alla ricetta dell'impasto, quello con idratazione al 55%, ma questa volta non vorrei passarlo sul fornello prima di inserirlo in forno, vediamo come viene.




Ingredienti per 3 pizze

450 g di farina 0
250 ml di acqua
12 g di sale
1 g di lievito di birra

Misurare l’acqua, versarla in una ciotola, prelevarne una piccola quantità in due tazzine differenti: in una sciogliere il sale, nell'altra il lievito di birra.

Versare il contenuto con il lievito di birra nella ciotola con l’acqua e iniziare ad aggiungere gradualmente e lentamente la farina setacciata a parte, incorporandola man mano all’acqua, poi finita la farina aggiungere il sale sciolto in acqua, continuare ad amalgamare  fino a raggiungere il “punto di pasta” (Il disciplinare dice che questa fase deve durare 10 minuti).

Ribaltare sul piano da lavoro e lavorare 20 minuti (tempo necessario per ottenere un impasto della consistenza ideale)

Piegare e schiacciare ripetutamente, poi all'avvicinarsi dei 20 minuti l’impasto diventerà morbido e sempre più cedevole e infine avrà un aspetto setoso.
A questo punto riporlo in una ciotola di vetro o porcellana, coprire con pellicola e lasciar lievitare per 2 ore.
Dividere in 3 panetti e lasciarli ancora lievitare fino al raddoppio (almeno 3 ore).
Scaldare il forno a temperatura max, (il mio oltre 250°C).
Una volta che i panetti sono lievitati stenderne uno alla volta su un ripiano, senza usare il mattarello ma allargandolo con le mani, dal centro verso il bordo e poi, come fanno i pizzaioli veri, facendolo debordare roteandolo, in modo che avvenga un’estensione più delicata. E' possibile aiutarsi con farina o semola.

Ingredienti farcitura per 3 pizze
3 cipolle rosse
3 zucchine
1 rametto di menta fresca
200g di mozzarella
200 g di ricotta
olio extravergine di oliva
sale e zucchero

Affettare la cipolla, stufare con olio, zucchero (un pizzico) e sale facendo imbiondire, aggiungendo anche un poco di acqua se ce ne fosse bisogno.
Tagliare a dadini la zucchina e saltare in padella con olio,  sale e qualche foglia di menta.
Lavorare la ricotta con olio, sale e altre 3-4 foglie di menta.
Farcire la pizza dopo averla cotta 4 minuti a forno ben caldo (io al max, oltre 250°C),  con la mozzarella a cubetti, la cipolla, le zucchine alla menta e infornare ancora 5 minuti.
Appena uscita dal forno aggiungere quenelle di ricotta, servire subito!

Anche questo mese partecipo a Il club del 27 con la tessera n.31!

venerdì 30 novembre 2018

Melanzane a Pullastiello


Proprio la scorsa settimana fa ho raccolto nel mio piccolo orticello le ultime melanzane.
Già quest'anno è stato particolarmente generoso, ho raccolto prodotti da luglio fino ad oggi.
inizio sempre con le fave, che mi danno tanta soddisfazione per poi proseguire con peperoni, pomodori, melanzane e una pianta di zucchine. Starò invecchiando ma vivere all'aria aperta coltivando frutti e ortaggi mi riempie di gioia.
Quindi passando in rassegna il blog di Valentina e vedendo questa ricetta non ho potuto non provarla, mi ispirava troppo!
Anche la mia nonna faceva qualcosa di simile, friggeva prima le melanzane, le farciva (prosciutto e mozzarella) e poi le scaldava al forno (Qui).
Sembrano simili, ma non è così! Volete mettere questa crosticina dorata e il ripieno affumicato con il salame?
Non c'è storia! Grazie Vale, anche questa ricetta è un portento!





Ingredienti per 4 persone

3 melanzane
2 uova
1 scamorza affumicata
100 grammi di salame Milano
Parmigiano grattugiato
Farina qb
Sale fino
Olio di sSemi per friggere





Sbucciare le melanzane, tagliarle a fette regolari e lasciarle spurgare sotto sale per almeno uantrentina di minuti. Poi sciacquarle ed asciugarle con carta assorbente.

Tagliare la scamorza a fette e prepararsi il salame.

Sbattere le uova con un pizzico di sale e una manciata di Parmigiano in un piatto fondo.

In un'altro piatto mettere la farina.

Farcire le fette di melanzana con scamorza e fettina di salame, passare poi nella farina e infine nell'uovo sbattuto.

Friggerle in abbondante olio bollente, facendole dorare da entrambi i lati.

Scolarle su carta assorbente e servire subito con una spolverata di parmigiano.

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist  di Flavia

domenica 8 aprile 2018

Spaghetti alla puttanesca per Quanti modi di fare e rifare


Ma quanto è buono un bel piatto di spaghetti al sugo?
E' il tipico piatto di pasta all'italiana, che ci invidiano in tutti i paesi del mondo, ma noi siamo in grado di districarci tra le nostre ricette base?
Per fortuna ci corre in soccorso la nostra rubrica Quanti modi di fare e rifare, che oggi ci invita a preparare gli spaghetti alla puttanesca.
Ho partecipato con molto piacere, proprio per capire quale è la "vera ricetta"!
Mi sono attenuta a quanto riportato sul libro di riferimento “ le Ricette Regionali Italiane” edito da Solares, unica variante è stato l'origano fresco al posto del prezzemolo, e la passata di pomodoro fatta in casa al posto dei pomodori, visto che non è ancora stagione.
L'ho trovata molto saporita ed equilibrata, ideale per una spaghettata tra amici!
A breve farò una ricerca con gli altri sughi classici: arrabbiata, gricia, carbonara, amalfitana, amatriciana... così da avere le idee chiare!





Ingredienti per 4 persone

400g di spaghetti
6 cucchiai di  olio evo
20 olive verdi e nere
8 acciughe sotto sale
40g di capperi sotto sale o in aceto di vino
500g di pomodori da sugo (io 5 cucchiai di passata homemade)
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
1 cucchiaino di zucchero
uno spicchio d'aglio
un peperoncino rosso (io la crema)
sale
origano fresco






Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua leggermente salata; quando alzerà il bollore inserire gli spaghetti, senza romperli (MI RACCOMANDO!!!).
Lavare le acciughe e togliere le lische.

Scaldare in una grande padella l'olio, l'aglio e il peperoncino o la crema: far soffriggere e, quando l'aglio sarà dorato,toglierlo e aggiungere le acciughe a pezzetti così da rendere possibile il loro scioglimento.
Unire i pomodori, dopo averli pelati e tagliati a pezzetti togliendo i semi. In inverno è possibile utilizzare la passata di pomodoro.
Aggiungere le olive, i capperi ben lavati e il concentrato di pomodoro. Mescolare il sugo e aggiungere un poco di acqua, soprattutto se si usa la passata, le acciughe si scioglieranno, non è quindi consigliato l'uso del sale, mentre utile è lo zucchero per affievolire l'acidità del pomodoro.

Quando gli spaghetti saranno cotti, scolarli e saltarli in padella con il sugo.
Servire ben caldo con qualche fogliolina di origano fresco.



Questa ricetta partecipa alla rubrica Quanti modi di fare e rifare

sabato 24 marzo 2018

La pastiera napoletana



Oggi giornata speciale!!! E' la giornata della Pastiera Napoletana al Calendario del Cibo Italiano!
Questo dolce buonissimo della cucina campana è il classico dolce di Pasqua!
vi è anche una leggenda legata a questa torta, la protagonista è la sirena Partenope, che incantata dalla bellezza del golfo, disteso tra Posillipo ed il Vesuvio, pare avesse deciso di stabilirsi lì.
Ogni primavera la bella sirena emergeva dalle acque per salutare con canti d'amore  le popolazioni della zona.
Una volta la sua voce fu così melodiosa e soave che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati e per ringraziarla, decisero di offrirle dei doni preziosi e  sette bellissime fanciulle dei villaggi vicini al golfo furono incaricate di consegnare i doni alla bella Partenope.
- la farina, forza e ricchezza della campagna;
- la ricotta, omaggio di pastori e pecorelle;
- le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova;
- il grano tenero, bollito nel latte, a prova dei due regni della natura;
- l’acqua di fiori d’arancio, perché anche i profumi della terra solevano rendere omaggio;
- le spezie, in rappresentanza dei popoli più lontani del mondo;
- lo zucchero, per esprimere l’ineffabile dolcezza profusa dal suo canto.

La sirena accettò felice e si inabissò per fare ritorno alla sua dimora cristallina  dove depose le offerte preziose ai piedi degli dei. Questi, inebriati anche essi dal soavissimo canto, riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima Pastiera che superava in dolcezza il canto della stessa sirena.

Questa leggenda non è bellissima?

Be quest'anno la mia pastiera, confezionata con la ricetta tradizionale, è davvero molto buona, la ricetta è di Anna e del risultato sono stata molto soddisfatta, grazie finalmente ci sono riuscita a prepararla come desideravo!
Grazie  Anna!



Ingredienti (diam 28cm)

Pasta frolla
500g di farina
1 uovo intero grande
2 tuorli grandi
150g di zucchero
250g di burro
1/2 bacca di vaniglia ( i semini)
la scorza grattugiata di 1/2 limone
1 cucchiaio di latte
un pizzico di sale



Nel mixer frullare velocemente il burro (freddo) a pezzetti con la farina fino ad ottenere uno sfarinato, unire lo zucchero, l’uovo, i tuorli e il sale, azionare ancora.
Aggiungere il latte così da renderlo un impasto omogeneo, ma non troppo morbido.
 Avvolgere la pasta frolla in una pellicola e far riposare in frigo per circa un’ora finché non si sarà rassodata (io una notte).

Farcitura
210g di grano cotto
50ml di latte
15g di burro
la buccia grattugiata di 1/2 limone
350g. di ricotta vaccina ben scolata
300g. di zucchero
2 uova grandi intere
1 tuorlo grande
1/2 bacca di vaniglia (i semini)
2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio
un pizzico di cannella
la buccia grattugiata di mezzo limone
75g di arancia candita a pezzetti





Versare in un tegame il latte, e il  burro, aggiungere il grano cotto  grano e la buccia grattugiata del limone. Cuocere a fuoco moderato per circa 10 minuti mescolando, fino ad ottenere una crema quasi omogenea. Raffreddare.

Montare con le fruste elettriche la ricotta (scolata e asciugata con carta assorbente) con lo zucchero fino ad ottenere un impasto areato e fine. Unire sempre montando le uova, una alla volta, la vaniglia, l'acqua di fiori d'arancio, un pizzico di cannella e la scorza grattugiata di limone. Lavorare bene. Solo alla fine unire la crema di grano e i canditi precedentemente ridotti a pezzettini amalgamare ancora per un minuto.
Stendere la frolla, con essa foderare 1 ruoto da 28 (si avanzerà della frolla, ho preparato una crostata diam 18cm con marmellata) precedentemente imburrato, versarvi il ripieno facendo attenzione a non raggiungere il bordo della teglia (occorre fermarsi circa un dito sotto al bordo), decorare con strisce  di pasta frolla (da tradizione dovrebbero essere 7 come gli ingredienti della leggenda) formando il classico motivo decorativo.
Fare attenzione a fissare le strisce al bordo di frolla,come da fotografia, in modo che così non scendano nel ripieno.

Cuocere in forno (funzione lievitati, dove il calore si sviluppa maggiormente da sotto) a 180° per circa 50 minuti avendo cura di ruotare le teglie a metà cottura, coprire con alluminio se la pastiera dovessero scurirsi troppo.
Sfornare e lasciare raffreddare.

La pastiera come è noto avrebbe bisogno di 3 giorni di riposo per permettere ai suoi aromi di amalgamarsi e fondersi in un’unica fragranza, provateci ;)


Questa ricetta  partecipa al  Calendario del Cibo Italiano