sabato 2 maggio 2020

Zuccherini montanari


Oggi la rubrica L'Italia nel piatto tratta di piatti tradizionali che vengono serviti nelle feste nuziali o durante il rito del matrimonio.
In Emilia Romagna ed in particolare a Bologna si festeggia con gli zuccherini bolognesi (detti anche in dialetto zucarén), sono dei dolcetti tradizionali che accompagnano le occasioni più importanti come matrimoni. Hanno la forma di un anello nuziale e sono simbolo di abbondanza e felicità per gli sposi. In passato  i confetti erano molto costosi e non tutti potevano permetterseli, al loro posto venivano offerti agli invitati questi biscottini in segno di augurio di prosperità e felicità.
Hanno la forma di anello nuziale e simboleggiano la nuova unione
La preparazione richiede un pochino di pazienza per creare gli anellini, che dovrebbero essere proprio piccini piccini, ma per il resto la ricetta è molto facile.
Gli zuccherini bolognesi però li avevo già preparati anni fa e qui vi lascio il link, così mi sono spostata in collini a Porretta Terme sull'Appennino Tosco-Emiliano e qui ho potuto scoprire altri zuccherini, quelli montanari.
La base è simile, sempre una frolla, ma questi sono decisamente più rustici nella forma e più grandi di dimensione, inoltre vengono aromatizzati all'anice e glassati con la bollitura di zucchero e liquore di anice.
Anche questi venivano preparati e offerti agli ospiti per celebrare le feste importanti quali Natale, Pasqua e soprattutto in occasione dei matrimoni.
In diversi paesi dell'Appennino sono tuttora donati agli ospiti dei matrimoni, insieme a bomboniere e confetti, in segno di buon augurio.
Gli Zuccherini montanari sono stati inseriti nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) con il nome zuccherino montanaro bolognese, e sono venduti nei panifici della zona spesso raccolti in lunghe collane.



Zuccherini montanari

Ingredienti:
500 gr. di farina 00
200 gr. di zucchero semolato
 4 uova
 1 bustina di lievito vanigliato per dolci
100 gr. di burro
1 cucchiaio di semi d’anice
4 cucchiai di liquore all'anice
 un pizzico di sale

Per la glassa:
300 gr. di zucchero semolato
100ml di acqua
50 ml di liquore all’anice

In una ciotola montare le uova con lo zucchero utilizzando uno sbattitore elettrico fino ad ottenere un impasto spumoso. Su un tagliere versare la farina setacciata insieme al lievito, fare un incavo e versare il composto spumoso, un pizzico di sale, il burro sciolto sul fuoco e raffreddato, i semi d'anice e il liquore. il latte necessario per ottenere un impasto omogeneo. Impastare bene e se ci fosse bisogno aggiungere un cucchiaio o due di latte.

Con piccole quantità d’impasto formare dei cordoncini di circa 2-3 cm di larghezza, lunghi 10-12 cm.

Chiuderli ad anello, attorcigliandoli su se stessi e facendo attenzione che le estremità aderiscano bene. E' possibile tare dei taglietti per tutta la circonferenza gli anelli con le forbici (io mi sono dimenticata, questa forma utilizzando un nastro di pasta arrotolato e i tagli serve per far aderire meglio la glassa che si andrà a mettere dopo).

Mettere gli zuccherini su una placca coperta da carta  da forno, ben distanziati fra loro e cuocere in forno già caldo per 15 minuti a 160°.

Nel frattempo preparare la glassa.
In un tegame rotondo, largo e con i manici (comoda per candire) mettere lo zucchero, stemperarlo con il liquore all’anice e l'acqua.
Mettere sul fuoco il tegame e fare bollire fino a  110°C  aggiungerli direttamente nel tegame . Mescolare accuratamente a fuoco dolce per assicurarvi che tutti i biscotti vengano ricoperti dallo sciroppo in modo uniforme e continuare fino a che i dolcetti non risulteranno brinati perché lo zucchero si sarà cristallizzato .
Versare i biscotti su un vassoio rivestito con carta forno e lasciare raffreddare completamente.

Gli zuccherini si conservano in una scatola di latta per diverso tempo, venivano anche infilati ad un cordoncino e regalati come se fosse una collana.

Ecco i piatti delle altre regioni d'Italia:

Valle d’Aosta: Polenta ai formaggi con crema di fave 

Piemonte: Giuraje: I Confetti del Matrimonio Canavese

Lombardia: Tentasiù de la spusa (Torta di rose) 

Trentino - Alto Adige: Brezdel  

Veneto: Carfogn, il dolce degli sposi bellunese

Emilia-Romagna:  Zuccherini montanari

Liguria: Corzetti stampati con sugo di carne 

Toscana: Ginestrata 

Marche: Ciaramilla marchigiana 

Umbria: Zuccarini degli sposi 

Lazio: Le ciambelle degli sposi 

Abruzzo: Zuppa reale

Molise: Taralli di Venafro o v’scuott 

Campania: Le pastarelle degli sposi 

Puglia: La Faldacchea di Turi

Basilicata: Tumact Me Tulez - tagliatelle con mollica di pane, alici e noci

Calabria:Suspiri o durci de zziti 

Sicilia:"Maccarruna di zitu a stufatu" - Maccheroni dei fidanzati -

Sardegna: Bianchittos 

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venerdì 1 maggio 2020

Antipasto piemontese di peperoni e tonno


Questa conserva l'ho preparata per la prima volta lo scorso anno. Il nostro orto è stato molto generoso con i peperoni, così mi sono inventata di tutto, dal freezer tal quali, oppure congelati dopo aver preparato delle peperonate, ancora in agrodolce. Volevo provare qualcosa di insolito e così ho cercato in rete, trovando questa ricetta che mi ispirava parecchio, non ho esitato a provarla.
Assaggiando un mese dopo, l'ortaggio ormai era fuori stagione e così non ho pubblicato la ricetta, ma oggi  devo assolutamente, visto che già da un paio di settimane i peperoni sono negli scaffali del mio fruttivendolo, prodotti del Sud, meravigliosi e dolcissimi!
Oggi mi ritrovo a pubblicare questo ottimo prodotto, la prova assaggio è  stata un successo!
E' ideale come antipasto, molto stuzzicante, ma anche come contorno saporito o anche come cena veloce se aggiungete qualche altra verdura o come condimento pizza (Fantastico!).
Nel sito parlano anche di condirci la pasta, io non l'ho provato ma deve essere un ottimo consiglio..ed ora la ricetta!






Ingredienti

2kg di peperoni
15 filetti di acciughe
3 spicchi di aglio  tritati
2 cucchiaio colmi di zucchero
2 cucchiai di sale fino
200ml di olio d'oliva
200ml di aceto di vino bianco
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
200g di tonno sott'olio sgocciolato







Mondare i peperoni togliendo il picciolo e le parti interne bianche e tagliarli a quadrotti, un po' grandi (non piccoli come in foto perchè altrimenti non rimangono croccanti al punto giusto).

Tritare i filetti di acciughe, l'aglio e il prezzemolo. In una pentola capace unire tutti gli ingredienti ad eccezione del tonno.

Portare ad ebollizione, cuocere per 5 minuti dopodichè unire il tonno e cuocere ancora 5 minuti.

Versare l'antipasto ancora caldo nei vasetti sterilizzati, chiuderli e sistemarli in una pentola alta, così   da poterli coprire con l'acqua. Far bollire per 30 minuti, avvolgere ogni vasetto con carta scottex così da evitare che durante il bollore possano urtarsi e scongiurare la rottura.

Lasciar raffreddare i barattoli nell'acqua, quindi riporli in luogo fresco e al buio.
Attendere un mese prima di consumarli.


mercoledì 29 aprile 2020

Savoiardi sardi

La scorsa settimana in casa abbiamo festeggiato un compleanno, un compleanno importante visto che era una cifra tonda tonda... e il "fortunato" era proprio mio marito.
Solitamente per questi eventi cerchiamo dei ristorantini un po' particolari , con delizie per il palato ma anche con ottime cantine appresso, luoghi giusti per addolcire la pillola (si diventa vecchi!!!!).
Quest'anno però eravamo bloccati in casa e così ho pensato di festeggiare con uno dei suoi dolci preferiti: il tiramisù!
Per renderlo ancora più goloso ho pensato di cimentarmi nei savoiardi sardi fatti in casa, e così cercando in rete ho trovato i Savoiardi di Pinella, una foodblogger che è una garanzia nell'ambito pasticceria.
Lei li chiama Pistoccus de caffei, il loro nome antico, infatti un tempo venivano preparati in rare occasioni durante l'arco dell'anno, per lo più in occasione di cerimonie come  ad esempio matrimoni ed altri riti, serviti in abbinamento al caffè. Si differenziano dai Savoiardi di Fonni  per la forma: questi ultimi infatti risultano essere più stretti e più lunghi, ma la loro preparazione è molto simile
Vengono utilizzati entrambi per la preparazione di ottimi tiramisù ed altri dolci che necessitano di una base di biscotto da inzuppare.
Ma passiamo alla ricetta che io ho diviso per 3, in questo modo mi sono venuti un numero di biscotti giusti per foderare il fondo della teglia (solitamente io faccio solo 1 strato di savoiardi), naturalmente sono perfetti come base per il tiramisù, ma se li volete servire con zabaione o con il caffè a fine pasto consiglio di cospargerli per ben due volte con lo zucchero a velo così da formale quella deliziosa glassa tipica!






Ingredienti
per circa 50 biscotti

6 uova a temperatura ambiente
100 g di zucchero
100 g di farina
Scorza grattugiata di limone






Prepararsi in anticipo le teglie con carta forno, la sac a poche con bocchetta liscia diam. 2 cm e lo zucchero a velo con il colino in prossimità, perchè il composto deve essere cotto il prima possibile per evitare che si smonti. Accendere il forno a 170°C.

Setacciare la farina.
Montare a lungo i tuorli con 50 g di zucchero fino ad ottenere un composto giallo chiaro e che scrive.
Montare anche gli albumi con i restanti 50 g di zucchero fino a renderli molto sodi.
Aggiungere la scorza grattugiata di limone alla crema di tuorli.

Unire una cucchiaiata di albumi ai tuorli, per allentare la crema, poi aggiungere farina setacciata e albumi, poco alla vota in modo alternato, mescolando con la marisa dal basso verso l'alto.
Con il saca poche fare dei bastoncini lunghi circa 10cm, distanziati tra loro. Cospargerli di zucchero a velo una o due volte (io, 1 sola).
Volendo si possono fare le perline, come spiega Pinella, "sbrumando" qualche gocciolina di acqua sullo zucchero a velo.
Mettere in forno ben caldo e abbassare la temperatura a 160°C (forno ventilato), cuocere per 15 minuti.
Togliere le teglie dal forno ma lasciarli raffreddare prima di toccarli.

Savoiardi con perline di acqua prima della cottura


martedì 28 aprile 2020

Anellini all'uovo fatti a mano



Oggi a Light and Tasty si parla di pasta fresca fatta a mano, una cultura per me che sono piacentina. Qui spesso si prepara la pasta, solitamente pasta all'uovo, ma può capitare anche di bagnare la farina solo con acqua, come ad esempio per i nostri cari pisarei e fasò.
La ricetta che ho voluto proporre è una di quelle del "ricettario di famiglia", o meglio di quelle che si tramandano a voce, visto la semplicità!
Era il piatto preferito dalla mia nonna e spesso alla domenica veniva proposto, dico la verità a quei tempi non lo amavo particolarmente, diciamo che lo sopportavo, ma con il passare degli anni ho imparato ad apprezzarlo.
Ho scoperto poi che è una ricetta tipica piacentina, ed è presente anche nel nostro libro di riferimento scritto da Carmen Artocchini, che ognuno di noi possiede, naturalmente senza l'aggiunta dei "fagiolini di carne"...questa penso sia una aggiunta della mia cara nonna.
Ma passiamo alla ricetta!


Ingredienti per 4 persone

150g di farina 00
1 uovo
1 cucchiaino di olio evo
acqua
20g di burro

brodo di carne

1 cucchiaio di pane grattugiato
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 uovo
60g di lonza di maiale tritata a coltello
noce moscata



Fare la fontana con la farina sull'asse dedicata all'impasto, mettere all'interno l'uovo, l'olio e il sale, con una forchetta sbattere bene gli ingredienti e poi aggiungendo un poco di acqua tiepida iniziare ad impastare fino ad ottenere un impasto morbido, ma sodo.
Lasciare riposare per 30 minuti circa coprendo con una terrina.
Prepararsi la noce di burro sull'asse e passato il tempo imburrarsi leggermente le mani e iniziare a tagliare l'impasto in 5-6 pezzi.
Produrre dei filocini sottili di pasta, lo spessore sarà circa di 2mm, (avere le mani leggermente unte aiuterà la produzione). Effettuato una bisciolina di pasta, subito dovrà essere utilizzata per produrre gli anellini, in pratica si gira il filoncino attorno al dito, si salda e si strappa, formando tanti piccoli anellini (fare 1 biscolina alla volta, comporre gli anellini e poi fare una seconda bisciolina, altrimenti l'impasto si secca e gli anellini non si saldano correttamente).

Preparare i "fagiolini di carne": tritare a coltello la carne in modo da ottenere una specie di pasta, unire il resto degli ingredienti e mescolare bene.

Far bollire il brodo, poi spostare la pentola sul fornello più piccolo ed abbassare la fiamma, iniziare a formare i "fagiolini", dosando l'impasto con un piccolo cucchiaino e gettarlo nel brodo bollente, uno alla volta (attenzione utilizzate poco impasto perchè a contatto con il brodo tende a gonfiarsi e i "fagiolini" dovrebbero essere delle dimensioni circa degli anellini).
Finito, alzare la fiamma ed aggiungere gli anellini, cuocere 4-5 minuti.
Servire ben caldo con parmigiano grattugiato (a piacere).

Ecco le altre proposte:

Tagliolini con calamaretti e pomodorini  di Carla Emilia

Maltagliati  senza uova con pesto di piselli e nocciole di Daniela

Orecchiette di semola (fatte a mano) con cime di rapa  di Flavia

Fettuccine di grano saraceno ai cavoli siciliani di Franca

Maltagliati semi integrali con sugo finto  di Mary

Spoja lorda o minestra imbottita di Milena