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lunedì 10 marzo 2025

Fregula al brodo di gamberi

Eccoci presenti anche questo mese con la nostra rubrica "Vista in rivista". 

Per l'occasione sfogliando una rivista di esattamente 10 anni fa: La Cucina Italiana del febbraio 2015, sono rimasta colpita da questa fregula risottata con gamberi marinati al mandarino. 

Una ricetta che mi è sembrata ancora molto attuale, ma soprattutto ideale per questo periodo per la presenza del mandarino nella marinatura dei gamberi.

Il mandarino, un prodotto quasi di nicchia qua al Nord, infatti si trova solo in questa stagione e per per la ricetta ho utilizzato quelli di Ciaculli, un frutto molto profumato e zuccherino, con buccia edibile, una vera eccellenza siciliana!

La ricetta è giustissima, non ho avuto difficoltà nell'approcciarmi, e quindi è esattamente uguale alla rivista. Unica variabile è la fregula, almeno visivamente, infatti ne ho utilizzato una più piccola e irregolare rispetto a quella della foto, penso che la mia sia un prodotto commerciale, mentre la loro sicuramente artigianale. 

Il loro prodotto mi ricorda tanto lo scuccuzzù, una pasta ligure di semola di grano duro (proprio come la fregola) che veniva utilizzata soprattutto per il minestrone, ma oggi anche per altri sughi di pesce. Vi prometto un ricetta anche con questo formato di pasta!


Ingredienti per 4 persone


240g di fregula

12 gamberi

1 finocchio

1 scalogno

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro

1 spicchio d'aglio

1 foglia di alloro

prezzemolo

1 mandarino

olio evo

sale


Sgusciare i gamberi, conservando teste e gusci. Immergere le code nel succo di mandarino e lasciare marinare per circa 20 minuti.

Preparare il brodo immergendo in 2 litri di acqua i gusci, le teste (a cui sono tolti gli occhi, che lo rendono amaro), l'alloro, aglio, gambi di prezzemolo, il pomodoro. Far bollire per 30 minuti.

Mondare il finocchio e tagliarlo a dadini piccoli, saltarlo in padella con 3 cucchiai di olio per 2-3 minuti. 

In una casseruola far appassire lo scalogno dopo averlo tritato con 2 cucchiai di olio, unire la fregula e farla insaporire per un minuto poi iniziare ad aggiungere il brodo ben caldo e cuocere come se fosse un risotto fino a cottura. Spegnere mantecare con olio evo, unire il finocchio e profumare con la scorza di mandarino grattugiata.

Nel frattempo rosolare nella stessa padella del finocchio i gamberi per un paio di minuti e poi distribuirli sui piatti con la fregula prima di servirli.

Decorare con la barba di finocchio.


Ecco le altre ricette tratte dalle riviste:


Daniela Cannelloni di pane carasau  

Milena  Sformatini di broccoletti con salsa al formaggio  

Natalia  Torta di semolino e pinoli 

mercoledì 29 aprile 2020

Savoiardi sardi

La scorsa settimana in casa abbiamo festeggiato un compleanno, un compleanno importante visto che era una cifra tonda tonda... e il "fortunato" era proprio mio marito.
Solitamente per questi eventi cerchiamo dei ristorantini un po' particolari , con delizie per il palato ma anche con ottime cantine appresso, luoghi giusti per addolcire la pillola (si diventa vecchi!!!!).
Quest'anno però eravamo bloccati in casa e così ho pensato di festeggiare con uno dei suoi dolci preferiti: il tiramisù!
Per renderlo ancora più goloso ho pensato di cimentarmi nei savoiardi sardi fatti in casa, e così cercando in rete ho trovato i Savoiardi di Pinella, una foodblogger che è una garanzia nell'ambito pasticceria.
Lei li chiama Pistoccus de caffei, il loro nome antico, infatti un tempo venivano preparati in rare occasioni durante l'arco dell'anno, per lo più in occasione di cerimonie come  ad esempio matrimoni ed altri riti, serviti in abbinamento al caffè. Si differenziano dai Savoiardi di Fonni  per la forma: questi ultimi infatti risultano essere più stretti e più lunghi, ma la loro preparazione è molto simile
Vengono utilizzati entrambi per la preparazione di ottimi tiramisù ed altri dolci che necessitano di una base di biscotto da inzuppare.
Ma passiamo alla ricetta che io ho diviso per 3, in questo modo mi sono venuti un numero di biscotti giusti per foderare il fondo della teglia (solitamente io faccio solo 1 strato di savoiardi), naturalmente sono perfetti come base per il tiramisù, ma se li volete servire con zabaione o con il caffè a fine pasto consiglio di cospargerli per ben due volte con lo zucchero a velo così da formale quella deliziosa glassa tipica!






Ingredienti
per circa 50 biscotti

6 uova a temperatura ambiente
100 g di zucchero
100 g di farina
Scorza grattugiata di limone






Prepararsi in anticipo le teglie con carta forno, la sac a poche con bocchetta liscia diam. 2 cm e lo zucchero a velo con il colino in prossimità, perchè il composto deve essere cotto il prima possibile per evitare che si smonti. Accendere il forno a 170°C.

Setacciare la farina.
Montare a lungo i tuorli con 50 g di zucchero fino ad ottenere un composto giallo chiaro e che scrive.
Montare anche gli albumi con i restanti 50 g di zucchero fino a renderli molto sodi.
Aggiungere la scorza grattugiata di limone alla crema di tuorli.

Unire una cucchiaiata di albumi ai tuorli, per allentare la crema, poi aggiungere farina setacciata e albumi, poco alla vota in modo alternato, mescolando con la marisa dal basso verso l'alto.
Con il saca poche fare dei bastoncini lunghi circa 10cm, distanziati tra loro. Cospargerli di zucchero a velo una o due volte (io, 1 sola).
Volendo si possono fare le perline, come spiega Pinella, "sbrumando" qualche gocciolina di acqua sullo zucchero a velo.
Mettere in forno ben caldo e abbassare la temperatura a 160°C (forno ventilato), cuocere per 15 minuti.
Togliere le teglie dal forno ma lasciarli raffreddare prima di toccarli.

Savoiardi con perline di acqua prima della cottura