Visualizzazione post con etichetta secondi piatti a base di pesce. Mostra tutti i post
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lunedì 7 settembre 2026

Pesce spada al limone e rosmarino

 


Eccoci rientrate, noi della banda del Light and tasty, dico la verità ne sentivo la mancanza! 

Non perché avessi voglia di cucinare, con il caldo sofferto non si ha né fame né voglia di impegnarsi in qualche attività, inoltre il lavoro assorbiva tutte le energie, ma per risvegliarmi dal torpore! 

Sì avete letto bene, è il primo anno da quando ho il blog che non pubblico per tutto il mese di Agosto, e pure mezzo mese di Luglio.... apatia totale!

I piatti estivi più serviti nella mia cucina sono state insalate di verdure, capresi, tonno e pomodoro, spesso servivo questo piatto di pesce, leggero e fresco che con quella nota di acidità data dal limone invogliava all'assaggio nonostante la calura estiva.

Vi consiglio di provarlo, è davvero velocissimo da preparare max 20 minuti (altra nota positiva!).


 Ingredienti per 2 persone


2 fette di pesce spada

1 limone

1/2 cucchiaino di amido di mais

1 rametto di rosmarino

2 cucchiai di olio  evo

sale



Con un rigalimoni, raccogliere la scorza a filetti in un piatto fondo, spremere il limone e aggiungere il succo. Sfogliare il rosmarino e, sarebbe bene, tagliarlo grossolanamente. Inserire nel piatto.

Tagliare a listarelle lo spada, dopo aver tolto la pelle e mettere in infusione per un'oretta, tenendolo in frigo.

Prendere una larga padella, scaldare l'olio, aggiungere il pesce e il suo infuso.


Lasciare cuocere 5-10 minuti  a fuoco medio (valutare la cottura), poi scolare il pesce con una pinza e mettere sul piatto da portata. 

Mettere l'amido in una tazzina da caffè e scioglierlo in 10-20 ml di acqua fredda. Aggiungerlo sul succo di limone e continuare la cottura fino a far bollire, quando si addensa, può essere versato sul pesce.

Servire il pesce nappato con la salsina rosmarino-limone.


Ecco il rientro delle delle colleghe di Light and tasty:

Carla: Pesce spada alla griglia con olive e pomodorini 

Catia: Pasta alla ricotta e erbe aromatiche  

Claudia:  Mini torta di cacao e acqua

 Daniela: Biscotto gelato light   

Milena: Bruschette miste   

martedì 10 marzo 2026

Polpo arrostito su crema di fave


Oggi si pubblica per Vista in rivista, un rubrica che ormai conoscete e che ci porta a proporre ricette di riviste più o meno datate. 

Nel mio caso attingo spesso da ricette di anni fa, anche perchè ultimamente compro meno riviste e poi ho ancora tante ricette segnalate da provare e quindi vado al risparmio!

Questa ricetta, ad esempio, è tratta da La cucina italiana di aprile 2014, le fave sono una mia scoperta da adulta e me ne sono innamorata, con il polpo penso ci stiano a meraviglia, sia come differenza cromatica che di sapore.

Eccomi quindi a replicarla e a pubblicarla per voi.


Ingredienti per 4 persone

1kg di polpo

400g di fave sgranate fresche o surgelate

1 piccola cipolla

maggiorana

olio evo

sale

Per cuocere il polpo:

1 carota

1 scalogno

1 canna di sedani

200ml di vino bianco


Lavare accuratamente il polpo dopo averlo asportato il becco (che si trova tra i tentacoli) e gli occhi.

Porre in una casseruola con 500ml di acqua e 200ml di vino bianco, 1 carota, 1 scalogno e 1 pezzo di sedano, cuocere per 40 minuti dal bollore e poi lasciare raffreddare in acqua.

Nel frattempo sgranare le fave, se fresche,  cuocerle in acqua bollente per 3-4 minuti e poi scolare e raffreddare subito in acqua fredda. Lasciarle per qualche minuti e poi spellarle, togliendo la pellicina.

Affettare la cipolla, soffriggerla con due cucchiai di olio e poi unire le fave (tenendone da parte un terzo per la decorazione), lasciare cuocere aggiungendo un poco di acqua per una decina di minuti. Aggiustare di sale. Frullare formando una crema, emulsionando con un filo di olio, aggiustare la consistenza con acqua (deve essere fluida).

Quando raffreddato, scolare il polpo, tagliare a tocchetti e dopo averlo spellato, condirlo con un poco di olio e maggiorana. Arrostirlo su piastra ben calda 1 minuto per lato.

Servire subito dopo aver impiattato prima la crema di fave, poi il polpo e infine qualche fava intera tenuta da parte.


Ecco il piatto in primo piano

Ecco le altre ricette:

Daniela: Straccetti di manzo con pannocchie 

Milena: Bocconcini di pollo all’orientale   

Natalia: Biscotti coniglietto di carote e mandorle 


sabato 27 dicembre 2025

Salmone con patate dolci, panna e lime


Nonostante siamo in periodo natalizio quest'anno non abbiamo voluto saltare la pubblicazione de Il Club del 27 di dicembre, complice la scelta di un libro molto interessante e con l'argomento decisamente "sul pezzo"!

Già il libro in questione è dedicato alle ricette natalizie e si intitola "Le bible des recettes de fete", è edito da ASAP , è in francese e può considerarsi davvero una bibbia di ricette adatte alle festività natalizie. 340 ricette tra antipasti, secondi e dessert da portare in tavola e fare bella figura.

Ho scelto di preparare questo salmone con patate dolci, proprio per la vigilia di Natale e vi assicuro che è stato molto veloce come preparazione e se presentato in cocotte individuali fa davvero un gran figura, oltre ad essere decisamente buono! Il dolce delle patate viene compensato dall'acido dei lime e la panna, come sempre, arrotonda il gusto, rendendo i bocconi "vellutati".

Qui , a questi link, potete trovare tutte le ricette tratte dal libro.


Ingredienti per 4 persone

3 patate dolci 

400 g di salmone fresco (tagliato a pezzi) 

1 cucchiaio di olio evo

2 lime

250 ml di panna liquida

2 cucchiai di aneto tritato

Sale e pepe






Cuocere a vapore le patate dolci tagliate a pezzi per 10 minuti (io al microonde per 8 minuti 900watt di potenza con un poco di acqua)

In una casseruola, rosolare i pezzi di salmone in olio caldo a fuoco basso (non devono dorarsi) per circa 10 minuti, unire poi il succo dei lime, aggiustare di sale e pepe.

Versare la panna e infine le patate già cotte.

Lasciare cuocere assieme per circa 10 minuti, così da amalgamare i sapori. Spegnere il fuoco e cospargere con aneto tritato.

Servire subito.

Con questa ricetta partecipo a Il club del 27

lunedì 6 ottobre 2025

Merluzzo con porri e patate


Sua Maestà il Merluzzo, altrimenti detto pesce veloce del Baltico, sarà l'argomento di oggi di Light and tasty e con lui le sue diversificazioni: Baccalà e stoccafisso.

Ogni volta che mi approccio a una ricetta con questo ingrediente, non ricordo mai la denominazione corretta, oggi proverò a scriverle, vediamo se mi serve per fissarle nella mente.

Merluzzo: pesce fresco

Baccalà: merluzzo salato (concentrazione di sale assorbito deve essere almeno 18% di sale) e stagionato

Stoccafisso: merluzzo essiccato all'aria aperta senza sale

Fare attenzione a scegliere bene il prodotto che si vuole utilizzare in cucina. Il baccalà deve essere dissalato (almeno 3 giorni cambiando l'acqua 2 volte al giorno), mentre lo stoccafisso deve essere ammorbidito. Tutti e due hanno quindi bisogno di essere messi in ammollo per prima di essere cucinati. Lo stoccafisso norvegese si reidrata in una settimana almeno.

E poi c'è il Veneto, che mi manda in confusione ancor di più! Infatti in questa zona d'Italia, il "baccalà" è tradizionalmente lo stoccafisso (merluzzo essiccato e non salato), da cui si ricavano i piatti tipici come il baccalà mantecato, una crema spalmabile e saporita a base di stoccafisso, olio, acqua e latte, e il baccalà alla vicentina, un piatto più complesso e gustoso, preparato con stoccafisso, cipolle, sarde, latte, olio e formaggio, che ha un colore e una consistenza diversa,. 

Va bè...passiamo alla ricetta sperando che quanto scritto mi rimanga in mente!!!

Prima della cottura al forno

Ingredienti per 2 persone


400g di tranci di filetti di merluzzo

1 porro

2 patate medie

olio evo

sale e pepe




Sciacquare il merluzzo e asciugare bene e metterlo da parte.

Mondare il porro eliminando le foglie esterne e tenendo solo quelle tenere che si trovano all’interno. Tagliarlo a rondelle e saltare in padella con 2 cucchiai di olio evo per circa 10 minuti. Aggiungere un poco di acqua se ce ne fosse bisogno così da non "bruciacchiarli". Aggiustare di sale e pepe Spegnere e mettere sul fondo di una pirofila da forno.

Posizionare sopra il pesce, dopo averlo salato leggermente.

Pelare le patate e dopo averle lavate tagliarle con la mandolina a rondelle sottili. Sciacquarle in acqua per togliere l'amido in eccesso. Scottarle in acqua bollente per 2-3 minuti. Scolarle e raffreddarle con acqua fredda.

Asciugare su carta assorbente e poi disporle sulla teglia da forno a ricoprire completamente il merluzzo.

Condire con olio e sale. Cuocere in forno a 180°C per circa 30-40 minuti, finché il merluzzo non sarà cotto e le patate risulteranno dorate con crosticina croccante.

Servire subito.

Ecco altre ricette a base di merluzzo -baccalà- stocco:


Carla Emilia: Filetto di merluzzo al cartoccio con olive e limone 

Catia: Filetti di merluzzo allo zenzero  

Daniela: Baccalà con uvetta, pinoli e prugne 

Milena: Insalata tiepida di merluzzo, patate e cipolle   


martedì 10 giugno 2025

Calamari ripieni al tonno

Oggi è il 10 giugno e quindi va in scena la rubrica "Vista in rivista".
Ho deciso di proporre un antipasto, molto particolare a mio parere, in cui si associa un pesce con un mollusco e un latticino. Ero curiosa di cucinarlo! La ricetta è tratta da La cucina italiana Agosto 2014, con qualche variazione di dosi, la farcia mi sembrava troppa ed effettivamente la era, così ho riscritto in proporzione gli ingredienti.
Ho imparato inoltre a lessare i calamari, metodo di cottura mai utilizzato con i molluschi, ma devo ammettere che mi ha stupito, tenendo i tempi della ricetta della rivista si è dimostrato ottimale per lo scopo, al gusto una consistenza perfetta!
Piacevole al gusto, è un buon piatto, sicuramente d'effetto, ma un poco laborioso, e poi con diversi tempi di riposo in frigo, diciamo che ci si deve dedicare... ma vale la pena!
A voi la ricetta!


Ingredienti per 4 persone

4 calamari

1 peperone

50g di ricotta

125g di tonno sott'olio

2g di gelatina

vino bianco secco

1 scalogno

aglio

limone prezzemolo

olio evo

erba cipollina

sale








Soffriggere lo scalogno tritato con 2 cucchiai di olio, unire il peperone a pezzetti, un poco di acqua (circa 100ml) e cuocere per circa 20 minuti con fuoco basso e coperchio. Far raffreddare efrullarlo a crema con minipimer.

Ammollare la gelatina in acqua fredda.

Lessare per 2 minuti i sacchi e i tentacoli dei calamari in un court buillon costituito da 1 spicchio di aglio, 1 fetta di limone, qualche gambo di prezzemolo e un pizzico di sale. Scolarli e farli raffreddare.

Frullare il tonno sgocciolato con la ricotta e un pizzico di sale.

Scaldare 2 cucchiai di vino bianco e quando è in ebollizione unire la gelatina ammollata e strizzata. Mescolare bene così da scioglierla completamente e unirla alla farcia di ricotta e tonno.

Mettere la farcia in una sac a poche e mettere in frigo per almeno 1 ora.

Farcire i calamari con la farcia e poi avvolgerli e sigillarli in pellicola ben stretti. Mettere in frigo e lasciarli sa un minimo di 2 ore a un max di 24 ( io 2 ore).

Tagliare a rondelle i calamari e servirli sulla crema di peperoni come letto, decorandoli con steli di erba cipollina.

Servire freddo o a temperatura ambiente.

Ecco le altre proposte:

Daniela Biscotti ortolani  

Milena Tartare di cetriolo, crumble e caprino  

Natalia Frittata di foglie di ravanelli 

 


giovedì 13 febbraio 2025

Baccalà alla vicentina


Era da tempo che volevo provare questo piatto, ma lo stoccafisso non riuscivo a trovarlo, così mi sono accontentata del baccalà sotto sale, da noi molto venduto.

Ho utilizzato la ricetta della Venerabile Confraternita del Bacalà alla vicentina (qui) con qualche mia variazione non significativa (almeno per la sottoscritta).

In questi giorni dove l'umidità e il freddo condizionano le nostre giornate, un piatto unico di questo tipo rasserena cuore e animo.

Ve lo consiglio caldamente, anche se devo ammettere che è un pochino laborioso, o meglio ha bisogno di attenzioni continue, perché la cottura prolungata e la presenza di farina tende a far attaccare il pesce al fondo del tegame, rovinandone poi gusto e consistenza.

Ma passiamo alla ricetta, vi vedo che siete curiosi!


Ingredienti

1kg di stoccafisso secco o baccalà salato

300 g di cipolle

1/2 l di olio evo

3 sarde sotto sale (o 5 acciughe sott'olio)

½ litro di latte fresco 

100g di farina bianca

50 g di formaggio grana grattugiato

prezzemolo tritato

sale e pepe


Ammollare lo stoccafisso, già ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni. Aprire il pesce per lungo, togliere la lisca e tutte le spine. Tagliarlo a pezzi e infarinare.

Se si usa in baccalà sotto sale (come ho fatto io), lavare bene il pesce dal sale in superficie, poi metterlo in ammollo in acqua tiepida per 3 giorni, cambiando almeno 3 volte al giorno (mattina mezzogiorno e sera). Tagliarlo a cubotti e infarinare.

Affettare finemente le cipolle; rosolarle in un largo tegame con l'olio evo, aggiungere le sarde sotto sale (io 5 acciughe sott'olio), e tagliare a pezzetti.

 Togliere una parte di soffritto (circa la metà), aggiungere il pesce infarinato e lasciare rosolare girandolo da tutti i lati, unire il resto del soffritto,  aggiungere il latte, il grana grattugiato, il sale, il pepe.

Unire l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi. Coprire con coperchio dopo aver spolverizzato con prezzemolo tritato.

Cuocere a fuoco molto basso per circa 4 ore , muovendo ogni tanto il recipiente in senso rotatorio, senza mai mescolare (il pesce tende  a rompersi), d'altro canto la farina tende a farlo attaccare al fondo, fare attenzione. Potrebbe essere utilissima la slow cooker!

Servire tiepido con un'ottima polenta.

Il baccalà alla vicentina è ottimo anche dopo un riposo di 12/24 ore. 

martedì 17 dicembre 2024

Gravlax di salmone

Gravlax di salmone

Oggi a Light and Tasty si parla di festeggiamenti, in particolare di festeggiamenti in vista del nuovo Anno, e così ho pensato di svelarvi una chicca che mi piace preparare ai miei ospiti durante le feste è il gravlax di salmone!

E' salmone marinato con erbe sale e zucchero da servire affettato sottilmente su fette di pane integrale/di segale, con salse o un velo di burro.

Il gravlax sembra visivamente il classico salmone affumicato, ma è molto più profumato e gustoso e poi è  semplice da preparare ma impegnativo visto che i diversi passaggi che durano qualche giorno. 

Per prima cosa il salmone deve essere fresco, successivamente deve essere abbattuto in freezer per qualche giorno per evitare il rischio Anisakis (un parassita che popola abitualmente il digerente di alcuni pesci, molluschi e può provocare un'infezione nell'uomo).

Ricette tratta da qui .

Ma passiamo alla ricetta...

gravlax salmone

gravlax di salmone


Ingredienti

2 filetti di salmone

60 g di sale 

80 g di zucchero bianco 

 1 cucchiaio di pepe bianco

1 cucchiaio di gin

1 mazzetto di aneto fresco




Congelare il salmone a una temperatura inferiore a -18°C per almeno 48 ore e poi valutando che la preparazione implica almeno 3 giorni, scongelarlo in frigo il giorno prima di iniziare la preparazione.

Ai due filetti, che solitamente sono dello stesso trancio (perché le dimensioni devono essere simili) vengono eliminate le spine con una pinzetta, viene lasciata la pelle e posizionati su di un piano  con la parte rosata rivolta verso l'alto, pronta per essere "condita" (se si usa 1 solo filetto dividerlo a metà per il lungo con un coltello affilato).

Mescolare il sale, lo zucchero e il pepe bianco. Bagnare il filetto con il gin, miscelato con acqua. Cospargere con le poveri i filetti e  massaggiare accuratamente. Posizionare l'aneto fresco sui filetti e sovrapporli in posizione testa-coda (non nel senso che li trovate solitamente nel pesce, al contrario). Avvolgerli in pellicola per alimenti (il posizionamento testa-coda serve per avere lo spessore simile nel panetto che avete preparato), mettere in un contenitore con un peso sopra. 


Lasciare in frigo per 3 giorni eliminando l'acqua che si forma ogni 12 ore (dopo 2 giorni e mezzo non ne dovrebbe più formare).

Prima di servirlo eliminare l'aneto dal salmone e tutti i residui di marinatura, tamponare con carta da cucina e affettarlo sottilmente in diagonale. 

Servire con salse o anche solo un velo di burro e aneto fresco tritato.

Personalmente l'ho servito con 2 salse: la classica "gravlaxsas" e una maionese allo yogurt.

Gravlaxsas (ricetta presa qui) emulsionare aceto (2 cucchiai), senape di Digione (2 cucchiai), maionese (2 cucchiai)  e miele (2 cucchiaini)  in una piccola ciotola. Aggiungere lentamente l'olio (5 cucchiai), sbattere. Aggiungere l'aneto tritato e condire a piacere con sale e pepe.

Maionese allo yogurt: emulsionare maionese (4 cucchiai) e yogurt (2 cucchiai), sale  olio (1 cucchiaino).

 


Ecco le altre ricette "festaiole"


Carla Emilia: Alberelli agli spinaci

Catia: Pane cacio e pepe e carciofini 

Claudia: Tartine con salmone e pomodorini 

Daniela:  Crostini con crema di mandorle e bresaola 

Milena: Bocconcini di castagne e speck   


Buone feste a tutti! Ci si rilegge nell'anno nuovo!!!

lunedì 2 dicembre 2024

Polenta con sugo di vongole


L'Italia nel piatto oggi in occasione delle Feste intitola l'uscita “ Rosso in tavola”, così da rendere natalizia la rubrica per questo mese.

Ho pensato ad una ricetta della tradizione e sono andata direttamnte in Romagna con la loro classica Pulenta e purazi ( polenta e poveracce), che poi non è altro che Polenta e vongole.

Il sugo di vongole viene preparato con il pomodoro e assume così la colorazione rossa, rendendolo un piatto ideale per il nostro tema, ma anche ideale per la cena della vigilia, essendo di magro.

Non so se lo sapevate ma la costa adriatica è il luogo in cui, in Italia, ha avuto origine la pesca alle vongole. I Lupini sono presenti da moltissimi anni, si pescano con delle barche attrezzate appositamente per questo tipo di pesca, al largo, in mare aperto. Le Vongole Veraci, invece, sono normalmente pescate in laguna, con attrezzi specifici, queste ultime però devono passare da un impianto di depurazione (CDM), prima di essere idonee al consumo umano, venendo così dissabbiate, pronte per essere messe in padella.

In ogni caso è buona norma lasciare le vongole in acqua e sale per almeno un paio di ore, meglio se coperte al buio, vengono poi sciacquate prima di essere messe in padella per farle aprire.

Ma passiamo alla ricetta!


Ingredienti per 4 persone

per il sugo

1kg di vongole

1/2 cipolla

60 ml di vino

prezzemolo

2 cucchiai di conserva di pomodoro

olio evo 

sale e pepe nero

per la polenta

400g di farina di polenta

1800ml di acqua

1 cucchiaio di olio evo

sale


Lasciare in ammollo le vongole in acqua fredda e sale così da spurgarle dalla sabbia (almeno un paio di ore). Lavare bene e farle aprire in una padella con coperchio e un poco di acqua a fuoco alto.

Toglierle dal fuoco e filtrare l'acqua in cui si sono aperte.

Fare un soffritto con 4 cucchiai di olio e la cipolla tritata, unire la conserva e bagnare con l'acqua filtrata, cuocere a fuoco basso per una mezz'oretta.

Unire poi le vongole e il prezzemolo, sfumare con il vino e proseguire la cottura per una decina di minuti.


Nel frattempo cuocere  la farina di mais sempre mescolando (qui spiego come fare la polenta).

Servire la polenta con il sugo di vongole.



Ecco le altre regioni d'Italia:


Piemonte: Bagnetto rosso piemontese

Lombardia: Risotto alla barbabietola con quartirolo e semi di papavero 

Trentino-Alto Adige: Insalata di mele e speck

Friuli-Venezia Giulia:  Risotto al pomodoro con crema di Montasio

Veneto: Cavolo rosso in agrodolce con mele e spezie 

Emilia-Romagna: Polenta con sugo di vongole 

Liguria: Sardenaira del Ponente  

Toscana. Mini “panettoni Marietta” con glassa al cioccolato bianco e guarnizione ai lamponi

Marche: Pere al vino rosso

Umbria: Pere al vino rosso e spezie con gelato

Lazio: Fettuccine ai peperoni di Pontecorvo

 Abruzzo: Baccalà con peperoni arrostiti 

Molise: Maccarune ch'i secce

Campania: Raffiuoli

Puglia: Seppie ripiene                    

Basilicata: Peperone crusco e pomodori invernali 

Calabria: Pitta alla ‘nduja 

Sicilia: U strattu 

Sardegna: Tagliatelle di castagne con fonduta si Casizolu, Pecorino Sardo, purpuzza, funghi e rubini di melagrana

Vi aspettiamo sulle nostre pagine social:

Pagina Facebook ed Instagram: @italianelpiatto

domenica 10 novembre 2024

Polpettine di pesce al curry

Versione al microonde

Eccoci con la rubrica Vista in rivista, oggi mi sono dedicata al pesce, un ingrediente che consumo troppo poco, purtroppo, ma che mi piacerebbe avere nella dieta settimanale, almeno 1-2 volte.

Questa ricetta mi ha colpito anche per la possibilità della doppia preparazione, sia con cottura al microonde che tradizionale, in padella. La rivista è Buona cucina di settembre 2003, un po' data ma con tante ricette e che purtroppo penso non sia più in edicola.

Naturalmente, le ho provate entrambe, sicuramente la procedura al microonde è più veloce  e anche più dietetica (manca completamente l'olio), ma personalmente preferisco l'altra, la crosticina che si forma sulle polpette dà una consistenza piacevole al palato.

Se le provate, fatemi sapere quale preferite!

Versione in padella

Prima della cottura al microonde
Ingredienti per 4 persone

500g di filetti di pesce bianco (io merluzzo)

1 manciata di mollica di pane raffermo

latte

prezzemolo

pane grattugiato

1 cucchiaino di curry

50ml di vino bianco+ 40ml

1 cucchiaino di amido di mais

olio evo (per cottura tradizionale)

sale



Mettere in ammollo nel latte la mollica di pane, spezzettare il pesce, metterlo in un robot da cucina, unire l'uovo, il prezzemolo, il sale  e il pane ben strizzato.

Azionare così da formare un composto omogeneo (se fosse troppo morbido unire un cucchiaio di pane grattugiato).

Formare delle palline, dopo essersi bagnate le mani così da prepararle in modo regolare, rotolarle nel pane grattugiato.

Cottura microonde:  posizionarle in un contenitore di ceramica, bagnarle con 50ml di vino, coprire e cuocere 5 minuti a 600Watt di potenza. Mescolare 40ml di vino con 3 cucchiai di acqua , stemperare l'amido di mais e il curry, salare. Versare questa salsina sulle polpette e cuocere per 3 minuti a 600watt di potenza. Far riposare un paio di minuti prima di servire.

Cottura in padella:  rosolare le polpette in un paio di cucchiai di olio per una decina di minuti. Toglierle dalla padella, e versare il vino 50+40ml  e l'acqua in cui si è sciolto il curry e l'amido di mais a freddo. Far sobbollire qualche minuto per rendere la cremina densa, aggiustare di sale e unire le polpette. Far riscaldare qualche minuto e servire subito.


Ecco le altre ricette "rispolverate"


Daniela: Crostata di zucca con le gocce di cioccolato  

Milena:  Crostata al cacao con panna cotta ai mirtilli   

Natalia: Torta di mele all’olio e rosmarino 


mercoledì 14 febbraio 2024

Matata, vongole al vino Porto


Oggi vi porto a Sao Tome and Principe un arcipelago di circa 20 isole nell'oceano Atlantico, nel golfo di Guinea. Le due isole maggiori sono São Tomé e Príncipe, distanti circa 140 km tra di esse, e situate davanti al Gabon; tutte le isole fanno parte di una catena vulcanica sottomarina nota come linea vulcanica del Camerun. 

Si trovano esattamente sulla linea dell'Equatore, tanto da ospitare una pietra miliare che marca il confine tra i due emisferi.

Deve il nome a Tommaso apostolo (in portoghese São Tomé) per via del giorno in cui fu scoperta dai portoghesi (21 dicembre 1471), all'epoca data di commemorazione del santo. Colonia del Portogallo, ottenne nel 1975 l'indipendenza e si diede l'ordinamento giuridico di repubblica semipresidenziale. (Notizie da Wikipedia)

La ricetta invece, un piatto davvero particolare, una specie di Sauté di vongole e verdure al Porto (non per niente è stata una colonia portoghese fino al 1975) è tratta  da qui.

Buon appetito!!!


Ingredienti

1 cipolla tritata

3 cucchiai di olio evo

500g di vongole

100ml di vino di Porto

50g di di arachidi tostate non salate

2 pomodori (io 10 pomodorini)

1 peperone rosso a pezzetti

200g di spinaci tritati

sale e pepe nero

peperoncino rosso in polvere


Scaldare l'olio d'oliva in una padella aggiungere le cipolle e rosolarle fino a renderle morbide, unire i pomodori e il peperone.  Unire gli spinaci, aggiustare di sale e peperoncino. Mettere il coperchio e cuocere per 10-15 minuti.

In un'altra padella  scaldare 2 cucchiai di olio, unire le vongole e sfumarle con il Porto, quando le conchiglie si aprono spegnere il fuoco.

Unire le vongole con il sughetto al Porto alle verdure, cuocere ancora 5  minuti dopo averle spolverizzate con le arachidi tritate.

A piacere, prima di servire macinare in superficie pepe nero.

Servire con riso bianco cotto al vapore.

Questa ricetta partecipa alla rubrica ABC - Un mondo di ingredienti

mercoledì 3 gennaio 2024

Calamari fritti alla mauriziana


T di tapioca e si vola alle isole Mauritius.

Oggi vi preparo una ricetta molto particolare, saporita e profumata, la ricetta viene da un cara amica mauriziana che vive nel mio paese e che ho interpellato in quanto volevo preparare le seppie fritte (per la lettera S). Dopo avermi spiegato la ricetta però mi svela che in realtà  utilizzano i calamari per i fritti e non le seppie, e qui entra in gioco la tapioca, che mi ha "salvato" la partecipazione al gioco...unico inghippo ora era trovarla!!!

Per fortuna ci ha pensato San Naturasi, dove spesso trovo ingredienti davvero inusuali, salvando così la mia partecipazione ad ABC-Un mondo di ingredienti 

Ingredienti


calamari

aglio

lime

peperoncino

amido di tapioca

uovo

farina di mais

olio di semi per friggere




Lavare e pulire i calamari: staccare delicatamente la testa dal mantello, nel mantello togliere le interiora, il sacchetto (è possibile conservare in una tazza l'inchiostro per riutilizzarlo) ed estrarre la penna. Passare nuovamente il calamaro sotto acqua corrente, lavarlo accuratamente poi eliminare la pelle esterna. Riprendere la testa, separare i tentacoli dal resto (occhi, che vengono eliminati), togliere il rostro che si trova al centro dei tentacoli  e poi togliere la pelle dai tentacoli stessi. Rilavare il tutto e tagliare a rondelle il mantello.

Mettere in infusione con aglio pelato e tritato fine, succo di lime e scorza, lasciare un paio di ore in frigo.


Scolare e asciugare. Preparare 3 piatti, in uno amido di tapioca, in uno farina di mais e in uno uovo sbattuto.

Passare i pezzetti di calamaro, prima nella tapioca, poi nell'uovo e infine nella farina di mais, friggere in olio di semi.

Servire subito ben caldo.

Con questa ricetta partecipo ad ABC - Un mondo di ingredienti

martedì 2 gennaio 2024

Merluzzo e cipolle alla piacentina


Buon Anno a tutti!!!

Si ricomincia con la nostra rubrica L'Italia nel piatto, rubrica di ricette regionali che ha come obiettivo la promozione enogastronomica del territorio, facendo conoscere prodotti o ricette tipiche. 

Il tema di oggi è “Una ricetta dedicata ai nonni”, una ricetta dei ricordi, che vorremmo dedicare proprio a loro. 

Appena ho letto il titolo non ho avuto dubbi: il merluzzo con le cipolle, era il piatto che preferiva la mia nonna e che me la ricorda più di ogni altro piatto!

E' un piatto povero e tipico della mia zona, per prepararlo si usa il merluzzo sotto sale infatti quando ero piccola le pescherie erano veramente rare nella mia città, mentre il merluzzo salato era presente in tutti i negozi di alimentari. Ricordo la scatola aperta con tutte i filetti di pesce uno sull'altro, disposti in modo confuso, infatti quando arrivata la "razdura", (la signora di casa), sceglieva con cura il filetto da acquistare, chi lo voleva spesso, chi sottile, chi largo e chi stretto... insomma bisognava rigirarli tutti prima di sceglierlo!

La mia nonna lo preferiva alto, così sosteneva fosse meno salato e più "carnoso", e poi via a casa a metterlo in acqua per toglierne il sale. Quanti bei ricordi, mi si sono sbloccati scrivendo questo post!

Altra particolarità di mia nonna era di servirlo con il pane e mai con la polenta, come direbbe la tradizione, la polenta non era di suo gusto, ma soprattutto le ricordava i tempi di guerra e  quindi era bandita dalla tavola, mai alla domenica e se proprio si insisteva, lei era la cuoca di famiglia, ce la concedeva pasticciata, con tanto ragù e besciamella, ma solo nei giorni feriali.

Ma passiamo alla ricetta, che come scrivevo prima è tipica piacentina (qui la ricetta dell'Accademia Piacentina).



Ingredienti per 4 persone

1-2 filetti di baccalà (merluzzo sotto sale)

4 cipolle bianche

20g di burro

olio evo

farina

concentrato di pomodoro

sale e pepe


Dissalare il baccalà, prima di tutto con un coltello togliere il sale sulla superficie, poi mettere in ammollo con acqua fredda per 3 giorni, cambiando l'acqua mattina e sera, mantenendolo in frigorifero.

Dopo i 3 giorni asciugare, (assaggiarne un pezzettino potrebbe essere utile per capire se il pesce è dissalato completamente), asciugare e infarinare dopo aver tagliato in tranci di 4 -5 cm di larghezza.

Scaldare l'olio in una grande padella e friggere fino a renderlo croccante all'esterno e cotto all'interno, tutto dipende dallo spessore (5-10 minuti). Scolare e passare su carta assorbente.

In un'altra padella grande scaldare 4 cucchiai di olio evo e il burro, pelare e affettare le cipolle bianche, unirle all'olio/burro e cuocerle a fuoco basso, aggiungendo un paio di cucchiai di concentrato di pomodoro.

Dopo aver cotto per circa 30 minuti le cipolle, unire i tranci di merluzzo fritti. Assaggiare prima di salare, così da rendersi conto del gusto, può capitare di non aggiungere sale, infatti se il pesce non si fosse dissalato a dovere, evitando il sale nelle cipolle, si ottiene un piatto equilibrato, in quanto tendono ad assorbirlo, quindi dopo le dovute attenzioni, aggiustare di sale e di pepe.

Proseguire la cottura per altri 20-30 minuti, girando il pesce, così da insaporirlo da tutti i lati. 

Servire con pane casereccio o polenta.

Ecco le ricette di altre regioni:


Friuli-Venezia Giulia:   Mele al vino rosso 

Veneto: Pane e latte 

Lombardia: I bruscitt col purè, ricetta della nonna Gina 

Emilia-Romagna: Merluzzo e cipolle alla piacentina 

Liguria: Polpettone di zucca

Toscana: Polpettone di nonna Lina

Umbria: Schiacciata al pomodoro e cipolla

Marche: Maritozzi marchigiani

Lazio: La torta di compleanno

Abruzzo: Minestra con i fagioli all’abruzzese

Campania: Pane al finocchietto selvatico

Puglia: Coniglio al forno 

Basilicata: Le fascine o strascinati di nonna Elisabetta 

Calabria: Pizza dolce di nonna Assunta 

Sicilia: Pesce stocco a tuttu d'intra Messinese

Sardegna: Le polpette di nonna Teresa