lunedì 27 marzo 2017

Tarte Flamiche ai porri per Il Club del 27



Ed eccoci per il secondo mese a partecipare al mitico evento del Club del 27.
Un gruppo di amici che decidono di pubblicare alla stessa ora e allo stesso giorno, tante ricette diverse, ma riguardanti uno stesso tema. il gruppo è ideato da Ale e con l'aiuto di Francy, Valentina Ilaria,  e sta diventando una bella opportunità per rispolverare e far rivivere grandi ricette, raccolte negli ultimi anni nell'ambito della sfida MTC.
L'argomento del  mese sono le PIE, quegli impasti ripieni di ogni Ben di Dio, che ci lasciano stupiti ogni volta che li assaggiamo. Ed infatti è stato così anche per me, dopo aver preparato diverse torte salate a base di porri, questa all'assaggio mi ha lasciato senza parole.
Davvero speciale, sarà la creme fraiche, sarà la preparazione a quiche, ma vi assicuro che è da provare!!!
Un grazie ad Annarita per la ricetta!


Ingredienti

Per la base (teglia diametro 22cm)
250g di farina
125g di burro
60 ml d’acqua fredda
1 pizzico di sale

Per il ripieno
2 cucchiai di olio evo
20g di burro
500g di porri
120g di crème fraiche
3 uova intere
sale e pepe




Preparare la base: aggiungere il burro alla farina e lavorare con le dita fino a creare un composto sabbioso poi unire il sale e l’acqua poco per volta. Amalgamare bene fino a formare un composto liscio. Avvolgere nella pellicola e lasciar riposare un’oretta (io l'ho preparata il girono precedente).

Preparare la creme fraiche: unire 60g di yogurt greco e 60g di panna da cucina, miscelare e acidificare con 1 cucchiaino di limone (io l'ho preparata il giorno precedente).

Lavare accuratamente i porri e tagliarli a rondelle sottili.
Far scaldare il burro e l'olio,  aggiungere i porri in padella facendoli stufare a fuoco basso, per circa 12-15 minuti.
Si deve evitare che si brucino ma si devono asciugare bene dall'acqua di vegetazione.
Aggiustare di sale e pepe, lasciare raffreddare.
Mescolare le uova, la crème fraiche, sale e pepe.
Stendere la pasta e foderare una tortiera imburrata e infarinata.
Bucherellare il fondo. Disporre i porri
raffreddati e versare il composto di uova sopra i porri.
Se si possiedono avanzi di pasta è possibile decorare il bordo della torta (nel mio caso stelline), che poi verrà spennellato con latte intero, prima di infornare.
Infornare a 180°C, forno già caldo per circa 30 minuti, sul ripiano basso del forno.

E' possibile effettuare anche una cottura in bianco, vale a dire senza ripieno. Dopo aver steso la pasta si può cospargere di fagioli secchi (sopra un pezzetto di carta forno) e poi cuocere alla stessa temperatura per 15 minuti, estrarre dal forno, togliere i fagioli, inserire i porri e l' appareil (parte liquida) preseguire poi la cottura per altri 15-18 minuti. (preferisco questa seconda cottura, anche se in questo caso non è possibile la decorazione del bordo, il fondo risulta decisamente più croccante!)

Con questa ricetta partecipo all'evento Club del 27 (tessera 31)


venerdì 24 marzo 2017

Zeppole di San Giuseppe



Quest'anno per la festa del papà ho voluto provare le mitiche zeppole di San Giuseppe, una ricetta partenopea che mi ha sempre affascinato e un po' intimorito.
Così domenica mattina senza pensarci troppo, ho preso spunto da lei, che per i dolci è uno dei miei guru, ed ho seguito in modo preciso la ricetta, senza nessuna variazione, tranne il dimezzare le dosi.
Grazie Vale, ho fatto un figurone!!!
Questo metodo a due cotture, prima una decina di minuti al forno e poi la frittura, mi sembra un'ottima soluzione, per ottenere il sapore della zeppola fritta senza che però risulti  troppo unta.




Ingredienti per circa 8 zeppole di grandezza media

125 g di farina 00 debole
125 g di acqua
20 g di burro
3 uova medie
 5 g di sale

olio di semi per friggere

Per la farcitura
Crema pasticcera (qui)

amarene sciroppate per la finitura
zucchero a velo (a piacere)


In una pentola dal fondo spesso, portare ad ebollizione l’acqua con il sale e il burro.
Raggiunto il bollore, versare la farina in un solo colpo e, fuori dal fuoco, mescolare con un cucchiaio di legno in modo da ottenere un impasto omogeneo, Deve staccarsi dalle pareti della pentola. Riportare sul fuoco, cuocere ancora per qualche minuto, continuando a mescolare, togliere dal fuoco.
Lasciare raffreddare per 5-10 minuti.
L’impasto non deve essere caldo al momento dell’aggiunta delle uova.
Trasferire il composto nel bimby o nella planetaria con foglia, iniziare ad incorporare le uova, uno alla volta (per bimby impostare 1-2 minuti vel spiga) .
Unire le uova, una alla volta controllando sempre la consistenza del composto (che deve presentarsi come una crema pasticcera soda) e non aggiungere l’uovo successivo se il precedente non è stato ben assorbito.

Trasferire l’impasto in un sac à poche con bocchetta a stella (io 10 mm) e formare le zeppole su una teglia ricoperta di carta forno.
Infornare a 200°C per circa 10-12 minuti, fino a quando le zeppole non si staccano facilmente dal forno e appaiono appena dorate.
Friggere subito in olio a 170°C,(tendono a sgonfiarsi, ma non temete poi si rigonfieranno friggendole) non più di 2 zeppole alla volta visto che in cottura si gonfiano molto, girandole spesso. Ci vorranno 5-7 minuti. La temperatura dell’olio non deve aumentare altrimenti si otterranno zeppole esternamente cotte ma non altrettanto internamente.
Controllare sempre la temperatura e se è il caso, spostare il pentolino dal fuoco per abbassarla, mantenere sempre il termometro per oli nella pentola.
Sgocciolar su carta per fritti o carta assorbente.

Diversamente dalla zeppola al forno, la zeppola fritta mantiene molto meno la forma in cottura perché si gonfia parecchio.

Farcire con la crema e con le amarene e il loro sciroppo (attenzione, visto che questo liquido è molto dolce tenderà a crepare la crema pasticcera, è una reazione chimica possibile, non temete è tutto sotto controllo!), a piacere spolverizzate con zucchero a velo.

Con quest delizie partecipo al contest Dolci dipendenze della cara Tania del blog Cucina che di passa


martedì 21 marzo 2017

Ciambella alle mele con fornetto Versilia



Oggi un dolcetto da prima colazione!
Una ciambella di mele, non troppo dolce, senza burro, ideale da intingere nel latte o nel te, per iniziare la giornata con un pieno di energie senza essere troppo appesantiti.
La sperimentazioni sul fornetto Versilia continuano, come pure le soddisfazioni.

Unica avvertenza, dopo i primi minuti a fuoco alto, abbassare la fiamma il più possibile e tenere il tutto coperto senza aprire per almeno 45 minuti.




Ingredienti (fornetto versilia diam 25cm)

4 mele
250g di farina
150g di zucchero
50g di fecola di patate
4 uova
250g di ricotta
100ml di latte
1 limone non trattato
1 bustina di lievito per torte








Pelare 2 mele e tagliare a piccoli pezzi, bagnare con un poco di succo di limone, in modo da evitare l'ossidazione.
Sgusciare le uova e separare i tuorli dagli albumi, montare a neve ferma questi ultimi (con le fruste pulite, mettere in disparte.
Sempre con il frullino montare i tuorli con lo zucchero, unire la ricotta a cucchiaiate, sempre a velocità media.
Proseguire con un leccapentola e aggiungere la farina, setacciata con fecola e lievito, muovendo il composto dal basso verso l'alto. Infine inserire le mele tagliate e gli albumi montati, facendo attenzione a non smontare il composto (stessi movimenti dal basso all'alto).
Imburrare il fornetto con burro e cospargere di farina (togliendo l'eccesso), oppure pennellare con questo magico composto, inserire il composto nel fornetto, facendo attenzione a non sporcare le pareti.
Pelare le altre due mele, affettarle e disporle sulla superficie, cospargere di zucchero di canna, chiudere con coperchio.
Cuocere a fiamma alta per i primi 4 minuti, abbassare poi il fuoco e proseguire per 50-60 minuti (fare la prova stecchino). Ricordarsi di non aprire prima di 45 minuti di cottura.
Far raffreddare completamente prima di sformare.

lunedì 20 marzo 2017

Insalata tiepida di cavolo riccio



Oggi a Light and Tasty, si parla di insalate!

" Il termine Insalata è un termine generico con cui si intendono:
- sia alcuni particolari vegetali, come le cicorie, le indivie, le lattughe i radicchi et similia;
- sia le cosiddette insalate semplici , ovvero quelle preparate o con verdure crude oppure con ortaggi cotti, ma di una sola qualità;
- sia le cosiddette insalate composte, vale a dire un insieme d'insalate diverse alle quali possono venire aggiunti altri ingredienti, come formaggio, parti bianche del pollo, pezzetti di tonno, code di gamberi, frutta, salumi, legumi cotti e tutto quanto detta la fantasia del cuoco,
L'etimo  non è certo, ma si propende per la derivazione dal latino insalare, a indicare l'abitudine di consumare questi ortaggi condite."
(tratto dal libro: Insalata da Tiffany - I libri dell'MTChallenge, ed. Sagep, a cura di A. Gennaro)

Personalmente ho proposto un'insalata composta, a base di Cavolo riccio, detto anche Kale, che va tanto di moda, vedete un po' se vi soddisfa...





Ingredienti per 2 persone

2 mazzetto di cavolo riccio
1 scalogno
4 canne di sedano
10 pomodori sardi
 2 cucchiai di olio evo
sale e pepe

riso venere nero


Mondare il cavolo riccio, togliendo la nervatura centrale e controllando le foglie

Lavare con cura e sbollentare in acqua salata per 4-5 minuti, assieme al sedano dopo averlo tagliato a tocchetti.

Scolarli e passarli in acqua fredda e ghiaccio.

Nel frattempo scaldare l'olio, soffriggere lo scalogno tritato, unire i pomodorini tagliati in 4 pezzi, aggiustare si sale  e pepe.

Lasciare cuocere per 5-10 minuti aggiungendo un poco di acqua se necessario.

Unire il cavolo cotto e il sedano e rosolare assieme per qualche minuto, aggiustando di sale.

Servire subito con riso venere nero cotto in acqua.



ecco altre proposte...



Insalata di farro con frutti di mare di  Carla Emilia

Insalata primaverile di sorgo con verdure croccanti  di Consuelo

Insalata di cous cous con spinaci e grana di Daniela

Insalata agrodolce di Eva

Insalata all’ananas di Maria Grazia

Insalata nel barattolo di Milena

domenica 19 marzo 2017

Terrina di trota tricolore



Più che un titolo di ricetta sembra uno  scioglilingua, chi non ricorda il classico Trentatré trentini, entravano in Trento...." e invece è un gran piatto, che sono riuscita a realizzare solo grazie all'aiuto di Giuliana, la vincitrice della sfida n. 63 dell'MTC.
E già, lei è una specialista di terrine: di carne, di verdura, di pesce, in crosta; avendo vinto la sfida del pollo fritto ha deciso di proporci come tema il suo amato piatto, scrivendo un post memorabile, in cui tutto è descritto nei minimi particolari.
Non avendo la terrina con coperchio e sfiato (d'obbligo) mi ero rivolta verso una ricetta in crosta, con carni miste e verdure, ma non mi convinceva e variavo ogni giorno gli ingredienti, senza arrivare al dunque!
Poi finalmente ho trovato la terrina e  mi si è aperto un mondo, ho trovato proprio la misura che cercavo, non troppo grande (16 x 9 cm, pari a 0,7l di capacità), ideale per preparare gli antipasti, che secondo me sono elegantissimi cotti in questo recipiente.
Ho provato a studiare qualcosa di colorato, a base di pesce (di lago/fiume) e l'effetto mi è piaciuto, voi cosa ne dite?
Devo ringraziare Giuliana, per i consigli nei post e anche per l'estrema disponibilità sul filo diretto!
Associo a questo piatto un dip di carote e un'insalata di spinacini, giusto per riprendere le verdure presenti nella terrina.
Per l'insalata ho preso spunto da una ricetta di Yotam Ottolenghi (Jerusalem) cambiando qualche ingrediente per renderla più vicina ai miei gusti.





Ingredienti per 4 persone

Terrina
400g di filetti di trota iridea
200g di filetti di trota irideasalmonata
3 albumi di uova media
150ml di panna da montare
1 cucchiaio di curcuma
sale
1 carota
10-15 foglie di spinaci
10 foglie di porro (da 2 porri diversi)
1 cucchiaio di olio


Togliere lische e pelle ai filetti di pesce, dividere in 3 ciotole (due di trota iridea, di colore bianco e una di trota salmonata di colore rosa). Ad ognuna aggiungere 1 albume, 50 ml di panna liquida da montare e 3 pizzichi di sale.
Mettere in frullatore il contenuto di un ciotola alla volta, azionare per un paio di minuti in modo da ottenere dei composti simili a mousse.
Ad un composto contenente la trota iridea aggiungere la curcuma in modo da ottenere una mousse gialla.
Avremo quindi 3 contenitori con:1 mousse bianca, 1 gialla e 1 rosa.
A questo punto si procede a cuocere le verdure: mettere a bollire un paio di litri di acqua, al bollore aggiungere circa 20g di sale (utile a fissare il colore), unire prima i porri cuocere 3-4 minuti, scolare e passare sotto acqua freddissima (sempre per preservare il colore), stendere su un telo bianco pulito, poi gli spinaci (cuocere 2 minuti), poi la carota tagliata con la mandolina a 4mm (cuocere 5 minuti). Passare sempre sotto acqua freddissima e poi stendere per asciugare.
Ungere la superficie interna della terrina con olio, foderare con le foglie di porro, posizionare poi le mousse di pesce, prima mettere 130g di mousse rosa, cercando di livellarla e premendo bene in modo da compattarla, ricoprirla con le foglie di spinaci ben asciutte, mettere poi quella gialla, le carote, e infine la bianca. Ricoprire con altre foglie di porro.
Compattare bene e cuocere in forno già caldo a bagnomaria a 170°C per 35 minuti.
Sfornare, aprire la terrina asciugare eventuale acqua presente (io ho usato lo scottex, premendo leggermente), lasciare raffreddare.
Mettere in frigo per una notte posizionando un peso in superficie in modo da compattare ulteriormente.
Servire il giorno successivo, a temperatura ambiente o tiepida dopo averla scaldata a bagnomaria.



Si avanzeranno delle mousse (volendo potete preparare due terrine) che io ho cotto al forno in teglia dopo averle cosparse di pane grattugiato aromatizzato con timo.




Dip di carote

250 g di carote
1 pizzico di peperoncino piccante tritato
1/2  limone succo
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1/2spicchio d’aglio
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di  miele
sale

semi di cumino


Si può preparare il giorno precedente.
Pelare le carote, tagliarle a tocchetti, cuocerle in acqua fino a quando sono tenere (dipende dalle dimensioni dei tocchetti).  a cottura ultimata, passare sotto acqua freddissima e inserirle nel boccale del minipimer.
Aggiungere peperoncino, zenzero, olio, aglio, miele e limone, azionare muovendolo dal basso verso l'alto in modo da montare leggermente la salsa. Aggiustare di sale.
Si conserva in frigo, senza cambiare colore anche un paio di giorni.
Quando si serve cospargere con i semi di cumino.


Insalata di spinacini

1 cucchiaio di aceto di mele
1/4 cipolla rossa tagliata a fettine sottili
10 datteri  tagliati a pezzetti
2-3 cucchiai di olio d’oliva
5 noci
sale e pepe
150 g di spinacini freschi, lavati e asciugati
1 fetta di pane in cassetta

Da preparare al momento
Sciacquare le fette di cipolla rossa in modo da renderla più digeribile, mettere in una ciotola con i datteri tagliati, aggiungere l'aceto diluito con acqua al 50%.
Tostare su piastra la fetta di pane e tagliarla a quadretti.
Mettere gli spinacini in una scodella, aggiungere il pane, le noci, le cipolle e i datteri (dopo averli scolati) e condire con olio d’oliva e sale.

Con questa ricetta partecipo alla sfida n.64 dell'MTC

lunedì 13 marzo 2017

Bieta e bietola da costa: due ricette light


Oggi a Light and Tasty parliamo di biete o bietole.

La bietola è una varietà di barbabietola da orto (diversa da quella utilizzata per la produzione dello zucchero), ne esistono tante varietà diverse, ma più semplicemente possiamo dire che  può essere suddivisa secondo la forma delle foglie:
– la bietola da coste, con un cespo di foglie verde scuro e con le coste (le parti bianche) molto lunghe e spesse,
– la bietola da foglie, detta bieta, con delle coste molto più piccole dove prevalgono le foglie di colore verde.
La bietola  è ricca di vitamina A, C e K e acido folico (che aiuta a metabolizzare il ferro).
L’alto contenuto di sali minerali (in particolare di calcio, magnesio e potassio) offre un buon mix per combattere l’osteoporosi mentre la ricchezza di fibre migliora l’attività digestiva.
Quindi mangiamo spesso questa verdura che si trova dalla primavera sino all'autunno, ottima anche solo lessata e poi condita.
Ecco due ricette semplicissime: Coste gratinate e Biete allo zenzero.



Ingredienti per 2 persone
800g di biete da costa

Coste gratinate
le coste
2 cucchiaini di olio evo
20g di burro
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
1 cucchiaio di pane grattugiato
sale

Biete verdi allo zenzero
biete
1spicchio di aglio
2 cucchiaini di olio evo
2cm di zenzero fresco
1cucchiaio di salsa di soia
semi di sesamo


Mondare le biete, staccando dal cespo tutte le foglie.
Dividere le parti bianche (coste), dalle verdi (foglia), mettendo le coste su di un tagliere e tagliando a triangolo in modo da separare la foglia verde dalla costa bianca.
Incidere la punta del “triangolo” della costa bianca e tirarla verso il lato opposto per eliminare i filamenti duri ( simili a quelli del sedano). Girare la costa e fare la stessa operazione anche dall’altro lato. Le coste vengono tagliate a tocchetti di circa 5 cm.
Temere separate le due parti, lavarle  e scottare in acqua bollente.
Le coste devono bollire per 15 minuti, scolarle e passarle sotto acqua fredda corrente. Scottare poi nella stessa acqua le parti verdi per 4 minuti, raffreddare velocemente con acqua e ghiaccio per fissare il colore della clorofilla.

Scaldare l'olio e il burro in una larga padella, aggiungere le coste dopo averle ben asciugate strizzandole Aggiustare di sale. e rosolarle per 5-10 minuti, spegnere e cospargere un cucchiaio di formaggio grattugiato.
Disporle in una teglia da forno, in modo da effettuare 5 -6 strati, Cospargere di parmigiano e pane grattugiato, mettere in micronde per 10 minuti a 610watt di potenza funzione grill, oppure in forno a 180°C fino a quando non si forma la crosticina.

Nel frattempo, scaldare l'olio con lo spicchio d'aglio, unire la parte verde delle biete, sfumare con la salsa di soia (non aggiungere sale, è sufficiente la salsa) e insaporire con lo zenzero affettato sottilmente. Togliere l'aglio, rosolare 5-6 minuti. Togliere dal fuoco e cospargere di semi di sesamo.

Ecco  altre idee per consumarle


Bietole rosse al forno con pinoli e grana  di Carla Emilia

Pesto di bietoline, timo e mandorle  di Consuelo

Torta salata ai semi di lino con bietole e carote di Daniela

Rustico intrecciato bieta e prosciutto di Eva

Zuppa di bietole e fagioli rossi di  Maria Grazia

Seppie e bietole  di Milena

domenica 12 marzo 2017

Gulasch di manzo dell'Alto Adige per Quanti modi di fare e rifare


E oggi si cucina tutti assieme per la rubrica Quanti modi di fare e rifare!
La Cuochina ci porta in Alto Adige, la mia seconda patria, tutti sanno quanto amo quella terra, le sue montagne, gli abitanti, le tradizioni, ogni volta che mi allontando cado in una tristezza infinita che mi accompagna per tutto il viaggio.
Da quando sono piccola vado in vacanza in Val Pusteria, se riesco sia in estate sia in inverno, lì mi trovo bene, come a casa, anzi meglio e mi auguro sempre di porterci andare a vivere prima o poi.
Quando arrivo al casello autostradale di Bressanone, sento già "profumo di buono", la resina degli abeti innonda l'abitacolo dell'auto e da quel momento inizio a sentirmi meglio.
Ma torniamo alla cucina, che qui in Tirolo, è ricca e gustosa, proprio come questo gulasch a cui ho voluto accompagnare gli spatzle, dei gnocchetti di farina molto deliziosi,di cui mio figlione va matto.
Spesso il gulasch viene servito con i canederli, ma ci sono locali in cui anche questi gnocchetti vanno alla grande e a mio parere forse si accompagnano meglio!
Questa ricetta dello "spezzatino tirolese"è un mix tra quella della Cuochina e di Anneliese Kompatscher, nel suo libro La cucina nelle Dolomiti. Ho utilizzato delle spezie acquistate proprio in zona,  nella lista degli ingredienti ho scritto i componenti del prodotto (purtroppo non conosco le dosi precise, ad occhio poco cumino e peperoncino, molta paprika dolce).
Ecco la ricetta e buona domenica!!!



Ingredienti per 4 persone
Gulasch
800g di spezzatino di manzo
200g di cipolle
50g di speck
120ml di vino rosso
1 cucchiaio di aceto
maggiorana
alloro
cumino
paprika dolce
1 spicchio d'aglio
peperoncino
sale
5 cucchiai di olio evo
30g burro
2 cucchiai di farina rasi
scorza di mezzo limone

Spatzle
300g di farina
2uova
1 pizzico di sale
140g di acqua

Consistenza dell'impasto
Affettare sottilmente le cipolle e l'aglio, tagliare a cubetti lo speck, scaldare l'olio una una casseruola bassa con coperchio, unire le cipolle el'aglio e lasciare imbiondire a fiamma bassa.

Aggiungere la  carne tagliata a cubotti, rosolarla da tutte le parti, in modo che si formi una leggera crosticina, sfumare con il vino e l'aceto, lasciare evaporare  e aggiungere le spezie (le mie erano predosate).

Aggiungere un bicchiere di acqua , coprire e lasciare cuocere a fuoco basso per circa due ore , controllando il livello dei liquidi, al limite aggiungere un poco di acqua ancora.

A questo punto, miscelare il burro a pomata con la farina, mescolando velocemente in modo che si amalgamino perfettamente, aggiungere al sugo e aggiustare di sale.
Spegnere il fuoco quando il sugo dello spezzatino ha raggiunto la densità voluta.

Preparare un trito di scorza di limone, cospargere non appena si spegne il fuoco.
Apparecchio per spatzle
Mantenere coperto a riposare per circa 5 minuti prima di servire accompagnato dagli spatzle.

Preparare l'impasto degli spatzle. con una frusta amalgamare la farina con le uova, salare  e poi aggiungere lentamente l'acqua, fino ad ottenere un composto colloso. Far riposare 30 minuti.

Far bollire 2 litri di acqua leggermente salata, raggiunto il bollore  colare i gnocchetti con l'attrezzo apposito.
Non appena vengono a galla, scolarli con la schiumarola e servirli subito con il gulasch.

E' possibile prepararli in anticipo, raffreddandoli con acqua fredda, verranno poi scaldati al micronde prima di essere serviti.




Vi aspettiamo il prossimo mese per un appuntamento con:
il Tagano, piatto regionale siciliano, di Agrigento, che solitamente si consuma nella giornata di Pasquetta.

mercoledì 8 marzo 2017

Confettura cachi e arance


Sempre con gli ultimi caki rimasti, quelli raccolti nel mio orto in autunno, ho provato a fare pure questa confettura.
Ho unito arance alla polpa setacciata dei cachi, il gusto è piacevole, l'acidità dell'arancia ci sta proprio a meraviglia e anche il colore è di quel bel arancione acceso, proprio come piace a me!
Provatela, è davvero deliziosa!






Ingredienti

1kg di polpa di cachi ben maturi
1kg di polpa di arance tarocco
1 kg di zucchero
1 busta di pectina.

Pelare i cachi e togliere il picciolo, passarli al setacci per evitare la presenza di filamenti (sono proprio loro che rendono alllappante la confettura).
Pelare le arance al vivo e raccogliere il succo e la polpa.

Mettere in una pentola a bordi alti unire la pectina e lo zucchero, mescolare bene.
Portare a bollore e far bollire circa 15-20 minuti, fare sempre la prova piattino (mettere un cucchiaino di confettura sul piattino far raffreddare qualche minuto e poi piegare il piattino, come fosse un piano inclinato,  valutando la velocità di discesa che dipende dalla densità).

Mettere nei vasi sterilizzati, quando è ancora bollente, chiudere con coperchi nuovi e girarli sotto sopra.
Attendere 10 minuti (il coperchio si riscalderà) e poi rigirare, entro mezza giornata si formerà il sottovuoto, se ciò non fosse si consiglia di sterilizzare.
Riporre la confettura in una dispensa buia e fresca.

martedì 7 marzo 2017

Confettura di cachi e mela al Calvados


Ho un garage piuttosto freddo e le cassettine di ca hi che avevo raccolto in autunno non sono ancora finite, così la scorsa settimana ho deciso di dar fine alle scorte.
Ho fatto maturare gli ultimi cachi mettendoli in un luogo fresco, ma non freddo, a contatto con delle mele e in un paio di giorni la mia scorta era maturata.
Tutto questo per poter effettuare le mie amate confetture!
Questa è stata la prima, con le mele, lo spunto l'ho preso da una cara amica Consu, del blog I biscotti della zia (qui) e devo ammettere che è molto buona, si sentono le mele sia nella consistenza che nel sapore, sia i cachi.
Nonostante i cachi fossero ben maturi e li avessi passati al setaccio, un poco è allappante devo ammetterlo.
Ideale per la farciture delle crostate, ma anche per spalmarla sulle fette biscottate e farci una buona colazione sana e golosa!
Grazie Consuelo!






Ingredienti (due vasetti da 500g)

1000 g di polpa di cachi maturi

2  mele renette

100 g di zucchero di canna

1 limone (succo)

150 ml di Calvados




Utilizzare solo cachi ben maturi
Pulire con una pezzuola inumidita i cachi, togliere la buccia e picciolo.
Passare al colino la polpa in modo da togliere  le possibili striature, dia bianche che scure.
Questa operazione è fondamentale per evitare o almeno diminuire tanto il gusto allappante. Raccoglierla in una pentola capiente dai bordi alti, unire le mele grattugiate, il succo di limone e lo zucchero.
Cuocere a fuoco basso, controllando spesso perchè evitare che si attacchi al fondo (le mele contengono la pectina che tende ad addensare).
 Il tempo sarà circa 30 minuti, ma è meglio verificare con la prova piattino (mettere un cucchiaino di confettura sul piattino far raffreddare qualche minuto e poi piegare il piattino, come fosse un piano inclinato,  valutando la velocità di discesa che dipende dalla densità).
Quando la consistenza sarà quella voluta, unire  il Calvados, mescolare bene continuare un monuto la cottura.
Invasare in barattoli di vetro puliti,quando il composto è ancora bollente,  mettere il coperchio nuovo e girare sottosopra il vasetto.
Attendere 10 minuti (il coperchio si riscalda) e poi rigirare, entro mezza giornata si formerà il sottovuoto, se ciò non fosse si consiglia di sterilizzare.

lunedì 6 marzo 2017

Involtini di tacchino con verza e speck


Oggi a Light and Tasty si parla di carne bianca, quella carne consigliata da medici e nutrizionisti per le sue proprietà intrinseche. Contengono infatti le cosiddette proteine “nobili” o di alta qualità, quelle che l’organismo non riesce a sintetizzare, senza però avere un quantitativo di grassi elevato.
I grassi contenuti sono poi in maggior parte mono e polinsaturi, come gli omega-3 e gli omega-6, quindi grassi “buoni”, solo un terzo è costituito da grassi saturi.
L'importante però è come si cucina la carne bianca, non si deve abusare di condimenti che farebbero aumentare i grassi del pasto e soprattutto si dovrebbe evitare di friggere.
Inoltre da diversi studi pare che il consuumo di pollo e tacchino contribuiscano alla prevenzione del tumore all’esofago (il rischio si riduce del 53%).
E poi parliamone non è comodo per noi donne lavoratrici prepparare la classica fettina quindi ecco qualche proposta veloce, buona e light per riuscire a cucinare piatti sani e particolari.



Ingredienti per 2 persone

4 fettine di tacchino
100g di verza
1patata
1 scalogno
50g di spinaci
4 fette di speck
olio evo
100ml di vino bianco secco
timo






Soffriggere in un cucchiaio di olio lo scalogno tritato, unire la verza tritata e sfumare con 50 ml di vino bianco. Dopo aver fato evaporare l'alcool a fuoco alto per qualche minuto aggiungere gli spinaci (utili a dare colore) e la patata tagliata a piccoli cubetti.

Aggiustare di sale, aromatizzare con il timo e cuocere per 30 minuti, aggiungendo un poco di acqua se ce ne fosse bisogno (non esagerare perchè il composto dovrà essere piuttosto asciutto).
Far raffreddare.

Passare al frullatore o al minipimer il ripieno. Farcire le fettine, spalmando la crema e arrotondandole su se stesse, formando gli involtini.

Avvolgere ogni involtino in una fetta di speck.

Scaldare due cucchiai di olio, rosolare da ogni lato gli involtini a fuoco alto, sfumare con il rsto del vino, abbassare la fiamma e cuocere una decina di minuti, rotolando in pentola gli involtini.

Servire subito con un'insalaltina fresca.

Ecco le altre proposte:


Filetto di coniglio al cognac di Carla Emilia

Burger di tacchino alle erbe provenzali di Consuelo

Petto di pollo con ananas e zenzero di Daniela

Involtini con olive nere e capperi di Eva

Hamburger di pollo con patate alla curcuma di  Maria Grazia

Coniglio ai sapori dell’orto di Milena