venerdì 2 gennaio 2026

Pizza alla crema di Parmigiano con prosciutto crudo di Parma e aceto balsamico IGP di Modena


Buon Anno a tutti!

Eccoci ritornati con la rubrica L'Italia nel piatto e questo mese avrà come argomento LA PIZZA!

Ebbene sì, il 17 gennaio sarà la giornata mondiale della pizza e per dar risalto a questa data importante si è pensato di reinterpretare la pizza in base alla regione di appartenenza, prediligendo ricette della tradizioni o materie prime del territorio.

Proprio così è nata la mia proposta, una base di piazza margherita (pomodoro e mozzarella) che fanno da base, e che base, a qualche fetta di prosciutto crudo di Parma, una crema di parmigiano (ricetta dello chef Bottura, trovata sul web) e qualche goccia di aceto balsamico tradizionale di Modena IGP. 

In pratica ho messo su una base eccezionale, la classica margherita, tre eccellenze della mia regione, l'Emilia-Romagna.

Il gusto è spaziale, niente da dire, ma quello che ti colpisce è il buon sapore che persiste dopo averla assaggiata, evidentemente senza rendermi conto ho abbinato al meglio questi ingredienti. Vi invito a provarla e a scrivere qua sotto i vostri commenti! 


Ingredienti per 3 pizze

600g di farina 0 

5g di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

3 cucchiaini di sale

olio evo

salsa di pomodoro

2 mozzarelle da 100g

2 etti di prosciutto crudo

Crema di parmigiano

olio evo

Aceto balsamico tradizionale di Modena IGP


La sera prima impastare, mescolare 100ml di acqua a temp. ambiente, lo zucchero e il lievito, unire poi  la farina. Inserire poi l'acqua (ancora 250ml circa, dipende dal grado di assorbimento della farina) e quando il composto risulta ben incordato mettere il sale.

Impastando energicamente per almeno 10 minuti, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Lasciate riposare per 30 minuti. poi coprire con pellicola e mettere in luogo fresco (io frigorifero).

Il mattino dopo, verso le 7, togliere dal frigo, eseguire delle pieghe per sviluppare al meglio la maglia glutinica e garantire un'ottima alveolatura, e mettere nel forno spento con acceso la luce fino alle ore 14 (io, prima ho impostato il programma lievitazione del mio forno che dura 40 minuti e poi ho messo in forno) . 

Verso le ore quattordici riprendere l'impasto e stagliarlo in 3 parti da circa 250-300g l'una, fare le pieghe di rinforzo, formare delle palline ben arrotondate, spolverare leggermente con farina e coprirlo con pellicola e lasciarlo lievitare fino alle ore 20.

Una volta che i panetti sono lievitati stenderne uno alla volta su un ripiano, senza usare il mattarello ma allargandolo con le mani, dal centro verso il bordo e poi, come fanno i pizzaioli veri, facendolo debordare roteandolo, in modo che avvenga un’estensione più delicata.

E' possibile aiutarsi con farina o semola sul piano. Posizionarlo poi in teglie di ferro circolari leggermente unte di olio evo e procedere con la farcitura.

Mettere un cucchiaio di salsa di pomodoro e  la mozzarella a cubetti, cuocere in forno già caldo a 245°C, funzione pizza, mettendolo sul fondo o su una pietra refrattaria precedentemente scaldata, per 5 minuti circa.

Sfornare e farcire con i prodotti emiliani, Prosciutto crudo a fette , qualche cucchiaio di crema al Parmigiano già preparata (come da ricetta del link), e qualche goccia di aceto balsamico tradizionale.

Servire subito.

Ecco le diverse fasi

Ecco le proposte delle altre regioni italiane:


Liguria: Focaccia secca pizzata

Lombardia: Pizza bianca con luganega e crescenza, al profumo di rosmarino 

Veneto: Pissaladière alla veneta, con salsa di cipolle e sarde sotto sale 

Emilia-Romagna: Pizza alla crema di parmigiano con prosciutto crudo e aceto balsamico 

Toscana. Ciaccino ripieno 

Umbria: Pizza alla umbra: una pizza che diventa territorio

Marche: Pizza Rossini 

Lazio: La Falia di Priverno

Molise: Pizza assettata molisana

Campania:  Pizza napoletana con mozzarella di bufala 

Puglia: Pizza con stracciatella e funghi cardoncelli

Basilicata: Focaccia morbida del Vulture

Calabria: Grupariata di luzzi

Sicilia:  Sfincione Palermitano Vegano

Sardegna: Pizzette al taglio cagliaritane 


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sabato 27 dicembre 2025

Salmone con patate dolci, panna e lime


Nonostante siamo in periodo natalizio quest'anno non abbiamo voluto saltare la pubblicazione de Il Club del 27 di dicembre, complice la scelta di un libro molto interessante e con l'argomento decisamente "sul pezzo"!

Già il libro in questione è dedicato alle ricette natalizie e si intitola "Le bible des recettes de fete", è edito da ASAP , è in francese e può considerarsi davvero una bibbia di ricette adatte alle festività natalizie. 340 ricette tra antipasti, secondi e dessert da portare in tavola e fare bella figura.

Ho scelto di preparare questo salmone con patate dolci, proprio per la vigilia di Natale e vi assicuro che è stato molto veloce come preparazione e se presentato in cocotte individuali fa davvero un gran figura, oltre ad essere decisamente buono! Il dolce delle patate viene compensato dall'acido dei lime e la panna, come sempre, arrotonda il gusto, rendendo i bocconi "vellutati".

Qui , a questi link, potete trovare tutte le ricette tratte dal libro.


Ingredienti per 4 persone

3 patate dolci 

400 g di salmone fresco (tagliato a pezzi) 

1 cucchiaio di olio evo

2 lime

250 ml di panna liquida

2 cucchiai di aneto tritato

Sale e pepe






Cuocere a vapore le patate dolci tagliate a pezzi per 10 minuti (io al microonde per 8 minuti 900watt di potenza con un poco di acqua)

In una casseruola, rosolare i pezzi di salmone in olio caldo a fuoco basso (non devono dorarsi) per circa 10 minuti, unire poi il succo dei lime, aggiustare di sale e pepe.

Versare la panna e infine le patate già cotte.

Lasciare cuocere assieme per circa 10 minuti, così da amalgamare i sapori. Spegnere il fuoco e cospargere con aneto tritato.

Servire subito.

Con questa ricetta partecipo a Il club del 27

lunedì 22 dicembre 2025

Cestini di sfoglia con crema al salmone e melagrana


E siamo arrivati anche al Natale, sempre iniziato ieri questo 2025 e invece è già alla fine!

Qui a Light and tasty, abbiamo pensato di creare un piatto "rosso" che richiami il Natale e le festività, meglio se la ricetta è sfruttabile per qualche buffet o pranzo tra amici e parenti.

Per l'occasione ho preparato dei cestini di sfoglia, utilizzando la pasta pronta, che ho riempito con una cremina di ricotta in cui ho inerito una dadolata di salmone affumicato, che fa tanto Natale.

Ho decorato infine con aneto e chicchi di melagrana, quest'ultima oltre ad essere di un colore stupendo "rosso granato" ha anche per il suo significato.

La melagrana è considerata un simbolo di buona fortuna, abbondanza, fertilità e rinnovamento in molte culture, ed è tradizionalmente consumata a Natale e Capodanno per augurare prosperità e ricchezza in vista del nuovo anno. I numerosi semi rappresentano la ricchezza e la fertilità (portano abbondanza), è simbolo di vita e rinascita, collegato a miti antichi e divinità (portano rinnovamento).

Ma ecco la ricetta del finger food porta-fortuna!


Ingredienti
per 12 cestini

1 foglio di pasta sfoglia

200g di ricotta

100g di salmone affumicato

aneto

melagrana

pepe bianco

latte





Tagliare, con un coppapasta diametro 8cm,  12 dischetti di pasta sfoglia e dopo aver foderato uno stampo da muffins inserire i dischetti formando delle coppette, forare il fondo delle stesse con una forchetta.

 Spennellarle con un poco di latte e infornare in forno già caldo a 180°C per 15-20 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare completamente.

 Nel frattempo preparare la farcia: tagliare a listarelle e poi a quadretti piccoli il salmone, amalgamarlo con la ricotta e aromatizzare con un pizzico di pepe bianco (non usare il sale perché il salmone è già saporito a sufficienza).

Riempire i cestini con la farcia e decorare con chicchi di melagrana e foglioline di aneto.


Ecco altri piatti natalizi "in rosso":

Carla Emilia: Stelline di pancarré con mousse di prosciutto, uva rossa e melagrana 

Catia: Zuccotto di zuppa inglese   

Claudia: Insalata di rucola, pomodorini e melograno 

Daniela: Salsa di yogurt e ribes rosso  

Milena: Cocktail rosso di Natale    

Colgo l'occasione di inviarvi i miei più calorosi e sentiti

 Auguri di Buone Feste!!


martedì 16 dicembre 2025

Pappardelle ripiene di ricotta e limone


Eccoci all'ultima uscita dell'anno della nostra rubrica sulla pasta, "La pasta è magia", quella prima del Natale e proprio per questo ho voluto proporvi un piatto alternativo, molto delicato ed aromatico ideale per la cena della Vigilia.

Era da un po' di tempo che lo pensavo, queste pappardelle ripiene si trovano spesso sul web, e a mio parere sono molto interessanti e si presentano bene!
Ho voluto provare un ripieno al limone, un agrume che adoro, e che grazie al pollice verde di mio marito, ho in abbondanza e sono pure biologici!

Altro aspetto interessante è che sono veloci da preparare, in un 'oretta si preparano senza patemi. La cottura non risulta problematica, meglio se in pentola bassa e larga, l'aiuto del mestolo forato è essenziale sia per evitare che si attacchino al fondo della pentola sia per scolarli.

Non consiglio di congelarli, in quanto essendo piuttosto compatti si rischi una cottura non ottimale, se cuocete poco, l'interno del ripieno rimane freddo, se cuocete troppo la pasta risulta scotta....quindi fateli freschi!

E dopo queste mie "perle di saggezza" (scherzo naturalmente) passiamo alla ricetta!!!



Ingredienti per 6-8 persone

(8 pappardelle)

200g di farina,

 2 uova

1 cucchiaio di olio

sale

Ripieno:

500g di ricotta

8 cucchiai di parmigiano grattugiato

3 limoni non trattati (solo scorza)

1 pizzico di sale



Preparare il ripieno. Amalgamare la ricotta con il formaggio grattugiato, il sale e il sale. Aromatizzare con la scorza di limoni grattugiata (fare attenzione di inserire solo la parte superficiale della scorza, il bianco, chiamato albedo, dà un sentore di amaro).

Preparare la pasta. Fare la fontana con la farina, inserire le uova, l'olio e il sale, sbattere con una forchetta gli ingredienti all'interno della fontana e poi iniziare ad incorporare la farina dall'interno del "cratere" .

Impastare bene a mano con i palmi aperti fino a sentire il classico schiocco della pasta (non so se vi è mai capitato, ma secondo la mia nonna era la pasta che di avvisava che era pronta per essere utilizzata).

Far riposare 30 minuti, coperta da un telo.

A questo punto si tira una sfoglia con macchinetta (penultimo foro, l'ultimo è quello più sottile), e si prepara delle strisce 30cm x 8cm, su cui si deposita una striscia di ripieno con il sac a poche o anche con un cucchiaino, si richiude  su se stessa la pasta, facendo attenzione che non rimanga aria all'interno (infatti l'aria in cottura potrebbe farli aprire). Tagliare con la rotellina, come nelle foto.

Tutte le fasi: la deposizione del ripieno, la chiusura e l'arrotolamento

Girare la pappardella mettendo il bordo ondulato (il taglio della rotellina) verso l'alto, e poi avvolgere su se stessa formando una girella.

Cuocere in acqua salata bollente per 5 minuti circa, Aiutandosi con un mestolo forato per evitare che si attacchino al fondo della pentola. 

Condire con una colata di burro fuso, erba cipollina e noci spezzettate grossolanamente. A piacere anche una spolverata di Parmigiano grattugiato.



Ecco le altre proposte di pasta:


Carla Emilia: Gnocchetti alla barbabietola con gorgonzola, noci e melagrana 

Daniela: Gramigna con radicchio, stracchino e noci  

Milena: Cannelloni di crepes alla barbabietola rossa ripieni di caprino, mortadella, gorgonzola e pistacchi.  

Natalia: Ravioli con ripieno di baccalà e patate e sughetto di pomodorini gialli