venerdì 10 maggio 2024

Fagottini di petti di pollo alla bresaola


Oggi ha inizio una nuova avventura, una rubrica ideata da Natalia (blog Fusilli al tegamino) che ha l'intento di accorciare le nostre "to do list" delle ricette scovate nelle riviste.

Dite la verità, tutti voi che amate cucinare avete liste di ricette da provare, spesso tratte da riviste o da ritagli di giornali, carpette colorate e pile di riviste altissime con segnalibri od angoli girati, quindi perchè non impegnarsi a provarli tutti assieme?

Da qui è nato il progetto e con Milena (blog Dolci e pasticci) partiamo per questa impresa, ci volete seguire? 

Come prima ricetta ho preparato questi involtini di pollo alla bresaola, ricetta tratta da La Cucina del Corriere della Sera (novembre 2009), l'angolo della pagina era piegato (come di consueto) e visto la scelta dopo tanto tempo era ancora condivisa!

che devo sempre inventarmi qualche variante con la carne di pollo mi sono cimentata subito... come vi sembra?

A noi è piaciuta parecchio e devo ammettere che si presenta anche molto bene, quindi una buona proposta non solo per una cena in famiglia, ma anche per una serata con amici! Alla prossima! 


Ingredienti

8 fettine di petti di pollo
400g di patate
40g di bresaola
50g di fontina 
1 limone 
olio evo
sale 
rosmarino

Lavare le patate, lessare per 30 minuti in acqua bollente, scolare spellare e renderle purea con una forchetta o lo schiacciapatate, aggiustare di sale, e poi unire la bresaola tagliata a listarelle e la fontina a cubetti.


 Battere con il batticarne le fettine, mettere il ripieno avvolgerle a fagottino e fissare con lo spago da cucina dopo aver sovrapposto una fettina di limone. 

Pennellare le fettine di pollo con un poco di olio, mettere un paio di cucchiaio di olio in una padella dal fondo spesso, scaldare e poi aggiungere i fagottini, rosolarli da tutti i lati e poi aggiustare di sale.

Continuare la cottura per una quindicina di minuti, rigiraldoli spesso.

Servirli ben caldi.


Ecco i link delle mie colleghe:

mercoledì 8 maggio 2024

La cassola, dolce ebraico romanesco


La cassola, un dolce a base di ricotta, senza farina, ma piacevole e aromatica al gusto grazie alla cannella e alla scorza del limone. Ho conosciuto questo dolce tramite Biagio del blog Glogg the blog, che pubblica sempre ricette interessanti e mai banali e siccome oggi è il suo compleanno ho pensato di festeggiare con lui dedicandogli questa torta.

Ma diciamo giusto due parole su questo dolce,  che è poco conosciuto essendo una ricetta dei tempi passati, usava prepararla solo con la ricotta di  pecora perché era quella che si reperiva più facilmente, ora purtroppo è più semplice trovare la ricotta vaccina, Importante è scolarla dal siero il più possibile, si consiglia di tenerla in un colino per una notte in frigo. Anticamente si cuoceva in padella, ora naturalmente sostituito dal forno.

Questa ricetta è tipica di una festività ebraica la Shavuot (Tempo del dono della nostra Torà), durante la quale il pasto è a base di latte e latticini.

La presenza dell'uvetta è facoltativa, può essere anche senza, oppure sostituita con gocce di cioccolato (questa è una variante odierna!)

Tanti auguri Biagio, buon compleanno!


Ingredienti per uno stampo rotondo da 20 cm

500 g di ricotta 

150 g di zucchero

1 cucchiaino di cannella macinata

3 uova grandi (o 4 medie)

50 g di uvetta

Burro  per ungere la teglia

1 cucchiaio di pangrattato




Prima di tutto preparare la ricetta mettendola in un colino con sotto una ciotola e mantenerla in frigo per almeno 1 ora o anche una notte, se fosse molto umida, così da renderla asciutta e soda. 

Lavare l'uvetta e metterla in ammollo in acqua tiepida per almeno 30 minuti.

In una ciotola grande, mescolare la ricotta, lo zucchero e la cannella, mescolare con una marisa e poi passarla con lo sbattitore elettrico, unire un uovo alla volta e continuare a montare  fino a ottenere una pastella liscia e omogenea. Aggiungere l’uvetta, dopo averla strizzata e asciugata, incorporarla con la marisa.

Ungere una teglia da 20cm con il burro e poi cospargere con pane grattugiato. Versare la pastella nella teglia preparata.

Cuocere in forno già caldo a a 180°C per circa 60 minuti, finché la parte superiore non sarà dorata e soda al tatto (in un primo tempo visivamente tende a formarsi una ciambella poi lentamente la parte centrale sale mentre cuoce).

Lasciare raffreddare completamente la torta nella teglia prima di traferire su un piatto di portata.

La cassola va conservata in frigorifero essendo piuttosto umida, si consiglia di portare a temperatura ambiente prima di servire. Personalmente la preferisco fresca.

lunedì 6 maggio 2024

Confettura di cipolle rosse


Oggi a Light and tasty parliamo della Festa della mamma, che cadrà la prossima domenica.

 Da piccolina ricordo che si festeggiava l'8 maggio, con le maestre si facevano letterine colorate e regalini "fatti a mano" (la parola home made non esisteva ancora :) ) poi si passò alla seconda domenica di Maggio, giusto per rendere tutto più commerciale (questo è un mio giudizio), a parte gli scherzi, una festa alla domenica presuppone ristoranti pieni, fioristi soddisfatti e albergatori pure, quindi perché non approfittare di questo?

In realtà forse la decisione fu presa per accomunare la festa con gli altri stati esteri, infatti in gran parte degli stati europei, negli Stati Uniti, in Giappone, in Australia e in numerosi altri Paesi la festa cade nella seconda domenica di maggio; in Spagna, Portogallo e Ungheria la prima domenica di maggio; nei paesi balcanici l'8 marzo; in molti paesi arabi la festa cade invece nel giorno dell'equinozio di primavera. 

Dopo questa disquisizione sulla data, vi dirò che personalmente non amo queste feste, anche se come tutti ci si adegua, in famiglia purtroppo l'unica mamma sono io, non abbiamo più nonne da festeggiare e quindi ho scelto una ricetta che amo particolarmente: la confettura di cipolle rosse.

Mi piacciono tanto i formaggi e finire un pasto con anche solo una noce di grana è un'abitudine a cui tengo particolarmente e se lo accompagno con un cucchino di confettura o di miele lo apprezzo anche di più. Quindi propongo questa preparazione, che oltre a non essere impegnativa e complicata è una delizia per il palato, unico neo l'odore di cipolla che sprigiona durante la cottura ...ma ne vale la pena!



Ingredienti 

1 kg cipolle rosse

400 g zucchero di canna

100 ml aceto balsamico

3 foglie alloro

1 pizzico sale fino


Pelare le cipolle e affettarle sottilmente posizionandole poi in una ciotola capiente.

Spolverare con lo zucchero di canna, unire poi l’aceto balsamico e le foglie di alloro. Mescolare per bene e lasciare macerare per almeno 3 ore.

Durante la macerazione mescolare ogni tanto, questo serve per distribuire lo zucchero e far perdere l'acqua di vegetazione alle cipolle.


Spostare tutto il composto anche con l'acqua di vegetazione in una pentola a fondo spesso, mettere il sale e accendere il fuoco a fiamma media.

Lasciar cuocere per circa 40-50 minuti, mescolare di tanto in tanto e quando il liquido sarà diventato denso togliere le foglie di alloro, spegnere.

Versare il composto ancora bollente nei vasetti ermetici precedentemente sterilizzati, chiudere con tappi nuovi e rigirarli sotto sopra per 15 minuti. Rigirarli e quando risulteranno freddi controllare che siano sottovuoto. 

Con queste dosi si preparano 3 vasetti da 250ml. Dura almeno 6 mesi-1 anno, ma non durerà, purtroppo!



Ecco altre proposte:

Carla Emilia: Pollo all’eoliana 

Catia: Cheesecake alla stracciatella  

Cinzia: Torta di fragole light col Bimby 

Milena: Risotto con crema di carote e curry   

giovedì 2 maggio 2024

Le streghe farcite



L'Italia nel piatto si veste di Giallo in onore dei preziosi prodotti, miele, pappa reale, polline, che ci regalano le api. Infatti il 20 maggio sarà la giornata mondiale delle api e vorremmo richiamare l’attenzione su questi insetti e sull’importanza della loro salvaguardia a livello mondiale. 

Svolgono  un ruolo strategico per la conservazione della flora attraverso l'impollinazione, contribuendo al miglioramento ed al mantenimento delle biodiversità. Una diminuzione delle api può quindi rappresentare una importante minaccia per gli ecosistemi naturali. Ho sempre avuto qualche arnia quando ero piccola perchè mio padre ci teneva tantissimo, attorno alle arnie aveva creato un piccolo frutteto con ogni tipologia e varietà di frutta per rendere confortevole il luogo. Poi purtroppo l'epidemia di Varroa destructor (un caro parassita delle api) le fece morire insediandosi nell'apiario verso la fine degli anni 80. Avere api e produrre miele è una attività molto piacevole e interessante, un mondo affascinante grazie a questi insetti davvero speciali!

In Italia ci sono tantissimi piccoli apicoltori, che producono soprattutto per autoconsumo, mentre aziende produttrici ce ne sono davvero poche e avrebbe senso incentivarle, visto che i mieli che arrivano dall'estero non sempre sono di qualità. Un altro problematica è la mancanza di DOP, in Italia ce ne sono solo 3:
- Miele della Lunigiana Dop viene prodotto in due tipologie: acacia e castagno 
- Miele delle Dolomiti Bellunesi Dop è prodotto nell’intero territorio della provincia di Belluno, e si distinguono le tipologie di miele millefiori, acacia, tiglio, castagno, rododendro e tarassaco 
-Miele Varesino Dop è un miele monoflorale di acacia. La zona geografica di produzione è in provincia di Varese e le arnie devono essere situati nel territorio di pianura ed in collina, ad altezza non superiore ai 600 m.

Avremmo bisogno di assegnare delle Dop a questo prodotto, così da garantirne la qualità, in fondo attraverso un esame specifico (melissopalinologia, analisi del polline residuo presente) si riesce a riconoscere la specie botanica da cui deriva e anche dare un'idea quasi precisa della zona di produzione.

Ma ora parliamo della ricetta, che fa da "supporto" a queste farciture DOP per l'Emilia Romagna, le mitiche "Streghe", una ricetta antica della città di Bologna, che era venduta nel forno delle Sorelle Simili, loro misero a punto la ricetta e la pubblicarono nel loro libro Pane e Roba dolce. E' qui che si dice che nelle campagne del bolognese quando si voleva valutare la temperatura del forno prima in inserire il pane si metteva questa striscia sottile di impasto unta e salata, che poi veniva sgranocchiata durante il lavoro e siccome spesso si bruciacchiava (streia in dialetto) da lì il nome strega.

Dopo il successo che ebbero le sorelle Simili, molti forni a Bologna iniziarono a produrle e devo ammettere che sono molto piacevoli da accompagnare formaggi e salumi, in questo caso le ho preparate di una forma ben definita e farcite con le nostre bontà e un velo di miele, assemblando dei piccoli finger food ideale per  un aperitivo davvero goloso!


Ingredienti


500g di farina 00

250g di acqua

25g di lievito di birra

50g di strutto

12 g di sale

olio evo per pennellare la pasta 

sale fino da cospargere

Farciture:

Formaggio di fossa e noci

Squacquerone e pere

Prosciutto crudo e Parmigiano reggiano

Miele


Versare la farina sul tagliere e, al centro preparare la fontana, aggiungere il lievito, sciolto in poca acqua tiepida, lo strutto, sempre disciolto in poca acqua tiepida (io, ho fatto mezza dose)

Cominciare ad impastare e dopo 5 minuti, aggiungere il sale.

Lavorare ancora energicamente per altri 5 minuti, formare una palla, incidere l’impasto a croce, coprire e lasciare lievitare coperto per 45 minuti.

Con il matterello, o la macchina, stendere dei pezzi di impasto, conservando il resto in frigorifero e avvolto nella pellicola.

Ripiegare ogni pezzo su se stesso e stendere ancora fino a quando l’impasto sarà molto sottile.

Tagliare con la rotella dei rombi o quadrati di 3-4 cm. Posizionarle sulla leccarda del forno leggermente unta, ungere anche la pasta con un pennello e olio evo, spolverizzare con poco sale (più saranno sottili e più saranno croccanti!). Per ottenerli tutti uguali ho usato un coppa-pasta, ma dopo aver posizionato la striscia di impasto sulla leccarda, tagliato e poi tolto i rimasugli (che verranno rimpastati) in quanto se si deve spostare spesso non tengono la forma precisa.

Cuocere in forno già caldo (200 gradi, non ventilato) per circa 10 minuti.

Quando risultano ben fredde procedere a farcirle come indicato nella lista degli ingredienti:

-Formaggio di fossa di Sogliano DOP con noci e miele

-Prosciutto crudo di Parma DOP con Parmigiano Reggiano DOP e miele

-Squacquerone di Romagna DOP con pere e miele

Ed ora buon aperitivo con buone bollicine, vi consiglio uno spumante Ortrugo Extra Dry del Colli Piacentini DOC.




Ecco le altre giallissime proposte!

Piemonte: I torcetti al miele

Liguria: Pancakes con prescinseua, mirtilli, noci e miele millefiori delle 5 terre

Lombardia: Cupeta della Valtellina 

Trentino-Alto Adige: Mela cruda marinata, formaggio fresco e noci caramellate

Friuli-Venezia Giulia:  Bavarese di Montasio e miele 

Veneto:  Pollo Latte e Miele: tecnica padovana di allevamento per valorizzare il pollo ruspante 

Emilia-Romagna: Le streghe farcite 

Toscana. Crema fiorentina al miele di castagno con crumble al polline e ‘favo’ alla pappa reale 

Marche: Crescia con mele e miele

Umbria: Arvoltolo al pecorino e miele

Lazio: Crostatine con ricotta, miele e kiwi

 Abruzzo: Biscottoni abruzzesi con miele

Molise: Cicerchiata molisana

Campania: Portafoglio di lombata di maiale con asparagi e uova e riduzione al vino Aglianico e miele 

Puglia: Insalata di arance, mozzarella, capocollo di Martina con salsa al miele 

Basilicata: Biscotti al miele 

Calabria: Le nepitelle calabresi

Sicilia: Spaghetti con il Miele 

Sardegna: Savoiardone di Fonni con mousse alla pardula, miele di Lavanda selvatica, cialdine di Carasau glassate al miele e granella di nocciole