martedì 10 marzo 2026

Polpo arrostito su crema di fave


Oggi si pubblica per Vista in rivista, un rubrica che ormai conoscete e che ci porta a proporre ricette di riviste più o meno datate. 

Nel mio caso attingo spesso da ricette di anni fa, anche perchè ultimamente compro meno riviste e poi ho ancora tante ricette segnalate da provare e quindi vado al risparmio!

Questa ricetta, ad esempio, è tratta da La cucina italiana di aprile 2014, le fave sono una mia scoperta da adulta e me ne sono innamorata, con il polpo penso ci stiano a meraviglia, sia come differenza cromatica che di sapore.

Eccomi quindi a replicarla e a pubblicarla per voi.


Ingredienti per 4 persone

1kg di polpo

400g di fave sgranate fresche o surgelate

1 piccola cipolla

maggiorana

olio evo

sale

Per cuocere il polpo:

1 carota

1 scalogno

1 canna di sedani

200ml di vino bianco


Lavare accuratamente il polpo dopo averlo asportato il becco (che si trova tra i tentacoli) e gli occhi.

Porre in una casseruola con 500ml di acqua e 200ml di vino bianco, 1 carota, 1 scalogno e 1 pezzo di sedano, cuocere per 40 minuti dal bollore e poi lasciare raffreddare in acqua.

Nel frattempo sgranare le fave, se fresche,  cuocerle in acqua bollente per 3-4 minuti e poi scolare e raffreddare subito in acqua fredda. Lasciarle per qualche minuti e poi spellarle, togliendo la pellicina.

Affettare la cipolla, soffriggerla con due cucchiai di olio e poi unire le fave (tenendone da parte un terzo per la decorazione), lasciare cuocere aggiungendo un poco di acqua per una decina di minuti. Aggiustare di sale. Frullare formando una crema, emulsionando con un filo di olio, aggiustare la consistenza con acqua (deve essere fluida).

Quando raffreddato, scolare il polpo, tagliare a tocchetti e dopo averlo spellato, condirlo con un poco di olio e maggiorana. Arrostirlo su piastra ben calda 1 minuto per lato.

Servire subito dopo aver impiattato prima la crema di fave, poi il polpo e infine qualche fava intera tenuta da parte.


Ecco il piatto in primo piano

Ecco le altre ricette:

Daniela: Straccetti di manzo con pannocchie 

Milena: Bocconcini di pollo all’orientale   

Natalia: Biscotti coniglietto di carote e mandorle 


lunedì 9 marzo 2026

Tartufi ricotta e cocco


Oggi a Light and tasty abbiamo pensato di pubblicare una ricetta da fare con o per i bambini, qualcosa di semplice, veloce da preparare insieme a loro oppure un piatto ideale per una merenda o una cenetta  adatta a loro. 

Per l'occasione ho preparato dei dolcetti, dei tartufini, dagli ingredienti "quasi" salutari, ma soprattutto molto versatili. 

Ricotta, cocco e biscotti, la ricotta potrebbe essere senza lattosio, e i biscotti possono essere scelti tra la miriade presente sugli scaffali ....senza lattosio, senza glutine, senza zucchero... tutti i senza che volete, in modo da poterli far assaggiare a qualsiasi vostro invitato.

Personalmente ho scelto dei semplici biscotti alle nocciole e poi ho inserito una nocciolina all'interno, oppure un pezzetto di cioccolata, come preferite!  Non vi sembrano gustosi?

Questa ricetta può essere fatta completamente dai bimbi, unica avvertenza frullare i biscotti in anticipo per evitare che si feriscano con le lame.



Ingredienti per 10 tartufi

100g di Ricotta fresca

50g di Cocco disidratato rapè

50g di biscotti alle nocciole

nocciole o pezzetti di cioccolato


Tritare finemente in un mixer i biscotti frollini, unire la ricotta  e mescolare per renderla cremosa.

Aggiungere un cucchiaino di farina di cocco.

L'impasto dovrà risultare abbastanza compatto. formare le palline con le mani e mettere al centro 1 nocciola o 1 pezzetto di cioccolato. Rotolare nel cocco rapè.

Posizionare nei pirottini e mettere in frigo fino al momento di servire (almeno un paio di ore).

Servirli freddi, togliendoli dal frigorifero 10 minuti prima di mangiarli.


Ecco le proposte per i nostri cucciolini:


Carla Emilia: Sfogliatelle semplicissime

Catia: Cake pops al cioccolato  

Claudia: Tortino con gocce di cioccolato in friggitrice 

Daniela: Dolce di semolino al latte e miele con lamponi 

Milena: Pavesini sullo stecco  

martedì 3 marzo 2026

Anello di riso con ragù di carne


Con un giorno di ritardo noi del Light and tasty arriviamo con un argomento scontato ma sempre graditissimo: IL RISO!

Questo cereale, il più prodotto e consumato al mondo, è molto versatile, una vera ricchezza per i cuochi che possono utilizzarlo in tanti piatti diversi.

E' naturalmente privo di glutine e questo lo rende molto interessante visto l'aumento esponenziale di persone celiache o anche solamente intolleranti al glutine. Chi di voi non ha un amico con questi problemi di salute? 

Proprio per questo abbiamo voluto proporre questa uscita per incentivare le ricette con queste ingrediente e darvi un aiuto nel caso vi capitasse di organizzare una cena e non volete preparare piatti specifici per un celiaco (che poi è pure brutto preparare solo per lui un piatto), ma proporre a tutti gli invitati lo stesso menù!

Personalmente ho pensato ad un piatto unico, che fa pure bella figura  se portato a tavola e vi assicuro che è una vera delizia!!

Ma passiamo alla ricetta!


Ingredienti per 4 persone


320g di riso

2 cucchiai di olio freddo

1 litro di brodo vegetale

40g di parmigiano reggiano grattugiato

Per il ragù:

300g di carne di manzo macinata

150ml di vino bianco secco

200g di passata  di pomodoro

50ml di latte

4 cucchiai di olio evo

1 costa di sedano

1 carota

1 cipolla piccola 

sale e pepe

Burro e pane grattugiato (volendo anche senza glutine)

In una casseruola scaldare l'olio, unire le verdure tritate a cubetti regolari e piccoli. Aggiungere la carne, mescolare e farla rosolare con cura, pepare e sfumare con il vino.

Dopo aver evaporato l'alcol a fuoco alto, inserire la passata e il concentrato, aggiustare di sale e il pepe proseguire la cottura  a fuoco basso aggiungendo di tanto in tanto un poco di acqua in modo che non si asciughi troppo.

Il sugo dovrebbe sobbollire per almeno 2 ore, sempre a fuoco basso. Al termine si aggiunge il latte, utile a mitigare l'acidità del pomodoro.

Nel frattempo in una larga padella, ben calda tostare il riso a secco per un paio di minuti (controllare la temperatura con la mano), poi iniziare ad aggiungere il brodo vegetale poco alla vota sempre mescolando e portare a cottura (il mio carnaroli impiega 16 minuti).

Spegnere il fuoco e  mantecare con l'olio ben freddo e parmigiano grattugiato.

Imburrare con cura una teglia a ciambella e cospargere di pane grattugiato, inserire il riso e con un cucchiaio compattare con cura, cospargere anche la superficie con un velo di pane grattugiato e qualche fiocchetto di burro. Mettere in forno a 180°C per 30 minuti circa. 

Togliere dal forno lasciare raffreddare 5 minuti e poi sformare su un piatto da portata, riempire il buco con il ragù di carne ben caldo. Servire subito.

Un assaggio per voi!

Ma ecco le altre ricette con il riso:


Carla Emilia: Torta salata con riso e zucchine 

Catia: Frittata di riso e piselli 

Claudia: Sformato di riso con verdure miste

Daniela: Quadretti di riso soffiato e cioccolato 

Milena: Risotto al radicchio tardivo con caprino alle erbe  

lunedì 2 marzo 2026

Faraona disossata farcita con castagne, salsiccia e mele


L'argomento della rubrica di oggi de L'Italia nel piatto  sono le ricette con pollo, galline. cappone o faraona, i classici animali da cortile.

L'Italia ha una tradizione con questi ingredienti, che vengono dal nostro passato contadino, io che vivo in un paese dell'Emilia di 6000 abitanti, e le abitazioni sono spesso villette con giardino, fino ad una ventina di anni fa, in molti possedevano ancora il pollaio con le classiche galline ovaiole (per il consumo familiare) e qualche esemplare chiamato " da carne" per gli eventi importanti dell'anno, feste comandate compleanni festeggiamenti. 

Per l'occasione ho voluto presentare un grande classico: la faraona ripiena. Un piatto piuttosto elaborato da preparare soprattutto se ci si deve approcciare al disosso del volatile. Vi sono tante tecniche, io ho utilizzato quella della scuola Cordon Bleu, che avevo già fatto qualche volta e so che mi viene abbastanza bene, in ogni caso la particolarità è che lascia intatti i fusi delle cosce così da dare un bell'aspetto al prodotto.

Il ripieno può essere vario, solo parmigiano e pane scottato, oppure con tanta salsiccia, o altre farce più o meno elaborate, nel mio caso ho preso spunto da una ricetta dello chef Persegani, anche lui piacentino.

Questa farcia è quella delle grandi feste, con castagne mele e salsiccia, infatti non si rimane delusi, ma passiamo alla ricetta! 


Ingredienti per 6 persone

1 faraona da 1,5 kg

25g si burro

sale 

rosmarino

150ml di vino bianco

1 carota

1 cipolla rossa

Per la farcia

2 cucchiai di pane grattugiato

1 uovo

100g di castagne lesse

1/2 mela renetta

150g di salsiccia

60g di parmigiano grattugiato


Disossare la faraona: prendere un busto eviscerato, fiammeggiarlo per eliminare eventuali residui di piume, lavarlo sotto acqua corrente e asciugare il tutto con carta da cucina.

Per prima cosa  lussare le cosce: con il busto dritto e le cosce rivolte verso di voi, inserire la mano dell'incavo intestinale fino a toccare l'articolazione dell'anca, con l'altra mano tirare verso esterno/indietro la coscia rompendo l'articolazione, in modo che il femore esca dalla cavità articolare.

Togliere poi la forcella dello sterno (quell'ossicino a v che si trova sempre nel petto di pollo), si ruota la faraona si spinge indietro la pelle della cavità del collo e si tocca delicatamente il petto, con la punta del coltello si incide dove si sente la forcella, in modo da poterla toccare, recidere con il trinciapollo la punta della v dallo sterno ed estrarla, evitando di forare la pelle.

Finito la fase disosso

Ruotare la faraona e mettetela sul tagliere con la schiena in sù (prona), tenendola fermamente con una mano, incidere  nel centro della spina dorsale per tutto il  volatile, utilizzare un coltello non troppo lungo ed affilato, iniziare dall'alto e con movimenti precisi tagliare poco alla volta tenendo la lama contro le costole e appoggiandola alla cassa toracica; fare ciò da entrambi le parti in modo da liberare bene le costole dalla pelle,  così da aprirlo a libro.

Ora staccare lo sterno (unica parte rimasta unita alla polpa di petto), facendo attenzione a muovere il coltello raschiando bene vicino all'osso. Incidere lungo tutta la colonna e liberare tutta la carcassa.

Pulirsi sempre bene le mani, in modo da poter impugnare al meglio il coltello evitando che scivoli.

Passare alle zampe, agire ora sull'osso ileo, togliere le ossa delle sovracosce, grattando la carne incidendo ben vicino alle ossa, tagliare con il trinciapollo  a livello dell'articolazione con l'osso della coscia, che verrà lasciato al suo posto in modo da mantenere la forma della faraona. Tagliare con il trinciapollo la coda con la ghiandola che si trova sopra (uropigio).

Farcitura e cucitura
Ora si passa alle ali, si taglia con il trinciapollo e si eliminano le due parti distali,  poi si staccano le scapole, pulendole bene con la lama del coltellino, poi con il coltello entrare nella parte rimasta dell'ala in modo da staccare l'osso, che poi verrà sfilato, la pelle con la poca polpa dell'ala verrà riportata verso l'interno.

Il lavoro più difficoltoso ora è terminato, si deve controllare che non ci siano piccoli pezzettini di osso, tastare bene con le mani per controllare.

Preparare la farcia: spellare la salsiccia, unire al pane grattugiato, l'uovo, il parmigiano grattugiato, le castagne cotte tritate e  la mela tagliata a cubetti piccoli. Mescolare bene così da avere un composto omogeneo. 

Mettere la farcia all'interno della faraona, che si trova aperta a libro (non ho salato volutamente l'interno visto il ripieno saporito), spalmandola all'interno, richiudere il volatile cucendo con ago e filo, così da ricomporre la forma del volatile. Con uno spago da cucina, legare tipo arrosto, così da tenere le cosce. Avvolgere in carta stagnola e mettere in frigorifero per una notte (serve a mantenere in forma la faraona disossata.

Il giorno dopo togliere la stagnola, salare la superficie, mettere un paio di rametti di rosmarino, e tanti fiocchetti di burro su tutto l'esterno (il burro non deve essere troppo freddo, deve potersi spalmare sulla pelle della faraona). Mettere in una teglia da forno con attorno la cipolla e la carota, tagliate a tocchetto dopo averle pelate.

Prima di infornare

Cuocere in forno a 180°C funzione statico (non ventilato si seccherebbe troppo!), dopo 15 minuti, bagnare con 50 ml di vino, dopo mezz'ora altri 50 ml di vino e dopo 1 ora altri 50ml. La superficie di dorerà lentamente, sempre se non si mettono coperchi.

Dopo 1 ora e 30 minuti, provare a forare la carne se esce un liquido trasparente, la faraona è cotta.

Togliere dal forno, lasciare riposare per 20 minuti circa, poi tagliare a fette. 

Nel frattempo formare la salsina di accompagnamento, frullando le verdure presenti nella teglia con 3-4 cucchiai di sughetto di cottura. Assaggiare e aggiustare di sale se ce ne fosse bisogno. Per renderla più licida aggiungere una noce di burro, ma non 

Servire a fette dopo averle bagnate leggermente con il liquido di cottura e con la salsa d'accompagnamento. Ottimo con patate arrosto oppure zucca arrosto o cipolline all'aceto balsamico.

Appena tolta dal forno




Ecco le proposte regionali:




Friuli-Venezia Giulia Tagliatelle al ragù di faraona















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venerdì 27 febbraio 2026

La charlotte al cioccolato

 


La Charlotte al cioccolato di Lili, così viene chiamata questa ricetta nel libro di Julie Andrieu dal titolo "Chocolate".  Sì, perché è questo il libro da cui abbiamo attinto ottime ricette a base cioccolato (in fondo siamo nel mese di S.Valentino e il cioccolato è d'obbligo!) noi de Il Club del 27

E' un libro fondamentale per chi ama il cioccolato, 140 ricette, dalle più semplici alle elaborate, da dolcetti per la merenda fino a torte sublimi per invitati speciali, con idee di pasticceria insolite ma anche bevande molto golose, inoltre ci delizia di tanti consigli e trucchi per garantire preparazioni buone e belle!

Ho scelto questa charlotte per festeggiare un evento tra amici, e poi era pure S. Valentino, il cioccolato e la consistenza erano adattissime all'evento, ed ho fatto un figurone! 

Inoltre mi aveva colpito la sua presentazione, in cui l'autrice sottolineava "le charlotte tradizionali utilizzano uova intere. Tuttavia, ho scoperto che la mousse è più leggera e soffice quando si usano solo albumi. Ecco perché ho creato questa ricetta, molto adatta alle persone con colesterolo alto."

Come potevo non provarla?



Ingredienti

250 g di cioccolato al 55% di cacao

50 g di cioccolato al 70% di cacao

 savoiardi (25 biscotti- 200-250g) 

6 albumi (pari a 180g)

130 g di burro

80 g di zucchero, 

1/2 bacca di vaniglia (soli i semini)

3 cucchiai di rum

caffè (moka da 4 tazze)

Per la ganache di copertura

40 g  di burro

100g di cioccolato al 55%



Sciogliere 250 g di cioccolato tritato (55% di cacao) a fuoco molto basso, a bagnomaria o in microonde.

Quando il cioccolato inizia a sciogliersi, mescolare delicatamente con una spatola. Quando è liscio, aggiungere il burro a dadini. Mescolare e, quando il burro si è sciolto, togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.

Preparare il caffè, versarlo in una ciotola e aggiungere il rum. Mescolare e mettere da parte per farlo raffreddare.

Con uno sbattitore elettrico, montare gli albumi a neve ferma, nel frattempo scaldare 30ml di acqua con lo zucchero, sul fuoco fino ad arrivare a 121°C, unire a filo poi all'albume che sta montando. Continuare a usare lo sbattitore elettrico fino a  rendere la massa appena tiepida.

Appena sformata, prima di glassarla

Incorporare delicatamente gli albumi montati a neve al composto di cioccolato e burro utilizzando una marisa, sollevando delicatamente l'impasto (io ho fatto il contrario, per un problema di dimensioni di ciotola, non mi sembra che abbia inficiato la riuscita).

Spezzare il cioccolato al 70% di cacao in piccoli pezzi e aggiungerlo alla mousse. 

Rivestire con pellicola uno stampo per charlotte. Immergere quasi tutti i savoiardi nel caffè ormai raffreddato e foderare il fondo e i lati dello stampo. Versare la mousse sui savoiardi e ricoprire con un ultimo strato di savoiardi imbevuti di caffè e rum. Avvolgere nella pellicola e riporre in frigorifero per 12 ore. 

Prima di servire, preparare la ganache sciogliendo 100 g di cioccolato al 55% di cacao con 40 g di burro a fuoco molto basso. Lisciare con una spatola e togliere dal fuoco. Sformare la charlotte su un piatto da portata e ricoprire con la ganache. 

Servire immediatamente.

Con questa ricetta partecipo a Il Club del 27

lunedì 23 febbraio 2026

Crema di ceci con mazzancolle


Oggi a Light and tasty si va di pesci e crostacei, io donna di pianura fatico sempre a cucinare questi ingredienti, non mi sento mai all'altezza, anche se mi rendo conto che dovrebbe anche essere semplice, visto le cotture veloci e mai troppo "invasive", ma ho sempre un timore reverenziale.

Per l'occasione ho preparato una crema semplicissima di ceci, che possiamo cuocere dopo 1 notte in ammollo in acqua e un rametto di rosmarino, ma anche acquistarli già pronti e cotti in scatola o in vasetto. Il gusto è piacevole e molto neutro, proprio per questo una spolverata di paprika ci sta a pennello.

Per rendere insolita la crema ho aggiunto mazzancolle alla griglia, ho pensato di lasciare la codina, perché mi sembrano più carini alla vista, ma sono stata criticata da mio figlio che voleva assaporare la crema e il crostaceo assieme nel cucchiaio, e poi mi ha incolpato di tirchieria, secondo lui 3 mazzancolle a testa erano troppo pochi. E voi cosa ne dite?


Ingredienti per 2 persone

1 cipolla piccola

1 cucchiaio di olio evo

250g di ceci cotti

6 mazzancolle (code)

paprika dolce





Affettare sottilmente la cipolla e rosolarla nell'olio per qualche minuto a fuoco basso, unire poi i ceci scolati e sciacquati, continuare a rosolare mescolando per un minuto. 

Aggiungere circa 200ml di acqua e far cuocere per 15 minuti circa, Aggiustare di sale e aromatizzare con un poco di paprika dolce.

Tenere da parte una cucchiaiata di ceci per decorare il piatto.

Con il frullatore ad immersione frullare la zuppa, fino a renderlo a crema, poi aggiustare la densità in base ai propri gusti con acqua.

Nel frattempo pulire e spellare le mazzancolle mantenendo attaccato solo le codine (mio figlio avrebbe preferito fossero completamente pulite, così da mangiarle al cucchiaio con la crema), poi passarle su una griglia per qualche minuto per parte (vedrete che cambiano di colore durante la cottura).

Impiattare mettendo la crema nelle fondine aggiungere le mazzancolle e i ceci tenuti da parte, spolverizzare con un pizzico di paprika.

Ed ecco le altre proposte:


Carla Emilia: Pesce persico con prezzemolo e olive taggiasche 

Catia: Salmone in padella con pomodorini  

Claudia: Scampi al prosecco cotti in padella 

Milena: Padellata di mazzancolle, pesce spada, broccolo romano e capperi  


martedì 17 febbraio 2026

Spaghetti integrali ai capperi

 

Con un giorno di ritardo arriviamo con la rubrica Light and tasty, l'argomento è "alimenti integrali" , un ritorno alle fibre che negli ultimi anni va tanto di moda.

Quando si parla di alimenti integrali ci riferiamo a quei prodotti che non sono stati sottoposti a processi di lavorazione che comportano la rimozione di parti essenziali dei cereali, come il germe o il rivestimento esterno, ovvero la crusca. Questi cibi mantengono intatte tutte le proprietà nutritive e benefiche delle materie prime utilizzate, contribuendo così a garantire un apporto nutrizionale ottimale per il nostro organismo.

Infatti la fibra presente favorisce la digestione, migliorando il transito intestinale, inoltre regola il livello di zuccheri nel sangue, avendo un indice glicemico più basso, diminuendo l'assorbimento degli zuccheri.

La fibra nei cibi integrali contribuisce anche a prolungare il senso di sazietà, aiutando a controllare meglio l'appetito. Proprio per questo sono alimenti ideali per la nostra rubrica che dobbiamo assolutamente promuovere e cercare di consumarne sempre di più! 

Ma passiamo alla ricetta semplicissima di questi spaghetti!


Ingredienti per 2 persone


180g di spaghetti integrali

4 cucchiai colmi di capperi salati

2 cucchiai di pane grattugiato

olio evo

origano

peperoncino (a piacere)



Preparare il pane tostato, ungere con un filo d'olio una padella antiaderente aggiungere il pane grattugiato e miscelare continuamente così da tostare in modo omogeneo il pane, che quando assume auna colorazione leggermente ambrata, rovesciare subito su un piatto freddo così da bloccare la tostatura.

Mentre cuociono gli spaghetti integrali in acqua bollente salata, dissalare con acqua corrente i capperi salati e tritarli.

In una larga padella scaldare un paio di cucchiai di olio con un pezzetto di peperoncino, e infine aggiungere i capperi, è sufficiente scaldare un paio di minuti, solo alla fine unire un pizzico di origano essiccato.

 Scolare le pasta e saltarla velocemente in padella. Servire con una spolverata di pane tostato.

Ecco le altre proposte "integrali":


Carla Emilia: Cous cous integrale con lenticchie nere e salsa di pomodorini gialli 

Catia: French toast integrali alla cannella  

Claudia: Panini integrali con pomodori secchi 

Daniela: Dessert con fette biscottate integrali e yogurt greco 

Milena: Biscotti integrali con nocciole (senza zucchero)  

lunedì 16 febbraio 2026

Fusi istriani con ragù di carne al Refosco dal Peduncolo Rosso


Eccoci con la nostra rubrica La pasta è magia, e con lei i miei "esperimenti" con le cucine degli altri territori. Infatti sono sempre molto curiosa di conoscere e provare le cucine delle diverse regioni d'Italia o addirittura di altri Paesi.

Oggi mi sono esibita nei fusi istriani,  una pasta fresca tradizionale dell'Istria e del Friuli Venezia Giulia, simile a garganelli, ottenuta arrotolando quadrati di sfoglia all'uovo (circa 4x4 cm) su un bastoncino. 

Sono noti per la loro consistenza liscia e sottile, tradizionalmente serviti con sugo di gallina,  a volte anche con asparagi selvatici, o prosciutto istriano o tartufi. 

Per evitare il sugo di gallina, che avevo difficoltà a reperire, ho pensato ad un corposo sugo con un vino del territorio, il Refosco.

Il Refosco dal Peduncolo Rosso è un vitigno autoctono del Friuli-Venezia Giulia, che deve il suo nome particolare alla colorazione rossa del peduncolo, cioè della base del rachide, che forma l’ossatura del grappolo. Il Refosco dal peduncolo rosso appartiene alla più vasta famiglia dei Refoschi,  tutti accomunati da un’origine comune con la stessa famiglia di viti selvatiche, come dimostrato da recenti studi sul DNA. Il Refosco dal peduncolo rosso è presente anche nel Veneto, dove è stato recentemente inserito nelle DOC di recente approvazione. Il suo territorio d’eccellenza rimane però quello del Friuli, in particolare con le DOC Colli Orientali del Friuli. 

Il Refosco dal Peduncolo Rosso, vinificato in modo tradizionale, dà un vino molto spigoloso, tannico ed in più anche acido, cosa che lo può rendere non piacevole. E’ un vitigno particolare che richiede massima cura, professionalità e sapienza per riuscire ad ottenere un buon vino, se poi si affina in legno, ci sono ottime possibilità di renderlo un grande vino rosso.


 Ingredienti per 4 persone


300g di farina

3 uova

1 cucchiaio di olio evo

1 pizzico di sale 

Per il ragù

100g di salsiccia

100g di carne mista macinata

1 scalogno

1 carota

1 gambo di sedano

150ml di vino rosso (Refosco doc)

olio evo

burro

1 cucchiaino di triplo concentrato di pomodoro

sale e pepe


Fare la fontana con la farina, inserire le uova, il sale e l'olio. Impastare con le mani aperte, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Con la sfogliatrice tirare all'ultimo foro della macchinetta (quello che rende la pasta più sottile), tagliare quadrati 4cm x 4 cm.


Prendere l'assetta con il bastoncino per fare i garganelli. Intingere il bastoncino per fare i maccheroni nella farina e arrotolare i quadrati in diagonale formando della specie di penne lisce, che sono i nostri fusi istriani, senza utilizzare l'asse rigata (per evitare il disegno sui fusi).  Allinearli sull'asse in legno o su un vassoio di cartone, per spostarli utilizzare una forchetta e infilarli nei rebbi così da non schiacciarli.  Se si congelano posizionarli sui vassoi, ma non sovrapporre più strati, congelarne 1 strato alla volta.


Preparare il sugo: scaldare 2 cucchiai di olio evo e una noce di burro, soffriggere le verdure tagliate a cubetti piccoli, poi unire salsiccia(spellata del budello) e carne e rosolarla a fuoco alto. Sfumare con il vino , lasciare evaporare l'alcool e poi aggiustare di sale e pepe

Aggiungere il concentrato di pomodoro, e allungare con 200-250ml di acqua e proseguire la cottura coperto, a fuoco basso per un paio di ore facendo attenzione che non asciughi troppo.

In una pentola alta, con acqua salata, portare a bollore e poi cuocere i fusi, per 3-4 minuti dopo aver raggiunto il bollore (assaggiare la pasta per decidere il punto di cottura ideale ai vostri gusti), scolare e saltare in padella con il sugo di carne.

Servire subito con parmigiano grattugiato.




Ecco le altre proposte di pasta:


Carla Emilia: Penne al forno con crema di broccolo romanesco, scamorza e speck 

Daniela: Minestra con carote e patate dolci al profumo d’arancia  

Milena: Mezze maniche ripiene e spoja lorda (con il ripieno di brasato degli anolini)

Natalia: Orecchiette pugliesi con crema di broccoli e ricotta 


martedì 10 febbraio 2026

Finocchi alla panna

 


La rubrica Vista in rivista ha un fascino tutto suo; il bello di selezionare ricette da riviste, spesso datate, è per me un momento di svago e di studio. Ho un paio di armadietti colmi di vecchie riviste e durante il mese precedente scelgo 5 o 6 delle stesse, naturalmente della stagione opportuna e poi mi rilasso sul divano riguardando i vecchi giornali, facendo attenzione ad eventuali commenti scritti ai lati delle pagine, o anche alle classiche "orecchie" sono molto gettonate. 

La ricetta odierna è tratta da "Cucina Creativa", una supercollezione sulla cucina tradizionale, il costo era ancora in lire (8000 lire per 640 ricetta) e correva l'anno 1997.

Ho scelto di cucinare finocchi, perché a casa mia vengono sempre apprezzati e in inverno è la mia verdura di punta, come d'altronde in estate è il pomodoro, e l'idea di condirli con la panna mi intrigava.

Già devo ammettere che sono una amante di questo prodotto tanto demonizzato e soprattutto demodé, lo trovo piacevole al gusto, ma soprattutto è la consistenza voluttuosa che fa impazzire. 

Quindi ho voluto provare ad aggiungerla ai "rustici finocchi", cercando di ingentilirli un poco.

L'ho apprezzata particolarmente, forse avrei dovuto asciugare un pochino di più la salsa, tenendo il tutto sul fornello per qualche minuto in più, in generale la ricetta è promossa!!!



Ingredienti per 4 persone


2 finocchi

50g di burro

100ml di panna fresca

1 spicchio d'aglio

sale e pepe





Mondare i finocchi e affettarli dopo averli tagliati a metà (tenere da parte le barbe per decorare il piatto prima di servire).

Cuocerli a vapore o lessarli in acqua bollente per circa 15 minuti, (io al microonde li ho cotti 10 minuti a 900watt di potenza). Scolarli.

Spellare lo spicchio d'aglio, e soffriggerlo in una larga padella con il burro fuso, unire la panna e dopo 5-6 minuti aggiungere  i finocchi, proseguire un paio di minuti. Aggiustare di sale e pepe.

Versare il tutto in una teglia da portare in tavola. Cospargerli con le barbe di finocchio e servire tiepidi.


Ecco le ricette delle colleghe, siete curiose di conoscere da quali riviste sono tratte?


Daniela Risotto allo zafferano con rucola 

Elena:  Finocchi alla panna 

Milena: Vellutata di gambi e foglie di finocchio con radicchio e cannellini  

Natalia: Bomboloni fritti con crema pasticcera

lunedì 9 febbraio 2026

Frappe all'Alchermes cotte al forno


La prossima settimana è Carnevale e i dolci della tradizione riempiono già da qualche settimana le vetrine delle pasticcerie e dei fornai. Sinceramente il Carnevale non mi ha mai entusiasmato, ma i dolci della tradizione invece sì, quelli sono davvero golosi e speciali, forse anche perché si assaggiano solo in un periodo ridotto dell'anno e quindi l'attesa li rende ancor più piacevoli.

Da noi il dolce per eccellenza si chiamano tortlitti, e sono dei ravioli dolci (ripieno di castagne, confettura cacao amaretti) fritti, ma poi come in tutt'Italia ci sono le chiacchiere o frappe (ma noi le chiamiamo sprelle) sempre debitamente fritte.

Oggi, per Light and tasty, ho provato di cuocere al forno le classiche frappe, ma dopo averle impastate con l'Alchermes per renderle più colorate e gioiose. Non vi sembrano bellissime?

All'assaggio l'alchermes si sente a malapena, diciamo che rimane il profumo, sono croccanti e piacevoli, ma dobbiamo essere sinceri, fritti sono un'altra cosa!!!


Ingredienti (per circa 40 frappe)

Prima della cottura
200 g di farina 00

30 g di zucchero

30 g di olio di riso

1uova

1 cucchiaio di liquore grand marnier

4-5 cucchiai Alchermes

vaniglia

zucchero a velo qb


Disporre in una ciotola la farina,  lo zucchero, l' uovo, la vaniglia, il liquore e l’olio. Mescolare prima con una forchetta, poi aggiungere 1 cucchiaio alla volta l'Alchermes con le mani, fino a formare una palla. Infine coprire con una pellicola e lasciare riposare 30 minuti.

Trascorso questo tempo stendete l’impasto, con la macchinetta per la pasta, utilizzando un poco di farina se fosse appiccicaticcia.

Scegliere uno spessore 2 per ottenere frappe sottili e croccanti.

Ritagliare tanti rettangoli con un incisione al centro dando alle sfoglie la tipica forma delle frappe. Posizionarle sulla leccarda coperta di carta forno (ho usato quella goffrata, pare renda tutto più croccante).

Eccole cotte


Cuocere in forno, funzione ventilata (io circotherm), già caldo a 180° per 5-6 minuti, fino a quando le frappe non saranno dorate (con 5-6 minuti rimangono del loro colore rosa tenue, con 9-10 minuti risultano più croccanti ma il colore si affievolisce). Quando sono completamente fredde sono croccanti entrambe, ma devono raffreddare almeno 1 ora!!!

Sfornare e lasciar intiepidire fuori dalla teglia. Cospargere poi con lo zucchero a velo.

Ecco le altre golose proposte:


Carla Emilia: Topolini ripieni di verdure e formaggio 

Catia: Castagnole al forno 

Daniela: Bocconcini di pollo con verdure colorate e olive 

Milena: Tortine morbide con le mele rosse